martedì, 26 Maggio 2026

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5 modi divertenti per definire il “tuo periodo”

periodo
Credits: Vnews

In che modo chiami il “tuo periodo”? Ce ne sono sicuramente tantissimi: dal semplice e tradizionale, nonché corretto, ciclo mestruale” al più allegorico “supplizio”; c’è chi usa anche i termini “tortura”, “obbligo”, “incubo” fino al “maledetto sia quel giorno…”. Una serie di espressioni, più o meno colorate, per indicare i 5/6 giorni al mese più brutti, fastidiosi e antipatici per una donna.

Ma quali possono essere le altre espressioni, anche internazionali o provenienti da altre lingue e culture, per definire proprio quel periodo lì?

La visita di zia

Un modo di dire alternativo e originale per indicare il ciclo mestruale: paragonarlo alla visita di quella zia che proprio non sopporti, che non fa altro che stropicciarti di coccole e martoriarti le guanciotte all’urlo di “E il fidanzatino? Come sei diventata grande!”

Tempo della Luna

Perfetto per indicare i continui sbalzi d’umore e l’irritabilità.

Una marea rossa

Molto usato soprattutto per parlare del flusso: abbondante o no, l’idea della “marea”, o del fiume in piena, è una tra le più amate dalle donne di tutte le età.

Il regalo di madre natura

Già, perché madre natura ha deciso di rovinarci così tanto l’esistenza? E via con imprecazioni e maledizioni contro colei che ha permetto tutto questo strazio.

Squalo

Siamo un po’ troppo nervose, irascibili, cattive e antipatiche? Bene, proprio come uno squalo affamato.

Regola dei tre secondi? Da bocciare

Credit: doctorshangout.com

Tanti di noi conoscono bene la famosa regola dei tre secondi (anche nota come regola dei dieci o dei cinque secondi), quella secondo cui, cioè, se un cibo cade accidentalmente a terra basta recuperarlo tempestivamente e pulirlo sommariamente per poter continuare a gustarlo senza preoccuparsi di eventuali batteri.

Tuttavia, una nuova ricerca ha rivelato che questo tipo di pratica non è tanto igienica quanto ci piacerebbe credere.

Gli studiosi sostengono che siamo più di uno su tre a rischiare grosso nel mangiare il cibo caduto per terra, dal momento che i batteri attecchiscono alle pareti dei cibi in maniera praticamente istantanea: il che significa che molti di noi potrebbero ingerire, nella loro innocenza, pericolosi batteri quali quelli dell’Escherichia coli o quelli della Salmonella.

La ricerca, sostenuta dall’azienda di tecnologia delle pulizie Kärcher, ha riscontrato che il 37% di noi mangerebbe tranquillamene cibo appena caduto sul pavimento della cucina, così come il 38% di noi è convinto che il pavimento del proprio soggiorno sia talmente pulito da poterlo leccare di gusto.

Lo studio ha anche rilevato che il 49% di noi utilizza soltanto la scopa per pulire e che il 43% si affida esclusivamente ai deodoranti per ambienti, che chiaramente sono entrambi metodi insufficienti a garantire l’eliminazione dei batteri.

Un altro 59% ha asserito di attendere l’apparizione di segni di sporco evidente prima di cominciare a pulire, mentre un buon 27% ha ammesso di aspettare l’insorgere di cattivo odore prima di prendere provvedimenti.

La dottoressa igienista Lisa Ackerley, dal canto suo, ci mette in guardia: gli “assassini silenziosi” presenti a casa nostra possono moltiplicarsi dal singolo batterio fino a diversi milioni nell’arco di sole 7 ore. Nella sua intervista al Daily Mail, ha ammonito così i lettori: “Piccoli ma ricorrenti servizi domestici sono decisamente più importanti delle grandi pulizie di primavera che arrivano una volta all’anno“.

Batteri e virus non possono essere visti né sentiti con l’olfatto, ma vengono distrutti facilmente grazie alle alte temperature: perciò la pulizia col vapore è perfetta“.

La regola dei tre secondi, peraltro, già era stata rigettata dal National Health Service britannico. Il Dottor Ronald Cutler, microbiologo presso la Queen Mary University, ha riferito: “La regola dei tre secondi ha un effetto minimo rispetto alla quantità ingente di batteri che si possono prendere a contatto con una superficie altamente contaminata. Mettiamola così: se qualcosa da mangiare vi cade per terra, che sia nella vostra cucina o sul marciapiede, mettetelo in un cestino dell’immondizia invece che nella vostra bocca“.

