giovedì, 16 Settembre 2021

Le studentesse universitarie

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“Andiamo a comandare” diventa una versione di latino

Fonte immagine: huffingtonpost.it

Il rientro a scuola dalle vacanze si sa, non è tra i mometni preferiti degli adolescenti italiani. Ma un docente di una scuola superiore ha trovato un’idea piuttosto originale per accogliere i suoi alunni in questi primi giorni: una versione di latino. Detto così, pare non esserci nulla di interessante, anzi. Però le cose cambiano quando la versione è il testo della canzone più in dell’estate: “Andiamo a comandare”.

La trovata di tradurre la hit di Rovazzi che ha fatto ballare migliaia di giovani sulle spiaggie della nostra penisola è stata molto apprezzata dai liceali. “Ho appena finito di tradurre ‘Andiamo a Comandare’ dal latino all’italiano. Poi mi chiedono perché adoro il mio professore” – scrive una studentessa su twitter postando successivamente la foto della versione.

Il tweet era:
Ecco a voi “Andiamo a comandare” in latino, giusto perché il prof voleva farci riprendere a tradurre con simpatia pic.twitter.com/wu9SFWRcPD
— Nonna Carry (@urnotmydream) 13 settembre 2016

Ad apprezzare l’iniziativa è stato lo stesso Fabio Rovazzi che sul suo account social ha condiviso la versione latina del suo successo.

La dura vita dello studente universitario

credits photo: catania.liveuniversity.it

Quando si inizia l’università si è sempre entusiasti, speranzosi e pieni di allegria . Ben pochi immaginano veramente a cosa vanno incontro. La verità è che, oltre ad aumentare la nostra conoscenza e a dare, si spera, possibilità per un futuro migliore, quando ci si iscrive ad un corso universitario si ottiene l’effetto domino. L’immatricolazione è solo la prima tessera che poi farà crollare, in seguito ad una serie disastrosa di eventi, il nostro stile di vita.

Esagerazioni ed ironia a parte, è proprio un’indagine svolta dai ricercatori della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità a dimostrare che gli studenti e le studentesse d’Italia hanno uno stile di vita poco salutare. La ricerca, pubblicata sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità, ha visto partecipi ben 8516 studenti, tra i 18 e i 30 anni, di 10 università diverse.

Veniamo ai numeri. In primo piano appaiono le cattive abitudini alimentari: 4 su 10 mangiano frutta in modo adeguato e solo 2 su 10 seguono le raccomandazioni nazionali per il consumo di verdura. L’11,3% consuma, poi, quantità davvero eccessive di caffeina, che da alleata diventa nemica. Troppi gli studenti che fanno una vita sedentaria, 3 su 10, per la maggior parte donne, e troppi anche quelli che cedono spesso alle tentazioni del tabacco (24%) e dell’alcol (42%). Un 2% degli studenti universitari ha anche ammesso di aver fatto uso di cocaina, mentre sono il 40% quelli che hanno fumato uno spinello almeno una volta. Poca l’attenzione alla salute riproduttiva, con visite dal ginecologo ridotte al minimo, e altissimo il rischio di abuso e di dipendenza da tecnologia.

Insomma, un quadro veramente disastroso ma che serve, secondo Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, per programmare una migliore prevenzione. Per i ricercatori basterebbe poco per migliorare la situazione: sostituire gli snack ipercalorici dei distributori automatici con porzioni di frutta e verdura, incrementare le strutture sportive nei campus, corsi di educazione all’uso delle tecnologie e sportelli di counseling dentro gli atenei.

Vita universitaria: è tutta questione di sopravvivenza (FOTO)

Chi pensa che l’Università sia solo lezioni ed esami evidentemente non ha mai vissuto fuori sede. Lì, dove la mamma non c’è, lì dove i vestiti non si lavano e stirano da soli, lì dove se lasciamo un piatto nel lavandino quanto torniamo a casa, la sera, lo troviamo sempre lì. Lì, dove ci rendiamo conto che vivere da sole non è bello come credevamo, che siamo delle schiappe in cucina, che non sappiamo stirare come mamma e che i soldi sono sempre, maledettamente pochi.

Però, in realtà sono proprio queste difficoltà quotidiane che mantengono attivo il nostro ingegno e lo fanno sviluppare a tal punto da improvvisarci idraulici, ingegneri, falegnami e cuochi all’occorrenza.
Chi pensa che vivere fuori sia solo libertà h24, festini, alcool a fiumi, discoteche e rimorchio costante non sa davvero di cosa parla. Si, certo anche queste fanno parte della classica vita universitaria, però insomma, non è tutto.

Ecco infatti, che Blog di Lifestyle ha raccolto una serie di foto che testimoniamo quel che si può e si deve vivere per sopravvivere alla feroce vita universitaria.

Riscaldare un pezzo di pizza quando non si ha un fornello

Niente di più facile, ferro da stiro sotto, phon sopra.

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Voglia di dolce?

E che problema c’è? Il trapano serve a questo.

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Uno scolapasta alternativo

Un’idea geniale, non negatelo.

scolapasta

Fare i Noodles in casa, nel bollitore

Bisogna pur mangiare, no?

Musica

La musica è una parte fondamentale della vita universitaria. Che festa sarebbe senza?

Doccia

Si è rotta la doccia. Papà non c’è.

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Birra fresca

Se nevica e si muore di freddo, almeno che si sfrutti la situazione. E gli universitari sono maestri nel farlo.

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Grigliata tra amici

Un carrello della spesa è molto più facile da trovare di una griglia, non credete anche voi?

