sabato, 7 Febbraio 2026

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

Quit sugar: la dieta senza zuccheri

Credits photo: www.dailymail.co.uk

Ideata dall’australiana Sarah Wilson, la dieta quit sugar ha già raccolto numerosi consensi: il principio di base è quello di ridurre il consumo degli zuccheri.

Infatti un consumo massiccio di alimenti contenenti zuccheri non solo favorirebbe l’incremento del peso corporeo , ma soprattutto determinerebbe una vera e propria forma di dipendenza fisica.

Questo programma alimentare, articolato in otto settimane, mira infatti ad eliminare e limitare lo zucchero dalla dieta quotidiana consentendo all’organismo di disintossicarsi ritrovando benessere, energia e forma fisica.

Come funziona

Come anticipato il metodo si basa su una drastica riduzione degli zuccheri nell’alimentazione quotidiana.
Spesso quando si fa riferimento allo zucchero si pensa, erroneamente, soltanto allo zucchero che viene aggiunto alle bevande o al cibo per dolcificarli.
Ma lo zucchero non è solo quello.

Sono infatti tantissimi gli alimenti che consumiamo nel quotidiano, dalla frutta ai cibi preconfezionati, che ne sono ricchi e che a volte non vengono neanche percepiti in quanto tali.

In particolare la quit sugar punta il dito nei confronti del fruttosio, un monosaccaride simile al glucosio, che non verrebbe riconosciuto dal nostro organismo e quindi metabolizzato in sottoprodotti nocivi per la nostra salute.

Il metodo, a differenza di altre diete, non pone come obiettivo primario la perdita del peso corporeo, ma pone un maggiore accento sul ritrovare uno stato di benessere generale.
La perdita di peso rappresenterà unicamente un effetto collaterale in seguito alle variazioni alimentari apportate.

Nata da pochissime settimane, la dieta è diventata subito social: sono infatti più di 175 mila i post già disponibili su Instagram correlati all’hashtag #iqs, che propongono appetitose ricette senza zucchero.

I cibi da eliminare

Siccome il maggior incriminato è il fruttosio, completamente bandita dallo stile alimentare la frutta, ad eccezione dei frutti di bosco e dei kiwi, dato il loro quantitativo inferiore.

No al pane, specialmente quello confezionato, ai succhi di frutta, ai prodotti preconfezionati che vengono assemblati aggiungendo elevati quantitativi di zuccheri tipo muesli, barrette ai cereali e sughi già pronti, no allo yogurt dolce, al miele ed ai thé preconfezionati.

Nelle ricette quotidiane è consigliabile quindi dolcificare i cibi impiegando unicamente lo stevia, un dolcificante di origine 100% naturale, il latte, polpa di cocco, crema di anacardi ed arachidi, cacao crudo ed avocado.

Il parere dell’esperto

Prima di tutto è necessario ricordare che la dieta quit sugar non nasce come regime alimentare volto alla perdita del peso corporeo, bensì come un metodo per disintossicare l’organismo.

È ben noto infatti come soggetti affetti da sovrappeso ed obesità devono seguire una dieta con un basso contenuto in zuccheri per favorire la perdita del peso corporeo.

Inoltre l’attenzione nei confronti degli zuccheri è un tema dibattuto da molto tempo ormai.
La stessa OMS, organizzazione mondiale della sanità, ha suggerito in più occasioni di dimezzare le quantità di zucchero raccomandate, invitando le stesse aziende alimentari a ridurne l’impiego nei loro processi produttivi.
Stessa situazione per quanto riguarda le bibite zuccherate, per le quali in molti paesi è già in vigore una tassa addizionale per ridurne i consumi, e per le quali la BMA, Britsh Medical Association, ha richiesto un’ulteriore tassa del 20% per limitarne i consumi.

Questo perché attualmente lo zucchero è uno dei maggiori imputati in tema di invecchiamento della pelle, sovrappeso, obesità, diabete, nonché di malattie cardiovascolari e problematiche a livello epatico.

Tuttavia dare la colpa ad un singolo componente assunto attraverso l’alimentazione non è corretto, e soprattutto è fondamentale imparare a identificare cosa deve essere effettivamente eliminato in quanto non necessario per il nostro organismo e cosa invece, nelle giuste quantità, deve essere comunque assunto.

