giovedì, 24 Settembre 2026

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Bevande light: ecco perché non aiutano a dimagrire

Credit photo: www.finanzainchiaro.it

Tutte sogniamo di avere il fisico di Belen Rodriguez, ma, a meno che non accada un vero e proprio miracolo il nostro corpo rimarrà uguale. A niente serviranno intere giornate in palestra sul tapis roulant e diete fatte da sé o trovate in giro per il web, soprattutto se più che aiutare ad abbassare il peso corporeo portano ad ingrassare – peggio del post pranzo di Natale.

Per questo bisogna fare molta attenzione alle diete che vengono proposte e prima di intraprendere un percorso di dimagrimento, farsi consigliare da un dottore, da un nutrizionista o comunque da qualcuno competente nel campo. Il nostro corpo è importante e non bisogna scherzarci.

Una delle diete poco salutari è quella che incita al consumo di bevande light, come la famosa “Diet Coke”. Le persone che decidono di intraprendere questo tipo di dieta, purtroppo, non vedranno risultati perché il vuoto di calorie lasciato da queste bevande verrà compensato mangiando di più e, soprattutto, cibi poco sani. I dati parlano chiaro: più di 69 calorie extra al giorno, a causa di alimenti salati, zuccherati e ricchi di sodio e colesterolo.

Ad analizzare questo tipo di bevande e i loro consumatori è un team dell’Università dell’Illinois, diretto dal dottor Ruopeng An, che ha tenuto d’occhio le abitudini alimentari di più di 22.000 adulti americani, disposti a trascrivere tutto ciò che mangiavano – con calorie annesse – e bevevano durante due giornate intere.

Proprio per capire quali sono gli alimenti dannosi per l’alimentazione, il professor An ha fatto una lista con quei cibi che non sono strettamente necessari per un individuo e per il suo corpo: biscotti, gelati, cioccolato e patatine sono i principali. E ben il 90% delle persone intervistate li consumano, raggiungendo circa 482 calorie al giorno solo con questi ultimi prodotti elencati.

Nel loro “diario” i partecipanti dovevano includere anche il tipo di bibita consumata: bevande light, bevande zuccherate, caffè, the e alcol. Anche per quanto riguarda queste ultime le percentuali sono abbastanza alte: il 97% consuma una di esse, il 41% due e il 25% tre o più. Dati altissimi, soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che queste bevande sono ad alto contenuto calorico: al primo posto c’è l’alcol con 384 calorie, seguono le bibite gasate, il caffè, le bevande a zero calorie e il the con rispettivamente 226, 108, 69 e 64 calorie.

Tutte queste abitudini alimentari non portano a nessun giovamento: le persone che consumano soprattutto bevande light – con l’idea di dimagrire – non riescono a tenere sotto controllo il peso e quindi tendono ad ingrassare, anche perché mangiano di più per compensare il vuoto lasciato dalle bibite. Pensando di bere in modo corretto e di poter diminuire di peso, però, queste persone non sanno di avere l’effetto del tutto opposto.

Come cambia la vista in base al tempo

Photo credits: annabelmilk

Anche l’estate 2015 è stata archiviata e al suo seguito arrivano le tiepide giornate autunnali, spesso insieme a temporali e raggi di sole timidi e fiochi.
Complici le nuvole ed un cielo sempre pronto ad ingrigirsi, ci ritroviamo a vivere i giorni che precedono l’autunno-ma anche quelli dopo-con un continuo fastidio agli occhi. Oltre ad avere problemi con la vista per tutto il giorno, non riusciamo a distinguere bene i colori. Come mai accade tutto questo? Ma soprattutto, siamo sicuri che sia tutta colpa del tempo e delle stagioni che cambiano?

Secondo uno studio effettuato dall’Università di Rochester-New York- e successivamente pubblicato su Psychological Science la percezione dei colori e l’umore sono strettamente collegati.
Chi è più incline ad avere uno stato d’animo triste distinguerà in maniera meno accurata i colori più luminosi e sgargianti.
Il risultato è venuto fuori tramite un curioso esperimento: sottoponendo un campione di 127 volontari alla visione di un filmato triste o di una commedia. Coloro che avevano guardato il filmato più triste distingueva in maniera poco precisa i colori nei toni del giallo-blu.
Non si è arrivati ancora ad un risultato certo, ma pare che la percezione dei colori prima citati dipenda dalla dopamina-l’ormone del piacere-.

