mercoledì, 27 Maggio 2026

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Il fegato è il primo organo ad invecchiare. Perché?

Credit: effervescienza.com

Che gli organi invecchino si sapeva. Che lo fanno in modo diverso invece no. E neanche che il primo a invecchiare è il fegato.

È tutta questione di cellule: quelle del fegato si degradano rapidamente e vengono spesso rimpiazzate, ma questo processo rallenta e peggiora nel tempo con l’avanzare dell’età. Le cellule del cervello, invece, hanno un processo di invecchiamento molto più lungo di altri organi, per cui “rimangono giovani” per più tempo.
A confermare la scoperta è stato lo studio – pubblicato sulla rivista Cell – di Martin Beck, del Laboratorio europeo di biologia molecolare (Embl) di Heidelberg in Germania. Beck e il suo gruppo di ricercatori tedeschi hanno usato un approccio di studio decisamente nuovo: hanno combinato l’analisi genetica a quella della produzione di proteine, raccogliendo dei dati che poi sono stati confrontati – a tutti i livelli molecolari – da ogni tipo di organo.

Beck afferma che la nostra età anagrafica può non corrispondere all’effettiva età dei nostri organi, perché la chiave dell’invecchiamento sta nelle specifiche proprietà delle cellule diverse che ci compongono.
Per questo ogni nostro organo invecchia in maniera differente da tutti gli altri: ognuno ha le sue modalità e le sue velocità.

Il motivo per cui certe cellule degradano prima di altre è una domanda che ancora non ha risposte.
È certo, però, che grazie a questa scoperta porterà a nuove terapie anti età mirate alla cura di ogni singolo organo. Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di capire quali differenze esistono tra ogni individuo.

[Credit: ansa]

Cuore e fiducia uniti dai battiti cardiaci

photo credits: forwallpaper

Quando qualcuno ci fa battere il cuore, molto spesso, è perché riponiamo in lui fiducia e speranza.
Uno sconvolgente studio, però, ci ha dimostrato in maniera scientifica come i cuori di due persone che sono legati da affetto e fiducia siano anche sincronizzati.

La ricerca è stata effettuata Interacting Minds Centre dell’Aarhus University, dove gli scienziati si sono concentrati sul legame tra battito cardiaco e fiducia.
Le coppie che hanno partecipato all’esperimento erano 37. Ogni coppia doveva eseguire un compito insieme: costruire macchine con i Lego, quindi, lavorare insieme in sincronia ed unendo le forze.
Gli scienziati che seguivano le coppie, hanno notato che durante questo esperimento, i cuori delle rispettive coppie battevano in sincronia nel momento in cui si lavorava alla costruzione delle macchine con fiducia.
I cuori di due persone che ripongono fiducia l’uno nell’altro, quindi, battono insieme sincronizzandosi e puntando al raggiungimento di un’obiettivo comune.
Dividendo, successivamente, le coppie in due gruppi ed inserendo l’elemento denaro la scoperta si è fatta ancora più interessante. L’esperimento comprendeva l’investimento di denaro insieme alle altre coppie dello stesso gruppo, da cui poi tutti avrebbero potuto ottenerne profitto. Anche in questo caso, la frequenza cardiaca è risultata più alta nel gruppo più fiducioso. In altre parole, nel gruppo in cui tutti i partecipanti si fidavano dei loro compagni e ritenevano sicuro un investimento in denaro fatto insieme.

Gli scienziati non sanno spiegarsi il motivo di questi meccanismi, tuttavia commentano l’esperimento in maniera positiva. A livello, sociologico e psicologico, si arriva ad una scoperta meravigliosa che in futuro ci rivelerà eventuali dinamiche intercorrenti tra rapporti sociali e corpo umano.

Bevande light: ecco perché non aiutano a dimagrire

Credit photo: www.finanzainchiaro.it

Tutte sogniamo di avere il fisico di Belen Rodriguez, ma, a meno che non accada un vero e proprio miracolo il nostro corpo rimarrà uguale. A niente serviranno intere giornate in palestra sul tapis roulant e diete fatte da sé o trovate in giro per il web, soprattutto se più che aiutare ad abbassare il peso corporeo portano ad ingrassare – peggio del post pranzo di Natale.