Nello specifico la quit sugar escludendo la frutta, si va a ridurre il quantitativo di fruttosio dall’alimentazione, da cui si potrebbe sicuramente trarre benessere essendo questo uno zucchero, ma allo stesso modo va ad escludere tutta una serie di vitamine, sali minerali e fibre fondamentali per il corretto funzionamento e la salute del nostro organismo e che, nel lungo termine, potrebbe portare a sindromi carenziali.
Inoltre gli zuccheri contenuti nella frutta vengono assorbiti solo in parte a livello intestinale grazie all’elevato contenuto in fibre presente in questo alimento.

A questo punto non è meglio imparare e comprendere quali sono le corrette quantità con cui assumere tutti gli alimenti per mantenere la propria forma fisica e benessere nell’ottica di un’alimentazione sana e variegata, piuttosto che dover essere costretti ad integrare la propria alimentazione con compresse e flaconcini?

Una buona alimentazione è amica della salute.

Pranzo di Pasqua: ecco come affrontarlo rimanendo in forma

Credits photo: www.diredonna.it

Agnello, uova ripiene, pasta al forno, torte rustiche, pastiera napoletana, fave, ricotta salata, salumi, colomba, uova di cioccolata: tante le specialità e le ricette che imbandiranno le tavole durante il pranzo di Pasqua.

Ma tutte queste delizie quanto metteranno a dura prova la nostra forma fisica? Sebbene sembri difficile da immaginare, al termine delle feste pasquali la nostra bilancia potrebbe non essere molto clemente e regalarci anche 2-3 chili in più rispetto all’inizio delle feste.
Questo perché, tra un piatto ed un altro, si fa presto a perdere il conto delle calorie, superando anche le 3000 calorie con un singolo pasto.

Le calorie nascoste nei piatti pasquali

Le giornate di festa mettono sempre a dura prova la nostra linea e spesso, al termine di queste, ci troviamo a fare i conti con la bilancia.

Ma come è possibile aver preso tutti quei chili se abbiamo mangiato solo “un pezzetto di cioccolato”, provato solo “una fettina di dolce“, mangiato giusto “due fave”, assaggiato “tortani e rustici in piccolissime porzioni”?
Consideriamo prima di tutto che non è solo la quantità del cibo che consumiamo ad incidere sulla forma fisica, ma soprattutto la qualità ed il contenuto nutrizionale dei cibi che vengono consumati.

L’antipasto pasquale sarà principalmente costituito da salumi vari, fave, ricotta salata, uova ripiene. Una porzione media mista, quindi non abbondante, inizierà ad apportare le prime 450 – 500 calorie, con un notevole apporto in grassi saturi.

All’antipasto seguiranno i primi piatti quali, lasagne, cannelloni, paste all’uovo e ripiene dove, una porzione media pari a 80gr fornirà in media dalle 500 alle 650 calorie, accompagnate da un elevato contenuto glucidico e proteico.

Carni alla brace difficilmente mancheranno sulla tavola delle feste. I tagli che normalmente accompagneranno le nostre braciate difficilmente interesseranno parti magre, apportando quindi circa 300 calorie per 100gr di prodotto.

E non è finita qui:a conclusione di questa giornata a colpi di calorie ecco trionfare i dolci, altri protagonisti di questo giorno di festa a cui porre particolare attenzione.
Infatti il “pezzetto di cioccolato” che andremo ad assaggiare, mediamente pari a 50 grammi, con circa 280 calorie per la versione al latte, 260 calorie per chi opta per il fondente, 270 calorie per gli amanti del bianco, fino a sfiorare, e spesso superare, le 300 calorie per le versioni arricchite da nocciole, mandorle e caramello, a conclusione di un pasto così ricco potrebbe rappresentare molto più di un semplice “strappo alla regola”.

Una fetta di colomba invece, pari a circa 100 grammi, con il suo aspetto “leggero” apporta invece circa 400 calorie. Chi invece opterà per le versioni più elaborate e farcite da creme e cioccolato le calorie ed il quantitativo in grassi sarà destinato ad aumentare in maniera esponenziale.

Altro dolce non proprio light è la classica pastiera napoletana che, con le sue 380 calorie per soli 100 grammi di prodotto, una fettina per intenderci, rappresenta nel suo insieme un pasto completo.

Ovviamente dovremo considerare anche il consumo di alcolici quali vino birra, spumante, che incideranno sull’apporto calorico del pranzo apportando circa 300-400 calorie aggiuntive.

