giovedì, 24 Settembre 2026

Salute

Home Salute Pagina 69
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

Ridurre lo stress per non ingrassare (FOTO)

Credit: bioimis.it

Nei periodi di maggiore stress, dovuti ai cambiamenti della vita, a giornate piene di impegni e di arrabbiature, spesso ci capita di ingrassare. Come mai?
Tutto dipende dalla quantità di cibo che spesso ingurgitiamo di fretta, e dalle calorie che contengono i cibi spazzatura che tendiamo a preferire rispetto ad altri alimenti più sani e meno zuccherosi.
La conseguenza è poi evidente sui fianchi e sull’ago della bilancia.

Esistono però, tre metodi che vi suggeriamo per abbassare al minimo il livello di stress ed apportare benefici sia in campo fisico che mentale. Basta seguirli con una giusta dose di costanza e i risultati saranno immediati.

Usare meno i social

phoro credits: guest
phoro credits: guest

Tecnologia e social network ci fanno passare ore ed ore connessi. Tra un controllo veloce alla casella di posta elettronica, un’occhiata agli ultimi post su Facebook ed un tweet, passiamo intere ore connessi, in una sola giornata. Cosa comporta tutto ciò? Innanzitutto stressiamo vista e mente inutilmente e sprechiamo del tempo utile per riposare davvero, magari facendo una passeggiata, dormendo o chiacchierando davanti un buon caffé.

Dormire di più e meglio

photo credits: una salute molte vie
photo credits: una salute molte vie

Quando siamo stressati dormiamo poco e male. Di conseguenza, produciamo poca leptina, ossia l’ormone che blocca l’appetito e ci sentiamo spesso affamati. Come contrastare questo problema? Andando a dormire prima delle 23 e non guardando la tv a letto.

Respirare con l’addome

photo creits: pianetadonna
photo creits: pianetadonna

Se impariamo la respirazione addorminale, che si effettua gonfiando l’addome mentre si inspira e sgonfiandolo fino in fondo e lentamente mentre si espira, allora ci sentiremo più rilassati.
Basta respirare con l’addome e profondamente tre minuti al giorno, per sentirsi rilassati e più tranquilli.

Cosa aspettate a verificare l’efficacia di questi metodi?

Ottobre rosa, tanti prodotti per la lotta contro il cancro

ottobre rosa

Ottobre rosa è il nome di una serie di iniziative legate alla prevenzione e alla lotta contro il tumore al seno. Tutto il mese è infatti dedicato soprattutto alla raccolta fondi, indispensabili per alimentare la ricerca e rendere il meno drammatico possibile questo male che ogni anno colpisce una donna su otto.

La parola prevenzione molto spesso viene considerata un tabù, ma in molti casi può salvare la vita. Per questo molte aziende, soprattutto legate alla moda e alla bellezza femminile, hanno deciso di contribuire a rendere ottobre rosa e la prevenzione al centro dell’attenzione.

Numerose marche di cosmetici si mobilitano per finanziare la ricerca e promuovere la prevenzione tra le donne. Creme, rossetti, scarpe si colorano di rosa durante questo mese come sinonimo di speranza e di bellezza.

L’iniziativa è già molto famosa nel Regno Unito, dove anche quest’anno ritorna il Breast Cancer Awareness Month, l’evento che contribuisce a raccogliere fondi per combattere il cancro al seno colorando i prodotti femminili di rosa. Comprando uno di questi prodotti legato all’iniziativa, si contribuisce alla ricerca, dato che parte del ricavato viene proprio devoluto in beneficenza dalla case cosmetiche produttrici.

Tante le altre iniziative di Ottobre rosa per ricordare a tutte noi che con la prevenzione e la ricerca si può sconfiggere anche un male tremendo come il tumore al seno.

Troppo stress? Ti aiutano i lavori domestici

lavori domestici

Anni anni di battaglie femminili per la parità dei diritti, l’emancipazione, la possibilità di lavorare fuori casa, e per cosa? Sembra proprio che i lavori domestici siano utili a combattere lo stress che la vita di tutti i giorni e soprattutto il lavoro fuori di casa ci procurano. Certo non vale solo per le donne, a rilassarsi pulendo la casa potrebbero essere anche gli uomini.

Può sembrare uno scherzo è invece lo studio è di quelli seri, realizzato dagli scienziati della Florida State University. Non tutti i lavori domestici sono però uguali, lavare i piatti è l’attività che ci rilassa maggiormente. Ebbene si, quando la sera dopo cena abbiamo la tentazione di lasciare i piatti sporchi nel lavandino e finalmente stenderci sul divano pensiamoci bene. Lavare i piatti potrebbe aiutare a rilassarci e ad eliminare lo stress accumulato durante la giornata lavorativa.

Lo studio è stato condotto su alcuni studenti che sono stati divisi in gruppi, alcuni lavano i piatti secondo il metodo tradizionale, altri utilizzando la lavastoviglie. Alla fine è emerso che chi ha lavato i piatti a mano aveva trascorso dei minuti preziosi nella piena consapevolezza della propria coscienza avendo la possibilità di riflettere e questo permette al nostro organismo di rilassarsi e riposarsi.

Lo studio, poi pubblicato sulla rivista Mindfulness, suggerisce che tali effetti positivi possono essere raggiunti adoperandosi quindi in qualsiasi attività casalinga e in tutti i generi di lavori domestici.

Trapianto di testa: fantascienza o realtà?

È qualcosa di davvero incredibile e il chirurgo italiano Sergio Canavero ritiene di riuscire a esserne in grado di farlo tra soli due anni: il primo trapianto di testa nella storia della medicina verrà realizzato nel 2017. A fare ‘da cavia’ sarà Valery Spiridonov, un programmatore informatico affetto da una particolare atrofia spinale muscolare chiamata la malattia di Werdnig-Hoffman: il suo cervello è completamente intatto, ma a causa di questa patologia degenerativa non gli resta molto da vivere. Perciò, dopo qualche incontro col dottor Canavero su Skype, e non avendo niente da perdere, Valery ha accettato di farsi trapiantare la testa su di un altro corpo sano, dal cervello clinicamente morto.

La testa verrà trapiantata sul corpo del donatore grazie all’uso di una ‘colla’ a base di glicole polietilenico, messa a punto proprio da Canavero. Dopo l’operazione, Spiridonov verrà tenuto per un mese in coma farmacologico, così da poter immobilizzare i muscoli del collo mentre gli elettrodi favoriscono la rigenerazione delle connessioni nervose e la fusione del midollo spinale. Se il trapianto dovesse riuscire, il paziente sarebbe successivamente in grado di muoversi, ma anche di parlare con la sua propria voce e di vedere il suo stesso volto. Soltanto dopo un anno di fisioterapia, però, sarà in grado di alzarsi del tutto. L’operazione, della durata di circa 36 ore, costerà – si dice – intorno ai 10 milioni di dollari.

L’annuncio del trapianto ha letteralmente spiazzato la comunità scientifica: molti ritengono infatti che una simile operazione nel 2017 sia pura fantascienza. “Non lo auguro a nessuno, né permetterei mai a qualcuno di farlo a me – ha affermato il Presidente eletto dell’American Association for Neurological Surgeons Hunt Batjer – Certe cose sono peggio della morte“. Il primo trapianto di testa, del resto, fu tentato su una scimmia non più di 40 anni fa, portando alla morte dell’animale nel giro di pochi giorni.