Pronto soccorso: ecco le nuove linee guida per il triage

credits: http://www.roadtvitalia.it

Più autonomia agli infermieri e riduzione dei tempi di attesa, soprattutto per i casi più gravi: sono queste le novità principali redatte nelle nuove linee guida per il triage in pronto soccorso, attualmente ferme al 2001.
Il pronto soccorso abbandonerà i colori del triage, rosso, giallo, verde e bianco e, per valutare lo stato e i rischi dei pazienti, saranno utilizzati i codici numerici. I numeri, che andranno da 1 a 5, verranno assegnati a chi si reca in pronto soccorso, a seconda dell’urgenza.

Uno dei vantaggi di questo nuovo metodo sarà la riduzione delle tempistiche e una maggiore velocità nelle procedure. Per i casi più gravi infatti, il massimo di tempo sarà di 15 minuti, mentre, per i casi meno gravi, non passeranno più di quattro ore.

Sempre per velocizzare le procedure, inoltre, gli infermieri potranno, se autorizzati, somministrare farmaci, fare prelievi e iniziare una serie di trattamenti. Gli infermieri ai quali saranno affidate le competenze maggiori, avranno dovuto maturare almeno sei mesi di esperienza di lavoro in pronto soccorso e aver svolto un periodo di formazione specifica nel campo del triage.

Sono linee guida – spiega all’Adnkronos Salute Massimo Magnanti, segretario nazionale del Sindacato professionisti emergenza sanitaria (Spes) e medico del Pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma – che aspettavamo da tempo e finalmente c’è la presa d’atto del problema del sovraffollamento dei pronto soccorso. Sarà un grande cambiamento per le persone ma è una evoluzione positiva che ci mette allo stesso livello di altri Paesi Ue e degli Usa. Nessun si dovrà spaventare se entrando al pronto soccorso non ci saranno più i famosi colori che avevano imparato a conoscere“.

http://www.adnkronos.com

Felicità: bastano 30 minuti al giorno

La felicità è, probabilmente, la cosa alla quale ognuno di noi aspira. Felicità è un giocattolo per i bimbi, è il raggiungimento dei propri obiettivi, è l’assegnazione di un lavoro, è avere una famiglia e via dicendo. Non deve essere solamente un’utopia, ma un obiettivo per il quale lottare, sempre e comunque.
Esistono dei piccoli “passi”, quasi dei trucchi, che ci possono far vivere meglio e farci avvicinare alla felicità, “spendendo” solamente 30 minuti al giorno.

Ecco, allora, dei consigli che vi torneranno utili.

1. Sorridere

Il sorriso è un elemento fondamentale per poter avvicinarci al nostro obiettivo: il sorriso è capace di ingannare il cervello e ci farà sentire effettivamente meglio. Sorridiamo e prendiamo la vita con più leggerezza, ci aiuterà di sicuro.

2. Prenderci cura di noi stessi

Tutti noi, almeno una volta nella vita abbiamo pensato di staccare la spina da tutto e tutti e andare in un posto sperduto. Oltre a questa scelta estrema ci sarebbe anche un’alternativa, e cioè ritagliare uno spazio, durante il corso della nostra giornata, tutto per noi, mettendo momentaneamente da parte il resto. Una volta ogni tanto, la solitudine fa bene allo spirito.

3. Scegliere persone positive

Un altro passo fondamentale è circondarsi di persone solari, positive che non stanno a giudicarvi per qualsiasi cosa voi facciate. Insomma, scegliete gli amici con la A maiuscola, vi aiuteranno a sentirvi più leggeri.

4. Non soffocare le emozioni

Volete dire a qualcuno che non lo sopportate? Diteglielo. Volete dire a qualcuno che vi piace? Fatelo. Non c’è niente di peggio che stare zitti e non esternare le vostre emozioni e ciò che pensate riguardo qualcuno o anche qualcosa.

5. Non essere troppo esigenti

Sia che si tratti di qualcuno sia che si tratti di voi stessi, dovete essere in grado di fare il punto della situazione capendo quali sono i vostri limiti e non pretendendo troppo oltre. Ma comunque, siate esigenti, tutto vi risulterà più semplice.

6. Riflettere sulle situazioni

Molto spesso, a causa di emozioni negative tendiamo a prendere decisioni che non fanno altro che farci pentire e quindi farci stare male. Respirate e prendetevi il tempo per riflettere sul da farsi, di sicuro ragionerete con la testa e saprete qual è la scelta migliore per voi.

7. Divertirsi

Cosa c’è di meglio di un sabato sera passato in un pub o in discoteca insieme agli amici? La parola d’ordine è divertirsi, lasciare da parte per almeno una serata i pensieri negativi, ed essere felici.