mercoledì, 23 Settembre 2026

Salute

Home Salute Pagina 75
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

Un’agonia chiamata Alzheimer (FOTO)

Credits Photo: Mark Seymour

Esistono malattie che distruggono il corpo ed esistono malattie che distruggono la mente, o meglio, l’anima. Lo sa bene Mark Seymour, un fotografo inglese, che ha visto suo padre cambiare giorno dopo giorno a causa di una delle più brutte e logoranti forme degenerative mentali che esistono: l’Alzheimer.

Ronnie Seymour è il padre di Mark ed ha 78 anni, quando, nel 2008 gli viene diagnosticata la malattia che colpisce milioni di persone in Inghilterra e nel mondo. Ronnie è un uomo sveglio e atletico per la sua età ed ancora non sa come la sua vita e la sua mente verranno violentate.

Nonostante Ronnie conduca una vita sana, basata su una dieta equilibrata e tanto esercizio fisico, non riesce a contrastare del tutto l’Alzheimer che avanza e distrugge ricordi e abilità, come una terribile gomma.
Mark, suo figlio, si rende conto dei regressi del padre e gli viene in mente un’idea che si svilupperà come un lavoro di grande sensibilità: fotografa suo padre per 4 anni, dal momento in cui gli viene diagnosticata la malattia, fino al 23 marzo del 2015, quando Ronnie si spegne tra le braccia di un’infermiera all’età di 82 anni.

Le foto che Mark scatta a suo padre sono ricche d’amore e tenerezza, ma allo stesso tempo riescono a comunicare anche un qualcosa di tecnico-scientifico.
L’intento di Mark, va oltre il conservare un ricordo più recente possibile di un genitore, lui stesso dichiara che fotografare suo padre lo ha aiutato a cercare di passare più tempo possibile insieme e a non sprecare un minuto dei giorni che gli rimanevano. Ammette, infine, che è davvero difficile per un familiare osservare come una persona piena di voglia di vivere, vivacità e spirito possa ridursi in uno stato così inumano.

Le foto di Mark verranno esposte a Londra a Settembre, il mese non è casuale. Settembre è, infatti, il mese per la prevenzione sull’Alzheimer e punta sulla sensibilizzazione riguardo questo argomento così delicato e purtroppo comune.
Alcune delle foto scattate a Ronnie sono state selezionate e pubblicate, meritano di essere apprezzate in tutto il loro splendore. Le foto sono disposte in ordine cronologico e mostrano il processo degenerativo della malattia da prima che venisse diagnosticata fino a pochi giorni prima della morte di Ronnie.

Matrimonio, a beneficiarne sono più gli uomini che le donne

Credit photo: www.fulviovilla.com

Sposarsi fa meglio agli uomini che alle donne. Non è una semplice affermazione, ma il risultato di uno studio condotto da una squadra di scienziati dell’University College di Londra su un campione di più di 10 mila persone nate in Inghilterra, Scozia e Galles. La ricerca, i cui risultati sono stati condotti sul “The American Journal of Public Health”, è la prima in grado di valutare i legami tra lo stato civile ed il benessere fisico di maschi e femmine di mezza età, sottoposti ad analisi mediche.

George Ploubidis, esperto di salute pubblica presso l’Istituto di Educazione all’ateneo londinese, afferma infatti che “non sposarsi, o non convivere, è meno dannoso per la salute femminile che per quella maschile. Essere sposati, invece, sembra molto più vantaggioso per gli uomini“.

A confermare questa tesi ci sono anche le analisi mediche: le donne che non sono mai state sposate hanno le stesse probabilità di sviluppare la sindrome metabolica – mix di diabete, ipertensione ed obesità – di quelle che hanno preferito il matrimonio. E questi dati sono inferiori negli uomini, come dimostra un indicatore dei disturbi cardiaci che aumenta del 14% nei maschi senza fede al dito, mentre varia leggermente nelle donne che non hanno voluto il matrimonio.

Per quanto riguarda il divorzio, invece, i dati hanno stupito perfino gli scienziati: chi vive una separazione, un divorzio e poi un nuovo matrimonio, ha livelli di salute quasi uguali a quelli delle persone ancora sposate. E qui non ci sono differenze rilevanti tra uomini e donne.

