martedì, 25 Agosto 2026

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

Ma cosa mangi: le proprietà benefiche del cioccolato

Credits photo: www.artfoods.net

Al latte, bianco o fondente: come si fa a dire di no al cioccolato?
Ma non è solo una questione di gusto. Sono numerosi infatti i composti identificati al suo interno che presentano interessati proprietà benefiche, conferendogli importanti caratteristiche.

I flavonoidi, preziosi antiossidanti

Il cioccolato è una preziosa fonte di antiossidanti, rappresentata principalmente dai flavonoidi, che ritroviamo negli alimenti di origine o derivazione vegetale, tipo il the, i frutti di bosco e gli agrumi.
La loro importanza è data dal prezioso effetto benefico che esercitano nei confronti del colesterolo. I flavonoidi infatti limitano gli effetti negativi associati ad elevati livelli di colesterolo nel sangue, principalmente a carico della sua frazione “cattiva”, le lipoproteine LDL, proteggendo le arterie dai danni dell’aterosclerosi, prevenendo malattie cardiocircolatorie quali l’infarto ed agendo a carico della pressione arteriosa.
Maggiore sarà la percentuale di cacao, superiore sarà la quantità di flavonoidi in esso contenuto. Avremo infatti dei quantitativi elevati nella versione fondente, 50-60mg per 100g di prodotto, ridotti nella versione al latte, circa 10mg per 100g di prodotto, fino alla completa assenza nella versione bianca.

La tiramina, la sostanza della felicità

Un’altra interessante sostanza presente all’interno del cioccolato è la tiramina, una sostanza organica che viene prodotta naturalmente anche all’interno del nostro organismo. Questa è in grado di stimolare la produzione ed il rilascio di adrenalina e serotonina che, a loro volta, esercitano un interessante effetto antidepressivo a livello dell’umore. Proprio per la sua presenza, invece, il consumo di cioccolato sarà sconsigliato in quei soggetti che soffrono di emicranie o forti mal di testa, dato il suo effetto di vasocostrittore, aumentando quindi i sintomi della patologia emicranica.

Un’interessante fonte di sali minerali

Ferro, fosforo, magnesio e potassio, questo l’interessante mix di sali minerali contenuto all’interno del cioccolato. I sali minerali sono fondamentali all’interno della dieta per il loro ruolo importante che svolgono in numerosi processi metabolici ed energetici.

Nonostante sia ricco di sostanze importanti per la nostra salute, è comunque buona regola non lasciarsi prendere da un eccessivo consumo soprattutto se si sta seguendo un regime alimentare ipocalorico. Queste sostanze purtroppo non cancellano i grassi e le calorie presenti. E’ importante infatti ricordare che 100g di prodotto forniscono circa 500 Kcal che in alcuni casi, ed in base alle caratteristiche della persona, possono rappresentare anche 1/4 del fabbisogno quotidiano.

Inoltre il consumo di cioccolato è sconsigliato in quei soggetti affetti da patologie dell’apparato digerente quali gastrite, reflusso gastroesofageo, o ernia iatale, nonché in quei soggetti ipersensibili nei confronti della caffeina visto il suo modesto contenuto.

Cioccolato si, ma con moderazione e seguendo qualche piccolo accorgimento quale evitare prodotti con ripieni al caramello, alle mandorle, alle nocciole in quanto aumenteranno gli zuccheri e le calorie, a discapito delle preziose sostanze contenute all’interno del cacao.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Soia e derivati: ecco i benefici che possono apportare

Credits photo: www.dieta.pourfemme.it

Originaria della Cina, la soia è una pianta appartenente alla famiglia delle leguminacee, il cui frutto è uno fagiolo.
Attualmente sono tantissimi i prodotti di sua derivazione che sono stati introdotti nella nostra dieta giornaliera, come ad esempio il latte di soia, ma anche i germogli, il burro e la salsa, tutti derivati della soia.

Dal punto di vista nutrizionale la soia è quasi completamente priva di carboidrati, mentre contiene circa il 40% di proteine ed il 20% di grassi, principalmente insaturi.
Il restante contenuto è rappresentato da sali minerali quali calcio, fosforo, magnesio, potassio, e vitamine del gruppo C, A e B.

Presenta inoltre una buona quota di fibra alimentare, che si raccomanda di introdurre sempre all’interno di una dieta ben bilanciata per combattere la stipsi e favorire la riduzione dell’assorbimento di zuccheri e grassi a livello intestinale.

È importante inoltre ricordare la presenza della lecitina di soia, emulsionante naturale contenuto nella soia, ricca in omega 3, omega 6, inositolo e minerali, che contribuisce ad abbassare in maniera naturale il colesterolo.
Attenzione però: un consumo eccessivo di questi prodotti può portare all’insorgenza di allergie.

