mercoledì, 27 Maggio 2026

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Celebrità e malattie mentali: le loro storie (FOTO)

Credits: fanpop.com

Per qualsiasi persona è difficile parlare con gli altri dei propri problemi, sopratutto personali, ma ci sono delle volte in cui qualcuno rompe il ghiaccio per poter aiutare gli altri. Un americano su cinque soffre di malattie mentali e anche le celebrità, che ai nostri occhi esterni sembrano perfetti, hanno o hanno avuto disturbi del genere. Tra loro c’è chi ha ammesso di essere depresso, chi bulimico, ma in ogni caso ha deciso di sua spontanea volontà di farsi aiutare e di offrire la propria assistenza a coloro che soffrivano della stessa malattia mentale.

Solo attraverso le loro coraggiose parole e le loro emozionanti storie hanno dato un po’ di speranza a chi aveva paura di affrontare la realtà.

Ellen DeGeneres: depressione

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Amatissima dagli americani grazie alla sua spiccata ironia, la conduttrice Ellen DeGeneres ha ammesso di aver sofferto di depressione dopo il suo coming out. “Tutte le mie paure sono diventate realtà. Ho perso il mio show, sono stata attaccata. Sono passata dal far soldi a non guadagnare nulla. Sono andata via da quello studio dove ho lavorato duramente per cinque anni, sapendo che sono stata trattata con disprezzo perché ero gay. Sono caduta in una profonda depressione.”

Leonardo DiCaprio: disturbo ossessivo compulsivo

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Da piccolo, Leonardo DiCaprio ha lottato con il suo disturbo ossessivo compulsivo, che si è ripresentato girando il film “The Aviator”. “Ricordo quando la mia truccatrice e la mia assistente dovevano portarmi sul set e dicevano: ‘Oddio ci vorranno 10 minuti per portarlo fuori perché dovrà andare avanti e indietro, toccare una cosa e ricominciare in continuazione. Mi faceva uscire fuori di testa tutte le volte ed è durato per qualche mese. Ancora oggi ogni tanto ricompare.”

Hayden Panettiere: depressione post partum

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“Molte persone non capiscono e dicono che non sia reale, che è solo qualcosa nella tua testa. Che sono gli ormoni, ma non è così”, ha dichiarato Hayden Panettiere, l’attrice della serie tv “Nashville”. Le donne hanno bisogno di molto supporto e aiuto per affrontare la depressione post partum.

Gwyneth Paltrow: depressione post partum

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Come Hayden Panettiere, anche Gwyneth Paltrow ha sofferto di depressione post partum in seguito alla sua seconda gravidanza: “È stato terribile, l’esatto opposto di quanto accaduto con Apple. Ho pensato di essere una madre terribile.”

J.K. Rowling: depressione

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Perfino la ‘mamma’ di Harry Potter ha ammesso di soffrire di disturbi mentali. “Non mi sono mai vergognata del mio lungo periodo di depressione. Cosa c’è da vergognarsi? Ho trascorso un periodo molto duro, ma sono molto orgogliosa di me stessa per essere riuscita a superarlo.”

Jared Padalecki: depressione

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La star di “Supernatural” ha sofferto di depressione a 25 anni. “Avevo uno show, dei cani che mi adoravano e tanti amici. I fans mi ammiravano ed ero felice del mio lavoro, eppure c’era qualcosa che non andava.” Spesso la depressione non colpisce coloro che non riescono a trovare un proprio posto nella società, ma è qualcosa di molto più profondo.

Brad Pitt: depressione

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I Brangelina sono una coppia unita anche nella malattia: entrambi hanno sofferto di depressione. Su questa malattia, Brad Pitt ha confessato: “Ho sempre dovuto conviverci. Non in questo decennio, forse in quello prima. Tornavo a casa e non vedevo l’ora di nascondermi nel letto. Non riuscivo ad uscire di casa.”

Carrie Fisher: disturbo bipolare

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La Principessa Leila di Star Wars ha ammesso di aver sofferto di disturbo bipolare. “A volte non vuoi essere quella persona. Non vuoi tenere in ostaggio gli altri, ma io non avevo scelto. Quando la malattia diventa forte, mi sembra di volare e smetto di connettere. Le mia frasi non hanno senso, non collaboro, non riesco a dormire e non sono affidabile.”

Elton John: bulimia

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Il baronetto della canzone inglese ha sofferto di bulimia, ma ne è uscito vincitore. “Appena dicevo di aver bisogno di aiuto, mi sentivo già meglio. Era un sollievo essere in grado di chiedere supporto.”

