giovedì, 18 Giugno 2026

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Angela da Mondello: il manifesto dell’ignoranza made in Italy


Io sono davvero ma davvero schifata. E la ragione è Angela da Mondello.

Angela Chianello è diventata famosa, attenzione, per il suo tormentone “Non ce n’è Coviddi” davanti alle telecamere di “Non è la d’Urso”.

Una pandemia: migliaia e migliaia di morti in tutto il mondo, sistemi economici e sanitari al collasso e questa che fa? Si inventa un tormentone sul fatto che il covid non esiste. E ci fa pure un videoclip. Per fortuna è stata denunciata.

In tutto questo è stata spalleggiata da Barbara D’Urso. Io non se vi rendete conto che:
a) diamo continuamente motivo alla stampa estera di riderci addosso
b) la gente muore e qualcuno ci deve cantare sopra (ci lamentiamo di Charlie Hebdo poi)
c) la tv incinta queste “persone” a dare sfogo al disagio che hanno anziché frenarle.
Poi non ho ragione a dirvi di spegnere la tv ed evitare certi programmi?
Andiamo avanti.

Angela da Mondello denunciata per il videoclip

Non contenta di aver mandato in onda la sua stupidità, la neo famosa Angela decide pure di farci un videoclip “Non ce n’è” e i social si rivoltano: “Sei una vergogna, dillo a mio padre ricoverato che non esiste il Covid”.
Esatto: la gente muore ma lei da brava sciacalla ci canta sopra.

Per fortuna è stata denunciata per:
• occupazione abusiva ed arbitraria di un’area demaniale marittima in concessione, in assenza della licenza di pubblica sicurezza e di agibilità dei luoghi
• violazione delle disposizioni anticontagio e disattendendo il divieto di tenere spettacoli anche all’aperto

I poliziotti del Commissariato di Mondello hanno richiesto l’acquisizione di filmati, video e notizie dai principali social network e da alcune testate giornalistiche on line.
Secondo la ricostruzione una ventina di persone, senza distanza e senza mascherina hanno cantato e ballato “A Mondello non ce n’è Coviddi”.

Angela da Mondello: il manifesto dell’ignoranza made in Italy

Io dico: la situazione dell’Italia e mondiale è sotto gli occhi di tutti, come si fa ad essere così cretini?

Vi chiederei di non condividere i vari video della signora negazionista e di evitare i programmi spazzatura di Barbara D’Urso, compresi reality show.
Direi che sarebbe anche necessaria una petizione per far chiudere i programmi spazzatura come quelli di Barbarella che istigano personaggi come Angela Chianello a dare sfogo pubblico alla loro stupidità.

Non c’è rispetto per i morti, non c’è rispetto per i malati e per coloro che soffrono, non c’è rispetto per chi perde il lavoro e per chi deve fare grossi sacrifici in pandemia. Ecco cosa non c’è.

Iva Zanicchi: la negazionista con il covid19


Iva Zanicchi faceva parte del fazione dei negazionisti: il covid19 non esiste.
E ora? Ed ora che l’ha preso mi sa che ha cambiato idea. Come la maggior parte dei negazionisti che dopo aver millantato complotti sono finiti in ospedale con la polmonite.
La cantante al momento si trova ricoverata nell’ospedale di Vimercate, in Brianza, per una polmonite bilaterale che si è sviluppata dopo il contagio del virus.

L’annuncio di Iva Zanicchi: ho il covid19

E’ stata lei stessa ad annunciarlo: “Sono in ospedale, vi faccio vedere i miei angeli custodi. Oggi c’è una bellissima giornata fuori… voi mi dite che ce la farò, io lo so, ma sentirselo dire fa un certo effetto. Grazie a tutti per i vostri messaggi!”.
Subito ringrazia medici e infermieri: “Questi infermieri arrivano qui, con la tuta degli astronauti, giustamente perché si devono proteggere dal virus” ha ripreso tutti dicendo “I miei angeli custodi”.

La cantante, 80 anni, teme per la sua vita e chiede ai fan “Secondo voi morirò?”. Sorpresa a risposta di Sandra Milo: “Che Dio ti benedica e ti protegga e che medici e infermieri si prendano cura di te e ti rimettano in piedi al più presto. Siamo tutti con te!”.

Come sta ora Iva Zanicchi?
Lei stessa scrive: “Ora ho tutti i sintomi classici grande dolore alle articolazioni, febbre… oggi mi è preso ai bronchi e sono un po’ preoccupata. È una brutta bestia, bisogna fare tanta attenzione”.

Ivana Zanicchi lancia un appello sulla pandemia

A seguito del suo contagio Iva ha voluto lasciare un messaggio a tutti: “Mi raccomando fate attenzione”.
“Posso dire che è contagiosissimo, mio genero aveva la febbre, io ho pensato subito che avesse il Covid. Sono salita a casa sua e, anche se con doppia mascherina, credo proprio di averlo preso lì. Ho potuto constatare che è davvero contagioso. Noi cerchiamo di vivere ognuno in una stanza, ma è difficile. Bisogna fare molta attenzione e non prenderlo sottogamba”.

