lunedì, 2 Febbraio 2026

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Fosse per me passerei più tempo a fare l’amore che a scriverne. Ma, poi, qualcuno mi ha denominata La Love Blogger e da quel giorno faccio credere a tutti che io sia romantica a patto che tutti loro continuino a credere nell’amore.

Ci si innamora al primo sguardo (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: style.it

“Gli occhi sono lo specchio dell’anima” ha detto qualcuno.
E se lo chiedete a chiunque sia innamorato non può che essere d’accordo. Perché, a quanto pare, l’amore è quello che succede tra due persone nel momento in cui i loro sguardi si incontrano.
Può capitare a chiunque, in un giorno qualsiasi, di camminare per le strade del centro ed imbattersi negli occhi più belli di sempre. Quelli nei quali ti ci perdi, quelli che, nel momento in cui poi succede, non si hanno bisogno di troppe parole perché qualcosa ve lo siete appena detti, pur senza fiatare.

Può sembrare il ritratto dell’amore di una romantica cronica. E non è del tutto errato.
Ma anche i ricercatori dell’Università di Chicaco hanno effettuato uno studio che avvalora questa tesi: hanno mostrato le foto di perfetti sconosciuti ai loro studenti stabilendo, così, che la forza motrice dell’amore è proprio lo sguardo. Infatti quando questo si è posato sugli occhi dell’altro, allora c’è stata una grande propensione all’innamoramento nei suoi confronti. Se, invece, lo sguardo cade sul suo corpo, allora quello che scatta non è amore, ma un’attrazione sessuale senza eguali. E succede ancor prima di conoscerla quella persona. Ancor prima di sapere perfino come si chiami.

Che abbiano scoperto il già noto colpo di fulmine?

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha incrociato un paio di occhi che sono stati in grado di fermare il tempo a quel momento. Il tempo di riprendere coscienza e di affermare: lo voglio, è lui. Ed è inutile provare a motivare questo turbinio di emozioni: non c’è un perché apparente.
Le mie amiche – quelle col fidanzato datato stiamo-insieme-da-tutta-la-vita – raccontano che per loro è andata esattamente così: è bastato guardarsi negli occhi per capire che non avrebbero mai più avuto bisogno di altro. Certo è che, poi, subentrano fattori singolari: ci sono persone più predisposte all’amore e altre che, invece, hanno bisogno di tempo e certezze. Sono quelle dall’innamoramento lento, come si suol dire, ma in realtà anche per loro – afferma la scienza – tutto si riduce al primo sguardo. Dopo è solo questione di amalgamare le due anime e di permettergli di entrare in simbiosi l’uno con l’altra per davvero.

“L’amore lo riconosci dagli occhi di chi ti ama”

Da Marte a Venere c’è crisi d’amore (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: www.graziaepaolo.it

Non so se lo avete notato ma in periodi di crisi economica iniziano a spuntare come funghi centri di scommesse. Poi che siano sportivi, che contengano slot machine o che all’interno si pratichino giochi d’azzardo poco importa. Hanno in comune tutti una sola cosa: arricchirsi facendo leva sulla disperazione del momento. Tu perdi il lavoro e loro, della tua disperazione, ne fanno una fonte di guadagno. Geniale. O terrificante, come preferite. Ad ogni modo è quello che sta accadendo anche nello spazio che va da Marte a Venere: c’è crisi d’amore. E lo sa bene chi ha preso di mira i più fragili: negli ultimi anni sembrano andare di moda siti d’incontri, cuscini a forma d’uomo e perfino su Facebook vengono sponsorizzati siti in cui puoi trovare l’anima gemella o, per non fare errori di valutazione questa volta, puoi trovare un fidanzato per finta.

Questo succede perché, da che il mondo è mondo, quelle fragili emotivamente sono le donne. Quelle che dicono di non volere figli, ma che poi fanno la faccia sognate quando gli passa davanti una carrozzina inglese. Quelle che si emozionano per la pubblicità della Nescafé perché tratta di una storia d’amore a distanza o che piangono per settimane la perdita di un personaggio di una serie tv. Sono loro: le donne.
A loro sembra impossibile superare la fine di una storia senza una confezione di gelato da 1Kg, lo sapevi?
Pensa che possono essere antipatiche anche se non sono in quel periodo particolare del mese e cambiano umore peggio di un Cancro ascendente stronzo, se vogliono. Per chi non lo sapesse chi è nato sotto il segno del Cancro cambia spesso umore ed è un perfetto stronzo. Per chi avesse dei dubbi a riguardo ho un numero da lasciargli, parlateci voi. Quelle che, se arrivano a 25 anni senza un fidanzato, avranno mamme pronte a consigliare loro di praticare un nuovo sport, il rugby per esempio: quello maschile ovviamente, non si sa mai che trovino fortuna tra uno scontro diretto e l’altro. Quelle che non appena vedono in una storia un potenziale campanello d’allarme ci si lanciano a capofitto e quanto più è problematica la situazione, tanto più diventa allettante per la crocerossina di turno proveniente dal pianeta Venere.

Da Marte invece, novità?
Tutto tace. Lì si beve birra, si fanno scommesse sportive e, una volta a casa, si litiga per mancanza di tatto ancor prima che loro riescano ad innervosirsi per la troppa volubilità emotiva di quella donna delicata come un fiore, ma che tutto d’un tratto – attento uomo – pare impossessata. Nemmeno il tempo di capire. Nemmeno il tempo di reagire. La donna è già incazzata, ti ha attribuito tutte le colpe, s’è presa la ragione e pure una pausa di riflessione: c’è crisi. E a quel punto gli uomini attraversano fasi altalenanti che vanno dal: “Sono un cretino, cosa le ho fatto?” Al: “No, no, aspetta. Io sono sicuro di non averle fatto niente”.

