venerdì, 30 Gennaio 2026

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La triste scomparsa di Jesto: un’icona del freestyle Italiano

È con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Jesto, il rapper romano il cui nome d’arte, Justin Rossi Yamanouchi, era diventato sinonimo di talento e passione nel mondo del freestyle. La notizia della sua morte, avvenuta la notte del 31 luglio, ha scosso l’intero panorama musicale italiano, lasciando un vuoto incolmabile tra i suoi fan e colleghi.

La triste scomparsa di Jesto

Justin non era solo un artista; era un vero e proprio astro del rap italiano. Nato e cresciuto a Roma, ha rappresentato una voce autentica della scena underground, conquistando il cuore di molti con le sue abilità nel freestyle. La sua carriera è stata caratterizzata da performance memorabili, dove la sua energia e carisma sul palco hanno fatto la differenza. La sua imminente celebrazione del 41° compleanno, prevista per il 25 novembre, rende la notizia ancora più scioccante.

La reazione dei suoi colleghi è stata immediata e commovente. Il fratello maggiore, Taiyo “Hyst” Yamanouchi, ha condiviso un toccante messaggio su Instagram, descrivendo Jesto come un “uomo di immensa levatura spirituale” e sottolineando l’eredità che ha lasciato. “Non si dica che lascia un vuoto, perché non è così,” ha scritto Hyst, “Lascia un’eredità di valore incalcolabile.” Questo tributo ha fatto eco tra molti artisti del settore, tra cui Fedez, che ha ricordato come Jesto fosse un punto di riferimento per il movimento rap in un’epoca in cui il freestyle era ancora in fase di crescita.

I funerali e l’impatto del rapper sulla cultura pop

I funerali di Jesto si terranno martedì 5 agosto alle 11 nella chiesa di Santa Maria in Trastevere. Sarà un momento di raccoglimento, riservato a familiari e amici intimi, con la possibilità per i fan di salutarlo in piazza. Hyst ha chiesto che venga rispettato un clima di assoluto silenzio e rispetto, un gesto che riflette la profondità del legame tra Jesto e la sua comunità.

La scomparsa del rapper non segna solo la perdita di un talento, ma anche un momento di riflessione su quanto la cultura hip-hop e rap stia evolvendo in Italia. La sua musica, intrisa di esperienze personali e sociali, ha ispirato una generazione di giovani artisti a seguire le proprie passioni e a esprimere le proprie storie.

J.K. Rowling è un trans segretamente? Jinkx Monsoon propone un’ipotesi suggestiva

J.K. Rowling è un trans in segreto? Ci sta nascondendo qualcosa o è solo davvero contro le persone trans?

La drag queen più amata del momento ha lanciato una stoccata (ironica ma pungente) a J.K. Rowling… e ora il web si divide tra risate e teorie cospirative. Ma cosa ha detto davvero Jinkx? E perché tutti ne stanno parlando?

J.K. Rowling è un trans segretamente? L’intervista provocatoria

Durante un’intervista con la comica Ziwe, Jinkx Monsoon, star assoluta di RuPaul’s Drag Race e protagonista di Chicago a Broadway, ha risposto a una domanda che sembrava innocente: “J.K. Rowling potrebbe interpretare Roxie Hart?” La risposta? Un mix esplosivo di ironia e critica sociale. Jinkx ha detto: “Chi? Ah, Jake Rowling? Ma no, non è nemmeno un nome femminile, tesoro…”.

Un commento che ha fatto impazzire i social. Il tono era sarcastico, certo, ma il messaggio era chiarissimo: come può una persona che ha fatto di tutto per mascherare il proprio genere all’inizio della carriera, ora essere una delle voci più rumorose contro le persone trans?

Dalla penna di “Harry Potter” a paladina anti-trans?

Negli ultimi anni, J.K. Rowling è diventata tristemente celebre per le sue dichiarazioni contro le persone transgender, sostenendo campagne e ideologie definite “gender critical” nel Regno Unito.

Eppure, all’inizio della sua carriera, ha scelto di firmare i suoi libri come J.K., proprio per non svelare il suo genere.
Curioso, vero?

