sabato, 24 Ottobre 2026

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È morto Tim Curry a 80 anni: addio all’icona di Rocky Horror e Pennywise

È morto Tim Curry, indimenticabile Frank-N-Furter di Rocky Horror e terrificante Pennywise di It. Aveva 80 anni: la sua carriera tra cinema e teatro.

È morto Tim Curry : il cinema cult perde una delle sue icone

Il mondo del cinema dice addio a Tim Curry, attore britannico capace di trasformarsi nei personaggi più eccentrici, inquietanti e irresistibili che abbiamo visto sul grande e piccolo schermo. Curry è morto a 80 anni nella sua casa di Los Angeles, nella tarda serata di martedì 25 agosto 2026. La notizia è stata confermata dalla sua manager e ripresa dalle principali testate internazionali.

La causa della morte, al momento, non è stata resa pubblica. Curry aveva però affrontato importanti problemi di salute dopo l’ictus che lo aveva colpito nel 2012 e che aveva fortemente limitato la sua mobilità. Nonostante tutto, non aveva mai smesso di essere vicino al suo pubblico e al mondo dello spettacolo.

Dal Dr. Frank-N-Furter a Pennywise: due personaggi impossibili da dimenticare

Se c’è un volto che resterà per sempre legato al cinema cult è proprio quello di Tim Curry. Il suo ruolo più celebre è senza dubbio il Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show, il musical del 1975 diventato negli anni un autentico fenomeno di culto.

Curry aveva già interpretato il personaggio sul palcoscenico londinese e lo portò poi sul grande schermo, trasformandolo in una figura provocatoria, ironica e assolutamente fuori dagli schemi. Il film, inizialmente accolto con qualche perplessità, è diventato uno dei cult movie più longevi della storia, con proiezioni notturne e generazioni di spettatori pronti a cantare e vestirsi come i protagonisti.

Poi arrivò Pennywise, il clown demoniaco della miniserie televisiva It del 1990, tratta dal romanzo di Stephen King. Una trasformazione radicale: dal provocatorio Frank-N-Furter a una creatura capace di terrorizzare milioni di spettatori. Ancora oggi la sua interpretazione viene ricordata come una delle più inquietanti versioni di Pennywise.

Non solo horror: da Legend a Mamma, ho riperso l’aereo

Ridurre Curry a questi due personaggi, però, sarebbe davvero ingiusto. La sua filmografia è piena di ruoli memorabili.

È stato il Signore delle Tenebre in Legend, Wadsworth in Signori, il delitto è servito, Rooster Hannigan in Annie e Mr. Hector in Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York. Ha inoltre recitato in Muppet Treasure Island e prestato la sua voce a numerosi film e serie animate.

E il teatro? È stato un altro grande amore. Curry ricevette tre nomination ai Tony Award, per Amadeus, My Favorite Year e Spamalot. La sua voce profonda e inconfondibile lo rese inoltre un apprezzato doppiatore, attività che continuò anche dopo l’ictus.

Una curiosità: Curry era anche musicista

Forse non tutti lo ricordano, ma Tim Curry cantava davvero. Prima e durante la sua carriera cinematografica coltivò anche quella musicale e pubblicò diversi album. Non era quindi soltanto un attore capace di interpretare personaggi sopra le righe: era un artista completo, con una forte formazione teatrale e musicale.

Nel 2025 aveva inoltre pubblicato la sua autobiografia, Vagabond, raccontando una vita trascorsa tra teatro, cinema, televisione e musica.

Addio a un attore che non ha mai avuto paura di essere diverso

La cosa più bella dell’eredità di Tim Curry forse sta proprio nella sua capacità di non essere mai “normale”. Ha interpretato cattivi, mostri, eccentrici, personaggi comici e figure teatrali sopra le righe, riuscendo ogni volta a lasciare qualcosa.

E forse è per questo che, davanti alla notizia della sua morte, viene spontaneo pensare non soltanto alla paura di Pennywise, ma anche all’irriverenza di Frank-N-Furter.

Perché Tim Curry non è stato semplicemente un attore. È stato uno di quegli interpreti che bastava vedere comparire sullo schermo per sapere che stava per succedere qualcosa.

Dolly Parton è morta a 80 anni: addio alla regina del country

Dolly Parton è morta a 80 anni. La regina del country lascia un’eredità musicale e umana enorme tra successi, cinema e beneficenza.

Addio a Dolly Parton, una voce che sembrava non poter finire mai

È difficile immaginare il mondo della musica senza Dolly Parton. Eppure oggi quella voce inconfondibile si è spenta. La leggendaria cantante, attrice, compositrice e imprenditrice è morta il 25 agosto 2026 a 80 anni, lasciando un vuoto enorme nella musica country e nella cultura popolare internazionale.

