giovedì, 24 Settembre 2026

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5 consigli per arrivare in forma a Natale (FOTO)

credits photo: amando.it

Il Natale è una delle feste più attese, luci che illuminano le città, l’albero di Natale, il presepe, i doni sotto l’albero, Babbo Natale per i più piccini; ma è un temuto avversario della nostra linea.
Non temete, con qualche semplice consiglio potremmo assaggiare tutto senza badare troppo alle calorie e arrivare in forma a Natale.

Questo è il periodo giusto per perdere qualche chilo di troppo, i dolci non sono ancora abbastanza in casa e le grandi abbuffate sono lontane.

Non saranno di certo la cena della vigilia e il pranzo di Natale a farci aumentare di peso, ma continue abbuffate possono metterlo a rischio.
Come fare allora per perdere qualche chilo in più, in vista della ‘Festa delle Calorie’? Ecco 5 consigli che vi faranno arrivare alle feste di Natale con una forma invidiabile.

1. Evitate il digiuno, mantenete attivo il vostro metabolismo, ma con alimenti sani. Un solo carboidrato a pasto -se mangiate il pane, evitate la pasta- e non più di 100g. Accompagnate con delle verdure, bollite o grigliate, condite con un filo di olio extravergine d’oliva.

credits photo: veganblog.it
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2. Eliminate o, se non vi è possibile diminuite, i grassi ingeriti. No alle fritture, alle bevande gasate e ai cibi troppo conditi, assumereste grassi e calorie inutili che vi allontanerebbero dall’obiettivo finale.

credits photo: urbanpost.it
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3. Il segreto è si nella qualità, ma anche nella quantità, una ricca colazione, un pranzo normale e una cena povera, di grassi ovviamente! Questo vi aiuterà a smaltire meglio le calorie assunte nel corso della giornata.

credits photo: comefare.donnamoderna.com
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4. Spuntini light. Se tra i pasti sentite un certo languorino, non cedete agli snack super calorici. Un’idea è quella di mangiare uno yogurt bianco magro, con qualche pezzetto della vostra frutta fresca preferita. È delizioso.

credits photo: meteoweb.eu
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5. Non fermatevi mai, se non la sera su un comodo divano, guardando un bel film e sorseggiando una tazza di tè verde caldo. Cercate di rimanere sempre in movimento. Se dovete andare al supermercato, se vi è possibile andate a piedi, oppure un altro consiglio è quello di lasciare la macchina un po’ più distante, in questo modo farete anche una leggera attività fisica. Dimenticate gli ascensori ed approfittate dei regali di Natale per fare delle lunghe passeggiate a piedi. Smaltirete tante calorie e la vostra linea sarà più snella.

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Quando la tecnologia fa male alla salute (FOTO)

Credits: grazia.it

Il nostro è un mondo ricco di tecnologia, dove smartphone e schermi di ogni tipo governano la nostra quotidianità. Non riusciamo a muoverci senza afferrare il nostro cellulare, oppure accendere il nostro computer portatile per controllare cosa stanno facendo i nostri amici sui social network. Ci piace essere aggiornati su ogni oggetto relativo alla tecnologia, ma spesso dimentichiamo che tutta questa dipendenza, specialmente se si passano molto ore al giorno davanti a pc o cellulari, può portare delle conseguenze alla nostra salute, non solo dal punto di vista psicologico, ma anche da quello fisico. Infatti, l’uso continuo di questi strumenti elettronici rischia di farci perdere il controllo, innescando circoli viziosi che possono produrre conseguenze poco gradevoli. Scopriamo quali sono.

Cyberstanchezza

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Troppa tecnologia fa male, sopratutto se si controlla, in modo compulsivo, il proprio smartphone. Secondo Steven Rauch, direttore medico del Massachusetts Eye and Ear Balance and Vestibular Center, la cyberstanchezza provoca nausea e disorientamento, ed è il frutto di una confusione fra input sensoriali.

Pericolo per spina dorsale e occhi

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Quando scrivete un sms o passate troppo tempo a scambiare messaggi con gli amici su Whatsapp siete costretti ad abbassare lo sguardo verso il display del cellulare. Sapete questo cosa comporta? Un aggravio sulla spina dorsale. E poi la conseguenza più comune. Dopo ore ed ore davanti allo schermo del computer, ad usare troppa tecnologia, gli occhi si seccano e si irritano, producendo mal di testa e la vostra produttività crolla. Come risolvere? Pause frequenti, almeno una ogni venti minuti, da alternare con attività diverse dal navigare su Internet.

Mani ad artiglio

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Chi chatta troppo con il proprio smartphone risente di crampi e fitte a dita, polso e avambraccio, ed ecco che vi ritrovate con le mani ad artiglio. Datevi delle pause e fate stretching.

Incidenti stradali

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Vi siete mai accorti che molte persone camminano in strada senza guardare davanti perché troppo impegnate e guardare il proprio smartphone? Basta poco per provocare un serio danno fisico. Gli scontri e cadute sono in continua crescita a causa di queste distrazioni.

Vibrazioni fantasma

Credits: medicinaesteticaonline.net
Credits: medicinaesteticaonline.net

Fenomeno comune è quello di percepire vibrazioni fantasma quando non siamo a contatto col nostro cellulare. Tutta questa agitazione può condurre ad ansia e stress. Per allontanarcene bisogna programmare attività lontano dalla tecnologia.