Latte di soia

Con un valore calorico pari a 32 Kcal ogni 100 grammi di prodotto, il latte di soia è perfetto per chi presenta un’intolleranza al lattosio.
La sua composizione si presenta priva di colesterolo, con una frazione lipidica ricca in grassi insaturi.
Grazie alla presenza di amminoacidi essenziali, il suo valore nutrizionale risulta essere abbastanza elevato. Inoltre la presenza di isoflavonoidi, fitoestrogeni vegetali, lo rendono particolarmente adatto nelle donne in menopausa, per contrastarne i disturbi.

Germogli di soia

I germogli di soia possono essere consumati crudi o cotti.
Sono un alimento ipocalorico, con appena 49 kcal per 100 grammi di prodotto, e contengono un elevato contenuto in proteine e lipidi.
Contengono inoltre anche zuccheri solubili come il saccarosio, ed alte quantità di fibra e sali minerali.
I germogli sono perfetti per chi soffre di stipsi, grazie al loro elevato contenuto in fibra.
Attenzione se li consumate crudi. Se non ne conoscete la provenienza, siccome potrebbero contenere batteri, è consigliato una veloce lessatura in acqua bollente.
Allo stesso modo elevate percentuali di acido fitico introdotte nella dieta giornaliera, possono limitare l’assorbimento del ferro, del magnesio e del calcio.

Burro di soia

Il burro di soia è un derivato dell’olio di soia, e presenta un contenuto calorico pari a 600 Kcal ogni 100 grammi di prodotto.
L’Olio di soia presenta proprietà anti-invecchiamento, fortificante, ristrutturante, idratante, tonificante ed emolliente, i cui estratti sono quindi molto indicati anche nella preparazione di cosmetici.
Il Burro di soia, invece, si presenta all’aspetto come una massa solida, morbida e pastosa di colore leggermente giallo.
Dal punto di vista nutrizionale presenta un elevato contenuto in acidi grassi insaturi, steroli e vitamina E.
Ottimo in quanto non contiene grassi idrogenati, ma rimane comunque un prodotto da utilizzare con moderazione.

Salsa di soia

La salsa di soia, utilizzata principalmente per condire ed arricchire i cibi, presenta un contenuto calorico pari a 66 Kcal ogni 100 grammi di prodotto.
E’ una salsa fermentata ottenuta solitamente dalla soia, grano tostato, acqua, sale e koji (nome giapponese del fungo filamentoso Aspergillus oryzae).
Presenta un elevato contenuto di antiossidanti e favorisce i processi digestivi.
Attenzione però se state seguendo una dieta iposodica.
L’elevato quantitativo di sale infatti non lo rende un alimento adatto a questa tipologia di dieta.

Una buona alimentazione è amica della salute

La dieta del metabolismo veloce: meno chili, tante perplessità

Credits photo: www.unadonna.it

La dieta del metabolismo veloce si basa principalmente su un principio: per poter dimagrire è necessario avere un metabolismo attivo ed efficiente.

Ed è su questo principio che la nutrizionista americana Haylie Pomoy ha elaborato la sua metodologia, scegliendo solo quegli alimenti che sembrano accelerare il metabolismo.
Anche in questo caso la dieta è articolata in 3 fasi, dura 28 giorni, ed ogni fase prevede il consumo di specifici alimenti associata ad una diversa attività fisica. Altri alimenti, invece, saranno completamente esclusi da tutte le fasi.

Fase 1

La prima fase consta di due giorni: il lunedì ed il martedì. Durante questi primi due giorni verranno consumati alimenti poveri in grassi, puntando tutto su carboidrati e frutta, al fine di far aumentare il metabolismo, fornendo energia.
A questa prima fase sarà necessario associare un’attività aerobica per bruciare gli zuccheri introdotti. Ma attenzione: non tutti i carboidrati sono concessi! Vietati infatti frumento, mais, soia, oltre che latticini e zuccheri. Inoltre è completamente bandito l’utilizzo di condimenti quale l’olio.

Fase 2

Anche la seconda fase è costituita da due giorni: il mercoledì ed il giovedì.
In questa fase frutta e cereali vengono sostituiti dalle proteine, rappresentate principalmente da carni e pesci magri ed insaccati magri, accompagnate da verdure quali verdure a foglia larga, quali broccoli e cavoli, mentre continuano ad non essere ammessi i grassi di cottura.
L’attività fisica associata a questa fase è di tipo muscolare intensa, come i pesi, per andare ad incrementare la massa muscolare. Questa fase non è altro che una vera e propria dieta iperproteica, solo privata della quota di grassi “buoni” necessari per il nostro organismo.

Fase 3

Costituita dai restanti giorni della settimana, venerdì, sabato e domenica, la terza fase prevede il consumo di tutti gli alimenti consumati nelle due fasi precedenti più l’introduzione dei grassi da condimento. L’attività fisica associata è quella dello yoga, o comunque un’attività leggera, perché la fase deve essere un momento per “riequilibrare” il corpo e la mente.

Qualche considerazione

Da qualche anno, visto l’elevato interesse nei confronti dell’alimentazione, dovuto anche ad un intenso effetto mediatico, veniamo letteralmente bombardati ogni mese da qualche nuovo regime alimentare.
La storia è sempre la stessa: poca fatica e grandi risultati.

