lunedì, 3 Ottobre 2022

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

La dieta del metabolismo veloce: meno chili, tante perplessità

Credits photo: www.unadonna.it

La dieta del metabolismo veloce si basa principalmente su un principio: per poter dimagrire è necessario avere un metabolismo attivo ed efficiente.

Ed è su questo principio che la nutrizionista americana Haylie Pomoy ha elaborato la sua metodologia, scegliendo solo quegli alimenti che sembrano accelerare il metabolismo.
Anche in questo caso la dieta è articolata in 3 fasi, dura 28 giorni, ed ogni fase prevede il consumo di specifici alimenti associata ad una diversa attività fisica. Altri alimenti, invece, saranno completamente esclusi da tutte le fasi.

Fase 1

La prima fase consta di due giorni: il lunedì ed il martedì. Durante questi primi due giorni verranno consumati alimenti poveri in grassi, puntando tutto su carboidrati e frutta, al fine di far aumentare il metabolismo, fornendo energia.
A questa prima fase sarà necessario associare un’attività aerobica per bruciare gli zuccheri introdotti. Ma attenzione: non tutti i carboidrati sono concessi! Vietati infatti frumento, mais, soia, oltre che latticini e zuccheri. Inoltre è completamente bandito l’utilizzo di condimenti quale l’olio.

Fase 2

Anche la seconda fase è costituita da due giorni: il mercoledì ed il giovedì.
In questa fase frutta e cereali vengono sostituiti dalle proteine, rappresentate principalmente da carni e pesci magri ed insaccati magri, accompagnate da verdure quali verdure a foglia larga, quali broccoli e cavoli, mentre continuano ad non essere ammessi i grassi di cottura.
L’attività fisica associata a questa fase è di tipo muscolare intensa, come i pesi, per andare ad incrementare la massa muscolare. Questa fase non è altro che una vera e propria dieta iperproteica, solo privata della quota di grassi “buoni” necessari per il nostro organismo.

Fase 3

Costituita dai restanti giorni della settimana, venerdì, sabato e domenica, la terza fase prevede il consumo di tutti gli alimenti consumati nelle due fasi precedenti più l’introduzione dei grassi da condimento. L’attività fisica associata è quella dello yoga, o comunque un’attività leggera, perché la fase deve essere un momento per “riequilibrare” il corpo e la mente.

Qualche considerazione

Da qualche anno, visto l’elevato interesse nei confronti dell’alimentazione, dovuto anche ad un intenso effetto mediatico, veniamo letteralmente bombardati ogni mese da qualche nuovo regime alimentare.
La storia è sempre la stessa: poca fatica e grandi risultati.

Sono sempre di più le persone che per svariate motivazioni, tra cui prima di tutto la stanchezza di sentirsi sempre a dieta senza riuscire a raggiungere i risultati sperati, si lasciano travolgere dalle diete del momento senza considerare gli effetti fisiologici che possono scaturire da queste.
Tutte le diete che escludono categoricamente alcuni cibi sono di base errate e potenzialmente pericolose in quanto possono causare dei deficit nutrizionali.

In particolare la dieta del metabolismo veloce presenta pro e contro.
Tra i pro ritroviamo degli ottimi principi di base quale consumare cinque pasti al giorno, controllare quello che si mangia, dare importanza alla stagionalità dei prodotti, ma non mancano i contro.
Infatti se si approfondisce la tipologia di “alimenti concessi” sorge qualche dubbio sulla fattibilità che questa dieta possa essere seguita in Italia.
Il motivo? La dieta esclude il 50% degli alimenti che fanno parte del nostro stile di vita introducendo abitudini, come il consumare proteine a colazione, che non appartengono alla nostra cultura.
No a frumento, quindi niente pasta e pane, latticini e tutti i suoi derivati, grassi da condimento quale l’olio, caffè, thè e zuccheri raffinati. E, anche ammesso che questo regime alimentare funzioni nel breve periodo, è necessario poi riuscire a mantenere il peso continuando ad evitare i cibi non concessi.

A questo punto non è meglio seguire un’alimentazione varia, completa e ben bilanciata che ben conosciamo sotto il nome di dieta mediterranea?

Una buona alimentazione è amica della salute.

