venerdì, 19 Giugno 2026

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

Due ricette giapponesi autunnali facili e veloci


Oggi vi presento due ricette giapponesi autunnali. L’autunno in Giappone è una stagione magica, ricca di colori e sapori nuovi. Possiamo provare a riprodurla portando in tavola due pietanze tipiche.
いただきます (itadakimasu).

Due ricette giapponesi autunnali: Nabe di Funghi e Verdure


Il nabe (鍋) è un piatto tradizionale giapponese che consiste in uno stufato cotto in un contenitore di coccio o metallo, tipicamente su un fornello a tavola. È un modo conviviale di mangiare, dove gli ingredienti vengono cotti direttamente al centro del tavolo, permettendo ai commensali di servirsi da soli.


Ingredienti:
• 200 g di funghi shiitake
• 200 g di funghi enoki
• 1 carota, affettata
• 1 piccola zucca (kabocha), a cubetti
• 200 g di tofu, tagliato a cubetti
• 1 porro, affettato
• 1 litro di brodo dashi
• 3 cucchiai di salsa di soia
• 2 cucchiai di mirin
• 1 cucchiaio di sake

In una pentola, portate a ebollizione il brodo dashi. Aggiungete la salsa di soia, il mirin e il sake.
Unite le carote, la zucca, i funghi e il porro. Cuocete per circa 10-15 minuti, fino a quando le verdure sono tenere. Aggiungete il tofu e cuocete per altri 5 minuti.
Versate il nabe in ciotole e servite con riso cotto.


Ricette dell’autunno in Giappone: Dango di Castagne


I dango (団子) sono dolcetti giapponesi a base di farina di riso glutinoso. Hanno una consistenza morbida e chewy e vengono spesso serviti su spiedini, in genere con tre o quattro palline per spiedino. Sono un alimento tradizionale, consumato in diverse occasioni e festival.


Ingredienti:
• 200 g di farina di riso glutinoso
• 50 g di farina di castagne
• 100 ml di acqua
• 50 g di zucchero
• Castagne lessate (per guarnire)
• Salsa di soia dolce (per servire)

In una ciotola, mescolate la farina di riso glutinoso e la farina di castagne. Aggiungete l’acqua e lo zucchero, mescolando fino a ottenere un impasto liscio.
Prelevate piccole porzioni di impasto e formate delle palline di circa 2-3 cm di diametro.
Portate a ebollizione una pentola d’acqua e fate cuocere i dango finché non galleggiano (circa 5-7 minuti). Scolateli e raffreddateli.
Guarnite con castagne lessate e servite con salsa di soia dolce.

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Due ricette di comfort food perfette per le giornate piovose


Avete detto ricette di comfort food? Siamo pronti! Le giornate piovose ed uggiose ad alcuni mettono tristezza, una sensazione di freddo e malumore. Ecco che le ricette di cibi caldi intervengono a migliorare l’umore.

C’è chi invece vive le giornate di pioggia come dei momenti hygge e quindi delle belle zuppe calde sono perfette per completare l’atmosfera.

Due ricette di comfort food: la zuppa di lenticchie

La zuppa di lenticchie è calda, sostanziosa, corroborante e questi legumi sono ricchi di ferro e sali minerali.

Ingredienti:

  • 200 g di lenticchie
  • 1 cipolla
  • 2 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 2 pomodori pelati
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe q.b.
  • Alloro e rosmarino

In una pentola, scaldare un filo d’olio e unire la cipolla tritata, le carote e il sedano a cubetti. Far soffriggere fino a quando le verdure sono morbide.

Aggiungere l’aglio tritato e le lenticchie sciacquate. Mescolare per bene.

Unire i pomodori pelati e il brodo vegetale. Accludere alloro e rosmarino.

Portare ad ebollizione, poi ridurre la fiamma e lasciar cuocere per circa 30-40 minuti, fino a quando le lenticchie sono tenere.

Aggiustare di sale e pepe. Servire calda, magari con un filo d’olio a crudo.

Ricetta della zuppa di patate e porri

Questa è senz’altro una delle mie preferite. Appena vedo un accenno di giornata uggiosa corro subito a prepararla.

