giovedì, 18 Agosto 2022

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

La dieta Smartfood: la nuova dieta tutta italiana

Credits photo: www.donnamoderna.com

Si chiama Smartfood la prima dieta italiana messa appunto da Eliana Liotta, Lucilla Titta e Pier Giuseppe Pellicci in collaborazione con l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

30 super cibi che, se introdotti all’interno della dieta quotidiana, sarebbero in grado di preservare un buono stato di salute ed una buona forma fisica.
Alcuni alimenti infatti, come dimostrano numerosissimi studi scientifici, si comportano come dei veri e propri farmaci, in grado di proteggere l’organismo.

Cosa sono i cibi Smartfood

Vengono indicati come Smartfood quei cibi “intelligenti e brillanti”, ovvero la cui azione sul nostro organismo è straordinaria, in grado di saziare, contrastare l’accumulo di grasso e prevenire l’insorgenza di stati morbosi.

Nessun cibo strano o poco diffuso, i 30 smartfood sono infatti tutti alimenti comuni: dal cioccolato alla lattuga, dalle fragole ai cereali integrali.

La Dieta Smartfood si basa su migliaia di ricerche e sugli studi all’avanguardia di nutrigenomica, ovvero quella disciplina che studia le relazioni tra il patrimonio genetico degli organismo ed il cibo, gli effetti che gli alimenti hanno all’interno delle nostre cellule, cercando quindi di svolgere un ruolo attivo di prevenzione e difesa dello stato di salute.

Attraverso questi studi infatti si sta cercando di comprendere quali nutrienti, sul lungo periodo, possono essere in grado di alterare l’attività di un gene, modificando quindi i processi fisiologici che regola, come ad esempio alterare la produzione di enzimi che normalmente regolano il metabolismo di grassi e zuccheri, e quindi avere un effetto sul nostro stato di salute.

I cibi Smartfood vengono ulteriormente suddivisi in due grandi categorie: Longevity Smartfood e Protective Smartfood.

Ai Longevity Smartfood appartengono tutti quegli alimenti che sarebbero in grado di influenzare le vie genetiche che regolano la durata della vita.
In questa categoria ritroviamo, ad esempio, arance rosse, asparagi, cachi, capperi, melanzane, cavoli rossi, ciliegie, cioccolato fondente, cipolle, curcuma, fragole, frutti di bosco, lattuga, melanzane, mele, peperoncino e paprika piccante, patate viola, prugne nere, radicchio, tè verde e tè nero, uva.
Tutti questi alimenti contengono infatti molecole preziosissime per il benessere dell’organismo, e principalmente ad azione antiossidante ed antitumorale, quali le antocianine, la capsaicina, la curcumina, l’epigallocatechingallato, la fisetina, la quercetina e il resveratrolo.

Ai Protective Smartfood appartengono invece alimenti come aglio, cereali integrali, erbe aromatiche, frutta fresca, frutta a guscio, legumi, olio extravergine d’oliva, oli di semi spremuti a freddo, semi oleosi, verdure. Categorie di cibi in grado di proteggere l’organismo, allontanare l’obesità e prevenire molte malattie croniche.

I cibi Smartfood dovrebbero essere introdotti all’interno della dieta quotidiana sin da piccoli, soprattutto oggi che in Italia sono sempre di più i bambini in sovrappeso o obesi. Inoltre è importante ricordare come sono ormai tanti gli studi che dimostrano come, anche in caso di dimagrimento, nell’organismo resta come un imprinting, un ricordo, in grado di condizionare la salute durante l’età adulta.

Cosa ricordare

Come anche sottolineato dagli autori, sebbene si prediligi il consumo di questi alimenti, è importante ricordare che comunque nessun cibo è escluso.
Vanno privilegiati gli Smartfood, provenienti dal mondo vegetale, ma in tavola si possono portare anche le proteine animali, dal pesce alle uova, dai formaggi alla carne, ma nelle giuste quantità.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Come controllare e vincere la voglia di dolce

Credits photo: www.bacchedigioia.it

Che sia per nervosismo, per noia, per abitudine o perché si è in cerca di un alimento che fornisca energia, la voglia improvvisa di dolce è la più diffusa e temuta soprattutto se si sta seguendo una dieta dimagrante.

Lo zucchero è sicuramente un alimento che fornisce energia ma, allo stesso tempo, va ricordato che non fornisce nessuna sostanza nutritiva rappresentando quindi delle calorie che vengono definite vuote, ovvero prive di nutrienti.

Sono tanti ormai gli studi che evidenziano come lo zucchero, specialmente quello bianco raffinato, crei una vera e propria dipendenza fisica, in quanto questa sostanza è in grado di agire direttamente a livello cerebrale stimolandone l’assunzione e provocando una sensazione di fame continua.

