lunedì, 27 Maggio 2024

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

Sugar smart: la nuova app inglese che ti dice quanto zucchero c’è nel cibo

Credits photo: www.publichealthmatters.blog.gov.uk

Sugar Smart è la nuova applicazione che è stata sviluppata dalla Public Health England, agenzia del Ministero della Salute inglese, che si pone come obiettivo quello di frenare l’obesità infantile in Gran Bretagna, aumentando il controllo e la conoscenza da parte dei genitori di quanto zucchero è presente nei cibi che acquistano.

I genitori infatti, attraverso un semplice e veloce gesto, potranno compiere delle scelte alimentari più sane e consapevoli per i loro bambini.

Solide evidenze scientifiche dimostrano infatti come lo zucchero sia associato all’incremento del peso corporeo e all’obesità sia nei bambini che negli adulti, favorendo inoltre la comparsa del diabete, di problemi cardiovascolari e condizioni morbose a livello epatico.

Oggi infatti lo zucchero rappresenta forse il “nemico” peggiore per il benessere rispetto anche ai tanto temuti grassi.

Come funziona Sugar Smart

L’applicazione può essere scaricata in maniera gratuita sul proprio cellulare e funziona attraverso la semplice scansione del codice a barra di un prodotto.
In questo modo sarà possibile conoscere immediatamente quanto zucchero, rappresentato in grammi o in zollette, è presente all’interno di uno specifico alimento.

Attualmente sono stati catalogati oltre ottanta duemila prodotti, le cui informazioni aggiornate continuamente.

Un servizio estremamente utile che segue le linee guida definite nel 2015 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e che raccomanda di ridurre la quantità di zucchero consumato nella dieta giornaliera a meno del 10% dell’energia totale.

L’applicazione inglese permette inoltre di identificare anche quella quota di “zucchero nascosto” presente all’interno degli alimenti trasformati e spesso non identificati come alimenti “dolci”, così come riporta delle indicazioni alimentari su quanto zucchero, a seconda della fascia d’età, andrebbe consumato giornalmente.

La stessa funzione si trova anche nell’applicazione australiana FoodSwitch, sviluppata dal George Institute for Global Health, in grado di identificare non solo gli zuccheri ma anche il sale, i grassi, il glutine, gli additivi i coloranti, gli allergeni ed i conservanti.

Uno strumento utile che però potrebbe non essere sufficiente per risolvere il problema visto che le stesse informazioni sono già riportate nelle etichette nutrizionali dei prodotti.
Allo stesso modo però visualizzarle in un modo più immediato, come quello fornito da Sugar Smart, potrebbe fornire un concreto aiuto a tutte le persone per iniziare ad orientarsi verso scelte alimentari più salutari.

Purtroppo per il momento l’applicazione è disponibile solo in Gran Bretagna, ma sarebbe estremamente utile anche qui in Italia dove l’eccessivo consumo di cibi ricchi in zuccheri, sta diventando critica.

Un’applicazione semplice ed immediata che potrebbe rappresentare un ulteriore strumento per aiutare ragazzi, adulti e genitori a comprendere veramente quanto zucchero è presente, anche in forma nascosta, all’interno degli alimenti che vengono consumati giornalmente.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Le proprietà straordinarie dei semi di chia

Credits photo: www.viverezen.org

Ricavati dalla specie vegetale Salvia hispanica che cresce spontaneamente in Messico ed in Bolivia, i semi di chia presentano proprietà nutrizionali straordinarie.
Si presentano come dei piccoli semi la cui colorazione può variare dal grigio chiaro, fino al marrone.

Proprietà nutrizionali

Dal punto di vista nutrizionale sono estremamente ricchi in quanto presentano numerosi nutrienti essenziali quali sali minerali, acidi grassi, proteine, vitamine, antiossidanti e fibra alimentare.

Per quanto riguarda i sali minerali questi semi sono particolarmente ricchi in calcio.
100 grammi di prodotto infatti sono in grado di fornire circa 177 milligrammi di questo prezioso minerale, pari al 16% del fabbisogno giornaliero.

Presentano inoltre acidi grassi essenziali omega3 e omega6, fornendo circa 19 grammi di omega3, rendendoli la fonte vegetale più ricca di questi preziosi elementi.

Allo stesso modo forniscono un ottimo quantitativo di sali minerali quali potassio, selenio, zinco, magnesio, ferro, e di vitamina C.
Grazie al loro ricco contenuto in sali minerali rappresentano un ottimo coadiuvante per mantenere sotto controllo la pressione arteriosa, soprattutto nei soggetti ipertesi.

