lunedì, 21 Settembre 2026

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Andare in vacanza: pro e contro

Non sempre rilassarsi è un’esperienza piacevole, anzi. Occorre, così, prendere in considerazione pregi e difetti dell’andare in vacanza: pro e contro, come in ogni circostanza, sono aspetti da valutare per non incappare in situazioni sgradevoli. Già viaggiare in aereo, per esempio, può provocare mal di denti inediti: a causa dei cambiamenti d’altitudine, delle sacche d’aria potrebbero restare intrappolate nelle otturazioni e nelle carie, provocando fastidi che però, in genere, passano dopo poche ore dall’atterraggio. E, se si è deboli di stomaco, i voli molto lunghi potrebbero causare un rallentamento della velocità alla quale il cibo si muove attraverso l’apparato digestivo, insieme con una certa disidratazione: tutto ciò finisce col generare costipazione.

Ancora, sebbene prima di partire si possa essere in piena salute, ci si potrebbe ritrovare raffreddati o influenzati non appena arrivati a destinazione. Uno studio olandese ha, infatti, rivelato che una persona su 30 tende ad ammalarsi – seppure presentando una sintomatologia variabile a seconda del soggetto – non appena smette di lavorare e si appresta a rilassarsi: si tratta del cosiddetto “disturbo da svago”. La spiegazione consisterebbe nel fatto che al lavoro il corpo produce incessantemente ormoni dello stress quali l’adrenalina, che aiuta a prevenire le infezioni proprio mentre ci si trova indaffarati nel disbrigo delle questioni quotidiane: così, non appena si comincia a rilassarsi, ci si ritrova più esposti ai virus. Del resto, il viaggio in sé costituisce una forma di stress. In vacanza l’accumulo di stress si traduce, allora, in un calo delle difese immunitarie che ci rende più vulnerabili: una condizione in cui è altamente sconsigliabile stare in prossimità di altre persone, così come accade in aeroplano, dove il contagio da raffreddore aumenta del 100%.

Il caldo, poi, può creare grossi problemi ai diabetici, che corrono un rischio maggiore di cali ipoglicemici: ciò accade perché, mentre l’organismo tende al raffreddamento, i vasi sanguigni si ingrossano e la pressione sanguigna andrebbe, pertanto, tenuta sotto controllo con maggiore attenzione. Inoltre, nonostante si pensi comunemente che aiutino a combattere i mal di testa, le vacanze, in realtà, possono favorire l’insorgere di emicranie. Il problema si potrebbe far risalire all’aumento della pressione sanguigna legata all’alta temperatura, che andrebbe a creare disturbi all’ipotalamo, la parte del cervello che rappresenta il nostro termostato naturale. Anche mal d’aria, mal d’auto e mal di mare potrebbero causare emicrania: in questi casi, la soluzione sta nella prevenzione. Per cui, se c’è posto a sedere in aereo, è raccomandabile accomodarsi nel punto più stabile, cioè all’altezza dell’ala; in nave, la postazione migliore è al centro, mentre in auto la più indicata è al seggiolino della parte anteriore dell’abitacolo. Un altro suggerimento è quello di tenere gli occhi chiusi il più possibile, dato che i malesseri da viaggio sono generalmente provocati dalla discordanza tra le informazioni captate al livello visivo e quelle percepite tramite l’udito.

Un altro disturbo riscontrabile in vacanza è la sonnolenza, per via del fatto che nella maggioranza di casi ognuno di noi soffre di carenza di sonno. Così, una volta rilassati, cerchiamo di recuperare: una tendenza cui si vanno ad aggiungere anche le conseguenze legate al caldo, ai pasti più pesanti, al consumo di alcol e all’ora più tarda a cui si va a dormire – posticipata proprio in virtù del fatto che si dorme nel pomeriggio. L’intero ciclo del sonno risulta, così, alterato. In più, se la vacanza la si trascorre al mare, ci si potrebbe ritrovare a dormire ancora meglio: difatti, l’aria di mare si caratterizza per un’alta concentrazione di ioni negativi di idrogeno, delle particelle che potenziano la nostra capacità di assorbire l’ossigeno e che favoriscono la produzione di serotonina, l’ormone della felicità.