Ma cosa mangi: quante calorie si nascondono all’interno della calza?

Credits photo: gushmag.it

Dopo cenoni, pranzi, strappi alla regola, brindisi e cene con gli amici ecco che arriva l’ultimo dolce appuntamento delle feste ad attentare alla nostra, già provata, forma fisica.

“L’epifania tutte le feste le porta via” ecco come recita un famoso proverbio popolare e quindi come non approfittare di un altro giorno di festa per concederci l’ultimo momento di dolcezza?
Ma quante calorie si nascondono dietro quell’innocuo cioccolatino, quella piccola caramellina e quell’accattivante dolciume?

Cioccolatini

Eccoli che fanno da protagonisti all’interno della calza. Di tante forme, colori e dimensioni, i cioccolatini prima di essere assaporati dal palato vengono già gustati con gli occhi.
Dal punto di vista nutrizionale i valori varieranno a seconda della tipologia scelta: fondente, al latte, bianco, ripieno, al caramello, alle nocciole, alle mandorle etc.

Ad avere il maggior numero di calorie saranno sicuramente le varianti ripiene (crema di gianduia, caramello, caffè, nocciola) che apportano circa tra le 80 e le 90 calorie. Seguono poi la versione al latte con circa 70 calorie e quella bianca con circa 60 calorie. Per chi invece sceglierà la versione fondente le calorie oscilleranno “solo” tra le 50 e le 40 calorie a cioccolatino.

Caramelle

Tante le varietà, i gusti e le tipologie e, di conseguenza, anche il contenuto calorico può variare notevolmente da tipologia a tipologia.
A base di saccarosio, sciroppo di glucosio, coloranti ed aromi, il loro contenuto calorico varierà in funzione della tipologia di caramella scelta (ripiena, tipo mou, a base di gomma, senza zucchero, tipo gelatina), oscillando dalle 2 calorie, nel caso delle caramelle senza zucchero, fino alle 20 calorie per caramella, come nel caso delle caramelle tipo mou.

Un consumo eccessivo di caramelle può portare ad introdurre un carico calorico giornaliero compreso tra le 50 e le 200 calorie che, con l’andare del tempo, possono trasformarsi in quel fastidioso chiletto in più.

Torroni

Con un contenuto calorico compreso tra le 390 e le 530 calorie per 100 grammi di prodotto, i torroni sono delle vere e proprie bombe caloriche. Tutte le tipologie in commercio sono costituite dalla stessa base di preparazione: albumi d’uovo, miele e zucchero. A questa sono tanti gli ingredienti che possono essere aggiunti: noci, nocciole, pistacchi, mandorle, canditi, cioccolato, tutti alimenti che contribuiscono notevolmente all’incremento del valore calorico del prodotto.
Non volete rinunciare a questa prelibatezza? L’unica soluzione è la moderazione.

Snack dolci

Al cioccolato, con i cereali, con il caramello, glassati, con i biscotti, con la frutta secca, ripieni di crema alle nocciole o al gianduia: sono tantissime le varietà di snack dolci che possiamo acquistare ovunque. Irresistibili e stuzzicanti piacciono a tutti, grandi e piccini, una tentazione così dolce a cui difficilmente si riesce a rinunciare, soprattutto durante le feste.
Se invece si valutano le calorie e soprattutto i valori nutrizionali, questi prodotti potrebbero apparire meno appetibili.

Nella maggior parte dei casi in etichetta troviamo zucchero, sciroppo di glucosio, olio di palma, grassi vegetali idrogenati, burro di cacao, lattosio, cereali (laddove presenti), siero di latte, emulsionanti, coloranti, aromi.
Alcuni di questi ingredienti sono di discutibile qualità e valore nutrizionale, ed il loro consumo dovrebbe essere evitato il più possibile. In particolare i grassi idrogenati favoriscono l’incremento del colesterolo, specialmente la frazione “cattiva”, rappresentando quindi un fattore di pericolo per la nostra salute.
Inoltre anche il contenuto calorico di questi snack non è incoraggiante variando dalle 130 calorie a porzione, per gli snack “light”, fino a sfiorare le 540 calorie per le versioni più “impegnative”.
La soluzione? E se provassimo a prepararli in casa scegliendo solo prodotti di prima qualità?