Insomma. Chi viene da Marte, chi viene da Venere, questi due universi paralleli sembrano essere destinati a non incontrarsi mai per forma mentis. Eppure una cosa è certa: le donne litigano solo se poi intendono far pace e gli uomini pure. E, un po’ come nel resto del mondo, le crisi per questa ragione se le inventano.

Dimmelo, non mi ami più (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: www.femminilitaestile.it

È che alle volte urge il sesso.
Quello forte, occasionale e privo di compromessi. Quello senza promesse, né scenate di gelosia. Quello primitivo in cui ognuno si porta a casa i sapori dell’altro senza mischiarli coi suoi, dopo. Quello di chi non si conosce.

Allo stesso modo non si può avere urgenza d’amore.
Non ci si può avvinghiare ad una persona e respirane il profumo finché ce n’è. Per poi aggrapparsi alle colpe dell’uno e dell’altra, che non è colpa di nessuno se non ci sopportiamo più. E io non ho più bisogno di te e tu non hai più bisogno di me, ma i postumi dell’amore battono qualunque notte in bianco e allora, tanto vale aspettare che le cose cambino da sole. Meglio lasciarsi una porta aperta, che poi chi lo stabilisce il limite dopo il quale ha senso smettere di sopportarsi. Finché ce n’è, andiamo avanti. Noi donne siamo brave in questo. Nel momento in cui intendiamo porre fine ad una storia, ecco che ce la vediamo passare tutta davanti. Ovviamente la selezione è accurata e i momenti che tendiamo a ricordare sono solo i più belli, anche se l’ultimo sorriso spontaneo risale a troppo tempo fa. Ma ce lo facciamo bastare. E spesso nemmeno per noi. A me è capitato di farmi bastare i suoi vecchi sorrisi, di riciclarli a dovere e riutilizzarli proprio per lui. Perché non si accorgesse che tutto stava andando in frantumi, perché non fossi costretta a doverlo ammettere a me stessa. Perché la fine di un amore ha il sapore della sconfitta e il terrore che questa sia l’ultima. Che quella sensazione di smarrimento sia il vero per sempre. Che fine hanno fatto tutte le nostre promesse?

Io mi odio per il cinismo con cui riesco a pronunciare che tutto finisce.
Che le persone non si perdono ma decidono se restare e andar via e che sì, nella vita capita: si finisce col non conoscersi più nonostante ci si era promessi di non perdersi mai. Ma non possiamo sentirci in colpa per questo né considerarci genitrici di sogni infranti. Alle volte ci si deve stringere le mani per dirsi addio. Per permettersi di portare in giro nel mondo quell’amore finito e non fallito, quell’amore che abbiamo ad ogni modo imparato. Per far sì che non si riduca tutto ad un banalissimo: è stato un errore. Perché incontrare persone come noi non è mai un errore. L’errore sta nel perdersi mentre si cerca di trattenere qualcosa che abbiamo paura di dimenticare, ma che ci farà dimenticare solo di noi.

– Quanto ci metti a dimenticare una persona?
– Se la amo davvero non la dimentico mai.

50 sfumature e ½ (LA LOVE BLOGGER)

Credit Photo: www.kimbasinger.it

In quanto a 50 sfumature una mezza idea me la sono fatta.
Decanto l’amore, parlo di sesso, scrivo di storie. E questa proprio non mi va giù. Ma 9 settimane e ½ l’avete mai visto? Beh se non lo avete fatto allora rimediate subito.
Lì c’è un Gray, ma non c’erano i social. E quindi non ha rivoluzionato il vostro modo di fare l’amore. Sarà contento il vostro lui. Dovreste essere un po’ meno contente voi.

La storia di 50 sfumature di grigio ruota attorno alla mente malata di un uomo e al bisogno impellente di una giovane donna di curarlo. È la storia di molte donne: quelle che si ammalano tentando di curare i mali altrui, al costo di piegarsi ad ogni tipo di volere, anche il più perverso. Mentale o fisico che sia, credete faccia qualche differenza? Poi ci sono le scene di sesso e frasi tipo: “se fossi mia non ti potresti sedere per una settimana”. Se ve lo dicesse il vostro lui lo fareste saltare dalla sedia. Dite di no? Beh allora, io vi assicuro che il portatile del vostro fidanzato contiene giochini erotici molto più simpatici, provate a digitare “y..”. Vi si aprirà un mondo magico. Ma fare le timide non ha senso. Perché altrimenti lui non diventerà mai il Grey dei vostri sogni.

Per fare l’amore bisogna essere altruisti, bisogna sapersi concedere e scendere a compromessi. È bello rompere gli schemi e scoprire, insieme, che quei limiti, tanto limiti
in fondo non erano. Ah! Bisogna uscire dalla sala cinema, non so se ve l’hanno spiegato. Che 50 sfumature e ½ volta che lo guarderete vi rendano spigliate tra le lenzuola non ci crede nessuno. Ma scommetto che se restate a casa a guardare 9 settimane e ½ con la vostra dolce metà, ne uscirete con una cultura cinefila più ampia e una visione dell’eros pure. Perdonatemi, resto un’inguaribile romantica.