Cibo

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Trascorrere molto tempo online provoca ancora più fame. Questo perché sul web siamo bombardati ogni giorno da immagini di foodporn, ovvero foto di tutte le pietanze che troviamo specialmente sui social network.

Sperma

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Studi hanno dimostrato che il calore dei computer portatili può influenzare la qualità degli spermatozoi, specie in termini di motilità. E così incidere sulle possibilità riproduttive.

Credits photos: vanityfair.it

Tutto quello che sappiamo (di sbagliato) sulla dieta

Credit: www.nutrizionistaerika.it

Ennesima prova di dieta e regime alimentare sano, ennesimo fallimento. Eppure, la stessa dieta sulla nostra migliore amica è stata efficace e ha prodotto risultati tempestivi.
Come mai? Ce lo spiegano Eran Segal e Eran Elinav, dell’Instituto Scientifico Weizmann che hanno effettuato uno studio su 800 volontari in salute e pre-diabetici tra i 18 ed i 70 anni.
I volontari sono stati sottoposti a questionari sulla salute e lo stile di vita, misurazione del corpo, analisi del sangue e monitoraggio del livello di glucosio nel corpo.
Ai partecipanti, inoltre, è stato somministrato un piano alimentare ed è stato chiesto di mangiare carboidrati durante la colazione ogni giorno.

Nel momento in cui sono stati esaminati i risultati, sono venute fuori delle profonde differenze tra i vari individui. Ogni fisico, infatti, reagiva in maniera differente ad uno stesso tipo di cibo.

Il pomodoro, per esempio, nelle donne di età media con alle spalle molte diete fallite provocava un immediato aumento dei livelli di zucchero nel sangue. Questo fenomeno, a detta dei due studiosi, era dovuto ad un abuso di questo tipo di cibo durante un lungo arco di tempo, le signore in questione avevano passato parecchi anni della loro vita a mangiare insalate e pomodori. Se in un primo momento questo tipo di dieta poco variegata aveva prodotto una diminuzione di peso, adesso non dava risultati.

Secondo i due medici, il piano alimentare che permette ad ogni essere umano di avere una forma fisica sana è da ricercasi in un algoritmo formato da centinaia di fattori.
Segal ed Elinav, sono entrambi convinti che una dieta poco variegata possa produrre disfunzioni a livello fisico e pochi risultati in campo di perdita di grasso corporeo e aggiungono: “Alcune persone mangiano cioccolato, gelati ed assumono alcool in maniera moderata e riscontrano meno problemi nel perdere peso rispetto a chi mangia insalata ogni giorno”.

Il giusto mezzo, ancora una volta, risulta essere la carta vincente per una vita sana ed equilibrata. Variare e concedersi uno strappo alla regola ogni tanto ci permetterà di essere in forma e più felici.

Giornata mondiale contro l’AIDS: quanto è stato fatto finora?

Credits: corrieredinovara.com

Trent’anni fa, Rock Hudson confessò al mondo di essere malato di Aids ed essere omosessuale, dando il via a una stagione mediatica che ha contribuito alla lotta contro questa malattia, e trovando i fondi necessari per contrastarla con trattamenti sempre più efficaci. Tuttavia l’Aids non se n’è mai andato e ogni anno ci sono due milioni di nuove infezioni Hiv. In occasione del 1° dicembre 2015, Giornata Mondiale di Lotta all’Aids, l’invito è perciò questo: non abbassare la guardia. Anche se negli ultimi anni non ci sono più campagne importanti contro Aids e Hiv, è bene ricordare che il numero delle infezioni non è diminuito, anzi, è aumentato costantemente, sopratutto in Europa e in Italia, dove ha raggiunto dei numeri allarmanti. Analizziamoli per capire meglio la situazione.

Ogni 100 mila abitanti, ci sono 6,1 nuovi casi di sieropositività e i più colpiti sono i giovani tra i 25 ed i 29 anni, afferma il Centro Operativo Aids dell’Iss. Non solo: nell’84% dei casi il contagio avviene attraverso rapporti sessuali senza preservativo, che accadono nel 40% casi dei tra omosessuali maschi. Il mancato calo delle nuove diagnosi, unito comunque alla bontà delle cure per chi scopre di avere un’infezione, fa sì che nel nostro Paese ci siano 140mila sieropositivi, il numero più alto d’Europa. Come bisogna fare per prevenire il problema?

Uno studio del Cdc di Atlanta ricorda che l’assunzione dei farmaci prima di contrarre l’infezione ridurrebbe i contagi del 90%, tuttavia non è molto conosciuta neanche dai medici oltreoceano, tanto che oltre un terzo non ne ha mai sentito parlare. Da questi dati si deduce che poco e niente è stato fatto per prevenire. Se si confrontano le stime del 2014, registrate da un rapporto Oms-Ecdc, le infezioni erano 142mila nei 53 paesi della regione europea dell’Oms, di cui circa 30mila nella sola Unione Europea, il numero più alto mai visto da quando è iniziato il conteggio.

Il vero problema di trasmissione è quindi generato dai rapporti omosessuali non protetti. “Le diagnosi di Hiv tra uomini che fanno sesso con uomini sono aumentate ad un allarmante tasso del 42% nel 2014 rispetto al 30% del 2005 in quasi tutti i Paesi europei”, ha sottolineato Andrea Ammon, direttore Ecdc. Bisogna perciò spingere nelle campagne di prevenzione, coinvolgere le persone e invogliarle ad usare il preservativo, come unico ‘scudo’ in grado di proteggerci da questa malattia.