L’assunzione di zuccheri semplici attraverso l’alimentazione, innalza rapidamente i livelli di glucosio nel sangue (glicemia), che in condizioni fisiologiche è fondamentale per fornire energia a tutto l’organismo, ma laddove presente in quantità eccessive può innescare meccanismi pericolosi per il nostro benessere.

Il nostro organismo, infatti, per evitare che gli zuccheri nel sangue raggiungano livelli di tossicità pericolosi, innesca la produzione di insulina, un ormone prodotto a livello del pancreas, in grado di trasformare gli zuccheri, sottratti dal sangue, in glicogeno. Il glicogeno verrà poi immagazzinato nel fegato come fonte energetica.

L’introduzione attraverso la dieta di zuccheri semplici, detti anche ad alto indice glicemico, determina quindi un’immediata produzione a livello del pancreas di insulina, per poter abbassare velocemente i livelli di zucchero, ma il cui risultato finale sarà nuovamente la comparsa del senso di fame, innescando quindi un vero e proprio circolo vizioso in cui il soggetto sarà portato nuovamente ad assumere altro cibo, principalmente ricco in zuccheri, per riequilibrare i livelli glicemici.

Inoltre una dieta ricca in zuccheri rappresenta una delle cause principali di sovrappeso, obesità, diabete e patologie cardiovascolari.

Allora ecco qualche semplice consiglio per imparare a contrastare la voglia di dolce.

Come regolare il consumo di zucchero

Gli zuccheri non vanno completamente esclusi dalla dieta giornaliera, piuttosto è importante imparare a non eccederne scegliendo quelli giusti.

Quando avvertite la voglia di consumare qualcosa di dolce può essere utile soddisfarla scegliendo alimenti più sani e non troppo calorici.
Ad esempio potrebbe essere utile consumare uno spuntino a base di mandorle, naturalmente dolci ma ricche di nutrienti preziosi con un elevato potere saziante.

Allo stesso modo un ottimo rimedio è quello di utilizzare le spezie, come ad esempio la cannella, per arricchire di dolcezza yogurt magri, frullati e macedonie di frutta senza troppe calorie.

Se preparate dei dolci a casa, provate a ridurre il quantitativo di zucchero utilizzato sostituendolo con frutta e verdura, come mele, arance, pere, carote, patate, barbabietole, frutta secca macinata, in grado di conferire in modo del tutto naturale la dolcezza giusta alle vostre preparazioni, permettendovi però di ridurre la quantità di zucchero utilizzato.

Un altro prezioso consiglio è quello di non fare mai la spesa quando siete affamati in quanto i bassi livelli di zucchero nel sangue dovuti allo stato di digiuno vi porteranno ad acquistare principalmente alimenti dolci.

Inoltre introdurre nella dieta quotidiana cereali integrali, quali riso, pasta, orzo, farro, aiuta a mantenere costante il livello di glucosio nel sangue.

Introdurre gli spuntini nella dieta quotidiana

Introdurre degli spuntini intelligenti tra i pasti principali rappresenta un’ottima abitudine alimentare in quanto permette di mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Infatti se non si mangia con regolarità, i livelli di zuccheri nel sangue tendono a scendere più facilmente, accendendo la voglia improvvisa di mangiare snack dolci o cibi zuccherati.

Sì quindi agli spuntini, ad esempio a base di frutta secca che, grazie alla presenza di triptofano, aiutano a contrastare il basso livello di serotonina, responsabile della voglia impellente di zuccheri.
Bene anche spuntini a base di frutta fresca che, grazie alla loro naturale dolcezza conferita dagli zuccheri contenuti, aiutano a compensare il desiderio di alimenti dolci.

Allo stesso modo anche le tisane possono rappresentare un ottimo rimedio per contrastare la voglia di dolce.
In commercio sono ormai disponibili tantissimi gusti, alla vaniglia, alla cannella, alla lavanda, ai frutti di bosco, tutti prodotti estremamente profumati in grado di appagare la voglia improvvisa di dolce.
Inoltre dolcificarle con del miele può aiutare ulteriormente ad assecondare questa voglia.

Imparare a gestire lo stress

Tensione, stress, nervosismo, rappresentano delle cause scatenanti che possono portare ad un consumo eccessivo di alimenti zuccherini.
Difendetevi dallo stress provando a consumare altri alimenti come frutta secca, banane o piccole quantità di un ottimo cioccolato fondente.