Angelina Jolie: depressione

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La fragile Angelina Jolie racconta così la sua esperienza con la depressione: “Sentivo di dirigermi in un posto molto oscuro e non ero in grado di alzarmi la mattina. Così mi sono concentrata su qualcos’altro che mi ha spinto ad essere più attiva.”

Trovate che queste celebrità siano da prendere ad esempio?

Credits photos: boredpanda.com

I maggiori consumatori di alcol nel mondo

Credits photo: meteoweb.eu

Ci sono paesi in cui il consumo d’alcol supera quote di 10 litri pro capite per anno, altri in cui è decisamente inferiore. A fare una stima percentuale precisa per ogni stato del mondo è l’Organisation for Economic co-operation and development, che mette la Lituania al primo posto. Vediamo le statistiche nei dettagli.

Ogni anno il rapporto di giovani e adulti con l’alcol cambia radicalmente. I ragazzi iniziano ad assumerlo in età sempre più precoci e pochi ne conoscono i rischi. I dati raccolti dall’Oecd analizzano il consumo di chi ha dai 15 anni in sù in un arco di tempo di 12 mesi e arriva a contare sino ai 14.3 litri annuali nella sola Lituania.

Seguono nella graduatoria dei maggiori consumatori l’Estonia con 11.8 litri, la Repubblica Ceca con 11.5 e la Francia con 11.1. D’altra parte c’è anche chi vanta un range annuale positivo: questi sono paesi quali la Turchia, l’India e l’Israele dove i litri vanno da 1 a 3, l’Indonesia, la cui stima è 0 e ancora altre nazioni in cui il consumo è ridotto per ragioni morali e religiose.

Gli stati in cui si beve di più sono, invece, anche quelli in cui il fenomeno è legato ad abitudini culturali fossilizzatisi nel tempo. Secondo il sistema di informazioni lituano relativo all’assicurazione sanitaria obbligatoria, la Lituania ha mostrato un aumento dei casi di sindrome alcolica fetale a partire dal 2011. A questa è seguita la richiesta di un progetto di legge da parte della commissione Ue per mettere delle etichette di avviso sugli alcolici, illustrandone i principali danni.

La lotta per la diminuzione del consumo di alcol è attiva anche negli altri paesi, in cui sono in corso delle politiche di prevenzione, che aiutino le persone a comprendere la necessità della moderazione. Aspettative di vita elevate e buona salute sono determinate anche e sopratutto da uno stile di vita regolare e non eccessivo.

Melatonina: l’integratore per regolarizzare il sonno

Credit: my-personaltrainer.it

Dormire poco e male, svegliarsi nella notte o non riuscire ad addormentarsi. A tutti è successo almeno una volta nella vita. Quando questa condizione si protrae però si tratta di una vero e proprio disturbo, l’insonnia.

Sembra che in Italia 12 milioni di persone ogni notte debbano convivere con questo problema che spesso si tende a prendere sotto gamba. Ansia, stress, disturbi alla vista, demenza precoce, sovrappeso; questo è solo l’inizio di una lunga lista.
I problemi legati all’insonnia possono arrivare a condizionare la vita di un individuo.

Responsabile della regolarizzazione ritmo sonno-veglia è la melatonina, una sostanza prodotta dalla ghiandola pineale in assenza di luce. Spesso i disturbi sono dovuti da un’irregolare secrezione di questo ormone, ma la soluzione pare molto più semplice di quanto si possa immaginare.

Si è soliti pensare che l’insonnia sia curabile solo grazie a tranquillanti, sonniferi e cure farmacologiche;
in realtà basta ricorrere melatonina. La sostanza, che può essere assunta sotto forma di integratore, non è considerata un farmaco, in quanto è già prodotta dall’epifisi nel nostro organismo. Diversi studi non hanno rilevato effetti collaterali o da overdose dovuti all’assunzione di melatonina, presenti invece in gran parte degli altri ansiolitici. Quest’integratore non provoca lo stordimento e il calo di attenzione al risveglio tipici dei farmaci. E, infine, il sonno indotto dalla melatonina è molto simile come caratteristiche fisiologiche a quello che si registra in condizioni di normalità

L’insonnia è una patologia che non va presa sotto gamba. La melatonina sì, va bene, ma è meglio avere uno stile di vita regolare. Possiamo migliorare la situazione con piccoli accorgimenti: come svegliarsi presto al mattino, evitare di dormire durante il giorno ed andare a letto in un orario regolare. Ma anche fare attività fisica per mezz’ora durante il giorno e consumare una cena leggera, preferibilmente tre ore prima di addormentarsi.
Non usare il letto per altre attività oltre al sonno. Ma sopratutto evitare l’utilizzo di dispositivi elettronici nelle ore precedenti al sonno poiché la luce blu da questi emessi inibisce la produzione di melatonina.
Un’ottima soluzione è anche il vecchio “rimedio della nonna” del bagno caldo prima di andare a dormire che rilassa e distende i nervi.

