mercoledì, 28 Gennaio 2026

Gossip

Home Gossip Pagina 17
News di gossip, pettegolezzi d’autore e cronaca rosa

Fidanzata Sinner: chi è Laila Hasanovic, la modella che conquista le tribune e il campione

Fidanzata Sinner: chi è Laila Hasanovic? Tutti ne stanno parlando: la fidanzata del campione è la modella danese Laila Hasanovic, figlia di origini bosniache e classe 2000.

Una presenza discreta ma sempre più centrale nella vita privata dell’atleta, che ha conquistato il suo posto non solo nella tribuna delle ATP Finals.

Ma anche nei ringraziamenti più sentiti del numero uno.

Fidanzata Sinner: chi è Laila Hasanovic?

Laila è nata e cresciuta a Copenaghen, ha studiato giornalismo negli Stati Uniti ed è diventata modella con un seguito social di tutto rispetto. In passato ha avuto relazioni con volti noti, come il pilota di Formula 1 Mick Schumacher e il calciatore danese Jonas Wind.

La svolta pubblica della loro storia arriva con la sua comparsa al box del giocatore durante le ATP Finals di Torino: un segnale netto che il legame ha cambiato toni, passando da rumors discreti a una relazione ufficiale.

Durante la premiazione di Sinner, lei era lì, tra familiari e amici, e lui non ha esitato a ringraziarla come “girlfriend”: parola che pesa come un diritto conquistato.

Anello, fashion e riservatezza

Il gossip ha preso fuoco quando, durante le Finals torinesi, Laila è stata avvistata con un anello all’anulare sinistro.

Non è ancora chiaro se si tratta di un fidanzamento ufficiale o di un gesto romantico simbolico, ma i fan già sognano. E nel frattempo, il suo stile non passa inosservato: durante le partite sfoggia un minimal chic sobrio ma sofisticato, mentre sui red carpet (come quello di Venezia) ha scelto abiti Armani di grande eleganza.

Chi conosce Sinner lo descrive come riservato, concentrato e poco incline allo spettacolo mediatico. Eppure, da quando c’è Laila al suo fianco, sembra più sereno, meno distaccato. Potrebbe essere proprio lei quel punto fermo capace di bilanciare le pressioni di una carriera stellare con la voglia di una vita normale, fatta di vacanze sulla neve, affetti familiari e complicità discreta.

Millie Bobby Brown sul Red Carpet non ci sta: quello “Smile!” di troppo

Millie Bobby Brown sul Red Carpet per la première della stagione 5 di Stranger Things, ha dato letteralmente fuoco ai flash. Un momento che ha fatto parlare tutti: quando un fotografo l’ha invitata a sorridere, lei ha risposto a tono: «Smile? You smile!», girandosi e andando via.

Millie Bobby Brown sul Red Carpet: perchè quella reazione?

Millie ha più volte confessato quanto sia difficile essere osservata costantemente. Da ragazzina stella di Stranger Things, ora è una giovane donna (e mamma!) che non vuole essere “congelata” nell’immagine di Undici.
A marzo di quest’anno ha denunciato sui social che molti titoli di giornale sul suo viso sono, a suo dire, bullismo mascherato da cronaca.

Non dimentichiamolo: Millie è diventata mamma nel 2025 con suo marito Jake Bongiovi. Proteggere la propria privacy, e quella della bambina, è diventato un valore primario. Non sorprende, quindi, che abbia reagito male a richieste invadenti sul red carpet.

Questo episodio arriva in un momento non proprio tranquillo: nelle settimane prima della première erano circolate voci di tensioni tra Millie e David Harbour. Ma sul tappeto rosso di Los Angeles i due hanno fatto pace con abbracci e sorrisi, smorzando (almeno in pubblico) ogni rumor.

Cosa ci fa capire davvero questo “botta e risposta”?

Non è solo un capriccio da star sul red carpet: è un segnale. Millie non accetta più di essere trattata come un prodotto fotografico da immortalare a tutti i costi. La sua risposta esprime insofferenza verso un tipo di lavoro mediatico che pretende emozioni (il sorriso), ma non sempre rispetta la persona dietro il viso da celebrità.

Nicole Kidman horror: The Young People, il nuovo film con Osgood Perkins

Nicole Kidman horror? Ebbene sì.

La straordinaria Nicole segna un nuovo capitolo della sua carriera con l’ingresso nel cast in questa nuova pellicola horror, intitolato The Young People. L’attrice, vincitrice dell’Oscar, torna a immergersi nel terrore dopo pellicole come The Others (2001) e The Killing of a Sacred Deer (2017). Perkins, al timone di un progetto prodotto da Neon e ambientato come sempre in territori oscuri e provocatori, arricchisce ulteriormente il suo curriculum horror.

Nicole Kidman horror: questo film fa già parlare

The Young People si presenta come un enigma narrativo: trama avvolta nel mistero, pochi indizi e un’atmosfera che promette incertezza.

