mercoledì, 27 Maggio 2026

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Donne, bastano due settimane per essere felici (FOTO)

credits: http://www.bella.it/

Le donne, molto più che gli uomini, sono soggette a sbalzi d’umore, periodi di crisi e di malessere generale, che spesso portano anche ad uno stato di depressione.
Con i ritmi frenetici che caratterizzano la vita quotidiana, si ha sempre meno tempo da dedicare a se stesse.
Per noi donne, poi, è molto più difficile staccare la spina, perchè i problemi quotidiani dominano i nostri pensieri anche quando cerchiamo di rilassarci.

Ci possono, però, essere diverse soluzioni a questo. Pare infatti che bastano solamente 14 giorni per imparare a stare bene con se stesse e ad amarsi un po’ di più.

Giorno 1: Ama te stessa

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Ti sembra impossibile imparare ad apprezzarti come meriti? Ecco un esercizio molto semplice: ti serve solo carta e penna. Yasmin Trollope, fondatrice del blog The Happiness Cocktail, consiglia di scrivere una lista di tutte le cose che ci piacciono di noi e di aggiornarla man mano che ce vengono in mente delle altre. Ci assicura che questo esercizio aumenti del 25% il tasso della felicità nelle persone.
Perchè ricorda: sei sempre meglio di ciò che pensi.

Giorno 2: Fai del bene

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La felicità viene più dal dare che dal ricevere“. Nessuna frase potrebbe esprimere il concetto in modo così chiaro, come quella pronunciata da Timothy Sharp, membro dell’Happiness Institute. Aiutare gli altri non farà stare bene solo coloro che hanno bisogno, ma anche (e forse di più), te stessa. E non si sta parlando solo di grandi gesti, ma di un semplice complimento fatto col cuore ad un amico o ad una persona che apprezziamo.

Giorno 3: Canta a squarciagola

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Chi non ha mai cantato sotto la doccia? Fregatene se gli altri si lamentano perchè sei stonata: cantare le canzoni del tuo artista preferito non può che farti del bene. Le ricerche mostrano come la musica renda attive le stesse zone che riguardano il cibo e il sesso, che sono, ovviamente, quelle legate alla felicità.

Giorno 4: Fai movimento

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Non bisogna per forza diventare dei fanatici dello sport o arrivare ad avere l’ossessione del proprio aspetto. Fare movimento e dedicarsi all’attività che ti piace di più, non avrà conseguenze positive solo sul tuo fisico ma, soprattutto, sulla tua salute. E’ importante praticare sport ogni giorno e dedicare almeno 21 minuti al movimento. Essere in forma ti farà sentire più sicura di te stessa, più sexy e piena di energia, così da avere meno possibilità di entrare in depressione.

Giorno 5: Ritaglia del tempo per ciò che ti piace

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Hai un sogno nel cassetto? Un progetto che avresti voluto portare a termine? E’ giunto il momento di farlo, senza continuare a rimandare. E’ importante concentrarsi su qualcosa e avere un obiettivo da raggiungere. Ti impedirà di pensare alle preoccupazioni e capire che, in fondo, sei in grado di portare avanti qualcosa.

Giorno 6: Cerca di stare all’aria aperta

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Quando qualcosa non va, quando le pressioni sono troppe, esci di casa. Non importa dove vai, ma esci e immergiti nella natura. Passeggia nel parco, corri, vai al mare. Yasmin Trollope addirittura consiglia di toccare terra: toccare il suolo ci riporterà immediatamente al tempo presente.

Giorno 7: Cerca di non paragonarti agli altri

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Anche il Journal of Personality and Social Psychology lo dice: l’umore delle persone è influenzato dai paragoni che fanno con gli altri. Non temere che gli altri possano essere migliori di te e cerca di non entrare in competizione con nessuno. Concentrati solamente sui tuoi obiettivi e su cosa fare per raggiungerli.

Giorno 8: Impara a perdonare

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La maggior parte delle volte la cosa migliore da fare dopo un torto subito non è quella di arrabbiarsi, bensì di perdonare. E questo non vuol dire essere deboli ma essere abbastanza intelligenti da lasciar correre. Inoltre, questo ha conseguenze positive anche sulla salute. Secondo uno studio condotto dal Journal of Behavioral Medicine, al perdono sono associati battiti cardiaci più lenti e una pressione più bassa. Se impari a perdonare sarai più rilassata, più forte e sicuramente meno stressata. Conviene, no?