Katie Holmes ed i suoi segreti di bellezza

Katie Holmes ed i suoi segreti di bellezza: quali sono?
Come tutte le star ha i suoi beauty secret per tenersi in forma ed esser sempre bella e giovane.

L’ex ragazzina di Dawson’s Creek si scuce e racconta che ha una passione per la verdura cruda e ama l’attività fisica. Per essere sempre al top in pubblico, l’attrice rivela di avere una modella ispiratrice: Audrey Hepburn.

Katie crede profondamente che la bellezza venga da dentro e che i precetti per una vita generosa e mite aiutino le persone ad essere belle, dentro e fuori. Le sue massime sono: vuoi delle belle labbra? Dì parole gentili. Vuoi un bello sguardo? Cerca il buono negli altri. Vuoi essere magro? Condividi il tuo cibo con chi non ne ha.
Vediamo quali sono i suoi trucchi e segreti.

Make up di Katie Holmes

Ha rivelato che i suoi punti deboli sono le occhiaie che copre con Bibbi Brown Corrector, poi il correttore liquido della stessa linea e infine la cipria Bobbi Brown Shimmer Brick Compact. Per il viso usa una crema a bava di lumaca che ha la nota proprietà di cancellare i segni e le macchie, oltre che essere antiage. Ma il segreyo definitivo per una bella pelle del viso lo dichiara lei stessa “credo proprio che una pulizia profonda del viso sia obbligatoria per avere una bella pelle”.

Secret beauty hair di Katie Holmes

Come fa ad avere sempre una folta chioma lucida? Usa l’olio di oliva con cui fa una maschera per avere capelli forti e lucidi.

Katie Holmes: dieta ed attività fisica

Katie ha confidato che evita lo zucchero bianco e segue una dieta a base di verdura cruda. Sta molto attenta ai carboidrati, specie in vista della preparazione di un film e sul set mangia solo cibo bio. Beve un litro d’acqua al giorno e lo fa sempre.
Fa jogging, cardio-fitness, pilates e yoga in modo da rimanere magra e tonica.

Addio a Stefano D’Orazio: muore il batterista dei Pooh

Un anno terribile questo, tanti e troppi lutti: oggi diciamo addio a Stefano D’Orazio, il batterista dei Pooh.

È morto ieri sera Stefano D’Orazio e Roby, Red, Dodi e Riccardo hanno scritto «Stefano ci ha lasciato».

Si erano divisi nel 2016 e Orazio non era più il loro batterista ma sono rimasti amici fino alla fine.

Dopo 50 anni di carriera si sono salutati e noi vogliamo ricordarlo.

Addio a Stefano D’Orazio: muore il batterista dei Pooh

Su tutti i profili dei Pooh è comparso questo messaggio «Era ricoverato da una settimana e per rispetto non ne avevamo mai parlato… nel pomeriggio, dopo giorni di paura, sembrava che la situazione stesse migliorando… poi, stasera, la terribile notizia. Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui».

E’ arrivata così la triste notizia.

Dodi Battaglia ha scritto «Stefano non stava bene ma non sembrava niente di così allarmante. Era ricoverato a Roma in una struttura sanitaria. Si era infettato con questo virus, ma come tante altre persone… Aspettavo un messaggio di aggiornamento e invece mi è arrivata questa mazzata che mi ha spezzato le gambe. È devastante immaginarlo morire in solitudine».

Ricordando Stefano D’Orazio

Nato nel 1948 era entrato nella band nel 1971 quando Valerio Negrini, il batterista della prima formazione li aveva lasciati. Stefano divenne batterista e autore dei testi, raccontava che s’innamorò della batteria dopo aver sentito suonare Ringo dei Beatles.

Stefano era anche quello che nell’azienda Pooh Spa si occupava degli aspetti legati ai contratti e al marketing, metodico e preciso, sempre affidabile.

A sessant’anni la decisione di mollare la band e fare altro, i musical soprattutto ha firmato nel 2010 «Aladin» e i testi in italiano di «Mamma mia». L’anno dopo «W Zorro» e nel 2013 «Cercasi Cenerentola».

C’è stato un tour d’addio e con Facchinetti stavano lavorando ad un testo sulla pandemia “Rinascerò rinascerai”.

”Ho perso una parte di me stessa, Stefano era la mia forza, il mio sorriso, mi mancherà tutto di lui” scrive la moglie Tiziana Giardoni.

Era una star ma era anche un uomo allegro, simpatico e amante della compagnia, creativo e sposato prima di tutto con la musica.

E noi è così che lo ricorderemo.

Ciao Stefano.