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Specchietto rotto?

Non si può mica andare in giro senza specchietto retrovisore. E poi la spazzola serve serve, a noi ragazze. Così ce l’abbiamo a portata di….macchina.

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Divano rotto

Di comprare un altro divano non se ne parla. E poi, almeno così ha qualcosa di diverso dagli altri, è alternativo e a noi piace distinguerci dalla massa. Abbasso il consumismo, il capitalismo e pace e amore.

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Piatti sporchi

Ci abbiamo provato, abbiamo mangiato nei piatti, normalmente, ma poi, questi sono rimasti sporchi nel lavandino per giorni, nessuno che veniva a casa nostra a pulirli. No, non deve più ripetersi.

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Economia domestica

Non avere soldi per comprare dei bicchieri fa sviluppare l’ingegno più di ogni altra cosa. E poi, dai sono anche riciclati. Noi ci teniamo all’ambiente.

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Bidone spazzatura

Serve il bidone della spazzatura? No problem. Compriamo uno sgabello.

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Mamma mi rammendi il calzino?

“Ah, dici che non ti fai 400 km solo per rammendarmi il calzino? E io che pensavo di essere tuo figlio!”

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Erasmus: ecco le 5 mete più incredibili scelte dagli studenti (FOTO)

credits: http://www.uninfonews.it

Sono molti gli studenti universitari che, ogni anno, scelgono di trascorrere un periodo di tempo all’estero e di partecipare al progetto Erasmus. L’unica motivazione, sebbene la principale, non è solamente la necessità di imparare o di perfezionare una lingua, ma anche la voglia di libertà, di indipendenza e di autonomia, oltre che il desiderio di confrontarsi con altre culture.

Tra le mete più ambite di sempre ci sono Londra, Cambridge, Oxford, Madrid, Barcellona, Berlino e Parigi, città attrattive e celebri in tutto il mondo. Ma non sono le uniche. Ultimamente infatti, tanti studenti cercano di scegliere luoghi non molto famosi ma non per questo meno affascinanti, in cui poter assaporare nuove culture, usi e costumi molto diversi da quelli delle loro città natali.
Packlink, il sito di ricerca e comparazione di tariffe dei corrieri, ha individuato le cinque città più incredibili dove gli studenti hanno scelto come mete per il loro periodo di studio all’estero.

Tromso – Norvegia

credits: http://notizie.delmondo.info
credits: http://notizie.delmondo.info

Tromso è considerata la capitale della Lapponia, essendo la città più grande oltre il Circolo Polare Artico. Se siete freddolosi e amanti del sole e dell’estate, non è la meta adatta a voi, a causa dei climi estremi e dei lunghi periodi di buio. Perfetta invece per chi ha un animo romantico ed ama immergersi in un paesaggio sconfinato, lontano dalle zone turistiche.

In ogni caso, la città scandinava è caratterizzata da un’università molto moderna e all’avanguardia, dove è anche possibile fare qualche esperienza lavorativa interna come volontariato. Il corpo docente è ritenuto molto preparato e di alto livello e gli esami sono per la maggior parte scritti. Essendo una città abbastanza grande, Tromso presenta diversi luoghi adatti ai giovani, come i musei pubblici e luoghi di interesse e svago.

Funchal – Portogallo

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Funchal, capitale dell’Isola di Madeira, è considerata una delle città più belle del Portogallo. Circondata da paesaggi naturali e da uno splendido mare, la città presenta numerosissime attrazioni. Gli studenti potranno visitare il coloratissimo mercato “Lavradores”, le molte chiese storiche, con i loro magnifici dipinti, il museo dell’arte sacra, la Cattedrale ed il Giardino Botanico, con oltre 2000 specie presenti. Per i momenti liberi invece, non mancano le spiagge, i pub e i ristoranti.
Non dev’essere affatto facile però, mantenere la concentrazione sullo studio, in una città come questa.

Las Palmas, Gran Canaria – Spagna

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Soprannominata il “piccolo continente”, Gran Canaria è caratterizzata dalla presenza di climi e paesaggi molto vari e diversi tra loro. Mentre al sud troviamo temperature alte, al centro ci sono invece le montagne e il clima è decisamente più freddo. La città è dotata di numerosi negozi, bar e fast food e un centro storico, famoso per la presenza della Casa di Cristoforo Colombo.
L’università di Las Palmas inoltre, è molto moderna e ben qualificata. La frequenza dei corsi è obbligatoria e gli appelli sono solamente due in un anno.

Heidelberg – Germania

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Se amate i castelli e le atmosfere gotiche, Heidelberg è la città che fa per voi. Piccola ed affascinante, questa cittadina tedesca è considerata da sempre un importantissimo snodo universitario. La sua università infatti è la più antica della Germania. All’interno della facoltà, gli studenti possono sistemarsi in strutture e dormitori, che possono ospitare più di dieci persone. Le temperature sono miti e il costo della vita è simile a quello italiano. I ragazzi potranno visitare il famoso castello e le altre attrazioni della città ed è possibile raggiungere in qualche ora alcune delle città più grandi e accattivanti, come Stoccarda, Francoforte e Monaco.

Lovanio – Belgio

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Lovanio è una tipica cittadina universitaria e i suoi abitanti sono per la maggior parte studenti. La città dispone, infatti, di ben quattro istituzioni universitarie, circondate da grandi parchi, bar e ristoranti. L’Università Cattolica di Lovanio è la più grande e la più antica di tutto il Belgio. Famosa per la musica, il cinema sperimentale e la birra, la città offre agli studenti uno stile di vita giovanile, moderno ed economico