A stupire ancora di più, però, è la salute degli uomini divorziati, che hanno – superati i 50 anni – un minor pericolo di soffrire di diabete rispetto agli sposati. Dati molto diversi da precedenti ricerche che affermavano, al contrario, che l’uomo viveva un periodo di declino dopo la separazione.
Ma anche le donne non sono da meno: quelle che si separano dal marito hanno un rischio di sindrome metabolica del ben 31% più basso rispetto a quelle ancora legate.

Non è poi così vero, quindi, che le donne e gli uomini separati stanno peggio di quelli che hanno ancora l’anello al dito.

Estate 2015, la nuova depilazione intima

Quale tipo di depilazione migliore per l’Estate 2015? Negli ultimi dici anni, la più richiesta è stata la “Brazilian Wax”, depilazione alla brasiliana: quasi integrale con l’eccezione di una parte sul davanti, diversa a seconda di forma e quantità. Ma tra le più amate dalle donne troviamo anche la versione “Hollywood”, totale, e, meraviglia delle meraviglie, anche la “natural”, per rimanere più “naturale” possibili, in pieno stile selvaggio anni ’70.

La boutique milanese Benefit (all’interno del Sephora di corso Vittorio Emanuele) ha proposto recentemente dei nuovi servizi di epilazione corpo, ottenendo grandissimo successo, e la manager della boutique e brow expert Alessandra De Feudis ha raccontato a Vanity Fair: “La più richiesta è la cera Hollywood, cioè totale, insieme a quella che noi chiamiamo ‘Copacabana’, cioè una cera alla brasiliana che lascia solo una striscetta, un triangolino più o meno ampio o magari anche un disegno sul davanti, nella parte alta, rimuovendo tutti gli altri peli”.

Ma quale tipo di depilazione intima preferiscono le star internazionali? Cameron Diaz, Lady Gaga e Gwyneth Paltrow preferiscono la total, sempre perfettamente lisce, anche per servizi fotografici, set di scena e pubblicità. Ma negli ultimi tempi è stata rilanciata la famosa moda anni ’70, quando il “look naturale” lasciava le donne di tutte le età più “libere” di sfoggiare il proprio fisico senza l’ossessione della ceretta.

In arrivo dall’America la Full Bush Brazilian, una depilazione definita dal blog The Cut del New York Magazine, “da porno star dietro e da hippie davanti”

L’ormone dell’amore è come l’alcool

Vi sarà sicuramente capitato di bere qualche drink di troppo e ai più fortunati sarà sicuramente capitato di innamorarsi perdutamente. Non serve uno scienziato per notare che entrambe le cose sono molto collegate tra loro.
Sguardo perso nel vuoto, sorrisi ebeti e movimenti rallentati la fanno da padrone tra discoteche e primi appuntamenti.

L’Università di Birmingham, dopo accurati studi, ha dato all’argomento una base di fondata verità.
Pare, infatti, che il nostro organismo produca maggiori livelli di ossitocina (l’ormone dell’amore) mentre facciamo sesso e durante il consumo di bevande alcoliche.
L’ossitocina è un ormone che viene prodotto dal nostro organismo principalmente nei momenti in cui amiamo e siamo amati, come quando coccoliamo il nostro cane o abbracciamo un genitore. Aiuta a gestire meglio le situazioni stressanti e ci rende più sereni.
Come tutte le cose anche l’ossitocina, se prodotta in eccesso può innescare in noi meccanismi aggressivi e nervosi. Sicuramente meno nocivi per il nostro corpo rispetto all’ alcool.

Molto interessante, secondo il professor Gillespie -a capo della ricerca-, come alcool e ossitocina siano molto simili dal punto di vista neurochimico.
Desta grande curiosità, infatti, osservare come entrambe le cose provocano sensazioni di spensieratezza e allegria se assunte o prodotte in quantità bassa. Al contrario, senso di rabbia e arroganza in quantità elevata.
Tutto ciò può essere considerato un interessante spunto per degli studi successivi riguardo questo argomento.

Probabilmente un giorno, non molto lontano, potremmo richiedere un drink all’ossitocina e sorseggiarlo con la felice consapevolezza che il giorno dopo ci sveglieremo senza alito cattivo, dolore al fegato e cellulite