Sono sempre di più le persone che per svariate motivazioni, tra cui prima di tutto la stanchezza di sentirsi sempre a dieta senza riuscire a raggiungere i risultati sperati, si lasciano travolgere dalle diete del momento senza considerare gli effetti fisiologici che possono scaturire da queste.
Tutte le diete che escludono categoricamente alcuni cibi sono di base errate e potenzialmente pericolose in quanto possono causare dei deficit nutrizionali.

In particolare la dieta del metabolismo veloce presenta pro e contro.
Tra i pro ritroviamo degli ottimi principi di base quale consumare cinque pasti al giorno, controllare quello che si mangia, dare importanza alla stagionalità dei prodotti, ma non mancano i contro.
Infatti se si approfondisce la tipologia di “alimenti concessi” sorge qualche dubbio sulla fattibilità che questa dieta possa essere seguita in Italia.
Il motivo? La dieta esclude il 50% degli alimenti che fanno parte del nostro stile di vita introducendo abitudini, come il consumare proteine a colazione, che non appartengono alla nostra cultura.
No a frumento, quindi niente pasta e pane, latticini e tutti i suoi derivati, grassi da condimento quale l’olio, caffè, thè e zuccheri raffinati. E, anche ammesso che questo regime alimentare funzioni nel breve periodo, è necessario poi riuscire a mantenere il peso continuando ad evitare i cibi non concessi.

A questo punto non è meglio seguire un’alimentazione varia, completa e ben bilanciata che ben conosciamo sotto il nome di dieta mediterranea?

Una buona alimentazione è amica della salute.

Il miglio: ecco tutti i motivi per consumarlo

Credits photo: www.medicinalive.com

Il miglio è composto principalmente da carboidrati, proteine dal buon valore biologico, aminoacidi solforati, quali cistina e metionina, e presenta un elevato potere energetico.
100 grammi di prodotto apportano infatti circa 360 Kcal.

La percentuale di lipidi è costituita quasi interamente da grassi insaturi, tra cui principalmente omega 3 ed omega 6, acidi grassi preziosissimi in grado di contrastare l’accumulo di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Ottima anche la quantità di sali minerali tra cui ferro, fosforo, magnesio, potassio, zinco, calcio, sodio e silicio, e di vitamine principalmente del complesso B.

Quello decorticato non contiene glutine, risultando quindi adatto nei soggetti affetti da celiachia.
Attenzione: se volete utilizzare la farina di miglio sarebbe meglio acquistare il cereale grezzo e macinarlo in casa in quanto a volte le farine possono essere ottenute utilizzando macine impiegate nella produzione anche di altre tipologie di farina. Solitamente quando il prodotto che acquistiamo è totalmente privo di glutine viene riportato in etichetta, attraverso la presenza sulla confezione della spiga sbarrata.

Le proprietà benefiche

Il miglio è un alimento facilmente digeribile con interessanti proprietà diuretiche. Proprio per la sua estrema digeribilità è consigliato nella dieta di persone anziane e nei bambini.

Proprio nei bambini la farina di miglio può essere impiegata per preparare creme e pappe, anche durante la fase dello svezzamento.

Grazie alla presenza di acido silicico e di proteine strutturali rappresenta un ottimo alleato per il benessere di pelle, denti, capelli e unghie, stimolando la produzione di cheratina e di collagene.

L’abbondante presenza di vitamine e sali minerali lo rendono un cereale altamente ricostituente che può aiutare a contrastare stanchezza, stress e depressione.

Inoltre grazie alla presenza di triptofano, un amminoacido essenziale da cui parte la sintesi della serotonina, nota come l’ormone della felicità, sembra essere in grado di favorire il buon umore.

Ideale sia per chi segue una dieta vegetariana, dato il buon contenuto in ferro e l’elevato contenuto proteico, sia nelle diete dimagranti essendo povero in grassi e privo di colesterolo.

Non presenta particolari controindicazioni, tranne nei casi di ipotiroidismo. Questo cereale infatti appartiene agli alimenti “gozzigeni”, ovvero in grado di interferire con il metabolismo dello iodio, fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide.

Come utilizzarlo

Il miglio è un cereale altamente versatile in cucina.

In commercio lo possiamo trovare sotto forma di farina, che può essere impiegata anche per la preparazione di prodotti da forno, come fiocchi, ideali per la colazione, come latte, estratto dal cereale e che rappresenta un ottima alternativa se si soffre di intolleranza al lattosio o se semplicemente si segue una dieta vegetariana.

Se lo si sceglie come chicco è abbastanza rapido da cucinare. Non richiede infatti di essere tenuto in ammollo, ma andrà cucinato in una casseruola aggiungendo il doppio di acqua rispetto alla quantità di miglio utilizzata, lasciandolo cuocere per 15/20 minuti.

Una volta cotto potrà essere utilizzato per realizzare fantasiosi sformati, gustose crocchette unendolo a delle verdure, o semplicemente condendolo con gli alimenti e le spezie che preferite

Una buona alimentazione è amica della salute.