venerdì, 3 Aprile 2026

Le studentesse universitarie

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Erasmus: la guida per gli studenti in partenza

Credits photo: youeme4eu.it

È settembre e per molti studenti è anche tempo di riprendere i libri, ultimare o iniziare i compiti per le vacanze e dimenticare il sogno di un viaggio. Questo non vale però per chi ha scelto di abbandonare il nido per un’esperienza che potrebbe cambiare definitivamente la propria vita: l’Erasmus. Anche per l’anno 2015/2016 saranno migliaia gli studenti universitari, neolaureati e docenti che partiranno verso un paese europeo o extraeuropeo per studio, ricerca o tirocinio. Per loro si tratta di un salto nel vuoto che pretende utili e pratici consigli. Ecco come affrontare il prepartenza verso il paese straniero prescelto.

Ansiosi, rilassati, entusiasti, nervosi, timorosi: sono diverse le tipologie di studenti che proprio in questi giorni stanno terminando le loro valigie. Gli ultimi preparativi, le serate di fine estate, l’ignoranza completa di quel che accadrà nell’immediato futuro e la paura di perdere i propri affetti rendono questo momento quello più difficile, sia per chi parte, ma anche per chi rimane. Mantenere i contatti, in realtà, è più semplice di quel che si pensa soprattutto grazie a Skype, facebook e whatsapp, e di certo i legami più forti rimarranno anche dopo l’Erasmus; riuscire a costruirne di nuovi invece è la parte più interessante. Come fare?

Quando si va all’estero, si voglia o no, occorre confrontarsi con la lingua e la cultura del paese ospitante. Per questo già prima di partire, bisogna approffitare del tempo a disposizione per guardare film, video, ascoltare canzoni e scrivere e parlare in lingua. La tecnologia permette di esercitarsi ovunque e con chiunque con la semplice iscrizione a siti quali conversationexchange o alle diverse pagine facebook “Erasmus 2015/2016 nome città”. Rimarrete sorpresi da quanti ragazzi di paesi forse impensabili come Ungheria, Lituania, Repubblica Ceca, vi lasceranno entrare facilmente nelle loro vite e inizieranno a condividere passioni e idee per la futura esperienza insieme.

Fate lo stesso. Aprite la mente, lasciatevi trascinare dalla voglia di scoprire e iniziate a creare il vostro nuovo mondo. L’erasmus diventa un’esperienza indimenticabile solo se farete crollare quella realtà molteplice e frantumata di aspetti della vostra personalità lasciando spazio alla vostra essenza. Per rendere più facile l’integrazione nella città, cercate una stanza a pochi minuti a piedi dalla facoltà o dal posto di tirocinio oppure in una zona facilmente raggiungibile anche di notte, così da evitare di crollare nella pigrizia o aver timore di rientrare a casa tardi e soprattutto condividete la nuova casa con persone del posto.

Potrete apprezzarli per i modi di fare, anche quelli che vi sembreranno più strani, e per la loro cucina. In più vi insegneranno modi di dire della loro lingua madre e sarà più facile per voi seguire le lezioni all’università e migliorare il vostro livello in breve tempo. In fondo state partendo anche per questo.

Se avete deciso di lasciare i porti sicuri della vostra città, però, ci sono anche altri diversi motivi: studiare, formarsi, conoscere, ma soprattutto divertirsi.

Studiare

Per il primo, non trascurate il piano di studi, un’opportunità unica di incrementare le vostre abilità negli ambiti che vi interessano ma anche in materie nuove che in Italia non potrete studiare. Sarà snervante cercare di incastrare i relativi programmi degli esami e i crediti spesso inferiori ma una volta completato il quadro, ne varrà davvero la pena.

Formarsi

Per formarvi, invece, non affidatevi solo all’università ma valutate qualsiasi soluzione: visite culturali nel paese di destinazione ma anche nei dintorni, incontri con le associazioni Erasmus student network dislocate nelle diverse sedi e viaggi improvvisati. Sfruttate i treni, ma anche car sharing, megabus, terravision e per dormire couchsurfing, rigorosamente in compagnia di amici e con estrema prudenza sia verso chi vi ospiterà, sia nella città.

Conoscere

Se siete Erasmus, il vostro scopo è anche conoscere. Non parlo solo delle pratiche burocratiche da fare prima, durante e dopo la partenza, come la richiesta della borsa di studio in anticipo per evitare di pagare le spese iniziali da soli o la firma del certificato di arrivo presso la coordinatrice dell’Università ospitante, mi riferisco soprattutto alla conoscenza di voi stessi. Procurarvi le medicine prima di partire e registrarvi presso il medico della zona vi permetterà non solo di evitare di incappare nelle controindicazioni di farmaci sconosciuti e godervi il soggiorno con serenità ma anche di arrivare a uno degli scopi impliciti di questa esperienza: maturare, crescere, responsabilizzarsi e imparare a trovare soluzioni adatte ai diversi problemi senza l’aiuto della propria famiglia.

