giovedì, 24 Settembre 2026

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Hiv: aumentano i casi in Italia

photo credits: datamanager

In vista della giornata mondiale contro l’AIDS, che si terrà martedì 1 dicembre, il Centro Operativo Aids dell’Istituto superiore della sanità rende noti alcuni numeri riguardanti i casi di HIV e AIDS in Italia.

Ogni 100 mila abitanti si scoprono 6,1 nuovi casi di sieropositività, i più colpiti sono i giovani tra i 25 ed i 29 anni di età.
Per l’84% dei casi la trasmissione del virus è avvenuta tramite rapporti sessuali non protetti dall’utilizzo del preservativo, sia all’interno di rapporti eterosessuali ed omosessuali uomini. Nella maggior parte dei casi, i pazienti hanno riscontrato la loro sieropositività eseguendo il test per svariati motivi.
Solo il 26,4% ha effettuato il test a seguito di una sintomatologia che facesse pensare al virus dell’HIV. Il 21,6 % ha eseguito il test dopo un comportamento a rischio e il 10% ha scoperto di essere affetto durante accertamenti per un’altra patologia.

Parlando invece dell’incidenza del virus, l’Italia è al dodicesimo posto in una classifica che comprende tutti i paesi dell’Unione Europea. Un dato importante e comunque allarmante che si concentra maggiormente in alcune regioni della penisola, come Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Diminuisce l’incidenza sulle donne affette da HIV in Italia ed i decessi delle persone colpite da questa malattia.
Il 27,1% delle persone positive al virus nel nostro paese è di nazionalità straniera, con una maggiore incidenza nelle regioni di Lazio, Campania, Molise e Sicilia. Tra gli stranieri, però, la percentuale maggiore dei casi è costituita da eterosessuali donne.

Risulta preoccupante il fenomeno della scoperta della malattia in tempi lunghi e di conseguenza un intervento che spesso giunge in ritardo rispetto alla sua diffusione.
L’unica soluzione per proteggere la nostra salute e noi stessi in maniera completa, rimane il preservativo. Ricordiamocene sempre e non solamente in prossimità della giornata mondiale contro l’AIDS.

Innovazioni utili per chi soffre di dementia (FOTO)

Credits photo: techpost.it

Secondo la World trade Organization sono 35.6 milioni le persone al mondo che soffrono di dementia. Questo particolare tipo di disturbo che afflige la memoria può essere causato da altri fattori quali l’Alzheimer. Per rendere più facile la vita delle persone che ne soffrono esistono diversi strumenti che aiutano a concentrarsi e migliorare l’attenzione.

Le innovazioni vanno da oggetti di uso comune, quali l’orologio o un set da tavolo, a particolari gadgets tecnologici, come sensori e gps. La dementia provoca infatti nella persona un’incapacità di prendersi cura di sé naturalmente oltre che grande confusione mentale per cui è necessario un costante controllo su abitudini e comportamenti oltre che un aiuto al paziente nella possibilità di recupero della propria autonomia (almeno parziale).

Secondo quanto scoperto dagli studiosi, ecco quali sono gli oggetti essenziali e perché possono facilitare la quotidianità degli anziani.

Orologio digitale

Credits photo: trevi.it
Credits photo: trevi.it

La perdita della cognizione del tempo è uno dei disturbi più comuni provocati dalla dementia. L’incapacità di stabilirsi cronologicamente nel tempo può essere sconfitta grazie ad un orologio digitale, sul quale leggere l’orario preciso senza rimanere confusi dalle lancette dell’analogico. A questo è poi utile aggiungere il giorno e il mese dell’anno in corso.

Luci con sensori di movimento

Credits photo: youtube.com
Credits photo: youtube.com

In molti ambienti pubblici, specialmente nei servizi igienici, sono diventate d’uso comune le luci automatiche con sensore di movimento. Queste possono essere molto utili anche in casa di chi è affetto da dementia per prevenire che la persona, nel corso della notte, cada perché ha dimenticato di accendere la luce.

Set da tavolo

Credits photo: marshable.com
Credits photo: marshable.com

La dementia porta la mente dell’anziano in una condizione di ragionamento quasi infantile, per cui anche un’attività come il pranzo o la cena ha bisogno di una guida. I colori del set da tavolo servono per incrementare il senso di appettito e aiutare gli anziani a nutrirsi del giusto fabbisogno giornaliero.

Etichette

Credits photo: faidatemania.pianetadonna.it
Credits photo: faidatemania.pianetadonna.it

Confondere gli spazi può essere davvero semplice per chi vive gli effetti della dementia. Per rispondere a questo problema, non occorrono grandi tecnologie. Basta porre delle etichette fuori dalla porta di ogni stanza: sarà così più semplice non perdersi anche all’interno di casa propria.

Sensori di movimento

Credits photo: digitalvideoht.it
Credits photo: digitalvideoht.it

Una delle invenzioni più utili arriva da un ragazzo di 15 anni, Kenneth Shinozuka, che ha creato delle calze con sensori integrati che mandano un segnale al tutore dell’anziano con dementia tramite un’app se quest’ultimo si alza inaspettatamente. Altri sensori si azionano quando il piede del paziente tocca il pavimento.

