lunedì, 21 Settembre 2026

Salute

Home Salute Pagina 122
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

Mondiali sul divano: attenzione alla schiena

www.resport.it

L’attesa è finita, finalmente. Ieri, giovedì 12 giugno, sono iniziati i Mondiali di calcio 2014.
Per i più appassionati è arrivato il momento di passare ore e ore davanti alla televisione, a gustarsi tutti gli appuntamenti di questa Coppa del Mondo. E non importa se le partite si guardano da soli, con gli amici o in famiglia, l’unica cosa che conta è stare sul divano: sdraiati o accovacciati.

Una posizione questa molto comoda, un pò meno per la nostra colonna vertebrale. Agli occhi un dottore non è una posizione ottimale.
Ecco i consigli che arrivano dagli esperti: non forzare la nostra colonna vertebrale a stare in una posizione innaturale per non affaticarle, specialmente la sera, avendo sostenuto il peso del corpo per tutto il giorno. Bisogna evitare assolutamente di assumere una posizione incassata, con le gambe in una posizione più alta rispetto a quella del bacino. Soprattutto quando si sta per molto tempo sul divano, come può succedere durante il periodo dei Mondiali.

Un avvertimento importante infatti è, a malincuore per noi, non sprofondare nel divano. La posizione più rischiosa per la nostra colonna vertebrale è proprio quella che a noi può sembrare la più confortevole.

Una postura scorretta, a lungo andare, può causare danni alla schiena: le posizioni che non rispettano le curvature naturali della colonna vertebrale possono portare a cifosi e a lordosi, che si sviluppano rispettivamente nella parte cervicale e nella parte sacrale della colonna. I danni però possono arrivare anche a braccia e gambe, provocando dolori che saranno poi difficili da curare.

La cosa migliore sarebbe stare seduti, con glutei e schiena perfettamente attaccati allo schienale. Inoltre, sarebbe utile appoggiare la testa, così che i muscoli del collo e i muscoli della schiena possano essere rilassati, evitando quindi di subire contratture o forti botte.

Meglio non passare più di due ore al giorno sul divano, e meglio se queste due ore non sono consecutive. Per di più, durante la partita è opportuno fare dei movimenti di flessione ed estensione dei piedi, per evitare che si gonfino. E poi, non dimenticarsi mai di alzarsi e fare dei passi per riuscire a sciogliere la colonna ed allungare la muscolatura: per questo si può approfittare dei quindici minuti di intervallo. Naturalmente, tutti questi accorgimenti, devono essere ancor più rispettati da chi già ha problemi alla colonna vertebrale.

Quindi, va bene vedere le partite del Mondiale stando sul divano, ma tenendo conto due parole chiave: attenzione e moderazione.

Abbracciatevi forte, non invecchierete mai

Abbracciatevi forte

Perché stando ad uno studio condotto dall’Università della California, negli Stati Uniti, il tenero gesto che avvicina due cuori rilascia un ormone in grado di far funzionare al meglio un muscolo invecchiato. Si tratta dell’ossitocina, altrimenti detto ormone delle coccole.

L’ossitocina è l’ormone del senso materno.
Nello specifico, esso è responsabile delle contrazioni della muscolatura liscia, e nelle donne è presente il 30% in più rispetto agli uomini.
Per queste ragione tale ormone è associato prevalentemente al parto, all’allattamento, al sesso, o al momento di raggiungimento massimo del piacere.
Ma a quanto pare non è tutto. Il test effettuato dai ricercatori dell’Università della California, ha stabilito che i muscoli delle cavie da laboratorio a cui veniva somministrato tale ormone guarivano più in fretta.

L’abbraccio, dunque, allunga la vita.
E quanto più è forte e intenso, tanto più ha il potere di mantenere i nostri muscoli in vigore. Virginia Satir, psicologa e psicoterapeuta statunitense, diceva:

“Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute. Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere”

Dunque non bisognerebbe mai essere avari negli abbracci. Non bisognerebbe mai avere il timore di abbracciare una persona fino a perdere il fiato: in quel momento le avete donato lunga vita.

Maturità 2014, i rimedi per combattere lo stress

Ansia, panico, tensione e uno stato di nervosismo perenne sono sintomi normali che colpiscono in maniera più o meno intensa gli studenti che devono affrontare gli esami di maturità. Manca ormai veramente poco all’inizio delle prove e con il passare dei giorni aumenta in maniera esponenziale anche il livello dello stress. Se da una parte il panico da maturità è uno stato normale che è necessario superare, se sottovalutato questo rischia di mettere in seria difficoltà il benessere psicofisico dei ragazzi, arrivando anche a compromettere l’esito stesso delle prove.

E allora come combattere lo stress e sopravvivere al periodo del pre-esame?

1) Evitare di riempirsi di caffeina, perché nonostante questa aiuti a rimanere svegli, ha anche grandi ripercussioni sul sistema nervoso, aumentando lo stato di tensione e nervosismo. È consigliabile quindi ridurre le dosi di caffé, che può essere sostituito con mele, té verde o tisane.

2) Evitare di studiare fino a notte fonda. Riducendo le ore di sonno si arriva a stancare la mente, che rende di meno e ogni sforzo è vano. Meglio quindi dormire regolarmente e organizzare il programma di studi nell’arco di tutta la giornata quando si ha la mente fresca e riposata.

3) Staccare la spina. Anche se il tempo è poco ed è necessario sfruttarlo al meglio ottimizzandolo, rimanere chiusi dentro casa durante tutto il periodo del pre esame è controproducente. Uscire all’aria aperta per una passeggiata, un gelato, andare in palestra o fare una bella corsa nel parco vicino casa può risultare molto più utile anche per scaricare la tensione.