Giorno 9: Premiati

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Quando ti tocca fare qualcosa contro voglia, prova a fissarti una ricompensa. Dopo aver fatto qualcosa che non ti piace o che ti causa uno stato di stress, prenditi del tempo per fare qualcosa che ami, come un bel giro per i negozi o un bagno rilassante.

Giorno 10: Pensa al peggio

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È inutile far finta di niente e far credere che vada tutto bene. Guarda in faccia le tue paure e pensa al modo peggiore in cui possono andare le cose. Non vuol dire essere pessimisti, ma è solo pensando al peggio, che poi tutto ti sembrerà migliore di come te lo eri aspettata.

Giorno 11: Esci con le tue amiche del cuore

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Si dice “pochi ma buoni” ed è proprio così. Anche secondo il Journal of Happiness Studies non c’è bisogno di avere chissà quali grandi compagnie, anzi, è anche più gratificante sapere di avere qualche amico molto stretto, su cui poter sempre contare.

Giorno 12: Divertiti con il tuo lui

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Se hai un compagno non permettere che gli impegni quotidiani ti impediscano di passare del tempo con lui. Non rinunciare all’intimità e al sesso, vero e proprio tocca sana. Fare l’amore con la persona che ami è una delle cose che ti renderà più felice e gli effetti sul senso di felicità dureranno fino al giorno successivo.

Giorno 13: Fai il conto alla rovescia per gli eventi importanti

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Si dice che l’attesa aumenti il piacere. Se ci fate caso, infatti, quando aspettiamo con impazienza un avvenimento, una volta che arriva lo viviamo ancora più intensamente. Quindi, prendi un calendario o un’agenda e man mano spunta i giorni che ti separano da ciò che aspetti, che può essere una vacanza, un concerto o un’uscita speciale.

Giorno 14: Non smettere di sorridere

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Sorridere resta il miglior modo per stare bene e per sentirsi più rilassati. Anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, sorridi, nonostante possa sembrarti un sorriso triste e falso.
E, come diceva Jim Morrison, “sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c’è la tristezza di non saper sorridere“.

È ovvio che non bastano dei consigli per sentirsi di colpo invincibili e non sarebbe nemmeno normale. I momenti no capitano a tutti e in vari momenti della vita. L’importante è non scoraggiarsi mai e pensare sempre alle cose belle che ci circondano e a quelle che ci danno la forza di andare avanti.

USA: i medici diventano esperti di nutrizione

Credits photo: unito.it

Essere medici negli Usa significa confrontarsi tante volte con persone affette da disturbi dovuti ad un’alimentazione del tutto scorretta come l’obesità e il diabete. Per questo, dal 2012, l’Università della Louisiana ha inaugurato all’interno della scuola di medicina il primo corso di cucina.

Tutto ha avuto inizio 3 anni fa quando l’University School of Tulane in Louisiana ha dato il via al primo esperimento chiamando un docente cuoco per gli studenti del primo e del secondo anno. Da allora la pratica si è sempre più diffusa tra i corsi di medicina e ad oggi sono quasi il 10% le università che negli Usa hanno adottato questo sistema.

Le motivazioni di questa scelta sono aiutare i futuri medici a prevenire i disturbi alimentari dei loro pazienti e poter, a loro volta, essere un esempio di buona nutrizione.

“Traduciamo i principi evidenti di una dieta salutare, come quella mediterranea, per la cucina americana” – è quanto afferma Tim Harlan, cuoco e medico all’interno del Goldring Center for Culinary Medicine. Il programma viene infatti strutturato in una parte teorica in cui si definiscono i principi base della dieta meditteranea e una pratica che integrino le definizioni già studiate ed ha la durata di due anni.

Mentre si pensa di completare gli studi del terzo ee quarto anno con corsi su malattie specifiche come l’insufficienza cardiaca, l’HIV e la celiachia per far si che i futuri medici possano migliorare sempre più le condizioni salutari dei loro pazienti.

C’è grande aspettativa soprattutto sui primi due anni che, secondo Harlan, potrebbero segnare un cambiamento epocale, rendendo i medici che assegnano questi piani di assistenza culinari talmente esperti da scrivere le ricette per la dieta al posto delle prescrizioni.

Attentati di Parigi: appello ai donatori di sangue

Credits photo: lacroix.com

Dopo gli attacchi nel 10° e 11° arrondissement di Parigi, che hanno causato la morte di 127 innocenti, cresce l’allerta per i feriti e, in particolare, lo stabilimento francese del Sangue (l’etablissement français du sang) lancia un appello per la raccolta del sangue.