L’annuncio ha rapidamente fatto il giro del mondo. Dolly Parton non era soltanto una star: era diventata un vero e proprio simbolo americano, capace di attraversare generazioni senza perdere mai la propria identità.

Dolly Parton, dagli inizi difficili al successo mondiale

La sua storia sembra quasi uscita da un film. Nata nel 1946 in Tennessee, Dolly cresce in una famiglia numerosa e con poche disponibilità economiche. La musica diventa prestissimo la sua strada.

Ancora giovanissima arriva a Nashville, il cuore del country, e comincia una scalata che la porterà dai piccoli palcoscenici alla fama internazionale. Negli anni Settanta diventa una delle figure più importanti della musica americana, riuscendo in qualcosa che sembrava tutt’altro che semplice: portare il country al grande pubblico.

Poi arrivano canzoni destinate a diventare immortali, da Jolene a 9 to 5, fino a I Will Always Love You, scritta proprio da Dolly e resa ancora più celebre dalla straordinaria interpretazione di Whitney Houston.

Non solo musica: il cinema e un talento senza confini

Dolly Parton ha saputo reinventarsi continuamente. Nel cinema conquista il pubblico con film come Dalle 9 alle 5… orario continuato e Fiori d’acciaio, dimostrando di avere anche una notevole presenza sul grande schermo.

Nel corso della sua carriera ha venduto oltre 100 milioni di dischi e conquistato numerosi riconoscimenti, tra cui 11 Grammy Awards e un Grammy alla carriera.

Ma ridurre Dolly ai numeri sarebbe quasi un’ingiustizia.

La grande eredità di Dolly Parton

Dietro i brillantini, le parrucche e quel sorriso immediatamente riconoscibile c’era infatti una donna profondamente impegnata nella beneficenza.

Nel 1995 ha creato la Imagination Library, iniziativa nata per distribuire gratuitamente libri ai bambini. Nel corso degli anni il progetto ha raggiunto milioni di piccoli lettori.

E proprio questa forse è una delle eredità più belle lasciate da Dolly: aver dimostrato che si può diventare una leggenda senza dimenticare da dove si è partiti.

La sua musica continuerà a suonare. E probabilmente, ogni volta che partiranno le prime note di Jolene, sembrerà ancora di sentirla lì, con quella voce impossibile da confondere.

I Sussex traslocano in Inghilterra, stavolta per davvero: soldi finiti e presunti film

I Sussex traslocano in Inghilterra a fine agosto con Archie e Lilibet. Tra nuovi progetti, Guy Ritchie e dubbi sulle finanze, cosa c’è dietro?

I Sussex traslocano in Inghilterra a fine agosto

Dopo sei anni trascorsi negli Stati Uniti, Harry e Meghan sono pronti a tornare in Inghilterra. E questa volta non sembra trattarsi della solita visita lampo per un evento ufficiale o una comparsata reale.

La coppia dovrebbe trasferirsi nel Regno Unito entro la fine di agosto, insieme ai figli Archie e Lilibet, che dovrebbero iniziare la scuola britannica a settembre. La nuova casa sarebbe una residenza privata fuori Londra.

Insomma, altro che valigetta per un weekend: qui si parla di un vero trasloco familiare, anche se per ora non è stato chiarito se sarà definitivo o destinato a durare per un periodo prolungato.

Perché Harry e Meghan tornano in Inghilterra?

Le ragioni sarebbero diverse. C’è innanzitutto il desiderio di Harry di riavvicinarsi alla Gran Bretagna e alla propria famiglia, mentre per i bambini l’inserimento in una scuola britannica rappresenterebbe un legame più stabile con il Paese del padre.

Poi c’è una questione molto meno sentimentale e decisamente più pratica: la sicurezza. Il ritorno nel Regno Unito potrebbe infatti rendere più semplice organizzare la protezione della famiglia, anche se resta aperto il problema di chi dovrà sostenerne i costi.

E poi, naturalmente, c’è Meghan.

Meghan, Guy Ritchie e quella coincidenza davvero curiosa

La parte più gustosa della storia riguarda proprio la duchessa. Meghan sarebbe infatti in trattative preliminari per un ruolo nella serie Netflix The Gentlemen, creata da Guy Ritchie. Le conversazioni sarebbero ancora nelle fasi iniziali e non esiste, al momento, un contratto definitivo.

Ed ecco la coincidenza che fa drizzare le antenne agli appassionati di gossip: The Gentlemen è ambientata e girata nel Regno Unito, con diverse location nell’area dei Cotswolds. Proprio una delle zone indicate tra quelle vicine alla nuova vita britannica dei Sussex.

Coincidenza? Certo. Ma nel mondo del gossip le coincidenze sono praticamente benzina sul fuoco.

