giovedì, 29 Gennaio 2026

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Julia Roberts a Venezia tra glamour e polemiche

Julia Roberts a Venezia ha fatto un debutto tutt’altro che ordinario.

Dopo anni di attesa, l’attrice ha portato il suo carisma e la sua eleganza a una kermesse che ha visto la proiezione di After the Hunt, il nuovo film di Luca Guadagnino. Ma non è solo il film a far parlare di sé; il look che ha sfoggiato ha fatto girare la testa a tutti.

Outfit di Julia Roberts a Venezia

Per l’occasione, Julia ha scelto un abito blu navy firmato Versace, creato dal designer Dario Vitale. Questo lungo vestito in crêpe de chine ha una silhouette fluida e scultorea, perfetta per esaltare la sua figura. Le geometrie del tessuto catturano la luce in modo sublime, mentre il leggero strascico aggiunge un tocco di classe che solo una star del suo calibro può portare. Con i capelli sciolti in morbide onde e gioielli scintillanti di Chopard, Julia ha dimostrato che la vera eleganza è nell’essenzialità.

La questione After the Hunt

Ma parliamo del film! After the Hunt affronta temi complessi e spinosi, come le molestie sessuali e le gelosie accademiche. Julia interpreta una professoressa di filosofia coinvolta in un intreccio di relazioni e conflitti, tra cui l’accusa di violenza sessuale mossa da una studentessa a un assistente. La trama si sviluppa in un contesto universitario, e il film promette di sollevare interrogativi non solo sul mondo accademico, ma anche sulle dinamiche sociali attuali.

Tuttavia, la critica non è stata tenera. Molti si sono chiesti se il film riesca a trattare con la giusta profondità i temi affrontati, e alcuni hanno dato un voto piuttosto basso, evidenziando la confusione narrativa e i troppi interrogativi lasciati in sospeso. È un peccato, considerando il potenziale di un cast del genere e la visione di Guadagnino, noto per il suo tocco unico e provocatorio.

Nel frattempo, il gossip si è scatenato: chi non ha notato la chimica palpabile tra Julia e i suoi co-protagonisti? Ci sono già voci su possibili tensioni sul set e rivalità tra i personaggi. Ma, come sempre, la Roberts riesce a mantenere un’aura di fascino e mistero, incantando i fotografi e il pubblico con il suo sorriso genuino.

Emma Stone a Venezia: l’aliena che conquista tutti

La Mostra del Cinema di Venezia 2025 è stata teatro di un evento straordinario, dove l’illustre Emma Stone ha rubato la scena con il suo look mozzafiato. L’attrice, protagonista del film Bugonia di Yorgos Lanthimos, ha indossato un abito scintillante firmato Louis Vuitton che sembrava uscito da un film di fantascienza. Con quel suo stile alieno, Emma ha dimostrato di essere non solo un’attrice di talento, ma anche una vera icona di moda.

Bugonia con Emma Stone: un film che fa fiflettere

Ma oltre all’apparenza, Bugonia affronta temi profondi e inquietanti. La trama ruota attorno a una CEO, interpretata da Stone, che viene rapita da due complottisti convinti che sia un’aliena in missione sulla Terra. Questa narrazione paradossale non è solo un pretesto per l’azione; è una critica sottile alla nostra società e al modo in cui viviamo connessi, ma soli. Emma, durante una conferenza stampa, ha confessato che la costante connessione digitale ci priva delle nostre libertà. Un’affermazione che fa riflettere, non trovi?

La collaborazione tra Emma Stone e Yorgos Lanthimos è ormai consolidata. I due hanno già lavorato insieme in film come La Favorita e Povere Creature. Stone ha descritto il regista come una figura generosa che le permette di esplorare personaggi complessi. Questo legame si traduce in una sinergia creativa che rende ogni progetto unico e affascinante. Non è un caso che Emma si senta parte di una “famiglia” ogni volta che lavora con lui.