Non risolvete un problema affidandovi subito ad un farmaco, per quanto questa possa sembrare la soluzione più facile. Trovare il proprio equilibrio e aiutarsi, se necessario, con un integratore è la chiave per una vita stabile e un sonno migliore.

Cancro: ecco i primi 10 agenti che lo provocano

Dopo la conferma ufficiale da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla pericolosità della carne rossa, potremmo esserci dimenticati, in effetti, che se pancetta, prosciutto e salsicce, aumentano, sì, il rischio di sviluppare il cancro, esistono però anche tutta una serie di sostanze e di situazioni che sono al 100% cancerogene – e no, non si tratta di cibo.

L’International Agency for Research on Cancer, organismo che raccoglie e pubblica studi sul cancro al livello mondiale, ha stilato una lista ufficiale dei 116 agenti e attività che, attualmente, sono reputate la causa primaria di patologie tumorali. La carne, però, non è inclusa tra questi perché il fatto che provochi il cancro è una probabilità e non una certezza. Diamo un’occhiata, allora, ai primi 10 agenti della lista che il cancro lo provocano di per certo:

Il fumo

Esporsi a questo tipo di stimolante, ricavato dalle foglie di tabacco, è molto semplice: basta accendere e fumare una sigaretta. Per quanto il fumo sia un’usanza molto antica, risalente all’incirca al 5000-6000 a.C., quando cioè il tabacco iniziò a essere coltivato in Sud America, esso resta il più pericoloso agente cancerogeno al mondo.

Lampade abbronzanti

Lettini e lampade dotate di raggi ultravioletti che permettono di avere la pelle dorata anche d’inverno portano a una sconsigliabile sovraesposizione della pelle ai raggi UV, cosa che può causare non solo il cancro, ma anche cataratte e invecchiamento prematuro.

Produzione di alluminio

Un incremento dei rischi di cancro ai polmoni e alla vescica è stato registrato tra gli operai che lavorano l’alluminio: i fumi chimici che i lavoratori possono inalare e l’esposizione a carbone e catrame per lunghi periodi sono altamente cancerogeni.

Arsenico

Sostanza chimica altamente tossica molto utilizzata nell’industria manifatturiera, l’arsenico può penetrare le falde acquifere e finire, perciò, anche in casa nostra. È ampiamente risaputo che l’arsenico provoca il cancro alla pelle, al fegato, ai polmoni, ai reni e alla vescica.

Aurammina

L’aurammina è una sostanza chimica utilizzata come antisettico, ma anche per le tinture. Più di una ricerca ha evidenziato un eccesso di tumori alla vescica tra i lavoratori impegnati nella manifattura di questa sostanza, sviluppatisi attraverso l’inalazione di formaldeide e zolfo nel corso del processo di trasformazione.

Lavorazione delle calzature

Legati all’incremento dei rischi del cancro al naso e della leucemia (per via dell’esposizione a sospetti cancerogeni quali la polvere di pelli), il benzene e altri solventi utilizzati nella manifattura calzaturiera sono estremamente pericolosi, benché tutto dipenda dalla durata e dal livello di esposizione.

Canne fumarie

La pulizia delle canne fumarie da fuliggine e polvere, che in passato era compito di ragazzini minuti che potessero arrampicarsi al loro interno, può provocare una tipologia di cancro molto specifica, chiamata proprio ‘il cancro dello spazzacamino’: esso è causato dall’inalazione e dall’ingestione involontaria di carbone e legna bruciata residuale.

Gassificazione del carbone

Studi condotti a proposito dei livelli di cancro tra i lavoratori nel settore della gassificazione del carbone hanno dimostrato che, laddove il carbone è messo a reazione con l’ossigeno, col vapore e col diossido di carbonio per ottenere il gas, i casi di cancro ai polmoni raggiungono livelli esponenziali.

Distillazione del catrame

Derivato del carbone, il catrame è un liquido sottile che permane anche dopo la distillazione. È usato nei rivestimenti e nelle vernici, nelle basi per tetti e pavimenti, e come collante nei prodotti a base di asfalto, ma contiene molte sostanze chimiche cancerogene come il benzene, che possono essere inalate, ingerite e assorbite dalla pelle: l’intera popolazione può perciò andare incontro a questo genere di contatto.

Produzione di carburante

I lavoratori impiegati nella lavorazione e nella produzione di carburanti, e dunque in processi di raffinamento, possono andare incontro alle emissioni dei forni, che rappresentano la causa di patologie mortali quali il cancro ai polmoni e quello ai reni.