Colmo dei colmi, molti studi hanno dimostrato che non conta quanto ci siamo divertiti durante le nostre vacanze: l’effetto tenderà a scomparire in meno di una settimana. Un vacanziere su tre afferma, infatti, che soltanto il pensiero di dover tornare al lavoro lo fa cadere in uno stato di depressione, pensiero che spesso ci fa concepire persino la partenza come qualcosa di insensato. Sarebbe, pertanto, preferibile concedersi – se possibile – un giorno di “recupero”, per riprendersi dalle vacanze, durante il quale non si cominci immediatamente a rispondere a tutte le e-mail. Un metodo, questo, che potrebbe risparmiarci l’ansia cui ci condanniamo da soli. L’unica cosa davvero importante da fare è disfare immediatamente i bagagli: niente di peggio di una valigia ancora nell’angolo della stanza a ricordo costante della fine della nostra vacanza.

Non possono esserci, ovviamente, soltanto lati negativi: come suggerisce una recente ricerca condotta presso le Università del Southampton e di Edimbugo, durante la quale 24 giovani sono stati esposti per venti minuti alla luce di lampade abbronzanti, stare al sole favorisce l’abbassamento della pressione sanguigna. Nei soggetti esaminati, la pressione diastolica (il più basso dei valori sanguigni quando il cuore si rilassa) ha mostrato una notevole diminuzione, persistita per per almeno mezzora dallo spegnimento delle lampade. Si crede, infatti, che i raggi ultravioletti sollecitino al livello epiteliale la produzione di un composto detto ossido nitrico, che induce al rilassamento i vasi sanguigni e, di conseguenza, a un abbassamento della pressione.

Inoltre, se si soffre di disturbi dermatologici come, per esempio, la psoriasi – che comporta desquamazioni su gomiti, ginocchia e cuoio capelluto -, in vacanza si può notare in questo senso un netto miglioramento. Esporsi ai raggi ultravioletti, difatti, riduce significativamente le infiammazioni della pelle: bastano semplicemente cinque minuti di esposizione (senza crema protettiva) per verificarne gli effetti. Ancora, la salsedine, presentando proprietà antisettiche, potrebbe aiutare a guarire da infezioni associate all’eczema – nonostante sia importante risciacquarsi dopo aver nuotato, idratare la pelle e applicarvi la crema protettiva: un effetto benefico derivante, con tutta probabilità, dall’alta concentrazione di sale e cloruro di potassio presente nell’acqua di mare, che favorisce la formazione di una barriera al di sopra della zona epidermica interessata, velocizzandone la guarigione.

Chanel N.5, nuove norme dell’UE minacciano il celebre profumo

Problemi in vista per le amanti dei profumi cult. Tra poco Chanel n°5, Miss Dior, Guerlain Shalimar e Angel di Thierry Mugler potrebbero avere fragranze diverse dal solito. Il motivo? La valanga di norme comunitarie che impongono il divieto di alcuni ingredienti alla base delle formule, che minacciano la sopravvivenza di profumi mitici, perché a rischio di allergie e irritazioni.

La storica essenza creata da Madame Coco Chanel, che hanno amato grandi dive come Marilyn Monroe e da cui milioni di donne in tutto il mondo non si separerebbero mai, è in pericolo. Bruxelles ha intenzione di indirizzare i profumieri con divieti su alcuni componenti, per proteggere una piccola frazione di consumatori, che soffre di allergie.

chanel n5

A riportare la notizia è stato il Daily Mail, sottolineando, che nel mirino della Commissione Europea, sono finite in particolare alcune sostanze come la cumarina, estratta da numerose famiglie di vegetali, o l’eugenolo, che deriva dall’olio di garofano. Secondo il giornale, anche il citrale, sostanza presente nell’olio di limone e di mandarino e il muschio di quercia, tutte sostanze utilizzate per rendere più intensi e mantenere durature le frangranze dei profumi, potrebbero essere bandite dalle nuove norme europee.

L’UE sta inoltre progettando di vietare HICC, una molecola popolare sintetico che riproduce l’odeore del mughetto. La riduzione di tali sostanze porterebbe ad una minore incidenza di gravi irritazioni o gonfiori nei soggetti allergici, che sono presenti nella popolazione in una percentuale, che va dall’1 al 3%.

Queste regole costringeranno i profumieri a riformulare molte fragranze mito, portandoli anche a cambiare la confezione dei loro prodotti, portando ovviamente a costi supplementari. Un portavoce di Chanel ha detto: “L’adattamento è una sfida, ma è proprio il talento del nostro naso che ci serve per preservare le qualità e l’identità olfattiva dei nostri profumi, tenendo conto dei nuovi vincoli normativi“.

