giovedì, 24 Settembre 2026

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10 modi per superare gli attacchi di panico (FOTO)

Credits photo: huffingtonpost.it

Secondo i più recenti sondaggi clinici almeno due milioni di italiani soffrono di attachi di panico. Questo disturbo si può presentare nelle persone comuni al contatto con un agente esterno considerato pericoloso o in particolari momenti di stress. Per superare gli attachi di panico, le persone cercano costantemente attività che possano distogliere la loro attenzione e riversare le loro facoltà cognitivo-fisico e mentali su altro. Alcune di queste, tra cui quelle che vi stiamo per presentare, hanno funzionato davvero per alcuni utenti di Facebook di cui Buzzfeed ha raccolto le testimonianze.

Prima di illustrarle però facciamo un passo indietro. Innanzitutto è doveroso precisare che chiunque soffra di attachi di panico necessita del consulto di un medico e di un psicologo, che possano avviare un percorso clinico per il corretto superamento delle loro paure.

In secondo luogo, può capitare a tutti di sentirsi ansiosi, impauriti e di cercare rifugio dai cattivi pensieri.
Per esempio, alcune persone non riescono a capacitarsi che un giorno non saranno più in grado di vivere e questo provoca ansia e panico interiore, così, per superarlo, scrivono un messaggio ad un amico o semplicemente leggono un libro per distrarsi.

Nel caso degli attacchi di panico,invece, trovare un rimedio è un po’ più complicato; in questi casi bisogna scontrarsi anche con i diversi sintomi fisiologici: si ha difficoltà a respirare, si hanno le vertigini, la sudorazione diventa anomala, subentrano tremore, vampate di calore e si ha ansia e paura di perdere controllo. In più si ha il timore di ritornare nello stesso luogo in cui si è avuto il primo attacco di panico.

Una terapia psicoterapeutica e farmaci antidepressivi accuratamente prescritti da un esperto sono fondamentali, ma occorre anche tanta forza di volontà da parte dei pazienti. Ecco come alcuni soggetti hanno risposto con successo agli attacchi di panico.

Ascoltare una canzone

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“Don’t stress”, “Don’t panic”: sono probabilmente le ultime parole da pronunciare in caso di attacchi di panico, ma non se lo fate col ritmo di una canzone. Pare che ascoltare “Broken Social Scene’s ‘Pitter Patter Goes My Heart” sia un buon modo per stemperare l’ansia e tornare a respirare regolarmente.

Utilizzare un giocattolo

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Giocare sembrerà un’attività da bambini specialmente se considerate che i maggiori soggetti di attacchi di panico hanno tra i 20 e i 54 anni. Non è mai troppo tardi però per scavare tra i ricordi dell’infanzia e trovare quel gioco che riusciva a farvi calmare anche quando eravate in lacrime.

Contare cinque cose che puoi vedere, quattro che puoi toccare, tre che puoi sentire, due che puoi odorare, una che puoi assaggiare

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Questa pratica sarebbe consigliata non solo a chi soffre di attacchi di panico ma a chiunque non sappia più cosa significhi davvero vedere, toccare, sentire, odorare e assaggiare. Andiamo così di corsa che non ci fermiamo più nemmeno per sentire il profumo dei fiori che sbocciano in primavera o vedere i colori delle foglie d’autunno.

Fare yoga

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Lo yoga è l’arte di imbrigliare i propri sensi e vissuti per sentirsi in pace completà. La parte fondamentale dunque è la concentrazione. Non importa se non vi sedete o sdraiate nella posizione giusta ma solo se riuscite ad mettervi in contatto con la vostra percezione interiore.

Giocare con gomme morbide

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Abbiamo avuto tutti, o quasi, una gomma antistress, per superare l’ansia di un esame, di un colloquio, di una visita medica. Questa pratica può essere un toccasana anche nel caso degli attacchi di panico.

Rileggere un libro che conoscete molto bene

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Ci sono momenti in cui la nostra mente ha bisogno di trovare rifugio dai suoi pensieri catapultandosi in altre storie o rivedendo la propria dall’esterno. Prendete quel libro che vi ha regalato sensazioni positive e calma interiore e rileggetelo.

Concertrarti su un cartone divertente

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Spensieratezza e serenità sono due emozioni che tutti vorremmo ritrovare anche nella nostra vita da adulti. Guardare le scene di un cartone divertente piuttosto che le notizie del telegiornale non è una vergogna. L’interazione tra voi e il bambino che eravate vi preparerà ad affrontare con meno difficoltà i problemi futuri.

Avere un’espressione da ripetere

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Se siete alla ricerca di un motivatore, è il momento di prendere l’iniziativa e diventarlo voi stessi. Nessuno può obbligarvi ad essere meno severi con voi stessi, nè tantomeno regalarvi pillole di saggezza se non siete i primi a crederci. “Io posso, io posso, io posso”: questo o un altro simile, dovrà essere il vostro motto giornaliero.

Scrivere

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Questa è forse l’attività più difficile, ma se riuscite a scrivere la causa del vostro attacco di panico corrente, quando sarà terminato, potrete rendervi conto perché avevate le vertigini e prepararvi per superarlo.