E se proprio non riuscite a resistere alla tentazione di concedervi un dolcetto una volta ogni tanto, cercate di compensare con una buona attività fisica, costante e regolare che vi aiuterà a smaltire gli zuccheri in eccesso.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Alimentazione in gravidanza: ecco cosa mangiare

Credits photo: www.best-pregnancy-advice.com

“Durante i 9 mesi bisogna mangiare per due” questo è quanto ci hanno sempre ripetuto nonne e mamme.
In realtà questo non solo non è vero, ma soprattutto è estremamente pericoloso per la salute ed il benessere sia della futura mamma che del bambino che porta in grembo.

Durante la gravidanza infatti è necessario prestare particolare attenzione sia all’alimentazione condotta, sia ai chili che vengono accumulati.
Da non trascurare è anche il peso di partenza della donna, in quanto se si parte già da una condizione di sovrappeso o di obesità, l’attenzione nei confronti dell’alimentazione dovrà essere maggiore al fine di evitare l’insorgenza di condizioni pericolose, quale il diabete gestazionale.

Un aumento di peso tra i 9 ed i 12 chili è sicuramente una variazione nella norma ed estremamente consigliata per mantenere uno stato generale di salute.

Allo stesso modo anche un’alimentazione incompleta o insufficiente può comportare dei problemi quali la nascita di bambini prematuri, sottopeso o iposviluppati.
Il primo passo quindi è quello di adeguare le abitudini alimentari alla nuova condizione fisiologica, scegliendo alimenti sani e nutrenti, al fine di garantire il giusto apporto nutritivo e calorico al nascituro, assicurandone uno sviluppo corretto.

Cosa mangiare

La prima buona abitudine alimentare da seguire durante la gravidanza è quella di frazionare i pasti, per favorire sia i processi digestivi, sia per tenere sotto controllo il senso di fame.
Si quindi a 4-5 piccoli pasti al giorno, che forniscano zuccheri complessi, vitamine, proteine, grassi e sali minerali.

Bene scegliere cereali integrali, quali pasta e riso, ed i legumi, alimenti non solo ricchi in fibra ma dall’elevato contenuto in zuccheri complessi, il cui lento assorbimento contrasterà l’insorgenza di veloci picchi glicemici.

Pasta e riso, ma anche altri cereali quali farro, orzo o miglio, possono essere consumati anche tutti i giorni dalle future mamme, nelle giuste quantità, preferendoli principalmente a pranzo.

Ottimo consumare il pesce, alimento povero in grassi saturi, ricco in omega 3 e in proteine ad alto valore biologico grazie alla presenza di amminoacidi essenziali, ovvero di molecole organiche che l’organismo da solo non è in grado di sintetizzare in quantità sufficienti. Via libera quindi a pesce persico, merluzzo, sogliola, trota, orata e spigola.

Sì all’acqua. Bere almeno 2 Litri di acqua al giorno, associata ad un’alimentazione iposodica, può aiutare le neo mamme a contrastare i fastidiosi edemi e gonfiori localizzati dovuti ad un aumento della ritenzione idrica, situazione del tutto fisiologica a causa delle variazioni ormonali.

Non dovranno mai mancare frutta e verdura, principali fonti di acido folico, vitamine e Sali minerali fondamentali per il corretto sviluppo del nascituro.
In particolare durante le prime fasi della gestazione l’assunzione di acido folico, o meglio conosciuto come vitamina B, è fondamentale in quanto contribuisce al corretto sviluppo del tubo neurale, struttura da cui si svilupperà il sistema nervoso centrale.
Essendo una vitamina normalmente non prodotta dal nostro organismo si rende quindi necessaria l’assunzione attraverso l’alimentazione e, nella maggior parte delle volte, anche attraverso un’integrazione farmacologica.
Gli alimenti che contengono buone fonti di acido folico sono principalmente le crucifere o meglio conosciuti come broccoli, gli asparagi, gli spinaci, i legumi, la banana ed i cereali integrali.
Al fine di evitare l’introduzione di potenziali fonti pericolose è sempre raccomandato un’accurata pulizia della verdura consumata.

Anche le uova possono essere consumate tranquillamente durante la gravidanza, l’importante è che siano ben cotte e che il guscio venga ben lavato, anche attraverso l’impiego di prodotti specifici, prima del loro consumo.

Cosa evitare

Attenzione al caffè, al thé ed a tutte le bevande nervine.
Fanno parte di questo gruppo anche il cioccolato e le bevande a base di cola.
Questo perché l’alcaloide presente in questo gruppo di alimenti, o meglio conosciuta come caffeina, dovrà essere assunta in quantità limitata.
La caffeina infatti è in grado di attraversare la placenta, e potrebbe avere degli effetti pericolosi sul nascituro.

Attenzione anche ai salumi, alle carni crude, ai molluschi, ai formaggi molli, al latte crudo ed alla selvaggina, tutti alimenti che possono rappresentare potenziali fonti di rischio data la presenza di eventuali batteri al loro interno.