Secondo alcuni, questo dettaglio mostra una forma di ipocrisia: ha costruito il suo successo su un’identità neutra (J.K., poi anche lo pseudonimo Robert Galbraith), per poi attaccare chi fa un percorso simile per vivere la propria verità.

Ma e se fosse tutto più complicato?

Alcuni utenti online, e anche lo stesso blog Queerty, si sono spinti oltre: e se Rowling non fosse semplicemente transfobica, ma stesse proiettando un disagio personale non risolto?
Nel gergo LGBTQ+, si parla di “rotten egg” per indicare una persona che potenzialmente potrebbe essere trans, ma che, per paura o repressione, reagisce con ostilità verso la comunità.

Fantateoria o introspezione scomoda? Il merito di Jinkx Monsoon? Aver usato l’ironia per portare alla luce una contraddizione reale. Il suo tono non è stato violento, ma teatrale, tagliente, brillante. In pieno stile drag.

E nel mondo dello spettacolo, proprio come nella vita, spesso è dietro la maschera che si nasconde la verità più interessante.

Netflix novità: strappato il contratto con Harry e Meghan, si apre un buco milionario

Netflix novità: sembra che la saga dei Sussex continui a tenere banco tra chiacchiere e gossip.

Chi avrebbe mai pensato che la favola glamour di Harry e Meghan in California potesse incontrare una svolta tanto brusca? Dopo cinque anni di titoli a caratteri cubitali e milioni incassati, Netflix e la coppia più chiacchierata del globo si sono detti addio. Niente più rinnovo del contratto milionario che, dal 2020, aveva permesso ai Sussex di reinventarsi lontano dalla Royal Family e di abitare la lussuosa villa di Montecito facendo podcast, documentari e lifestyle show da veri influencer di Hollywood

Netflix novità: revocato il contratto con i Sussex, risultati deludenti

Nel 2020, Harry e Meghan avevano firmato un accordo che prometteva di rivoluzionare il panorama dello streaming. Il famigerato contratto da 100 milioni di sterline, qualcosa come oltre 115 milioni di euro, era stato presentato come il passaporto per una nuova era di successi negli Stati Uniti.

All’inizio Meghan e Harry hanno fatto scintille: la docuserie “Harry & Meghan” ha subito incollato il pubblico allo schermo, tra rivelazioni scandalo e retroscena mai visti della Windsor Family. Tuttavia, dopo un inizio promettente, l’interesse del pubblico ha subito un brusco calo.

Le ultime produzioni, come la docu-serie sul polo e il programma di lifestyle “With Love, Meghan”, hanno registrato numeri deludenti. La prima ha totalizzato solo 500.000 visualizzazioni in sei mesi, mentre la seconda si è posizionata al 383° posto nel catalogo di Netflix, con solo 5,3 milioni di spettatori.

La fine della collaborazione con Netflix non è solo una questione di numeri. Per Harry e Meghan, il fallimento del contratto rappresenta anche un colpo economico significativo. La loro villa a Montecito, in California, richiede circa 7 milioni di euro all’anno in spese di gestione, e gli introiti da streaming erano fondamentali per mantenere il loro stile di vita da celebrità.

Perchè Netflix ha detto stop?

Le dichiarazioni ufficiali sono state diplomatiche: “Le cose hanno semplicemente seguito il loro corso”, raccontano fonti vicine ai vertici Netflix e alla stampa britannica. 

In realtà, dietro la scelta del colosso dello streaming si cela un mix letale di numeri troppo bassi rispetto alle aspettative e strategie aziendali in forte cambiamento. Dopo aver spremuto al massimo l’hype iniziale, Netflix ha deciso di puntare su nuovi volti e format, lasciando Harry e Meghan “senza nulla da offrire di nuovo”, come hanno riportato le indiscrezioni USA e UK

Nuove opportunità all’orizzonte?