Ma le calorie non sono tutto!
Le proprietà nutritive degli alimenti che consumiamo rappresentano i parametri più importanti da considerare e, consumare in grandi quantità alimenti ricchi di zuccheri e grassi, rappresenta sicuramente uno stile di vita sbagliato e che può portare a condizioni patologiche gravi quali l’obesità ed il diabete.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Come controllare e vincere la voglia di dolce

Credits photo: www.bacchedigioia.it

Che sia per nervosismo, per noia, per abitudine o perché si è in cerca di un alimento che fornisca energia, la voglia improvvisa di dolce è la più diffusa e temuta soprattutto se si sta seguendo una dieta dimagrante.

Lo zucchero è sicuramente un alimento che fornisce energia ma, allo stesso tempo, va ricordato che non fornisce nessuna sostanza nutritiva rappresentando quindi delle calorie che vengono definite vuote, ovvero prive di nutrienti.

Sono tanti ormai gli studi che evidenziano come lo zucchero, specialmente quello bianco raffinato, crei una vera e propria dipendenza fisica, in quanto questa sostanza è in grado di agire direttamente a livello cerebrale stimolandone l’assunzione e provocando una sensazione di fame continua.

L’assunzione di zuccheri semplici attraverso l’alimentazione, innalza rapidamente i livelli di glucosio nel sangue (glicemia), che in condizioni fisiologiche è fondamentale per fornire energia a tutto l’organismo, ma laddove presente in quantità eccessive può innescare meccanismi pericolosi per il nostro benessere.

Il nostro organismo, infatti, per evitare che gli zuccheri nel sangue raggiungano livelli di tossicità pericolosi, innesca la produzione di insulina, un ormone prodotto a livello del pancreas, in grado di trasformare gli zuccheri, sottratti dal sangue, in glicogeno. Il glicogeno verrà poi immagazzinato nel fegato come fonte energetica.

L’introduzione attraverso la dieta di zuccheri semplici, detti anche ad alto indice glicemico, determina quindi un’immediata produzione a livello del pancreas di insulina, per poter abbassare velocemente i livelli di zucchero, ma il cui risultato finale sarà nuovamente la comparsa del senso di fame, innescando quindi un vero e proprio circolo vizioso in cui il soggetto sarà portato nuovamente ad assumere altro cibo, principalmente ricco in zuccheri, per riequilibrare i livelli glicemici.

Inoltre una dieta ricca in zuccheri rappresenta una delle cause principali di sovrappeso, obesità, diabete e patologie cardiovascolari.

Allora ecco qualche semplice consiglio per imparare a contrastare la voglia di dolce.

Come regolare il consumo di zucchero

Gli zuccheri non vanno completamente esclusi dalla dieta giornaliera, piuttosto è importante imparare a non eccederne scegliendo quelli giusti.

Quando avvertite la voglia di consumare qualcosa di dolce può essere utile soddisfarla scegliendo alimenti più sani e non troppo calorici.
Ad esempio potrebbe essere utile consumare uno spuntino a base di mandorle, naturalmente dolci ma ricche di nutrienti preziosi con un elevato potere saziante.

Allo stesso modo un ottimo rimedio è quello di utilizzare le spezie, come ad esempio la cannella, per arricchire di dolcezza yogurt magri, frullati e macedonie di frutta senza troppe calorie.

Se preparate dei dolci a casa, provate a ridurre il quantitativo di zucchero utilizzato sostituendolo con frutta e verdura, come mele, arance, pere, carote, patate, barbabietole, frutta secca macinata, in grado di conferire in modo del tutto naturale la dolcezza giusta alle vostre preparazioni, permettendovi però di ridurre la quantità di zucchero utilizzato.

Un altro prezioso consiglio è quello di non fare mai la spesa quando siete affamati in quanto i bassi livelli di zucchero nel sangue dovuti allo stato di digiuno vi porteranno ad acquistare principalmente alimenti dolci.

Inoltre introdurre nella dieta quotidiana cereali integrali, quali riso, pasta, orzo, farro, aiuta a mantenere costante il livello di glucosio nel sangue.