Per quanto riguarda il pesce è necessario prestare attenzione a potenziali fonti di mercurio, evitando quindi i pesci di grandi dimensioni come il pesce spada o il tonno che potrebbero rappresentarne una fonte.
Anche i molluschi ed i bivalvi devono essere evitati in quanto potrebbero contenere salmonelle o virus.

È comunque buona norma non consumare pesce e carni crude proprio al fine di evitare l’esposizione a potenziali fonti di contaminazione batterica o virale.

Attenzione anche ai germogli crudi quali prezzemolo, rapanelli, germogli di soia in quanto, sebbene siano ricchi di preziose vitamine, potrebbero contenere batteri patogeni ed il cui consumo, specialmente se crudo, è sconsigliato.

No all’assunzione di superalcolici. Allo stesso modo anche gli alcolici quali birra e vino dovrebbero essere consumati in piccole quantità e sporadicamente in quanto sono tutte sostanze in grado di attraversare la placenta e che, interferendo con gli ormoni della crescita, potrebbero indurre uno sviluppo anomalo di organi e tessuti

Ed infine attenzione a non eccedere nel consumo di zuccheri semplici, come dolci, bevande zuccherate e zucchero raffinato. Concedersi sporadicamente una dolce tentazione è sicuramente consentito basta che non si trasformi in abuso al fine di evitare picchi glicemici e di mettere su qualche chilo di troppo.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Sale rosa dell’Himalaya e sale comune: ecco le differenze

Credits photo: www.agrodolce.it

Il sale rosa dell’Himalaya è un sale molto antico.
Conosciuto anche come oro bianco, è un sale estremamente ricco in sali minerali, tra cui il ferro elemento presente in abbondanza e che contribuisce, insieme alla caratteristica di non essere trattato, a conferirgli la tipica colorazione rosa.

Le principali differenze con il sale comune

Il sale rosa è un alimento che non subisce processi di raffinazione ben diverso dal comune sale da cucina, privo di sali minerali e ricco in cloruro di sodio.
Bisogna ricordare infatti che è proprio il cloruro di sodio uno dei principali responsabili della ritenzione idrica, e che può determinare l’instaurarsi di condizioni cliniche differenti, dalla cellulite a problematiche a livello renale.

I benefici

Dato il suo ridotto quantitativo in cloruro di sodio, scegliere questo sale è sicuramente una buona scelta in quanto aiuta a prevenire la ritenzione idrica e l’ipertensione.

Inoltre data la sua ricchezza in oligominerali, il sale rosa rappresenta sicuramente un interessante alimento da introdurre nella dieta giornaliera.
Contribuisce infatti a riequilibrare il pH della pelle, rendendola luminosa e ben idratata; ed essendo facilmente assorbibile a livello intestinale rappresenta un’interessante coadiuvante per la digestione.
Inoltre il suo frequente consumo consente di ridurre e prevenire i crampi muscolari, rafforzare le ossa, migliorare la circolazione, ridurre il reflusso gastrico e regolare il contenuto dell’acqua intra ed extra cellulare all’interno del nostro organismo.

Il parere dell’esperto

Prima di tutto verifichiamo sempre l’origine dei prodotti che portiamo sulle nostre tavole.
Questo sale infatti non rappresenta un prodotto a chilometro zero in quanto viene estratto da miniere naturali localizzate sulla catena dell’Himalaya.

Inoltre ne basta veramente poco per conferire il giusto sapore alle pietanze che prepariamo.
Vista la sua grande diffusione negli ultimi anni è abbastanza semplice trovarlo in supermercati forniti, erboristerie o negozi biologici specializzati.

È importante inoltre sottolineare come un consumo eccessivo di sale, definito dall’organizzazione mondiale della sanità in una quantità superiore ai 5 grammi al giorno, possa essere estremamente dannoso per la nostra salute.

Ma anche escluderlo completamente dalla nostra dieta non è corretto.
In generale il sale infatti presenta anche degli effetti benefici. Ad esempio il sodio è un oligoelemento fondamentale in tantissimi meccanismi cellulari che avvengono nel nostro organismo come la trasmissione degli impulsi nervosi, contribuisce a regolare l’equilibrio dei liquidi e presenta azione antisettica.
Inoltre nella sua versione iodata, è estremamente prezioso per la tiroide in quanto gli fornisce il giusto apporto di iodio, riducendo il rischio per la formazione del gozzo.

E soprattutto eliminarlo dalla dieta per qualche tempo non andrà certo ad eliminare la cellulite localizzata.
La cellulite infatti è un inestetismo cutaneo che può essere prevenuto e può migliorare tantissimo con una corretta alimentazione, ma sicuramente non può essere risolto in maniera definitiva.

Una buona alimentazione è amica della salute.