Per quanto riguarda invece la vitamina C, 100 grammi di prodotto è in grado di fornirne circa 5 milligrammi, un quantitativo nettamente superiore rispetto a quello presente all’interno delle arance.
Oltre alla vitamina del gruppo C ritroviamo anche quelle del gruppo A, E, B, tiamina, niacina e riboflavina.

Sono inoltre ricchi in aminoacidi essenziali quali cisteina, lisina e metionina, fondamentali per la formazione delle proteine, di sostanze antiossidanti quali la quercitina, il canferolo, l’acido caffeico e l’acido clorogenico, in grado di proteggere il nostro organismo dai danni cellulari causati dai radicali liberi, e rappresentano un’ottima fonte di fibra alimentare, principalmente insolubile.
Ricordiamo infatti che fornire il giusto apporto di fibra alimentare attraverso la dieta giornaliera è fondamentale per migliorare sia l’attività intestinale, sia per ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri a livello gastrico ed enterico.

Tra le altre proprietà si ritiene che questi piccoli ma preziosi semi riescano a svolgere un’azione di controllo sulla glicemia, il livello degli zuccheri nel sangue, a svolgere un’azione benefica a carico dell’apparato cardiovascolare, mantenendo sotto controllo i livelli del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue, e di possedere una naturale attività antinfiammatoria.

Sono naturalmente privi di glutine, quindi possono essere introdotti tranquillamente nella dieta di chi soffre di celiachia, ma allo stesso modo non possono essere escluse invece intolleranze o reazioni di ipersensibilità individuali.

Come utilizzarli

Il modo più semplice per consumarli è utilizzarli crudi.
In questo modo possono essere impiegati in tantissime preparazioni culinarie.

Aggiunti allo yogurt per una prima colazione ricca di energia, o unendoli ad altri semi come quelli di lino o di zucca per uno spuntino nutriente e salutare.

Ancora possono essere utilizzati per arricchire insalate, piatti di cereali come pasta, riso, orzo, farro, aggiunti alle minestre di legumi e verdure, o utilizzati per creare delle nutrienti impanature per carni e pesce.

Anche nei frullati, nelle macedonie, nelle composte di frutta, nei dolci rappresentano un valido ingrediente in grado di arricchire le nostre preparazioni.

Inoltre per tutti coloro che seguono una dieta vegetariana, possono essere utilizzati come sostituto delle uova nella preparazione di dolci o biscotti.
Grazie infatti alla loro naturale proprietà idrofila, basterà lasciarli in ammollo in acqua a temperatura ambiente per qualche ora. In questo modo verrà prodotta una sorta di sostanza gelatinosa, gel, la cui consistenza sarà perfetta per sostituire le uova.

Attualmente è molto semplice riuscire ad acquistarli sia nei negozi specializzati in prodotti biologici o naturali, sia nei supermercati più forniti.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Aperitivo: le calorie da ricordare

Credits photo:www.www.lettera43.it

Dopo una giornata di lavoro, al bar con gli amici, punto di ritrovo prima della cena, ogni momento è buono per l’aperitivo.

Ma “l’happy hour, o letteralmente “ora felice”, renderà tale anche la nostra linea? Conosciamo le calorie che possono essere ingerite?

In realtà l’aperitivo si sta trasformando sempre di più in una vera e propria cena, una bomba calorica composta da buffet estremamente ricchi ed invitanti che, tra uno stuzzichino ed un altro, mettono a dura prova la nostra linea nonché la nostra salute.
Preparazioni fredde e calde, dolci e salate, a base di verdure e no, ce né per tutti i gusti e tutti gli stili alimentari.

Le calorie

Il problema maggiore dell’aperitivo è che spesso si viene tratti in inganno dalle dimensioni dei cibi. Ma in realtà dietro ad ogni piccola porzione si nascondono tante calorie.

Basti infatti pensare che un paio di cucchiai di arachidi, un piccolo panino con degli insaccati tipo salame, un tramezzino piccolo a base di formaggi e salumi, un paio di pizzette, qualche patatina, 5-6 olive, ed un cocktail alcolico apportano mediamente tra le 600 e le 700 kcal, un vero e proprio pasto completo più che un pre-pasto.
Consideriamo infatti che un’innocente coppetta di patatine (circa 25grammi) apporterà le prime 140 calorie, associate ad un elevato quantitativo in sale causa principale dell’ipertensione, della cellulite e degli stati di ritenzione idrica.