Per questo bisogna fare molta attenzione alle diete che vengono proposte e prima di intraprendere un percorso di dimagrimento, farsi consigliare da un dottore, da un nutrizionista o comunque da qualcuno competente nel campo. Il nostro corpo è importante e non bisogna scherzarci.

Una delle diete poco salutari è quella che incita al consumo di bevande light, come la famosa “Diet Coke”. Le persone che decidono di intraprendere questo tipo di dieta, purtroppo, non vedranno risultati perché il vuoto di calorie lasciato da queste bevande verrà compensato mangiando di più e, soprattutto, cibi poco sani. I dati parlano chiaro: più di 69 calorie extra al giorno, a causa di alimenti salati, zuccherati e ricchi di sodio e colesterolo.

Ad analizzare questo tipo di bevande e i loro consumatori è un team dell’Università dell’Illinois, diretto dal dottor Ruopeng An, che ha tenuto d’occhio le abitudini alimentari di più di 22.000 adulti americani, disposti a trascrivere tutto ciò che mangiavano – con calorie annesse – e bevevano durante due giornate intere.

Proprio per capire quali sono gli alimenti dannosi per l’alimentazione, il professor An ha fatto una lista con quei cibi che non sono strettamente necessari per un individuo e per il suo corpo: biscotti, gelati, cioccolato e patatine sono i principali. E ben il 90% delle persone intervistate li consumano, raggiungendo circa 482 calorie al giorno solo con questi ultimi prodotti elencati.

Nel loro “diario” i partecipanti dovevano includere anche il tipo di bibita consumata: bevande light, bevande zuccherate, caffè, the e alcol. Anche per quanto riguarda queste ultime le percentuali sono abbastanza alte: il 97% consuma una di esse, il 41% due e il 25% tre o più. Dati altissimi, soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che queste bevande sono ad alto contenuto calorico: al primo posto c’è l’alcol con 384 calorie, seguono le bibite gasate, il caffè, le bevande a zero calorie e il the con rispettivamente 226, 108, 69 e 64 calorie.

Tutte queste abitudini alimentari non portano a nessun giovamento: le persone che consumano soprattutto bevande light – con l’idea di dimagrire – non riescono a tenere sotto controllo il peso e quindi tendono ad ingrassare, anche perché mangiano di più per compensare il vuoto lasciato dalle bibite. Pensando di bere in modo corretto e di poter diminuire di peso, però, queste persone non sanno di avere l’effetto del tutto opposto.

Come cambia la vista in base al tempo

Photo credits: annabelmilk

Anche l’estate 2015 è stata archiviata e al suo seguito arrivano le tiepide giornate autunnali, spesso insieme a temporali e raggi di sole timidi e fiochi.
Complici le nuvole ed un cielo sempre pronto ad ingrigirsi, ci ritroviamo a vivere i giorni che precedono l’autunno-ma anche quelli dopo-con un continuo fastidio agli occhi. Oltre ad avere problemi con la vista per tutto il giorno, non riusciamo a distinguere bene i colori. Come mai accade tutto questo? Ma soprattutto, siamo sicuri che sia tutta colpa del tempo e delle stagioni che cambiano?

Secondo uno studio effettuato dall’Università di Rochester-New York- e successivamente pubblicato su Psychological Science la percezione dei colori e l’umore sono strettamente collegati.
Chi è più incline ad avere uno stato d’animo triste distinguerà in maniera meno accurata i colori più luminosi e sgargianti.
Il risultato è venuto fuori tramite un curioso esperimento: sottoponendo un campione di 127 volontari alla visione di un filmato triste o di una commedia. Coloro che avevano guardato il filmato più triste distingueva in maniera poco precisa i colori nei toni del giallo-blu.
Non si è arrivati ancora ad un risultato certo, ma pare che la percezione dei colori prima citati dipenda dalla dopamina-l’ormone del piacere-.

Tuttavia anche le stagioni influiscono sulla percezione dei colori. In estate infatti, accettiamo come giallo anche un colore che abbia una grande quantità di verde al proprio interno.
Al contrario, in inverno, consideriamo giallo un colore effettivamente più puro.
Per distinguere un giallo vero, in estate basta confrontarlo con il verde degli alberi e dei prati.

Quesito risolto, quindi, grazie a questo studio. Come distinguere il colore dei calzini blu o neri al mattino, invece, ancora rimane un mistero per tutti.