Ingredienti:

  • 3 patate medie
  • 2 porri
  • 1 cipolla
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 100 ml di panna fresca
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe q.b.
  • Prezzemolo fresco

Pulire i porri e affettarli. Sbucciare e tagliare le patate a cubetti. Triturare finemente la cipolla.

In una pentola, scaldare un filo d’olio e unire la cipolla e i porri. Far soffriggere fino a quando sono morbidi.

Aggiungere le patate e il brodo vegetale. Portare a ebollizione, poi abbassare la fiamma e lasciar cuocere per circa 20 minuti, fino a quando le patate sono tenere.

Usare un frullatore a immersione per ridurre la zuppa in una crema liscia. Aggiungere la panna e mescola bene.

Aggiustare di sale e pepe, guarnire con prezzemolo fresco e servire calda.

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Due ricette da Okinawa molto semplici e veloci

Le ricette da Okinawa mi affascinano sempre molto, la loro alimentazione è considerata una delle migliori al mondo per vari motivi.

In primis consumano soprattutto verdura, patate dolci e alghe. Questi alimenti forniscono vitamine, minerali e antiossidanti essenziali. Seguono carboidrati e pesce, poca carne, generalmente di maiale.

La dieta è generalmente a basso contenuto calorico, con una moderata assunzione di proteine e grassi. Questo aiuta a mantenere un peso sano.

Gli alimenti fermentati, come il miso e i sottaceti, sono comuni e favoriscono una buona salute intestinale.

Gli ingredienti utilizzati sono per lo più freschi e locali, il che contribuisce a una migliore qualità nutrizionale.

Due ricette da Okinawa: Goya Champuru

Ricordo che molti di questi prodotti ed alimenti sono reperibili nei market asiastici o su internet.

Goya Champuru

Il goya (gourd amaro) è un alimento tipico, noto per le sue proprietà benefiche, inclusi effetti positivi sul controllo della glicemia.

Ingredienti:

  • 1 gourd amaro (goya), affettato
  • 200 g di tofu, tagliato a cubetti
  • 100 g di carne di maiale (facoltativa), tagliata a striscioline
  • 2 uova
  • Salsa di soia (a piacere)
  • Olio di sesamo
  • Aglio tritato (facoltativo)
  • Sale e pepe

Riscalda un po’ di olio di sesamo in una padella grande. Unisci l’aglio e la carne di maiale (se usata) e rosola fino a doratura. Aggiungi il goya e cuoci per circa 5 minuti, mescolando. Unisci il tofu e cuoci delicatamente, cercando di non romperlo.

Sbatti le uova in una ciotola e versa nella padella, mescolando fino a cottura.

Condisci con salsa di soia, sale e pepe a piacere.

Okinawa Soba: ricetta veloce

Adesso vediamo una soba molto semplice da fare a casa.

Ingredienti:

  • 200 g di noodle soba
  • 1 litro di brodo dashi (puoi usare brodo di pollo o vegetale)
  • 100 g di carne di maiale (pancetta o spalla), affettata
  • Cipollotto, tritato
  • Salsa di soia
  • Alga nori (facoltativa)

Cuoci i noodle soba in acqua bollente seguendo le istruzioni sulla confezione. Scolali e mettili da parte. In una pentola, porta il brodo dashi a ebollizione e aggiungi la carne di maiale. Cuoci fino a quando è tenera. Aggiungi i noodle soba al brodo e riscalda per un paio di minuti.

Servi in ciotole, guarnendo con cipollotto tritato, salsa di soia, alga nori e shichimi togarashi, se desiderato.

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La dieta mediterranea è una bugia, chi l’ha inventata e perché gli italiani ci credono

La dieta mediterranea è una bugia: ora lo sappiamo.

Tanto decantata, il vanto degli italiani che la sbandierano come migliore dieta al mondo, ma non è mai esistita.

O meglio ad un certo punto è stata inventata, solo che si trattava di una bugia.

Poi gli italiani per un po’ hanno davvero provato a seguirla, con scarsi risultati, e questa dieta è stata infine abbandonata.

Partiamo dal principio.

Chi ha inventato la dieta mediterranea?