Sicuramente un notevole contributo è fornito anche dai cocktail a base di alcol. Bisogna infatti considerare che 1g di alcool apporta mediamente 7,5 calorie.
Se ad esempio consideriamo un bicchiere di vino saremo già a quota 200 calorie (quantitativo che tenderà a variare in base alla sua gradazione), mentre scegliendo un cocktail a base di rhum, vodka o gin ci aggireremo tra le 200 e le 150 calorie.

Attenzione inoltre a tutti quei cibi che sembrano sani. Ad esempio insalate a base di verdure e pesce condite con salse elaborate, principalmente a base di maionese, sono tutt’altro che una scelta dietetica. L’utilizzo di salse infatti non solo contribuiranno a far lievitare il quantitativo calorico, ma soprattutto faranno aumentare la percentuale di grassi ed oli ingeriti.

Qualche consiglio

Resistere all’aperitivo rinunciando anche alla vita sociale? Certo che no.

Per non mettere a dura prova la nostra linea cerchiamo, prima di tutto, di non trasformare il rito dell’aperitivo in un’abitudine giornaliera. Evitiamo di consumare frequentemente bevande alcoliche, ingerire piatti stracolmi di prodotti da forno, frutta secca e patatine.
Introduciamo invece qualche stuzzichino intelligente come frutta, verdura, oppure piccole porzioni di cous cous e di sushi.

Inoltre con l’arrivo della bella stagione, optiamo per i centrifugati a base di carota, mela, pomodoro, ananas, mango o pompelmo che non solo ci aiuteranno a tagliare le calorie dell’aperitivo, per la felicità del nostro girovita, ma ci aiuteranno anche a mantenere la nostra pelle sana, luminosa e bella.

Invece per tutti quelli che spesso sostituiscono la cena con un aperitivo sostanzioso: fate attenzione.
Le calorie infatti non sono tutto e, nella maggior parte dei casi, le preparazioni proposte sono estremamente ricche in grassi e glucidi che, oltre a regalarci qualche chiletto in più a fine mese, non rappresentano neanche una scelta alimentare ottimale per il nostro benessere.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Ma cosa mangi: le patatine fritte fanno davvero male?

Credits photo: www.2night.it

C’è chi lo chiama “street food”, chi semplicemente cibo da strada, fatto sta che i locali che preparano questa tipologia di cibo rappresentano la tendenza del momento.

Ok nulla di nuovo, sappiamo benissimo che la frittura non è una metodologia di cottura appropriata per una dieta sana ed equilibrata, ma sappiamo effettivamente cosa stiamo mangiando?
Se valutiamo le proprietà nutrizionali 100gr di patatine fritte contengono circa il 48% di carboidrati, il 4% di proteine ed il 48% di grassi, per un valore calorico pari a circa 315 Kcal, l’equivalente di un abbondante piatto di pasta, valore in grado di crescere rapidamente se iniziamo ad aggiungere “qualche” salsa.

Ma le calorie non sono l’unico problema. Se valutiamo gli olii in cui le patatine vengono fritte, nella maggior parte dei casi si tratta di oli di girasole, arachidi, riso o colza, grassi vegetali privi di Omega 3 che, durante la frittura, sviluppano radicali carboniosi pericolosi per la salute dell’organismo. Del resto, per quanto gli slogan dei punti vendita decantino unicamente l’impiego di prodotti di ottima qualità, solo tra le mura domestiche è ipotizzabile il reale impiego di olio d’oliva per la frittura.

Non trascurabile è anche la tipologia di prodotto. Fresco, tagliato a mano e fritto all’istante, questo lo slogan principale che rende felici i consumatori che continuano ad accalcarsi fuori ai locali. Nella maggior parte dei casi si tratta invece di un prodotto surgelato, ovvero già precotto in oli di dubbia provenienza.

L’abitudine, cattiva, di consumare cibo in strada fa perdere la percezione di quello che si mangia e di quanto si mangia, che rappresentano dei pericolosi fattori di rischio per l’insorgenza del sovrappeso, dell’obesità e del diabete giovanile, favorendo inoltre la diffusione di una cultura alimentare che ben si allontana dalla nostra dieta mediterranea.

Ma a questo punto se proprio non dobbiamo dar “peso” alle calorie ed ai valori nutrizionali, noi italiani che nel mondo rappresentiamo l’icona dell’alimentazione sana ed equilibrata non potevamo portare in strada i nostri prodotti locali?

Del resto una porzione di di pasta è indubbiamente più salutare di una porzione di patatine fritte.

Una buona alimentazione è amica della salute.