giovedì, 28 Maggio 2026

Salute

Home Salute Pagina 71
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

L’ansia è ereditaria

Credit: med-cam.it

Qualcuno di noi è così ansioso che anche le sue ansie hanno l’ansia.
Ma noi vogliamo aiutarvi, per questo vi spieghiamo che non siete “malati d’ansia”, perché voi con l’ansia ci siete nati. Fa parte del vostro DNA.

Avete capito bene, l’ansia è ereditaria. Uno studio svolto sulle scimmie Rhesus ha dimostrato che i genitori ansiosi hanno più probabilità di avere una prole ansiosa – e questo vale anche per gli umani. La ricerca, condotta su una famiglia allargata di primati, ha dimostrato importanti tesi riguardanti la trasmissione da genitori a figli di stati ansiosi e depressivi. Il Dipartimento di Psichiatria e dell’Health Emotions Research Institute della University of Wisconsin-Madison ha infatti dichiarato che ci sarebbe un circuito iperattivo del cervello, la parte che potrebbe preparare il terreno per lo sviluppo di ansia e disturbi depressivi, che viene ereditato di generazione in generazione.

Pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), lo studio è stato condotto su circa 600 giovani scimmie Rhesus da una famiglia multi-generazionale, esposte a situazioni leggermente minacciose al fine di identificare le regioni cerebrali in cui l’incremento del metabolismo potesse predire i livelli di ansia di ciascun individuo.
Usando poi l’approccio della correlazione genetica, i ricercatori hanno trovato il circuito neurale in cui si insidia, geneticamente, il temperamento ansioso. Esso coinvolge tre regioni del cervello legate alla sopravvivenza: il tronco cerebrale, l’amigdala, e la corteccia prefrontale, che è responsabile del livello più alto di ragionamento ed è completamente sviluppata solo negli esseri umani e nei loro cugini primati.

Come dicono, giustamente, i ricercatori: “Riteniamo che in una certa misura, l’ansia possa fornire un vantaggio evolutivo, perché aiuta un individuo a riconoscere ed evitare pericolo, ma quando i circuiti sono più attivi, diventa un problema e può provocare disturbi depressivi”.

In ogni caso, è stato appurato che è la funzione di queste strutture cerebrali – e non la loro dimensione – a essere responsabile del trasferimento genetico di un temperamento ansioso. I nostri geni, cioè, modificano il nostro cervello fino a farci essere esattamente così come siamo.

[Credit: adnkronos.com]

Come capire se sei emotivamente intelligente

Hai mai sentito parlare di EQ? È un valore che ti permette di capire se sei una persona emotivamente intelligente: un indice (simile al QI) importantissimo per la vita sociale.

La capacità di leggere le persone (compresi se stessi) è inestimabile. È non tutti lo sanno fare.
Ecco 10 segni per capire se sei emotivamente intelligente:

1. Non tenere i rancori

I rancori sono inutili, non serve rimuginare sul passato.

2. Si dà senza aspettarsi nulla in cambio

Non fai favori in modo da poter chiedere qualcosa in cambio. Si dà solo perché si vuole fare felici gli altri.

3. Sei grato per quello che hai

Tutti abbiamo qualcosa di cui e per cui essere grati. E tu sei felice di ogni piccola cosa.

4. È possibile controllare la tua invidia e gelosia

Ci sarà sempre qualcuno che fa meglio di te in tutti gli aspetti della vita. Invece di provare risentimento verso di loro, cerca di capire il modo per migliorare la tua situazione.

5. Sei adattabile

Voi sapete come gestirvi in situazioni diverse, e non andate su tutte le furie se la vita prende una svolta improvvisa.

6. Evitate persone negative

Meglio eliminare dalla propria vita le persone che non sono degne di farne parte.

7. Sei in pace con il passato

Niente rimpianti o sofferenze: il passato è passato.

8. Non hai paura del futuro

Il futuro ti attende, qualsiasi esso sia.

9. Si capisce facilmente cosa ha portato cattivo umore

Si è consapevoli degli errori della vita, delle difficoltà e di quei piccoli episodi che la rendono triste.

10. Si capiscono le persone

Le persone sono strane creature – faranno spesso cose che non hanno molto senso. Ma si può estrarre il significato nascosto, le parole e le espressioni della gente. Sei solo un ottimo giudice.

La nuova moda di avere le clavicole sporgenti e andarne fiere (FOTO)

Se anche tu hai le clavicole sporgenti allora devi mostrarlo a tutti: sì, perché è sintomo di magrezza e di bellezza. È questa la nuova moda che impazza sui social, soprattutto su Instagram, dove le ragazze si divertono a fare un gioco per testare la loro silhouette: quante monete riesci a poggiare sulla clavicola senza farle cadere?

L’idea è partita dal social cinese weibo.com ed è un “test” che spopola in tutto il mondo: sulle clavicole si poggia qualsiasi cosa che possa esser “incastrata”, dalle caramelle alle uova, fino a arrivare a dei mini dildo. Ma la cosa che sconvolge di più, non soltanto il fatto che a farlo siano donne ma anche uomini di qualsiasi età, sia esultare ed essere orgogliosi di questa propria “capacità”, che insomma si traduce in “guarda quanto sono magra/o”.

L’hashtag usato per questa nuova moda dell’estate è #collarbone. Tutti impazziti per il gioco del momento, pronti a scattare un selfie.

Ma si tratta davvero solo di un gioco? La mania della “magrezza” a tutti i costi ha caratterizzato le nostre estati italiane, dal “Bikini Bridge” al “Thigh gap”, l’ossessione dello spazio tra una coscia e l’altra. Quest’anno ci sono le clavicole. Quanto durerà quest’incubo?

Un sms per ringraziare i donatori di sangue

Credits photo: santeramolive

I donatori di sangue salvano vite continuamente e sono preziosissimi ogni giorno nel mondo.
Nonostante la grande quantità di sangue donato, però, sono ancora 75 i paesi che sono sotto la soglia minima di raccolta necessaria a garantire le trasfusioni.

Per cercare di far aumentare le donazioni di sangue, la Svezia ha ideato una campagna che segue la scia delle iniziative che riguardano le donazioni in denaro. Quando effettuiamo una donazione, infatti, ci assicuriamo di sapere che fine hanno fatto i nostri soldi e se hanno effettivamente onorato la causa per cui sono stati donati. Perché non dovrebbe essere così anche per il nostro sangue?
La tecnologia arriva subito in soccorso. Appena il sangue di una persona viene donato, il donatore riceve un sms con scritto, semplicemente: “grazie”. Inoltre, nel momento in cui il sangue del donatore arriva nelle vene di qualcuno che ne aveva veramente bisogno, il donatore verrà nuovamente avvisato con un altro messaggio di ringraziamento più specifico.

La responsabile della comunicazione dei donatori di sangue di Stoccolma, Karolina Blom Wiberg, spiega come sia di estrema importanza sensibilizzare le persone sull’argomento, ma soprattutto far arrivare al donatore un messaggio positivo attraverso un sms. Fargli sapere che effettivamente il suo sangue ha avuto un ruolo fondamentale nel salvare la vita di qualcun altro.
I donatori possono anche consultare il sito web del servizio di sangue locale, per informarsi e vedere quanto sangue è rimasto nelle scorte, in tempo reale. Così facendo, si può anche utilizzare il passaparola attraverso i social network.

Un’iniziativa ricca di risvolti positivi, che speriamo abbia il successo che merita, visto il lodevole scopo.