Giocare con il proprio animale

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“Il cane è il migliore amico dell’uomo”, “Gli animali, in genere, donano compagnia e affetto”: a volte basta questo per stare meglio.

[Credits photos: buzzfeed.com]

Tumori: aumentano nelle donne, calano negli uomini

credits photo: puntosanremo.it

Secondo le stime contenute ne “I numeri del cancro nel 2015“, censimento ufficiale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum), sono ben 363.000 le persone colpite da tumore in Italia, circa 1.000 al giorno. Una lieve differenza tra i generi colpiti: rispetto al 2014 ne soffrono più le donne che gli uomini.

Si calcola che gli uomini che avevano un tumore nel 2014 erano 196.100, mentre quest’anno le diagnosi stimate sono circa 194.400. Risultato opposto per le donne, che vede registrare, invece, una lieve crescita (circa 169.000).

Negli ultimi 11 anni, poi, nelle donne è aumentata del 36% l’incidenza del cancro al polmone, mentre negli uomini è diminuita del 20%. Un dato preoccupante causato dalla diffusione del vizio di fumare. Il 23% delle donne italiane, infatti, è tabagista.

Secondo le diagnosi effettuate nel 2015, i tumori più diffusi sono quelli al colon-retto, seguito da quello al seno, al polmone, alla prostata e alla vescica. Dal rapporto si evince però anche un dato positivo: il tasso di mortalità per tumori è diminuito.

Il fegato è il primo organo ad invecchiare. Perché?

Credit: effervescienza.com

Che gli organi invecchino si sapeva. Che lo fanno in modo diverso invece no. E neanche che il primo a invecchiare è il fegato.

È tutta questione di cellule: quelle del fegato si degradano rapidamente e vengono spesso rimpiazzate, ma questo processo rallenta e peggiora nel tempo con l’avanzare dell’età. Le cellule del cervello, invece, hanno un processo di invecchiamento molto più lungo di altri organi, per cui “rimangono giovani” per più tempo.
A confermare la scoperta è stato lo studio – pubblicato sulla rivista Cell – di Martin Beck, del Laboratorio europeo di biologia molecolare (Embl) di Heidelberg in Germania. Beck e il suo gruppo di ricercatori tedeschi hanno usato un approccio di studio decisamente nuovo: hanno combinato l’analisi genetica a quella della produzione di proteine, raccogliendo dei dati che poi sono stati confrontati – a tutti i livelli molecolari – da ogni tipo di organo.

Beck afferma che la nostra età anagrafica può non corrispondere all’effettiva età dei nostri organi, perché la chiave dell’invecchiamento sta nelle specifiche proprietà delle cellule diverse che ci compongono.
Per questo ogni nostro organo invecchia in maniera differente da tutti gli altri: ognuno ha le sue modalità e le sue velocità.

Il motivo per cui certe cellule degradano prima di altre è una domanda che ancora non ha risposte.
È certo, però, che grazie a questa scoperta porterà a nuove terapie anti età mirate alla cura di ogni singolo organo. Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di capire quali differenze esistono tra ogni individuo.

[Credit: ansa]

Cuore e fiducia uniti dai battiti cardiaci

photo credits: forwallpaper

Quando qualcuno ci fa battere il cuore, molto spesso, è perché riponiamo in lui fiducia e speranza.
Uno sconvolgente studio, però, ci ha dimostrato in maniera scientifica come i cuori di due persone che sono legati da affetto e fiducia siano anche sincronizzati.

La ricerca è stata effettuata Interacting Minds Centre dell’Aarhus University, dove gli scienziati si sono concentrati sul legame tra battito cardiaco e fiducia.
Le coppie che hanno partecipato all’esperimento erano 37. Ogni coppia doveva eseguire un compito insieme: costruire macchine con i Lego, quindi, lavorare insieme in sincronia ed unendo le forze.
Gli scienziati che seguivano le coppie, hanno notato che durante questo esperimento, i cuori delle rispettive coppie battevano in sincronia nel momento in cui si lavorava alla costruzione delle macchine con fiducia.
I cuori di due persone che ripongono fiducia l’uno nell’altro, quindi, battono insieme sincronizzandosi e puntando al raggiungimento di un’obiettivo comune.
Dividendo, successivamente, le coppie in due gruppi ed inserendo l’elemento denaro la scoperta si è fatta ancora più interessante. L’esperimento comprendeva l’investimento di denaro insieme alle altre coppie dello stesso gruppo, da cui poi tutti avrebbero potuto ottenerne profitto. Anche in questo caso, la frequenza cardiaca è risultata più alta nel gruppo più fiducioso. In altre parole, nel gruppo in cui tutti i partecipanti si fidavano dei loro compagni e ritenevano sicuro un investimento in denaro fatto insieme.

Gli scienziati non sanno spiegarsi il motivo di questi meccanismi, tuttavia commentano l’esperimento in maniera positiva. A livello, sociologico e psicologico, si arriva ad una scoperta meravigliosa che in futuro ci rivelerà eventuali dinamiche intercorrenti tra rapporti sociali e corpo umano.