Il consiglio per tagliare qualche caloria

Sicuramente nei giorni di festa è difficile immaginare di riuscire a seguire uno specifico regime alimentare, escludendo ovviamente situazioni e necessità specifiche.
Per poter concedersi qualche strappo alla regola senza però eccedere o mettere a dura prova la nostra linea possiamo utilizzare qualche semplice trucco.

La mattina del pranzo pasquale evitiamo di consumare colazioni estremamente abbondati e ricche in grassi. No quindi a brioche, merendine e dolci, così come a preparazioni salate quali toast, uova e salumi. Optiamo invece per uno yogurt dal ridotto contenuto in grassi, una spremuta d’arancia o dei fiocchi di avena. È importante, anche in vista di un pranzo sostanzioso, cercare di non saltare la colazione ma preferire piuttosto un piccolo pasto leggero. Questo aiuterà a non arrivare troppo affamati a tavola.

Durante il pranzo dimezziamo le porzioni, evitiamo di fare il bis, e cerchiamo di limitare il consumo di pane, cracker e grissini che andrebbero solo ad innalzare ulteriormente l’apporto in carboidrati. Se pranziamo al ristorante cerchiamo di evitare preparazioni laboriose e ricche in condimenti, scegliendo sempre un contorno a base di verdure, crude o cotte, preferibilmente non ripassate in condimenti, in modo da garantire una buona quota in fibre vegetali.

Inoltre limitiamo il consumo di alimenti ricchi in grassi alla singola giornata festiva. I giorni successivi cerchiamo di praticare qualche attività sportiva, magari all’aria aperta, in modo da favorire lo smaltimento dei grassi e delle tossine accumulate.

Trascorse le feste intraprendiamo invece un programma alimentare ben equilibrato e studiato in base alle specifiche esigenze nutrizionali della persona per perdere peso, laddove necessario, o mantenere la forma fisica, preservando prima di tutto salute e benessere.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Ma cosa mangi: a dieta con i dolci di Natale

Credits photo: wallpaper.krishoonetwork.com

C’è poco da dire, il Natale è una festa magica che rende tutti felici, grandi e piccini.
Sarà anche colpa di tutti quei dolci golosi che arrivano sulle nostre tavole?

Forse non tutti sanno che, anche se si è a dieta, esiste un modo per combinare un’alimentazione controllata con un peccato di gola natalizio.

Pandoro e panettone

Prima di valutarne le proprietà nutrizionali dobbiamo ricordarci che sono dei dolci ipercalorici ricchi in burro, uova e zucchero, che non li rendono certamente dei dolci ideale per chi segue una dieta ipocalorica.
Ai più scrupolosi cultori della linea interesserà sapere che il pandoro fornisce molte più calorie rispetto al panettone. Abbiamo infatti circa 450 calorie per cento grammi di prodotto contro le “sole” 333 del panettone, un bel peccato di gola che, se inserito all’interno di uno schema alimentare corretto ed equilibrato, potremmo concederci senza troppi sensi di colpa e rinunce.

Un semplice trucco infatti per potersi concedere una soffice fetta, è quello di sceglierlo al mattino. In questo modo avremo tutta la giornata a nostra disposizione per poter smaltire le calorie introdotte. Certamente in uno schema alimentare corretto una sana colazione non è certo rappresentata dal pandoro o dal panettone, ma rappresenta uno strappo alla regola che potremo permetterci a Natale.

Se lo scegliamo per una dolce colazione associamolo ad una bella tazza di the verde, acceleratore naturale del metabolismo, rispetto ad una tazza di latte vaccino che apporterebbe ulteriori grassi e calorie alla nostra colazione non proprio light.

La frutta secca ed il torrone

Ormai è ben noto che la frutta secca contiene interessanti proprietà nutrizionali. L’elevato contenuto di sali minerali quali magnesio e potassio, nonché l’interessante percentuale di omega 3, li rendono un alimento altamente attraente, soprattutto agli occhi delle donne, in quanto contribuiscono a mantenere giovane e bella la pelle.