4) Applicarsi a una disciplina meditativa come lo yoga aiuta a sviluppare e migliorare la concentrazione. Acquisire una buona tecnica di respirazione potrebbe infatti aiutare nei momenti di panico. Anche l’ascolto di musica rilassante può alleviare gli stati d’ansia e di stress.

5) Studiare in compagnia. Se non si hanno difficoltà, allora è possibile condividere ansie e pensieri con un compagno di studi, con il quale si può anche simulare un vero e proprio colloquio orale.

6) I rimedi naturali possono essere un’ottima scelta per non arrivare al giorno degli esami stanchi e senza le giuste forze per affrontarlo. Oli essenziali di menta, zenzero, rosmarino e limone stimolano la memoria e aiutano la concentrazione, così come il polline aiuta a migliorare l’attività del cervello.

7) Seguire un’alimentazione corretta. Mangiare bene e sano è necessario per aiutare il fisico e la mente. Gli alimenti che trattengono ansia e stress, migliorando anche l’umore sono il cioccolato, l’avena, le banane, i datteri e il latte. Ottimo anche il miele, da consumare a merenda o a colazione, che rappresenta un pasto molto importante nella dieta degli studenti.

8) Pensare positivo. Cercare di non partire scoraggiati e catastrofici è la carta vincente per superare lo stato di panico. Dare segnali positivi al cervello significa allontanare la tensione, rilassare la mente e avere molte più possibilità di successo.

Gli occhi: lo specchio della salute

Specchio dell’anima? Non solo. Il colore degli occhi costituirebbe un indizio rilevante circa il nostro stato di salute: è quanto emerge dalle ricerche condotte dagli specialisti del campo per anni, ricerche in cui si mette in relazione il colore dell’iride con la sensibilità al dolore, con la possibilità di sviluppare malattie come il diabete o con la sveltezza mentale. L’ultimo studio in materia, portato avanti dagli scienziati dell’Università di Pittsburgh, ha contribuito ulteriormente a stabilire cosa rappresentano gli occhi: lo specchio della salute e, per giunta, del diverso modo di metabolizzare il dolore fisico. La professoressa di anestesiologia Inna Belfer, nel monitorare un gruppo di 58 donne incinte, ha infatti constatato che le donne dagli occhi chiari soffrono molto di meno durante il parto rispetto a quelle dagli occhi castani o neri.

Fino a tempi recenti, si credeva che esistesse un tipo di gene specifico per gli occhi chiari e un altro per gli occhi scuri: un’ipotesi completamente smentita dal Dottor Jari Louhelainen, esperto di scienze bio-molecolari presso la Liverpool John Moores University, che ha dimostrato che il colore dell’iride dipende da 12-13 varianti presenti nei geni di ciascuna persona. In base a questi marker genetici è possibile prevedere, con margine di precisione che si aggira intorno al 70-90%, di che colore saranno gli occhi di un bambino in procinto di nascere. Questi stessi geni, essendo “multi-tasking”, possono essere determinanti anche in fatto di salute: per esempio, l’NCX-4 – che è connesso agli occhi scuri – controlla svariate proteine, di cui una è stata recentemente associata al dolore.

Anche la melanina, il pigmento che rende gli occhi più scuri, risulterebbe determinante per quanto riguarda la suscettibilità rispetto all’alcol: stando a un sondaggio condotto alla Georgia State University di Atlanta su più di 12.000 tra uomini e donne, i soggetti con occhi chiari parrebbero consumare decisamente più alcol se confrontati a quelli con occhi marroni o neri. Il motivo per cui le persone con gli occhi scuri farebbero un uso di alcol più moderato risiede nel fatto che, in effetti, gliene basta di meno per raggiungere lo stato d’intossicazione. Eppure, la stessa melanina non è legata soltanto alla pigmentazione, ma fa anche da isolante nelle connessioni elettriche tra le cellule nervose del cervello: una maggiore concentrazione di melanina comporterà, così, maggiore efficienza e velocità nelle operazioni mentali nei soggetti con occhi scuri. Le persone dagli occhi azzurri, dal canto loro, possono vantare un atteggiamento più strategico, una tendenza più spiccata alla pianificazione.

Tuttavia, come ha confermato una ricerca italiana del 2011, le persone con gli occhi chiari sono più inclini a sviluppare patologie diabetiche: dei soggetti monitorati nelle regioni di Lazio e Sardegna, infatti, ben il 21% è risultato avere gli occhi azzurri. E gli occhi chiari sembrerebbero essere associati anche coi problemi di udito: i ricercatori del National Hospital di Londra sono del parere che la melanina aiuti a proteggere le cellule nervose dai danni provocati dall’inquinamento acustico.

Per quanto riguarda le influenze esercitate, invece, sulla personalità, già nel 1977, all’interno del Journal of Social Psychology, si evidenziava come le persone dagli occhi chiari fossero meno propense a fare confidenze ai propri intervistatori: un dato riconfermato nel 2006 grazie allo studio di alcuni psicologi tedeschi, che hanno riscontrato quanto i bambini dagli occhi azzurri siano più introversi e diffidenti rispetto a quelli dagli occhi scuri. Inoltre, nel 2010, dei ricercatori cechi hanno scoperto che gli uomini con gli occhi castani sono quelli più comunemente percepiti come “dominanti”: questo perché, a loro dire, gli occhi azzurri sono generalmente associati all’infanzia – un’associazione che porta a percepire le persone con gli occhi chiari in chiave decisamente più bambinesca.