Secondo le indiscrezioni, questo possibile progetto potrebbe aver contribuito ad accelerare il ritorno di Meghan in Inghilterra, soprattutto considerando che un eventuale ruolo richiederebbe una presenza molto più costante sul territorio britannico.

Va però sottolineato un dettaglio: nelle ultime ore sono circolate anche voci secondo cui il coinvolgimento di Meghan sarebbe in dubbio a causa delle reazioni negative nel Regno Unito. Le trattative, quindi, sono tutt’altro che chiuse.

E se i Sussex fossero a corto di soldi?

Ed eccoci al capitolo più malizioso: le finanze.

Harry e Meghan non sono certo una coppia senza disponibilità economiche, ma alcune recenti ricostruzioni hanno sollevato interrogativi sul loro enorme tenore di vita e sulle spese.

Page Six ha riferito di una fonte secondo cui il denaro della coppia verrebbe speso molto rapidamente, alimentando l’ipotesi che il ritorno britannico possa avere anche una componente finanziaria.

Non significa, naturalmente, che i Sussex siano “al verde”. Tuttavia, tra costi di sicurezza, proprietà, personale, progetti professionali e cause legali, mantenere un certo stile di vita non è proprio economico. E un nuovo ruolo televisivo per Meghan potrebbe rappresentare una bella occasione per rimettere in moto la macchina degli affari.

Come hanno reagito i royals? Lo puoi leggere qui.

Harry e Meghan si trasferiscono in UK: la reazione di Kate Middleton spiazza tutti

Harry e Meghan tornano in Inghilterra con Archie e Lilibet. E mentre William resta sulla difensiva, la reazione di Kate Middleton sorprende tutti. Una nuova strategia?

La reazione di Kate Middleton al ritorno dei Sussex in UK

A quanto pare stavolta è deciso: i Sussex torneranno all’ovile.

Harry e Meghan sono pronti a tornare a vivere nel Regno Unito dopo sei anni negli Stati Uniti e, naturalmente, la notizia ha fatto tremare il già delicatissimo equilibrio di casa Windsor.

La coppia si trasferirà con Archie e Lilibet, che dovrebbero iniziare la scuola britannica a settembre. Non si tratta però di un ritorno alla vita da royal: i Sussex resteranno privati cittadini e non torneranno a svolgere incarichi ufficiali per la monarchia.

E qui arriva il dettaglio più succoso: come l’hanno presa William e Kate?

William è sulle spine e non vuole rivedere Harry

Secondo quanto riportato da Cosmopolitan, Kate Middleton avrebbe adottato un atteggiamento decisamente più diplomatico rispetto al marito. La principessa del Galles, infatti, sarebbe favorevole almeno a una forma di normalizzazione dei rapporti tra William e Harry.

Al contrario di William che sarebbe molto preoccupato dal ritorno del fratello. Secondo le indiscrezioni riportate da Cosmopolitan, il principe non avrebbe intenzione di intervenire direttamente nelle vicende dei Sussex. La filosofia sarebbe più o meno questa: lasciarli fare e aspettare che siano le loro stesse decisioni a parlare.

Kate invece vorrebbe che i due fratelli riuscissero almeno a essere civili e collaborare, evitando di alimentare continuamente l’immagine di una famiglia reale spaccata.

Insomma, niente abbracci strappalacrime e riconciliazioni da film. Kate sembrerebbe ragionare in prospettiva: quando William sarà re, avere un rapporto meno conflittuale con Harry potrebbe essere decisamente più utile alla monarchia.

I vicini di Montecito sollevati e suocera a casa

Doria, la madre di Meghan non li seguirà e non si sa che cosa pensi dei colpi di testa della figlia, che ora scappa e ora torna.

Chi invece tira un sospiro di sollievo sono i vicini di casa, che non li volevano allora ed ora non vedono l’ora che si tolgano di mezzo. Li hanno definiti invadenti, sempre a chiedere favori, mai ricambiati, e sempre ad essere altezzosi per via dei loro titoli.

Il vero banco di prova? Natale a Sandringham

La parte più interessante deve ancora arrivare. Ora che Harry e Meghan saranno nuovamente nel Regno Unito, prima o poi le strade delle due coppie potrebbero incrociarsi.

Un’occasione perfetta potrebbe essere proprio Natale, sempre che i Sussex vengano invitati alle celebrazioni della famiglia reale. Al momento, però, non c’è alcuna conferma di un incontro.

Intanto una cosa è certa: il ritorno dei Sussex ha riaperto una delle ferite più delicate della monarchia britannica. E se Kate punta sulla diplomazia mentre William preferisce osservare dalla distanza, la domanda è inevitabile: questa volta Harry e Meghan riusciranno davvero a vivere in Inghilterra senza riaccendere il solito incendio di famiglia?