Divertirsi

Ma prima di ogni altra cosa: divertitevi. Andare in erasmus per alcuni è come entrare nel paese dei balocchi: prendono sempre più le sembianze di asini che percorrono le strade della città prescelta senza voler più tornare. Altri si sentono come Alice nel paese delle meraviglie: hanno coraggio e anche di fronte a imprevisti non molleranno, ma riusciranno ad affrontare con la stessa determinazione il ritorno alla vita reale. Infine c’è chi lo vive come la Bestia, confinata nel suo mondo senza ragione alcuna per scoprirlo, finché non incontrerà Bella che con amore, fiducia, protezione e stima nei suoi confronti, gli regalerà i momenti più magici della sua vita.

Immaginate di incontrare tante Bella. L’Erasmus è questo e molto di più. Vi darà autostima, una seconda famiglia e la volontà di non arrendersi mai. Perciò non esiste consiglio migliore che viverlo al mille per mille delle vostre possibilità. Nel 99% dei casi non ve ne pentirete.

‘Lo studente indeciso ai fornelli’: una risorsa per tutti gli universitari (INTERVISTA)

credits photo: lostudenteindecisoaifornelli.it

Tra le tante preoccupazioni che colpiscono gli studenti universitari, soprattutto i fuori sede e quelli in Erasmus, ce n’è una sempre sottovalutata: ‘cosa mangio oggi?‘. Gli studi degli ultimi tempi, poi, hanno bocciato le scelte degli universitari definendoli, senza troppi giri di parole, pigri, con un’alimentazione scorretta e con la tendenza alla dipendenza da tecnologie.

La realtà è molto più complessa e a chiarirla ci pensa ‘Lo studente indeciso ai fornelli‘, una community, con una pagina Facebook da oltre 12000 ‘mi piace’, che raccoglie le ricette degli studenti per gli studenti. E ce ne sono per tutti i gusti: primi, secondi, dessert, veloci, sfiziose, vegane e vegetariane. Insomma, un’arma perfetta per ogni studente che vuole combattere scatolette e surgelati.

Siete cuoriosi di saperne di più? Ce ne parla proprio il team de ‘Lo studente indeciso ai fornelli’.

credits photo: lostudenteindecisoaifornelli.it
credits photo: lostudenteindecisoaifornelli.it

Ciao, potreste presentare ai nostri lettori ‘Lo Studente Indeciso ai Fornelli? Come è nata l’idea di questa pagina-community?

Lo Studente Indeciso ai Fornelli è una community di studenti che vogliono condividere le loro invenzioni in cucina. L’idea è partita da Vito, uno dei ragazzi del team, che – durante l’Erasmus di qualche anno fa- si è trovato a corto di idee davanti ai fornelli. Lui ed Alfonso (il nostro esperto informatico) hanno capito che il problema era comune ad altre migliaia di studenti italiani ed hanno cominciato a raccogliere le ricette su un blog. In poco tempo la community ed il numero di ricette sono aumentati così tanto, che Vito ed Alfonso hanno capito che, quello che era ormai un progetto, necessitava di altre risorse. E quindi sono arrivati Giovanni, Marilena, Lucia e Marcello. Il nostro ‘quartier generale’ è a Bologna, che ha cresciuto, coccolato e sfamato alcuni di noi. D’altronde, quale miglior posto per unire cibo ed universitari?

Pochi giorni fa sono stati divulgati i dati dell’indagine ‘Sportello Salute Giovani’ che boccia lo stile di vita degli studenti italiani. Come commenta ‘Lo Studente Indeciso ai Fornelli’ questa notizia?

La nostra posizione è chiara e condivisa da tanti studenti: non vogliamo mettere in discussione la ricerca ed i suoi risultati, bensì il modo con cui molti mezzi di comunicazione l’hanno strumentalizzata per colpire un bersaglio facile ed apparentemente poco rappresentato, ovvero gli studenti universitari. Siamo diversi da come ci hanno dipinto e siamo stanchi di essere “bocciati” solo per qualche caffè in più.

Dal vostro punto di vista, cosa potrebbero fare gli atenei per migliorare le condizioni degli studenti e favorirne uno stile di vita sano?

Per quel che ci riguarda, vediamo tanti margini di miglioramento. A partire dalle opportunità di consumo di frutta e verdura che gli studenti universitari hanno: i frutti e gli ortaggi freschi che si trovano nelle mense universitarie sono spesso fuori stagione o destagionalizzata e quella cucinata é molte volte surgelata o in scatola. Così come i distributori automatici nelle librerie, negli studentati e nelle sale studio raramente danno la possibilità di consumare spremute fresche, frullati, macedonie, frutta secca o snack di frutta o verdura. È inutile raccomandarsi con gli studenti se poi questi non hanno la possibilità di trovare i prodotti nei luoghi che frequentano di più. O qualcuno crede davvero che facciamo la spesa tutti i giorni al mercato?

‘Lo Studente Indeciso ai Fornelli’ ha anche lanciato una campagna: #ieatit – Io la mangio! Di cosa si tratta?