La nuova normativa UE, infatti, se sarà approvata prevederà che in etichetta siano indicati tutti i 100 composti “pericolosi” e non più solo i 26 attualmente obbligatori. Una decisione che da un lato rischia di rendere pubbliche formulazioni segrete da decenni e dall’altro di costringere le diverse case produttrici addirittura a modificarle, cambiando di fatto l’essenza del profumo.

Insomma, una brutta grana, perché immaginare Chanel n°5 con una fragranza diversa è a dir poco impensabile. Questo significherebbe un crollo delle vendite in un settore mai in crisi. “Siamo consapevoli che drastiche riduzioni nelle concentrazioni autorizzate di questi ingredienti avrebbero creato gravi perturbazioni per il settore“, ha detto David Hudson, portavoce per la politica dei consumatori presso la Commissione europea.

Le nuove regole, che effettivamente assumere la forma di una modifica del regolamento sui cosmetici adottato nel 2009, hanno subito 12 settimane di consultazione pubblica con operatori del settore, associazioni di consumatori e ricercatori, che si è conclusa il 14 maggio, e i cui risultati dovrebbero essere pubblicati entro l’inizio di luglio. Un progetto di proposta potrebbe essere dato agli Stati membri dell’UE entro agosto e il mese successivo la versione finale sarà inviata per l’esame da parte del Consiglio europeo e del Parlamento, che hanno tre mesi di tempo per opporsi ad esso.

Che cosa direbbe Marilyn Monroe se sapesse che Chanel n°5 fa male alla salute? Proprio lei che raccontava di vestirsi solo con alcune gocce del celebre profumo. Non ci resta che attendere.

Troppo sesso provoca rischi alla salute

Gli eccessi fanno male in tutti i campi e la parola chiave è equilibrio. Questo principio vale anche per il sesso.

Due studi americani, infatti, ad opera della Stanford University in California e dall’Università del Michigan hanno messo in evidenza che i danni alla salute per chi abusa nel sesso sono dietro l’angolo.

In realtà, che sia troppo o troppo poco, non cambiano i risultati: problemi sono stati riscontrati in entrambi casi. Nel caso di abuso i risultati della ricerca hanno evidenziato un invecchiamento precoce e quindi un abbassamento dell’aspettativa di vita, nel caso di un’attività sessuale scarsa vi è un deperimento di alcune cellule fondamentali del nostro organismo.

Sesto senso: è lo stomaco l’origine delle intuizioni

dailymail.co.uk

Il modo di dire ‘agire di pancia è agire d’istinto’ ha trovato una conferma scientifica.

Un team di ricercatori del Politecnico federale di Zurigo ha scoperto come il sesto senso – che è innato in ciascuno di noi – non sia legato esclusivamente al cervello ma anche allo stomaco.

Il nervo vago – quello che connette l’area intestinale con quella cerebrale – è infatti un trasmettitore di emozioni: quando si ha la sensazione di essere stati traditi, ad esempio, il nostro stomaco invia dei segnali al cervello che li rielabora e li trasforma nel famoso ‘sesto senso’.

Tutto ciò è il prodotto di uno studio compiuto su dei topi ai quali è stato reciso il nervo vago, con il risultato che gli animali sono diventati molto meno cauti e timorosi di fronte ad una imminente minaccia esterna.

“Siamo stati in grado di mostrare per la prima volta che l’interruzione selettiva del percorso del segnale dallo stomaco al cervello cambia modelli comportamentali complessi. Tutto ciò era invece tradizionalmente attribuito al solo cervello” ha affermato il responsabile della ricerca Urs Meyer.

Lo studio dunque mostra come anche lo stomaco abbia una voce in capitolo nel modo in cui si sviluppa in noi il sesto senso e la nostra risposta alla paura.

Un punto ancora da chiarire resta quello di quali siano i segnali precisi che il nervo vago invia al cervello nel momento in cui si sviluppano certe sensazioni.

Ma i ricercatori sono fiduciosi: attraverso ulteriori studi si arriverà a comprendere in maniera chiara il ruolo di tale nervo e che tipo di dialogo si instauri fra il nostro cervello e lo stomaco.