Il problema principale quindi non è rappresentato dalla tipologia di alimento ma dalla quantità che viene consumata durante le feste. Si rimarrà infatti alquanto sorpresi che 100gr di noci, circa 25, apportano 660kcal, mettendo a dura prova la nostra forma fisica.
Se poi aggiungiamo miele e sciroppo di glucosio trasformandoli in croccanti torroni, le calorie, e soprattutto gli zuccheri, aumenteranno notevolmente mettendo a dura prova l’ago della bilancia.

Non riusciamo proprio a rinunciare ad un pezzetto? Cerchiamo almeno di fare una lunga camminata per smaltire le calorie ingerite.

Biscotti e frollini di Natale

A forma di omino, albero di Natale, cometa, pupazzo di neve, glassati, al burro, alle mandorle, al cioccolato: i biscotti di Natale sono belli da vedere e, soprattutto talmente buoni che uno tira l’altro.
Solitamente sono ricchi di burro il che li rende un alimento difficilmente conciliabile con una dieta. Basta pensare infatti che 100gr di biscotti frollini apportano circa 465 Kcal.

Per renderli più leggeri possiamo provare con tante varianti utilizzando prima di tutto le spezie come la cannella, lo zenzero ed i chiodi di garofano che ci permetteranno di non rinunciare all’amato biscotto tagliando però un po’ di zucchero e di calorie.

Dolci, dolci ed ancora dolci

Panettone, pandoro, torrone, biscotti: questi i dolci natalizi maggiormente diffusi in Italia, ma se ci si muove lungo le regioni del nostro bel paese sono ancora tanti i dolci che accompagnano le giornate di festa.
Al sud, ad esempio, abbiamo molti dolci diversi fra di loro accomunati da un elemento chiave: la frittura.
Struffoli napoletani, pignolata siciliana e cartellate baresi, delle vere e proprie bombe caloriche fritte, caramellate o guarnite da miele e confettini, che mediamente apportano circa 500Kcal per 100gr di prodotto.

Al nord invece troveremo altre specialità come ad esempio lo zelen, tipico dolce del trentino, che di dolce. E soprattutto di innocuo, ha solo l’aspetto in quanto potrebbe essere consumato tranquillamente in sostituzione ad un pasto. Infatti un’innocua fettina, circa 100gr di prodotto, apporta circa 550 Kcal.

Rinunciare ai dolci di Natale? Assolutamente no. L’indicazione è quella di concederci una piccola porzione la mattina, ancora meglio se ci attende una bella giornata in movimento, magari all’aria aperta.

Ecco quel che non sapevi sulle uova e i loro vantaggi

Le uova sono diventate nuovamente un cibo consigliato sulle tavole degli italiani. Mentre fino a qualche anno fa erano state demonizzate, adesso invece hanno acquisito un discreto successo. Infatti, sono ricche di colesterolo buono e hanno numerose proprietà che fanno bene all’organismo. Le uova sono da rivalutare perché secondo una ricerca australiana dell’America Journal of clinical nutrition, il consumo di uova aiuterebbe a tenere a bada il rischio cardiovascolare senza alcuna incidenza sotto l’aspetto del colesterolo. Ecco perché, è stato analizzato nel dettaglio le loro proprietà e si è cercato di capire se effettivamente hanno dei fattori positivi per l’organismo. Vediamo quali sono queste proprietà.

Proteggono la vista

Contengono la zeaxantina e luteina, anti-ossidanti che proteggono la retina in modo tale da tenere sotto controllo la salute degli occhi e di filtrare la luce quando è troppo forte. Queste sostanze sono in grado anche di tutelare dall’insorgenza della cataratta.

Nelle uova c’è un mix di sostanze nutritive

Nelle uova si trovano vitamina D, vitamine A, vitamine del gruppo B, carotenoidi e potassio ma hanno anche tanti aminoacidi essenziali, grassi buoni e proteine. Questo ovviamente rende tale prodotto una sorta di superfood che vale assolutamente la pena consumare.
Un prezioso alleato di chi vuole mantenere la linea, tali cibi sono un alleato prezioso per mantenere la linea. Possono essere scelte per la colazione oppure per un pranzo veloce. Vi aiuteranno a sentirvi subito più sazi e allo stesso modo, hanno poche calorie. Parliamo in media appena 80 calorie ogni cento grammi.

Sono utili per recuperare le forze

Le uova sono utili per recuperare le forze dopo l’attività fisica. Questo perché sono ricche di energia e vi aiutano anche a dare una risposta muscolare perché l’albume e piena di proteine.