#ieatit é la risposta degli studenti a questa ennesima bocciatura, è un modo per dire “ehi, io la mangio frutta e verdura!”. Anzi siamo sicuri che gli studenti di oggi sono molto più attenti ed interessati ad un alimentazione sana. Nonostante le lezioni, gli esami, le faccende quotidiane e le bollette, troviamo il modo di prenderci cura di noi: chi sceglie roba bio, chi aderisce ai gruppi di acquisto, chi porta il pranzo da casa, chi si fa l’orto sul balcone. Le foto che abbiamo raccolto sono un messaggio importante: siamo pronti a metterci la faccia.

Per concludere parliamo di cibo. La pagina è una raccolta di ricette postate da studenti per altri studenti. Quali sono quelle che gli utenti preferiscono?

Le ricette più gettonate si possono dividere in due categorie: quelle veloci e pratiche, come le torte salate o le preparazioni fredde, e quelle golose ed appaganti, come i primi piatti e le torte. Ma hanno tanto successo anche i piatti etnici, vegetariani e da qualche tempo anche con un tocco gourmet. Altro che pasta al tonno…

“Andiamo a comandare” diventa una versione di latino

Fonte immagine: huffingtonpost.it

Il rientro a scuola dalle vacanze si sa, non è tra i mometni preferiti degli adolescenti italiani. Ma un docente di una scuola superiore ha trovato un’idea piuttosto originale per accogliere i suoi alunni in questi primi giorni: una versione di latino. Detto così, pare non esserci nulla di interessante, anzi. Però le cose cambiano quando la versione è il testo della canzone più in dell’estate: “Andiamo a comandare”.

La trovata di tradurre la hit di Rovazzi che ha fatto ballare migliaia di giovani sulle spiaggie della nostra penisola è stata molto apprezzata dai liceali. “Ho appena finito di tradurre ‘Andiamo a Comandare’ dal latino all’italiano. Poi mi chiedono perché adoro il mio professore” – scrive una studentessa su twitter postando successivamente la foto della versione.

Il tweet era:
Ecco a voi “Andiamo a comandare” in latino, giusto perché il prof voleva farci riprendere a tradurre con simpatia pic.twitter.com/wu9SFWRcPD
— Nonna Carry (@urnotmydream) 13 settembre 2016

Ad apprezzare l’iniziativa è stato lo stesso Fabio Rovazzi che sul suo account social ha condiviso la versione latina del suo successo.

Sessione d’esame: guida alla sopravvivenza

credits photo: oltreuomo.com

La sessione d’esame, il periodo di fuoco e panico, quello più temuto da tutti gli studenti universitari è arrivato. Se siete matricole ve lo state chiedendo: si può sopravvivere? Se siete immatricolati già da un po’ la risposta la conoscete bene. Si sopravvive. Con acciacchi e traumi psicologici, ma si sopravvive. E per farlo nel migliore dei modi possibili basta prendere alcuni accorgimenti.

Programma

Dirlo è quasi un obbligo. Un buon programma di studio aiuta ad arrivare all’esame nel migliore dei modi e con meno ansia possibile. Il difficile arriva quando dobbiamo rispettarlo: l’esame sembra lontano, il computer e le serie tv invece sono a portata di mano. Inutile dire che ve ne pentirete e le nottate in bianco non fanno bene a nessuno. Provate quindi a crearvi una tabella di marcia che non sia impossibile da rispettare e vedrete che le cose miglioreranno.

Hobby

Non abbandonate i vostri hobby e ciò che vi fa stare bene. Lettura, palestra, decoupage, bricolage, serie tv. Insomma, prendete quello che più vi rilassa e dedicateci almeno un’ora alla settimana. Giornalmente, invece, ritagliate almeno trenta minuti per voi.

Persone

Evitate le persone ansiose, quelle che continuano a ripetervi ogni parte del programma quando a voi manca ancora un libro intero e quelle che pretendono continuamente la vostra attenzione. Evitatele, ora più che mai.

Pause

Cercate di mantenere un buon equilibrio. Fate colazione, pranzate, cenate senza avere libri davanti e in quei momenti tentate di togliervi l’esame dalla testa. Cercate anche di evitare le nottate e le alzatacce e optate, invece, per un buon sonno ristoratore.

Mantenete la calma

Durante la sessione d’esame sembrerete perennemente in piena sindrome mestruale, anche se siete uomini. Nervosismo e irritazione vi faranno apparire come un chihuahua arrabbiato con il mondo, sempre intento a ringhiare. Respirate e calmatevi o dopo gli esami avrete più nemici che amici, o comunque amici arrabbiati pronti a vendicarsi.

Relax

Nel giorno che precede l’esame chiudete tutto e fermatevi. Fatevi un bagno caldo, cucinate un dolce, ascoltate musica, bevete una tisana. E se avete l’impressione di non ricordare niente state tranquilli, è una sensazione che stanno provando tutti i vostri colleghi, anche quelli che prenderanno 30 con lode e bacio accademico.

Ricordare

Tenete a mente sempre una cosa. Dopo una sessione d’esame ce ne sarà sempre un’altra. Poco importa se sarà all’università o nella vita: gli esami non finiscono mai.