Gps

Credits photo: techpost.it
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Il gps può essere utilizzato per diversi scopi: uno di questi è rintracciare la persona di cui si ha cura e sapere dove si trova in ogni momento. Questo può anche essere depositato nella suola delle scarpe.

Cleopatra e il suo segreto di bellezza: l’Aloe vera

cosebellemagazine.it

Ne esistono circa 300 specie, ma solo 4 di esse possiedono un’attività farmacologica.
Tra queste la più ricca in principi attivi è l’ “Aloe Barbadensis” meglio conosciuta come Aloe vera, nota da secoli per le sue molteplici proprietà. Caratteristica principale sono le sue foglie: di un verde brillante, lunghe e contornate di spine, che racchiudono al loro interno un gel dalle straordinarie proprietà.
Tale “succo” contiene circa 200 composti attivi e oltre 75 nutrienti tra i quali: vitamine, minerali, amminoacidi essenziali, enzimi, saccaridi, saponine e steroli vegetali.
Sono proprio questi gli elementi che contribuiscono a rendere l’Aloe vera un “guaritore naturale” ed un alleato di bellezza utilizzato sin dall’antichità, come dalla stessa Regina egizia.

Ma passiamo subito al cuore del discorso: le sue proprietà.
Iniziamo subito col dire che è un ottimo integratore alimentare, contenendo, come appena visto, molte sostanze nutritive essenziali per il benessere del nostro organismo.
Stimola e protegge il nostro sistema immunitario grazie ad uno zucchero in essa contenuto, l’acemannano, dalle straordinarie proprietà antivirali, antinfiammatorie e antitumorali.
Lenitivo e coagulante naturale offre un sollievo immediato da punture di insetti, piante urticanti, ferite, vesciche e scottature, ed è in grado di riparare rapidamente tessuti e membrane, accelerandone così la guarigione.
L’aloe è inoltre un depurante naturale in grado di disintossicare l’organismo dalle tossine, ed è complice del buon funzionamento del sistema digestivo, stimolandone la flora batterica e l’eliminazione dei rifiuti, migliorando l’assorbimento di sostanze nutritive.
Ed infine ma non per importanza, ha un’azione strabiliante su pelle, capelli e denti. Rende la pelle idratata e protetta, i capelli morbidi e lucidi, e protegge i denti e il cavo orale da batteri e placca.

Credit: perfecte.md
Credit: perfecte.md

Oltre ai numerosi benefici però, l’aloe vera, in caso di assunzione interna, può presentare effetti collaterali da non sottovalutare. Un sovradosaggio di quest’ultima può portare a disidratazione, dolori allo stomaco e crampi intestinali.
Pertanto è consigliato dilazionare l’utilizzo in cicli di trattamento, per godere così fino in fondo delle proprietà miracolose di questa appuntita pianta.

Bio: più salute, più natura

Credit: mangiarebuono.it

Bio: abbreviazione di agricoltura biologica. Detto di prodotti coltivati e/o allevati col solo impiego di sostanze naturali, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (pesticidi, ormoni, insetticidi, OGM, concimi, diserbanti, antibiotici).

Ma proviamo a rendere tutto un po’ più chiaro.
Uno dei principali obiettivi dell’agricoltura biologica è quello di proteggere il terreno e aumentarne la fertilità, creando un perfetto equilibrio tra suolo, acqua, animali e piante, evitando di sfruttarli eccessivamente e contribuendo così a migliorare la qualità degli alimenti.

Siamo ciò che mangiamo” sosteneva il filosofo L. Feuerbach; ciò che viene introdotto nel nostro organismo non influenza soltanto il corpo ma anche la mente, migliorare quindi l’alimentazione può migliorare la nostra aspettativa di vita. E non è poco.

È quindi evidente che il cibo biologico avrà effetti positivi sulla salute poiché è privo di tossine e ricco di sostanze protettive e curative, che il corpo assorbe più facilmente, accelerando così la guarigione e la rigenerazione di organi e tessuti.
È sano, e ha un sapore più naturale è anche più gustoso.
È più controllato, sia dal punto di vista della coltivazione che dell’allevamento. Crescendo su terreni “puri”, dunque, è privo di sostanze chimiche, e ne previene, come diretta conseguenza, l’accumulo nell’organismo.
Per produrli tutti questi alimenti bio, viene infine ridotto lo spreco di materie prime, rispettando la biodiversità e riducendo l’impatto ambientale. Un altro punto a loro favore.

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Un lato negativo? Certo è che i cibi biologici possono costare un po’ di più ma offrono, come abbiamo analizzato, dei vantaggi “impagabili“; per contro va anche detto che i cibi naturali freschi, proprio perchè naturali e privi di additivi, non si conservano a lungo, ma in realtà, più che un difetto è una maggiore garanzia di qualità.

Il “biologico” non riguarda il passato, ma il futuro, il nostro futuro. Non si tratta solo di salvare la salute, ma anche di salvaguardare la sorte dell’intero pianeta, su cui l’agricoltura ha un impatto rilevante. Purtroppo però, c’è da dire anche che nonostante quasi tutti i prodotti bio non abbiano residui di pesticidi chimici, non si può escludere a priori che non si possano ritrovarne tracce all’interno di essi.

Fino a quando la maggior parte dell’agricoltura sarà basata sull’uso di sostanze chimiche, i residui di pesticidi saranno inevitabilmente riscontrati anche nell’ambiente che ci circonda.