martedì, 16 Giugno 2026

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I segreti di Fiorella Mannoia per non invecchiare

Fiorella Mannoia appare sempre fresca e felice ed ha deciso di rivelarci i suoi segreti per non invecchiare.

E’ un trend che non passa mai di moda quello dell’eterna giovinezza: tutti la vogliono, tutti la inseguono, ognuno a modo suo.

Siete curiosi di conoscere i segreti di Fiorella?

Chi è il nuovo amore di Fiorella Mannoia?

Si chiama Carlo Di Francesco, un brillante musicista che è stato anche un insegnante della scuola di Amici di Maria De Filippi.

26 anni di differenza che per loro non esistono.

Ecco il primo segreto di Fiorella per restare giovane: l’amore.

I due non stanno molto sui social, si mostrano poco sotto i riflettori ma stanno insieme da una decina d’anni.

La cantante ha detto: “Gli uomini con cui sono stata non mi hanno mai fatta sentire così tanto bella, no. Forse da dieci anni a questa parte ho un fidanzato che me lo ricorda. La vecchiaia non esiste”.

E si sposeranno? Lei dice: “Il matrimonio non l’ho mai ritenuto una priorità. Le coppie devono stare assieme finché c’è amore”.

Il secondo segreto di Fiorella Mannoia

La Mannoia ha un altro segreto per non invecchiare: reinventarsi, essere curiosi e non fermarsi.

Alla domanda che segni ha lasciato il tempo su di lei risponde: “A vent’anni ero pressappoco come sono ora, ma lo ero senza consistenza. Gli anni che passano servono per metterti a fuoco”.

Per Fiorella la vecchiaia è un’invenzione, a patto di restare curiosi verso la vita. Ha detto “Diffido delle persone che si prendono troppo sul serio, io gioco ancora con la Playstation e lo skateboard elettrico! È solo quando pensi di essere vecchio che invecchi davvero”.

Fiorella continua a scrivere canzoni, a cantare ed a portare in musica le emozioni, soprattutto in quest’ultimo periodo così difficile a causa della pandemia.

Fiorella ne ha parlato così: “Chi più e chi meno abbiamo riflettuto tutti sulla nostra fragilità di esseri umani e sulla fragilità del nostro mondo, soprattutto noi occidentali che pensavamo di essere padroni di tutto, anche della nostra salute grazie alla scienza, invece una microscopica entità biologia ci ha messo in ginocchio e allora ci siamo fermati tutti, sospesi, come il tempo isolati in casa, abbiamo anche volato alto con i nostri pensieri sulla nostra condizione di esseri umani e sull’essenzialità di quello che ci serve in realtà”.

Una lezione su cui riflettere.

Kamala Harris e le critiche su Vogue

Kamala Harris è stata immortalata per la copertina di Vogue con buona pace della potentissima Anna Wintour, criticata per non aver promosso il lavoro di giornalisti, fotografi e stilisti appartenenti alle minoranze e che credeva così di riscattarsi.

Mal gliene incolse. Curiosi?

Kamala Harris e le critiche su Vogue

Vogue febbraio: la donna del momento è Kamala Harris, 56 anni, ritratta da Tyler Mitchell, il fotografo nero che nel 2018 per il magazine aveva immortalato Beyoncé.

Tutto studiato nel dettaglio, o no?

I critici sostengono che Kamala sia stata “sbiancata” con photoshop in modo da apparire meno “nera” ed inoltre che lo scatto sia di bassa qualità e che di fondo ci sia una mancanza di rispetto per la carica che ricoprirà a partire dal 20 gennaio.

In particolare l’attivista Lgbtq Charlotte Clymer ha scritto «Non è una brutta foto in sé ma non si sono impegnati, è come se avessero finito i compiti la mattina della consegna»

Vogue e le critiche sulla copertina con Kamala Harris

Vogue smentisce: “Non abbiamo schiarito la pelle della vicepresidente, né attraverso le luci né con l’illuminazione”.

Altra accusa: la Kamala è troppo casual. Vogue risponde che è stata Kamala a rifiutare gli stylist: «I look sono stati scelti dalla vicepresidente e dal suo staff». Inoltre la redazione dice che in tal modo si catturava meglio l’autenticità di Kamala.

Anche i sostenitori della Harris si sono lamentati con Vogue: “Possibile? Non è all’altezza degli standard di Vogue”.

Solita solfa da America razzista: lei è troppo nera e loro troppo bianchi.

Alcuni hanno commentato “La Wintour se ne deve andare la misura è colma”.