Tra i dettagli trapelati, una tagline che recita “a bad trip by Osgood Perkins” e un’immagine inquietante: un personaggio chinato su una vasca colma di ciò che sembra sangue.

L’attesa è alimentata anche dal cast ricchissimo, che affianca Kidman a nomi come Tatiana Maslany, Heather Graham, Johnny Knoxville, oltre alle giovani protagoniste Lola Tung e Nico Parker.

Nicole Kidman: perché scegliere l’horror adesso

L’adesione di Nicole Kidman a questo tipo di progetto evidenzia una delle caratteristiche fondamentali della sua carriera: la volontà di mettersi in gioco, uscire dalle zone di confort e diventare parte di storie che sfidano il genere. Proprio come aveva già fatto con The Others o The Killing of a Sacred Deer, torna a immergersi in una dimensione da incubo, con forza e sensibilità.

Inoltre, collaborare con Osgood Perkins significa entrare in un contesto autoriale, dove l’horror non è solo spavento ma indagine stilistica, emotiva e visiva. La conferma del film è stata riportata anche da fonti australiane che sottolineano come la produzione sia già in corso a Vancouver.

Virginia Giuffrè: le mail di Epstein e gli intrecci tra Andrea, e Trump


Le nuove mail che riguardano Virginia Giuffrè vedono tre protagonisti: Epstein, morto; Andrea ex principe e Trump ancora al suo posto. Per poco probabilmente.

Le ultime e-mail rese pubbliche nell’ambito delle indagini sul caso Jeffrey Epstein gettano nuova luce sui rapporti tra il finanziere americano, l’ex Principe Andrea d’Inghilterra e Donald Trump.

I messaggi, datati tra il 2010 e il 2011, sembrano contraddire le dichiarazioni ufficiali di Andrea e suggeriscono una rete di contatti e conoscenze che va ben oltre quanto finora ammesso.

Andrea e la foto con Virginia Giuffre


Secondo quanto rivelato da The Guardian e Sky News, Epstein e Andrea continuarono a scambiarsi e-mail anche dopo che il duca di York aveva dichiarato di aver “tagliato ogni rapporto” con il finanziere.

In un messaggio del 28 febbraio 2011, un giorno dopo la diffusione della foto che lo ritraeva accanto a Virginia Giuffre, Andrea scriveva a Epstein:
“Sembra che siamo nella stessa barca e dovremo superarla insieme. Teniamoci in contatto e giochiamo ancora un po’ presto!!!!”
(Fonte: The Guardian, 12 ottobre 2025)

Un tono amichevole, quasi complice, che smentisce la versione ufficiale secondo cui l’incontro a New York nel 2010 sarebbe servito solo a “chiudere i rapporti”.
Altre e-mail mostrano che Andrea chiese a Epstein di coordinare la strategia mediatica per difendere la propria immagine, scrivendo:
Assicurati che ogni comunicato o lettera legale affermi chiaramente che non sono coinvolto e non so nulla di queste accuse.”
(Fonte: ABC Australia, novembre 2025)

Trump nelle e-mail: “Sapeva delle ragazze”

Donald Trump compare in diversi scambi di posta elettronica tra Epstein e i suoi collaboratori. In un’e-mail del 2 aprile 2011, Epstein scriveva a Ghislaine Maxwell:
“Voglio che tu capisca che il cane che non ha abbaiato è Trump. [La vittima] ha passato ore a casa mia con lui, e non è mai stato menzionato. Sono al 75%.”
(Fonte: Sky News, ottobre 2025)


Un altro messaggio, pubblicato da Time Magazine, riporta una frase inquietante:
“Ovviamente Trump sapeva delle ragazze, chiese a Ghislaine di smettere.”
La Casa Bianca ha bollato queste rivelazioni come “una montatura politica”, sostenendo che le e-mail sono incomplete e decontestualizzate, e che Trump “non era a conoscenza dei reati di Epstein”.

Un richiamo formale da Washington


Una lettera firmata da 16 membri del United States House Committee on Oversight and Accountability (commissione per la supervisione parlamentare) ha chiesto ad Andrew Mountbatten Windsor di sottoporsi a un’intervista trascritta entro il 20 novembre 2025, con lo scopo di chiarire «le identità dei co-cospiratori e degli abilitatori del signor Epstein» e di comprendere «la piena portata delle sue attività criminali».


È tuttavia importante sottolineare che gli Stati Uniti non dispongono del potere di costringere un cittadino straniero a testimoniare davanti al Congresso: si tratta dunque di una richiesta formale, ma senza capacità coercitiva effettiva.
Il richiamo arriva in un momento sensibile: le nuove pressioni legislative per la resa pubblica dei dossier relativi al caso Epstein stanno crescendo, e l’attenzione mediatica sulla vicenda del principe britannico si è intensificata.