martedì, 26 Maggio 2026

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Salute: gli italiani si informano sul web

credits photo: televiziunea-medicala.ro

Sempre più persone, per avere informazioni sulla salute e sulle patologie, si rivolgono ai media digitali, come social e siti web. Infatti, circa 11 milioni di italiani utilizzano il web come “medico online“.
Di questo connubio salute-web, se n’è parlato all’Open Lab organizzato da GfK (che si occupa di ricerche e indagini di mercato), dal nome “Digital Health: la comunicazione scientifica nell’era digitale“. Durante quest’ultimo è stata affrontata la crescita dell’utilizzo dei contenuti video e la condivisione di informazioni ed esperienze attraverso i social network.
Secondo tali indagini, un italiano su due ricerca informazioni relative alla salute su internet. I siti web, i blog, i forum e i social media sono divenuti una fonte importante per chi è alla ricerca di informazioni in tema di salute, e immediato mezzo di confronto e discussione.

In forte crescita sono anche i video, pubblicati su Youtube o altre piattaforme, utilizzati per raccontare e condividere esperienze di malattia e guarigione, e l’utilizzo di dispositivi e App per la salute. Un possessore di smartphone su tre ha affermato di essere interessato a scaricare App in grado di monitorare i parametri vitali (pressione, battito cardiaco) e lo stile di vita (ore di sonno, alimentazione, attività fisica, stress). Si è notato che i soggetti che si informano maggiormente sono quelli più attenti alla salute.
Ma cosa cercano, realmente, gli italiani sul web, quando si parla di salute? Il 78% cerca informazioni connesse alle malattie, il 62% informazioni relative alle possibilità di cura, il 45% informazioni sui farmaci, e il 36% informazioni su medici e centri di eccellenza specializzati.

Fortunatamente, però, nonostante la crescita dell’informazione online, la figura del medico rimane un punto di riferimento centrale quando si è alla ricerca di informazioni relative alla salute. Infatti, l’82% dichiara di rivolgersi al medico di famiglia, il 62% allo specialista, seguiti dal 37% che si rivolgono ai farmacisti.
Oltre che per coloro i quali sono alla ricerca di informazioni o hanno dubbi da chiarire, i nuovi strumenti digitali sono diventati fondamentali anche per gli stessi medici ed operatori sanitari, sia per quanto riguarda l’aggiornamento professionale, sia per la gestione del paziente a distanza.
Tra i contenuti più ricercati dai medici ci sono gli aggiornamenti su nuovi studi, cure e farmaci, informazioni su percorsi diagnostici, dosaggi, schemi di terapia, effetti collaterali ed interazioni farmacologiche.
È in forte rialzo tra i medici anche l’utilizzo dei social network come modalità di contatto e confronto con colleghi e pazienti.

Insomma, per una volta, un progresso che, se usato correttamente, può aiutare realmente l’informazione medico-scientifica.

Corpi perfetti: ecco come un’ossessione può rovinare la vita

credits photo: ppcorn.com

Prendersi cura del proprio corpo è essenziale. Curare l’alimentazione e, perché no, anche l’estetica per sentirsi a proprio agio è cosa buona. Il problema si pone quando si cade nell’ossessione e, purtroppo, ciò accade a molte persone, perlopiù giovani.

Questo è ciò che è accaduto ad una ragazza di 25 anni, studentessa di anatomia e neurobiologia presso l’University of Louisville, che ha deciso di raccontare la sua esperienza al elitedaily.com esprimendo il suo sogno di alzarsi una mattina e sentirsi normale. La sua strada, invece, è tutta in salita. Ha sofferto, infatti, di anoressia nervosa per 11 anni.

Assumeva solo 200 calorie al giorno, dormiva poco, di notte percorreva miglia e miglia e praticava molta attività fisica. Prima di rendersi conto di avere un problema ha consultato almeno sei medici. Ma il momento peggiore è stato quando un dottore, preoccupato, ha affermato che il fatto che lei fosse ancora in piedi poteva essere considerato un miracolo. La giovane ragazza era infatti arrivata a pesare 55 kg, con una frequenza cardiaca di 40 battiti al minuto e una pressione sanguigna di 80/50. Solo in quel momento è sorta la consapevolezza di star per morire, la consapevolezza che era necessario un cambio di rotta immediato.

Grazie all’aiuto di un medico la ragazza è riuscita a riprendersi e a tornare in salute. Oggi è una persona sana, ma quella contro l’anoressia è una battaglia quotidiana e per nulla semplice. ‘Devi dimagrire, sei troppo grassa, non sei abbastanza’ sono i primi pensieri della giornata ed è difficile mandarli via.

Purtroppo anoressia e bulimia sono malattie che colpiscono sempre troppe persone. Cosa si potrebbe fare per contrastarle? Innanzitutto bisognerebbe sminuire quei canoni che ci vogliono sempre perfetti, con capelli sempre in ordine, indossando indumenti striminziti, perennemente in posa. Queste tendenze non fanno altro che tener in trappola chi ha disturbi alimentari.