Se la Harris sia contenta o meno non ci è dato saperlo, lei non si scuce.

Dietro le quinte Melania Trump osserva: lei di copertine non ne ha avute e pare se ne stia lamentando con il marito…troppo tardi?

E’ morto Paolo Bucinelli alias Solange

E’ morto Paolo Bucinelli alias Solange: un uomo sensibile che amava le luci della ribalta, il pubblico ma anche molto intelligente.

Se ne è andato da solo, per cause naturali, nel suo piccolo appartamento di Mortaiolo, campagne di Collesalvetti, comune dell’hinterland di Livorno.

Il cordoglio del mondo dello spettacolo

Dario Ballantini, il celebre imitatore, è stato fra le ultime persone a sentirlo: «Ci avevo parlato due giorni fa. Mi aveva detto che lo avevano invitato a Uno Mattina, la trasmissione della Rai, e mi chiedeva se gli ero piaciuto. Era una persona buona, di rara intelligenza, Paolo, e aveva una sensibilità assoluta, che gli consentiva di guardare nell’animo della gente. Ci scherzava. “Non indovino il futuro”, mi diceva ma a volte le sue rivelazioni erano impressionanti».

Solange non aveva problemi sul lavoro ma si era isolato Massimiliano Simoni, responsabile nazionale Teatro e Spettacolo di Fratelli d’Italia, racconta perché: «Da qualche anno, dopo la morte della mamma si era isolato, ma non credo avesse problemi economici. Andava in tv, aveva rubriche su alcuni giornali e continuava ad amare il suo lavoro».

Cordoglio anche da vari personaggi dello spettacolo e della politica.

Chi era Solange?

Paolo Bucinelli era nato il 25 aprile del 1952, aveva studiato Pedagogia all’Università di Firenze, aveva pubblicato diversi libri, scriveva e recitava poesie. Era molto sensibile e molto intelligente, dichiaratamente gay ma non amava declinarsi al femminile: una volta, prima di uno spettacolo, qualcuno lo chiamò cara Solange e lui rispose secco: «Cara lo dici a tua sorella». Partecipò ad un dibattito con Margherita Hack che ne rimase sorpresa e affatto irritata, per lei quel ragazzo forse leggeva la mano perché forse aveva avuto un dono chissà da quale parte misteriosa dell’universo.

Ciao Solange.

Meghan Markle: il cambio di cognome ed il libro verità


Meghan Markle ogni tanto se ne inventa una: stavolta c’entra il cognome secondo i rumors. E non si placa certo il gossip, starebbe per uscire infatti un certo libro verità che causerebbe non pochi problemi alla nostra duchessa.
Curiosi?

Meghan Markle diventa Meghan Windsor

Ve la immaginate la faccia di Elisabetta II?
Meghan, secondo i rumors, sarebbe intenzionata a cambiare il suo cognome da Markle a Windsor.
Secondo alcuni pareri la Markle teme l’ira della regina che vorrebbe toglierle il titolo di duchessa.
Leggiamo: “L’ex attrice vorrebbe adottare in pianta stabile il cognome del marito Harry e farsi chiamare Meghan Windsor”.
Addirittura quello di Mountbatten-Windsor perché Markle pare sia diventato un cognome troppo scomodo.
Meghan ed Harry si firmano ancora sotto il nome di Duchi di Sussex ma presto la regina deciderà se possono mantenerlo il titolo o no (lui resta principe). Meghan per paura di vedersi togliere il titolo forse intende ribadire che lei reale lo è diventata con quel “Windsor”.
Ma cosa ne penserà la famiglia reale?

Meghan Markle attende il libro verità

La Markle è sulle spine: sta per arrivare il «libro-verità» della sorellastra Samantha, che promette di «raccontare tutto» sulla vita in famiglia della duchessa di Sussex:
Il titolo sarà «The Diary of Princess Pushy’s Sister» ovvero Il Diario della sorella della principessa prepotente uscirà il 17 gennaio e sta già causando incubi alla duchessa.
Samantha Markle condivide la verità sulla sua famiglia contro ogni ultimatum, mentre una favola reale precipita”, si legge sul sito della casa editrice e pare che saranno dolori sia per la duchessa che per la casa reale.
Samantha Markle lo prometteva da un pezzo: “Prima o poi scriverò un libro su Meghan, arrampicatrice sociale, spietata, gelosa di Kate Middleton e ingrata verso il padre Thomas”.
328 pagine che saranno sicuramente bloccate in Inghilterra e per cui sarebbero già pronte cause di diffamazione.
Meglio prevenire che curare.