Tuttavia anche le stagioni influiscono sulla percezione dei colori. In estate infatti, accettiamo come giallo anche un colore che abbia una grande quantità di verde al proprio interno.
Al contrario, in inverno, consideriamo giallo un colore effettivamente più puro.
Per distinguere un giallo vero, in estate basta confrontarlo con il verde degli alberi e dei prati.

Quesito risolto, quindi, grazie a questo studio. Come distinguere il colore dei calzini blu o neri al mattino, invece, ancora rimane un mistero per tutti.

Da gennaio negli Usa il testamento biologico ‘assistito’

Credits photo: testamentobiologicoonline.it

L’idea arriva dagli Stati Uniti e rappresenta forse una delle riforme più importanti del governo di Obama: si tratta del testamento biologico ‘assistito’. Ecco quali sono le novità della nuova riforma dell’Affordable Care Act, rinominato Obama Act, che entrerà in vigore negli Usa da gennaio 2016.

Decidere se continuare a vivere grazie all’alimentazione di una macchina o morire rappresenta una delle scelte più complesse non solo per gli anziani costretti nel letto d’ospedale a causa di differenti malattie terminali, ma anche per lo Stato in cui sono residenti. Più importante della decisione in sè, c’è una pratica essenziale che gli Stati Uniti hanno recentemente deciso di sostenere: l’assistenza.

L’anziano o disabile necessita di conversazioni con medici e psicologi per comprendere con coscienza il valore della propria scelta. Fin’ora però questo processo era affidato ad aziende private che, sebbene si dimostrassero utili al paziente, avevano dei costi eccessivi per le famiglie in condizioni reddituali modeste.

Il governo di Obama non poteva tacere a lungo sulla questione. Il testamento biologico ha un effetto irreversibile che se per alcuni corrisponde alla fine di dolore e pena, per altri è uno strappo forzato alla vita. Diventa perciò importante confrontarsi con degli esperti specialmente in un paese in cui vi è una quasi assoluta libertà di scelta.

Gli Stati Uniti, al contrario dell’Italia, lasciano all’essere umano carta bianca sulla propria vita da ormai 24 anni. Furono infatti loro i primi, nel 1991, a regolamente il Living Will o testamento biologico e sempre qui da gennaio 2016 lo Stato contribuirà a coprire le grosse assicurazioni richieste dai privati per l’assistenza.

Tutto ciò diventa possibile grazie al Medical Care, che garantisce coperture per 50 milioni di dollari per spese sanitarie agli americani dai 65 anni in su. L’iter è stato lungo a causa delle opposizioni ideologiche del gruppo pro life di Sarah Palin ma anche economiche a seguito della crisi globale.

Dal 2009, anno di inizio della discussione, ad oggi, ci sono stati diversi dibattiti tra favorevoli e contrari. Alla fine si è deciso di sostenere i medici con dei contributi pubblici in cambio di un dialogo extra con gli anziani.

Quella che però sembra un’azione di sostegno per gli anziani, da alcuni viene già letta come un tentativo di spingere le persone verso la morte e risparmiare in cure sanitarie. Tutte supposizioni che solo con il tempo potremo smentire o confermare. Per ora la decisione finale spetterà agli assistiti. Saranno loro a confrontarsi con il bivio più difficile: quello tra vita e morte.

Muscolosi a metà (FOTO)

Essere super muscolosi, mantenere il fisico tonico e in forma, bere tanti liquidi e fare sport sono alcuni dei mantra più importanti di circa l’80% degli uomini di tutto il mondo. E non solo. Ed ecco che, ogni volta, si ripete la stessa storia: abbonamenti annuali in palestra, integratori come se piovesse, creme ed oli essenziali. Tutto per il proprio corpo. Per la prova costume e per il fascino. Ma senza esagerare, se si può.

O meglio, senza sbagliare.

Già, perché esistono – e, purtroppo, devo confessarvelo: ne esistono troppi! – anche i “patiti” che, senza accorgersene – spero! – o volontariamente – e allora non saprei il perché – decidono di concentrarsi solo su una parte del proprio corpo, allenandola fino alla sfinimento, fino a farla esplodere. Lasciando, però, l’altra parta completamente all’asciutto.

C’è chi si pompa il petto, ma lascia le gambe mingherline e i polpacci flaccidi; c’è chi si concentra sulle braccia da Popeye ma rimane troppo magro sull’addome. Chi, al contrario, ha delle gambe tra inginocchiatore professionista, ma dimentica completamente di avere spalle e petto.

Ve lo assicuro, non ci fate poi una gran bella figura. Ma poi, tra le altre cose, mi chiedo: perché? Eppure abbiamo tutti uno specchio, almeno a casa.