giovedì, 24 Settembre 2026

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Come le parole di un dottore possono farti ammalare di più

Credit: http://www.bbc.com/

Durante un gioco di ruolo trasmesso in un programma della BBC World Service’s Discovery, il presentatore tv ha rivolto all’ospite del giorno, il Dottor Mark Porter, delucidazioni su come guarire dal dolore che sentiva alla ginocchia.
Nel corso dell’intervista, le parole utilizzate dal medico hanno subito spostato il tono della conversazione su un piano negativo e frustrante. Il dottore si è infatti rivolto al finto paziente con espressioni del tipo “cattive notizie”, “le ginocchia sono completamente consumate”, “le medicine possono aiutare ma poco”, “le controindicazioni del medicinali potrebbero essere forti e danneggiare lo stomaco”. Parole piuttosto aspre per chi spera di guarire e non sentire più quel dolore.

Questo modo di descrivere il problema alle ginocchia del paziente, ha spiegato successivamente il dottore, è oggettivamente esagerato, tanto da far sembrare che il ginocchio possa collassare su stesso da un momento all’altro, senza vere vie di guarigione, dando l’impressione, inoltre, che gli effetti collaterali siano più gravi di quanto non ci si aspetti veramente.

Ma esperimenti hanno dimostrato che anche solo menzionare le parti indesiderate dell’azione del farmaco più innocuo porti nausea, mal di testa, diarrea e affaticamento, si osi immaginare quali potrebbero essere gli effetti di un farmaco più pesante, se presentati con innaturale pesantezza e negatività.

Spesso sentiamo parlare di effetto placebo, ovvero il potere guarente di una buona aspettativa, ma nessuno parla mai di effetto nocebo, che potrebbe rivelarsi veramente distruttivo.
Effettivamente è molto più facile far male che far bene, immaginate quindi quanto potere risieda dietro ad aspettative negative, che in realtà ritroviamo dappertutto nel quotidiano e non solo all’ospedale.

Il pensiero negativo contagioso potrebbe persino uccidere.
Ma quello positivo fa sicuramente la differenza, a dimostrarlo uno studio condotto su pazienti che soffrivano di depressione. La cura per mezzo di placebo, unita all’empatia dei dottori e alle loro buone aspettative, ha aiutato i pazienti a ottenere risultati migliori di quelli che, invece, si erano rivolti a forti psicofarmaci e alla mancanza di empatia del proprio analista.

Il consiglio che quindi i ricercatori si sentono di dare, sta proprio nell’atteggiamento dei dottori, che dovrebbero essere parte integrante della cura, attraverso le loro conoscenze e il loro spirito positivo o quanto meno empatico. Gli specialisti dovrebbero enfatizzare molto di più sulle aspettative positive, che su quelle negative, trattando le ultime a piccole dosi e con le pinze, in modo da farle digerire senza spaventare eccessivamente i pazienti.

Ogni parola è importante e di conseguenza va soppesata, perché potrebbe fare la differenza tra la guarigione e il degenerarsi della patologia. E, a fronte dei fatti, è un’opportunità che non dovrebbe essere accantonata.

Perdere peso camminando: ecco come ottenere i migliori risultati

credits photo: huffingtonpost.com

Non tutti amiamo correre, infatti, molti preferiscono fare delle lunghe passeggiate. Il walking, nome tecnico della camminata, può aiutare ad ottenere risultati notevoli, in termini di perdita di peso e di benessere fisico. Basterà seguire poche e semplici regole ed essere costanti e determinanti per ottenere dei grandi benefici e perdere qualche chilo di troppo, rassodando e tonificando tutto il corpo.
Ecco cosa fare per perdere peso camminando.

Un contapassi

Prima di tutto acquistate un contapassi. Questo vi tornerà utile, perché vi mostrerà i passi fatti in un giorno, e quindi, quanti km avrete percorso e quante calorie avrete bruciato. Per perdere peso, si devono fare non meno di 5.000 passi al giorno, che corrispondono circa a 3 chilometri. Ovviamente, più passi farete e prima raggiungerete la forma fisica desiderata.

Camminate almeno tre volte a settimana

Ricavate del tempo da dedicare alla camminata, come se fosse un appuntamento fisso, e cercate di farlo almeno tre volte a settimana. Per dimagrire e rassodare, il ritmo dovrà essere sostenuto e costante, la camminata dovrà essere veloce come se steste in ritardo per qualcosa di importante. Per percorrere 3 chilometri, a passo svelto, si impiegano circa 20 minuti. Davvero pochi, insomma.

Rilassatevi

Quando camminate cercate di rilassarvi. Mettete le cuffie ed ascoltate le vostre canzoni preferite, ovviamente movimentate. In questo modo vi caricherete e il tempo volerà senza che ve ne accorgiate.

Aumentate gradualmente le distanze

Cercate, gradualmente, di aumentare i passi, e quindi, le distanze. Dopo due o tre settimane di allenamento, dovreste arrivare a 10.000 passi al giorno, ovvero circa 6 chilometri. Il vostro corpo si abituerà agli allenamenti e noterete dei progressivi miglioramenti: il fiato aumenterà, il respiro sarà meno affannoso, la pelle sarà più tonica e la circonferenza diminuirà.