Certamente avrete presente che ci fu una grande migrazione in America fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 da parte degli italiani.

Gli americani, un popolo già sulla via del sovrappeso, fu molto sorpresa di vedere questi italiani così magri, senza problemi cardiovascolari, di colesterolo alto e ipertensione.

Iniziarono a domandarsi che alimentazione seguissero per stare così bene, decisero dunque di condurre uno studio in Italia.

Attorno alla metà degli anni quaranta l’economo e fisiologo Ancel Keys decise di condurre uno studio presso Castelnuovo Cilento, per porre rimedio al problema dilagante dei disturbi di salute in America, alla ricerca di un nuovo modello di alimentazione da riportare in patria.

E qui direte voi: lo aveva trovato, era la dieta mediterranea! Purtroppo no.

La realtà che Keys ed il suo staff, si trovò davanti non era affatto quella che si immaginava: gli italiani facevano la fame, si nutrivano soprattutto di polenta, pane nero, ghiande, lupini, castagne, qualche verdura o erbe selvatiche e usavano il grasso di maiale (se lo avevano) per cucinare.

Tutto molto distante dalla sua teoria e da ciò che poi lui scriverà. Non poteva certo tornare in America raccontando la verità, quindi teorizzò “la dieta mediterranea” raccontando che nel sud Italia, gli italiani mangiavano soprattutto pesce, olio di oliva, legumi, cereali integrali, vino rosso, frutta e verdura. Pochi dolci (che non esistevano praticamente), poca carne rossa (che nessuno mangiava perché non se la potevano permettere) e pochi carboidrati (mangiavano solo polenta praticamente).

Tornato in patria Keys pubblicò le sue ricerche nel 1959 con il titolo “Eat Well, Still well: the Mediterraean way” millantando i benefici di una dieta inesistente mediterranea.

Perchè gli italiani credono alla bugia?

La cucina italiana all’epoca non era un fatto identitario, non esisteva e basta. La pasta non era un alimento diffuso e le carestie, dovute alle cattive annate dei raccolti, era molto diffusa.

Gli italiani mettevano in tavola soprattutto il mais e ciò che riuscivano a raccogliere, o quel poco che riuscivano a coltivare. Non esistevano delle vere e proprie ricette e per lo più si faceva la fame.

Ma lo studio in America fece faville: per la prima volta tutti ammiravano gli italiani e volevano imitarli. Gli italiani iniziarono a fregiarsi di questo modello alimentare inesistente. Lo studio di Keys arrivò tradotto in Italia nel 1962 ed iniziò a diffondersi anche nel nostro Paese (che di questa dieta non aveva mai sentito parlare).

Effettivamente gli italiani iniziarono a sperimentare questo modello alimentare, che fu trascinato via dal boom economico, dalla diffusione dei supermercati, a quella della carne, degli insaccati e degli alimenti in scatola.

La parentesi della “dieta mediterranea” fu davvero breve: gli italiani iniziarono a mangiare soprattutto carne di maiale e bovina, pasta e pane a cui fece seguito dopo gli anni ‘70 la pizza.

Ma gli italiani credono ancora alla dieta mediterranea? Sì, perché di fondo hanno fatto di una cucina inesistente il loro vanto, perché amano fregiarsi di una bugia che li faccia sentire ammirati. Questo ideale di dieta da proporre al mondo fa sentire gli italiani uniti, li consola del fatto che non sanno come competere con le altre nazioni, o come costruirsi un futuro in un mondo che li sta lasciando indietro.

Oggi il 48% degli italiani è in forte sovrappeso, mangia pochissime verdure, poco pesce e pochissimi legumi. Di contro vanno ancore forte carne, pasta, pizza ed i fast food.

Fonti:

Fame di guerra. La cucina del poco e del senza

La cucina italiana non esiste. Bugie e falsi miti sui prodotti e i piatti cosiddetti tipici 

LA DIETA MEDITERRANEA: UNA BUGIA NUTRIZIONALE DELL’ERA ATTUALE?

Cibum nostrum. Mito e rovina della dieta mediterranea

La dieta mediterranea: realtà, mito, invenzione