Il mondo si è stretto nel tricolore francese per gli attentati che ieri dopo le 22 hanno risvegliato la paura nel cuore di chi vive nella capitale, ma anche di tutte le persone del mondo. PeaceforParis è l’hashtag che sul web invoca pace e serenità, mentre i medici si mobilitano in una corsa contro il tempo per aiutare i feriti.

Sono 180 infatti le persone che hanno bisogno di essere medicate, di cui 80 sono attualmente in “urgenza assoluta”. Si sono così presto diffusi sui social gli hashtags #dondusang e #JedonnepourParis per invitare tutti i possibili donatori, di qualsiasi nazionalità nei pressi di Parigi, ma anche in tutta la Francia, a donare sangue per salvare la vita di chi ancora ha una speranza.

Per questo occorre andare sul sito dondusang.net e cercare il centro per la donazione del sangue più vicino a voi. In ragione di una forte affluenza, potrebbe essere necessario attendere: il sito è funzionante, occorre solo un po’ di pazienza.

Dementia, bere champagne aiuta a prevenirla

Credits photo: depts.washington.edu

Bere qualche bicchiere di champagne ogni giorno può aiutare a prevenire la dementia, o Alzheimer: è quanto dimostrato da una ricerca della rinomata Università di Reading, in Inghilterra, due anni fa.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Antioxidants and Redox Signaling si basa su un esperimento compiuto su un campione di ratti ai quali sono stati iniettati piccole quantità di bollicine per analizzarne la reazione. I risultati hanno dimostrato che il loro livello di memoria migliorava se avevano nel loro organismo un particolare tipo di sostanza: l’acido fenolico, un antiossidante che si trova nell’uva.

Questa ha infatti aiutato i topi impiegati nella ricerca a migliorare significativamente la loro memoria spaziale e ricordare dove avevano posto il loro cibo, semplicemente aggiungendo lo champagne nella loro dieta per un periodo di 6 settimane.

Per quanto riguarda l’uomo, invece, gli stessi ricercatori hanno affermato che occorrono 3 anni perché l’organismo possa recepire positivamente gli effetti dello champagne e combattere quindi l’azione nociva dei radicali liberi e l’ossidazione del corpo, che inizia a svilupparsi intorno ai 40 anni.

Ma bere vino, fortunatamente per chi non amasse questo particolare tipo di alcol o avesse problemi di dipendenza, non è l’unico modo per prevenire l’Alzheimer. Le ricerche condotte sugli esseri umani dimostrano che a ridurre il rischio sono anche uno stile di vita salutare caratterizzato dal regolare esercizio fisico, una dieta alimentare sana, in cui è importante assumere anche la vitamina E, e ultimi ma non per importanza, l’uso di videogiochi e il canto.

Svolgere attività fisica dopo i 40 anni è davvero importante per vari motivi: non solo perché evita il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, obesità od ossidazione dei muscoli dettata da uno stile di vita sedentario, ma anche perché aiuta ad abbattere o rimandare lo sviluppo di forme di dementia. Secondo l’Università di Cardiff, l’incidenza positiva dell’esercizio fisico regolare raggiunge una percentuale del 60%.

Se poi si abbina anche un’alimentazione sana e ricca di vitamina E, le probabilità di perdere in maniera precoce la memoria, si assottigliano. Questa particolare vitamina si trova in oli vegetali, tra cui quello di oliva e di girasole, nella frutta secca, nell’avocado e, in misura minore, nella soia e in alcuni prodotti di origine animale quale il latte di mucca, e agisce come antiossidante rallentando l’invecchiamento delle cellule e allontanando il rischio di dementia.

Stesso effetto viene prodotto dal canto. Uno studio statunitense ha analizzato un gruppo di anziani di una casa di riposo per un periodo di 4 mesi, differenziando chi partecipava attivamente al coro musicale all’incirca 3 volte alla settimana, da chi ascoltava semplicemente. Gli esiti dei test somministrati ai primi erano decisamente migliori rispetto a quelli di chi assisteva alle esibizioni.

Giocare con i videogiochi, invece, secondo quanto emerso dalla ricerca dell’University College of London, aiuta a mantenere attive le funzioni del cervello e migliorare sia l’apprendimento verbale sia il ragionamento anche oltre i 50 anni di età.

In conclusione, le abilità cognitive hanno bisogno di un impegno regolare sia dal punto di vista fisico che alimentare e infine mentale. Questi consigli, seguiti senza eccessi e previo consulto medico, possono aiutare l’anziano a prevenire la dementia ed assicurarsi una piena consapevolezza per un arco di tempo più lungo.