Fissate un obiettivo

Fissate un obiettivo da raggiungere. Un esempio? Meno tot kg in un mese. Dovrà essere un obiettivo concreto e fattibile, che vi aiuterà ad essere più costanti e vi motiverà quando non avrete voglia di camminare, ma di buttarvi sul divano con una mega vaschetta di gelato alla mano.

Pronti? Buona camminata.

Intolleranze alimentari: ecco come riconoscerle

credits photo: lemalo.it

Spesso si crea confusione tra le intolleranze alimentari e le allergie alimentari. Ma, in realtà, ci sono due fondamentali differenze: la prima è che, rispetto alle allergie, le intolleranze solitamente sono meno severe e si manifestano gradualmente; la seconda differenza è che le reazioni avverse provocate dalle intolleranze all’organismo nei confronti di alcuni cibi, non dipendono dall’attivazione del sistema immunitario, come invece accade per le allergie.

Esistono diversi tipi di intolleranze, le più comuni sono quelle enzimatiche, provocate dall’incapacità dell’organismo di metabolizzare alcuni componenti degli alimenti, un esempio è rappresentato dall’intolleranza al lattosio.
Ci sono alcuni sintomi che caratterizzano le intolleranze, vediamo quali sono i più ricorrenti.

1. Cattiva digestione

Uno dei primi sintomi con il quale si manifestano le intolleranze alimentari è la dispepsia, che comprende: bruciori di stomaco, rigurgiti, alitosi e dolore localizzato nella parte alta dell’addome.

2. Crampi allo stomaco

Un altro sintomo è rappresentato dai crampi addominali, con la comparsa di dolore alla parte superiore dell’addome. Questo sintomo compare e scompare all’improvviso, senza un’apparente causa.

3. Diarrea

Un altro sintomo caratteristico è la diarrea, quindi l’emissione di feci acquose o liquide, accompagnata dall’espulsione di gas. Generalmente, si presenta in forma acuta, ma può protrarsi nel tempo, diventando cronica.

4. Flatulenza

Un’intolleranza può causare anche un’eccessiva presenza di gas nello stomaco e nell’intestino, che può comportare l’emissione dei gas dal retto.

5. Nausea

Tra i sintomi, il più fastidioso, è la nausea. Questa spiacevole sensazione di malessere, è associata molte volte a disgusto nei confronti del cibo o verso alcuni odori e ad un fastidio a livello dello stomaco. La nausea può essere accompagnata da pallore, vertigini e sudorazione.

6. Prurito

Altro sintomo tipico è il prurito, spesso anche molto intenso, che comporta il desiderio di grattarsi. Può essere associato anche ad alcune manifestazioni cutanee.

7. Gonfiore

Le intolleranze alimentari possono causare anche un fastidioso gonfiore addominale, causato dall’accumulo di gas nello stomaco e nell’intestino.

8. Rigurgito

Le intolleranze alimentari si presentano anche attraverso la risalita di un rigurgito acido, che può essere accompagnato da una salivazione eccessiva.

9. Coliche

Quando il mal di stomaco diventa particolarmente acuto, si possono avere delle coliche. Insorgono improvvisamente e sono precedute da un malessere generale, dalla nausea e dal vomito.

10. Mal di testa

Le intolleranze alimentari possono, infine, comportare anche il mal di testa, che può essere: continuo o intermittente, di lieve entità o particolarmente forte, localizzato o generalizzato.

I progressi della medicina (VIDEO)

Credit: mapsgroup.it

Sarebbe impossibile immaginare di poter affrontare e guarire da una malattia senza una cura. La medicina ha fatto davvero passi da gigante, anche se, purtroppo, spesso non sono ancora sufficienti.
Sono tanti gli specialisti che hanno contribuito alle numerose invenzioni scientifiche e, giorno dopo giorno, continuano a lavorare per favorire i progressi in campo medico: farmacisti, ingegneri biomedici, medici, biologi, chimici, fisici. A loro dobbiamo ogni cura, da quella per un semplice raffreddore, a quella per malattie molto più gravi e invalidanti.

Avete mai riflettuto sugli straordinari progressi fatti in campo medico? In questo video sono raccolte alcune delle invenzioni scientifiche, più straordinarie, che hanno salvato e/o migliorato molte vite umane. Invenzioni che hanno permesso a persone mutilate o sfigurate da incidenti o violenze, di rinascere, grazie a protesi biomediche e grazie alla chirurgia estetica e ricostruttiva.
Invenzioni che hanno dato una nuova speranza a chi si è ammalato, che hanno fatto ripartire cuori malati che stavano per cedere. Test genetici che hanno aiutato a prevenire e scoprire malattie.
Il progresso della medicina e della ricerca scientifica, però, offre tra le varie possibilità anche quella di correggere eventuali difetti fisici.

Insomma, un video che ci mostra quanto è speciale la scienza e coloro che la rappresentano.