In un mondo dove i social media sembrano dominare, Emma cerca di mantenere la sua autenticità. Ha parlato del suo “Avatar”, quella versione di sé stessa che esiste online, e di come cerchi di separarla dalla persona reale. Questo approccio non solo la rende più relazionabile, ma la distingue nel mondo delle celebrità, dove spesso l’immagine supera la sostanza.

Look da giorno e da sera

Non possiamo dimenticare i suoi look da giorno, altrettanto affascinanti. Durante il photo call, Emma ha sfoggiato un tubino nero con dettagli in pizzo che ha catturato l’attenzione. Ogni outfit è curato nei minimi dettagli, mostrando il suo talento non solo davanti alla telecamera, ma anche nel mondo della moda.

Insomma, Emma continua a incantare non solo con il suo talento, ma anche con il suo stile unico. La Mostra del Cinema di Venezia 2025 ha confermato il suo status di superstar, ma anche di donna autentica e consapevole. In un’epoca di superficialità, è bello vedere qualcuno che sa come brillare rimanendo fedele a se stessa. Chi non vorrebbe avere un po’ di quella magia aliena nella propria vita?

Michelle Hunziker e Nino Tronchetti Provera: l’amore che scotta e le foto inaspettate

L’estate del 2025 è stata indubbiamente calda per Michelle Hunziker e Nino Tronchetti Provera, che hanno fatto parlare di sé più che mai. Dopo alcune apparizioni insieme, la coppia ha deciso di vivere la loro relazione alla luce del sole, lasciando alle spalle i segreti e le riservatezze. Ma chi avrebbe mai immaginato che il loro amore potesse essere così… “esposto”?

Nino Tronchetti Provera : la gaffe che ha fatto scalpore

Recentemente, alcuni scatti rubati hanno immortalato Nino in una situazione decisamente compromettente: completamente nudo mentre emergeva dalle acque cristalline durante una vacanza in Costiera Amalfitana. Un momento di intimità che ha lasciato Michelle in un certo imbarazzo, ma che ha anche acceso i riflettori su di loro. In copertina, la Hunziker sfoggiava un bikini mozzafiato, ma la vera star delle foto era il suo compagno, che non ha potuto fare a meno di mostrarsi in tutta la sua “naturalezza”.

Baci e regali ad alta quota

Ma la loro storia d’amore non si ferma qui. Dopo il clamore delle foto, Michelle e Nino sono stati avvistati in montagna, dove hanno scambiato baci appassionati e regali in un contesto romantico e suggestivo. La coppia ha dimostrato di non avere paura del gossip e di affrontare il mondo insieme, godendosi ogni attimo della loro relazione. Che si tratti di un viaggio avventuroso o di momenti di pura tenerezza, l’importante è che condividano tutto con il sorriso.

Ovviamente, i fan e i curiosi non hanno potuto fare a meno di commentare. I social si sono riempiti di reazioni, tra chi applaude la spontaneità della coppia e chi solleva un sopracciglio di fronte a tanta esposizione. Michelle, già esperta nel gestire la stampa, ha affrontato la situazione con il suo consueto charme, mentre Nino si è trovato improvvisamente al centro dell’attenzione.

Con la relazione che sembra procedere a gonfie vele, ci si chiede quali saranno i prossimi passi di questa coppia. Michelle ha già parlato di come gestire il gossip e sembra essere pronta a vivere la sua vita senza filtri. Quali altre sorprese ci riserveranno?

Le tate reali: le donne nell’ombra del trono

Le tate reali hanno avuto un ruolo molto più complesso di quanto si potrebbe immaginare. Non erano soltanto figure affettive che accudivano i bambini delle monarchie: spesso divenivano confidenti, educatrici, custodi di segreti di corte. La loro influenza, silenziosa e costante, poteva riflettersi non solo sul carattere e sull’educazione dei futuri sovrani, ma persino sulle decisioni politiche che questi avrebbero preso da adulti.

Come scrive lo storico David Starkey, “la stanza dei bambini reali era, in fondo, un laboratorio politico”: ciò che accadeva lì dentro poteva riverberarsi nei destini delle nazioni.