Come le parole di un dottore possono farti ammalare di più

Credit: http://www.bbc.com/

Durante un gioco di ruolo trasmesso in un programma della BBC World Service’s Discovery, il presentatore tv ha rivolto all’ospite del giorno, il Dottor Mark Porter, delucidazioni su come guarire dal dolore che sentiva alla ginocchia.
Nel corso dell’intervista, le parole utilizzate dal medico hanno subito spostato il tono della conversazione su un piano negativo e frustrante. Il dottore si è infatti rivolto al finto paziente con espressioni del tipo “cattive notizie”, “le ginocchia sono completamente consumate”, “le medicine possono aiutare ma poco”, “le controindicazioni del medicinali potrebbero essere forti e danneggiare lo stomaco”. Parole piuttosto aspre per chi spera di guarire e non sentire più quel dolore.

Questo modo di descrivere il problema alle ginocchia del paziente, ha spiegato successivamente il dottore, è oggettivamente esagerato, tanto da far sembrare che il ginocchio possa collassare su stesso da un momento all’altro, senza vere vie di guarigione, dando l’impressione, inoltre, che gli effetti collaterali siano più gravi di quanto non ci si aspetti veramente.

Ma esperimenti hanno dimostrato che anche solo menzionare le parti indesiderate dell’azione del farmaco più innocuo porti nausea, mal di testa, diarrea e affaticamento, si osi immaginare quali potrebbero essere gli effetti di un farmaco più pesante, se presentati con innaturale pesantezza e negatività.

Spesso sentiamo parlare di effetto placebo, ovvero il potere guarente di una buona aspettativa, ma nessuno parla mai di effetto nocebo, che potrebbe rivelarsi veramente distruttivo.
Effettivamente è molto più facile far male che far bene, immaginate quindi quanto potere risieda dietro ad aspettative negative, che in realtà ritroviamo dappertutto nel quotidiano e non solo all’ospedale.

Il pensiero negativo contagioso potrebbe persino uccidere.
Ma quello positivo fa sicuramente la differenza, a dimostrarlo uno studio condotto su pazienti che soffrivano di depressione. La cura per mezzo di placebo, unita all’empatia dei dottori e alle loro buone aspettative, ha aiutato i pazienti a ottenere risultati migliori di quelli che, invece, si erano rivolti a forti psicofarmaci e alla mancanza di empatia del proprio analista.

Il consiglio che quindi i ricercatori si sentono di dare, sta proprio nell’atteggiamento dei dottori, che dovrebbero essere parte integrante della cura, attraverso le loro conoscenze e il loro spirito positivo o quanto meno empatico. Gli specialisti dovrebbero enfatizzare molto di più sulle aspettative positive, che su quelle negative, trattando le ultime a piccole dosi e con le pinze, in modo da farle digerire senza spaventare eccessivamente i pazienti.

Ogni parola è importante e di conseguenza va soppesata, perché potrebbe fare la differenza tra la guarigione e il degenerarsi della patologia. E, a fronte dei fatti, è un’opportunità che non dovrebbe essere accantonata.

Perdere peso camminando: ecco come ottenere i migliori risultati

credits photo: huffingtonpost.com

Non tutti amiamo correre, infatti, molti preferiscono fare delle lunghe passeggiate. Il walking, nome tecnico della camminata, può aiutare ad ottenere risultati notevoli, in termini di perdita di peso e di benessere fisico. Basterà seguire poche e semplici regole ed essere costanti e determinanti per ottenere dei grandi benefici e perdere qualche chilo di troppo, rassodando e tonificando tutto il corpo.
Ecco cosa fare per perdere peso camminando.

Un contapassi

Prima di tutto acquistate un contapassi. Questo vi tornerà utile, perché vi mostrerà i passi fatti in un giorno, e quindi, quanti km avrete percorso e quante calorie avrete bruciato. Per perdere peso, si devono fare non meno di 5.000 passi al giorno, che corrispondono circa a 3 chilometri. Ovviamente, più passi farete e prima raggiungerete la forma fisica desiderata.

Camminate almeno tre volte a settimana

Ricavate del tempo da dedicare alla camminata, come se fosse un appuntamento fisso, e cercate di farlo almeno tre volte a settimana. Per dimagrire e rassodare, il ritmo dovrà essere sostenuto e costante, la camminata dovrà essere veloce come se steste in ritardo per qualcosa di importante. Per percorrere 3 chilometri, a passo svelto, si impiegano circa 20 minuti. Davvero pochi, insomma.

Rilassatevi

Quando camminate cercate di rilassarvi. Mettete le cuffie ed ascoltate le vostre canzoni preferite, ovviamente movimentate. In questo modo vi caricherete e il tempo volerà senza che ve ne accorgiate.

Aumentate gradualmente le distanze

Cercate, gradualmente, di aumentare i passi, e quindi, le distanze. Dopo due o tre settimane di allenamento, dovreste arrivare a 10.000 passi al giorno, ovvero circa 6 chilometri. Il vostro corpo si abituerà agli allenamenti e noterete dei progressivi miglioramenti: il fiato aumenterà, il respiro sarà meno affannoso, la pelle sarà più tonica e la circonferenza diminuirà.

Fissate un obiettivo

Fissate un obiettivo da raggiungere. Un esempio? Meno tot kg in un mese. Dovrà essere un obiettivo concreto e fattibile, che vi aiuterà ad essere più costanti e vi motiverà quando non avrete voglia di camminare, ma di buttarvi sul divano con una mega vaschetta di gelato alla mano.

Pronti? Buona camminata.