Il taglio netto con Netflix apre un buco milionario per i Sussex, da tempo lontani dai ricchi fondi della Corona. Addio a un’entrata importante che garantiva il loro stile di vita da reali Oltreoceano. Ora la coppia sarebbe a caccia di nuovi contratti: si vocifera addirittura di un flirt con Paramount+. Nel frattempo, Meghan sembra concentrata sul suo marchio personale “As Ever”, dedicato a vini, prodotti biologici e lifestyle green. Ma sarà abbastanza per rimanere sotto i riflettori senza una piattaforma globale come Netflix a sostenerli?

In attesa di capire quale sarà il prossimo passo di Harry e Meghan, i riflettori rimangono puntati sulla seconda stagione di “With Love, Meghan”, prevista per l’autunno. Sarà interessante vedere se questa nuova produzione riuscirà a risollevare le sorti della coppia. In un’epoca in cui i social media sono protagonisti, Meghan potrebbe anche decidere di lanciarsi in progetti alternativi, come una serie su YouTube, per mantenere viva la sua immagine.

Insomma, nessuna crisi pubblica, solo un addio silenzioso che sa di svolta e forse di nuove opportunità. Resteranno ancorati al gossip mondiale? O rischiano davvero di diventare delle ex-star di Hollywood senza più appeal? Una cosa è certa: Meghan e Harry non lasceranno i riflettori senza combattere. E il pubblico, si sa, aspetta già il prossimo colpo di scena.

Cristian Totti: un addio al calcio e un nuovo inizio

Cristian Totti, figlio dell’iconico ex capitano della Roma, ha deciso di dire addio al calcio professionistico all’età di soli 19 anni. Un passo significativo che ha suscitato un mix di rammarico e comprensione nel mondo sportivo. Ma cosa ha portato questo giovane talento a prendere una decisione così drastica?

Cristian Totti: ecco perché l’addio al calcio

Cresciuto con il peso di un cognome famoso, Cristian ha sempre vissuto nel mirino delle aspettative. Con un padre come Francesco Totti, ogni sua mossa era scrutinata, ogni errore amplificato. Le pressioni da parte dei media e dei tifosi, unite ai confronti costanti con il padre, hanno reso difficile per lui esprimersi liberamente sul campo. Questo contesto di aspettative e critiche, non sempre costruttive, ha pesato enormemente sulle sue spalle.

Al debutto con l’Olbia, Cristian è stato bersagliato da insulti e fischi, non solo per le sue prestazioni, ma anche per il suo aspetto fisico. La cattiveria di alcuni utenti sui social media ha avuto un impatto devastante, contribuendo a farlo sentire sotto pressione costante. “Magari senza il peso del cognome”, scrivono i commentatori, “sarebbe potuto diventare un piccolo eroe di provincia, felice della sua dimensione”.

Un nuovo inizio con la Totti Soccer School

Dopo aver deciso di appendere gli scarpini al chiodo, Cristian ha trovato una nuova direzione nella sua vita: lavorerà nella Totti Soccer School, l’accademia di calcio fondata da suo padre. Qui, avrà l’opportunità di trasmettere le sue conoscenze ai giovani talenti, aiutandoli a crescere e a trovare il loro posto nel mondo del calcio. Sarà un ruolo che lo vedrà come scout e formatore, lontano dai riflettori che lo hanno tanto stressato.

Cristian sembra pronto ad abbracciare questa nuova avventura con l’entusiasmo di chi ha finalmente trovato la sua strada. “Voglio aiutare i ragazzi a divertirsi e a scoprire la loro passione“, ha dichiarato, segno che il calcio resta una parte fondamentale della sua vita, ma ora sotto una luce diversa e più positiva.

La scelta di Cristian di lasciare il calcio professionistico è un esempio di come le pressioni possono influenzare profondamente la vita di un giovane atleta. Spesso, il talento non è sufficiente quando si è in balia delle aspettative altrui. La storia di Cristian ci ricorda che non tutti i “figli di” possono e devono seguire le orme dei genitori.

Adesso, con un nuovo capitolo da scrivere nella sua vita, Cristian ha l’opportunità di creare un impatto positivo sul futuro del calcio. La sua esperienza potrà essere una risorsa preziosa per i giovani che si affacciano a questo mondo, e chissà, forse un giorno vedremo i suoi allievi brillare sul campo, liberi dalle pressioni che lui ha affrontato.