Le tate reali nel Medioevo e Rinascimento: le balie come madri “di corte”

Nelle corti medievali e rinascimentali era rarissimo che le regine allattassero i propri figli. Per ragioni di prestigio o salute, erano le balie a occuparsi dell’allattamento e dei primi anni di vita dei principi.

Molte di queste donne provenivano da famiglie nobili minori, ma altre erano semplici contadine scelte per la loro robustezza e salute. Non di rado, una balia che si distingueva per fedeltà e affetto veniva ricompensata con terre, doti per le figlie o titoli onorifici, creando un legame che poteva durare tutta la vita.

Un esempio significativo è quello di Elisabetta I d’Inghilterra. Dopo la morte della madre, Anna Bolena, la bambina fu affidata a una governante di fiducia, Katherine Ashley, che le fece da figura materna, ma anche da mentore culturale e morale. Non era solo una balia, ma una vera e propria “lady mistress”, con il compito di forgiare il carattere della futura sovrana.

Età Moderna: tra Versailles e San Pietroburgo

Nel Seicento e Settecento, le figure delle governanti reali acquisirono un ruolo quasi istituzionale. Alla corte di Luigi XIV, le gouvernantes des enfants de France erano dame di alto rango incaricate di crescere i principi e le principesse. Non si trattava più solo di cura fisica, ma anche di educazione nelle buone maniere, religione e comportamento di corte. Madame de Montausier, una delle governanti del giovane Re Sole, era così rispettata da sedere accanto ai ministri durante alcune cerimonie.

Anche i Romanov in Russia affidarono i loro figli a più tate, spesso straniere. La zarina Alessandra, moglie di Nicola II, preferì balie e governanti inglesi per le sue figlie, introducendo così usi occidentali a corte. Le tate inglesi insegnavano non solo la lingua, ma anche un modo diverso di concepire l’infanzia: più affettivo e meno rigido rispetto alla tradizione russa.

Età Contemporanea: tra affetto, scandali e memoria

Con l’Ottocento e il Novecento, le tate diventarono figure sempre più visibili, protagoniste di legami fortissimi e, a volte, di scandali che segnarono la memoria pubblica.

La Regina Vittoria ebbe con con la governante tedesca Louise Lehzen un legame talmente profondo da suscitare l’ostilità della madre e dei consiglieri. Lehzen la incoraggiava a essere indipendente, a leggere, a fidarsi del proprio giudizio: un’impronta che segnerà il carattere della futura sovrana.


La Regina Elisabetta II, da bambina fu accudita da Clara Knight e, successivamente, dalla celebre Marion Crawford, detta “Crawfie”. Crawford si affezionò enormemente alle principessine Elisabetta e Margaret, ma nel 1950 pubblicò un libro, The Little Princesses, che rivelava dettagli intimi sulla vita reale. La famiglia lo considerò un tradimento, e la donna fu allontanata: ma il testo resta una fonte preziosa e vivida sulla giovinezza della futura regina.


I figli della Principessa Diana, William e Harry ebbero più tate, ma la figura di Tiggy Legge-Bourke spiccò per la sua vicinanza affettuosa ai ragazzi. Il suo legame, però, fu anche fonte di tensioni, con accuse di gelosia da parte di Diana e sospetti alimentati dalla stampa. La tata diventò, suo malgrado, parte della narrazione mediatica della famiglia reale. Ad una festa pare che Lady D le si avvicinò e si dichiarò dispiaciuta, ad alta voce, che la donna avesse perso il bambino, Lady Diana infatti sospettava che la tata fosse incinta del principe Carlo.

Non solo custodi: la politica silenziosa delle tate

Dalle balie medievali alle governanti moderne, le tate reali non furono mai semplici custodi.

Hanno insegnato lingue e religione,

trasmesso valori morali e culturali,

offerto affetto e stabilità a bambini spesso circondati da rigidità e intrighi di corte.

In certi casi, hanno svolto un ruolo quasi politico, influenzando caratteri destinati a diventare sovrani. Il loro era un potere silenzioso, invisibile agli occhi del mondo, ma radicato nei cuori dei principi e delle principesse: e forse proprio per questo, più duraturo di molti proclami ufficiali.