Introdurre gli spuntini nella dieta quotidiana

Introdurre degli spuntini intelligenti tra i pasti principali rappresenta un’ottima abitudine alimentare in quanto permette di mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Infatti se non si mangia con regolarità, i livelli di zuccheri nel sangue tendono a scendere più facilmente, accendendo la voglia improvvisa di mangiare snack dolci o cibi zuccherati.

Sì quindi agli spuntini, ad esempio a base di frutta secca che, grazie alla presenza di triptofano, aiutano a contrastare il basso livello di serotonina, responsabile della voglia impellente di zuccheri.
Bene anche spuntini a base di frutta fresca che, grazie alla loro naturale dolcezza conferita dagli zuccheri contenuti, aiutano a compensare il desiderio di alimenti dolci.

Allo stesso modo anche le tisane possono rappresentare un ottimo rimedio per contrastare la voglia di dolce.
In commercio sono ormai disponibili tantissimi gusti, alla vaniglia, alla cannella, alla lavanda, ai frutti di bosco, tutti prodotti estremamente profumati in grado di appagare la voglia improvvisa di dolce.
Inoltre dolcificarle con del miele può aiutare ulteriormente ad assecondare questa voglia.

Imparare a gestire lo stress

Tensione, stress, nervosismo, rappresentano delle cause scatenanti che possono portare ad un consumo eccessivo di alimenti zuccherini.
Difendetevi dallo stress provando a consumare altri alimenti come frutta secca, banane o piccole quantità di un ottimo cioccolato fondente.

E se proprio non riuscite a resistere alla tentazione di concedervi un dolcetto una volta ogni tanto, cercate di compensare con una buona attività fisica, costante e regolare che vi aiuterà a smaltire gli zuccheri in eccesso.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Ma cosa mangi: la dieta vegana è equilibrata?

Negli ultimi anni il numero di persone che ha deciso di adottare uno stile di vita vegano è aumentato sempre di più destando polemiche e curiosità.
Ma qual è la differenza tra i vegetariani ed i vegani? E soprattutto si tratta di una dieta equilibrata o soggetta a carenze nutrizionali?

La dieta Vegana è una tipologia di alimentazione vegetariana in cui non solo non vengono consumati alimenti di origine animale come carne e pesce, ma non ritroviamo neanche uova, latte e latticini, spesso invece presenti nelle abitudini alimentari dei vegetariani.
Così come per i vegetariani, anche per i vegani è possibile ritrovare inclinazioni diverse, più o meno restrittive, nei confronti di gruppi alimentari specifici che verranno inclusi o totalmente esclusi dalla dieta.

Nel complesso è un regime alimentare ipocalorico caratterizzato da un elevato apporto in fibra vegetale, una quota proteica che deriva principalmente dal consumo di cereali e legumi, in una misura che può oscillare tra il 5 ed il 15 %, un apporto in carboidrati tra il 75-87% ed una quota di lipidi di origine vegetale tra il 5-10%.
La drastica riduzione di grassi di origine animale mentre da una parte determina un importante effetto disintossicante a livello intestinale, dall’altra parte comporta una carenza di diversi nutrienti quali la vitamina B12, il ferro e svariati amminoacidi essenziali, che dovrà essere compensata in maniera farmacologica o attraverso l’utilizzo di specifici integratori alimentari.
Sicuramente il rischio cardio-vascolare associato alla dieta vegana è minore rispetto ad una dieta contenente grassi animali saturi e colesterolo, ma bisogna anche considerare che l’elevato consumo di fibra vegetale determina un malassorbimento dei principi nutritivi introdotti con conseguenti complicanze nutrizionali.

Ma cosa mangiano i vegani?

Molti alimenti presenti nel piatto vegano abbondano anche sulle tavole dei carnivori, mentre altri prodotti sono simili con qualche piccola variazione nella ricetta.
Partiamo dalla colazione. Al posto del latte vaccino, quindi di mucca per intenderci, è possibile scegliere tra latte di soia, presente in commercio anche in altri gusti quali vaniglia e cioccolato, di riso, di mandorle, d’avena o altri cereali. Se non si preferisce il latte come opzioni ritroviamo il caffè, caffè d’orzo, o bevande a base di cacao. Per chi poi la colazione non ha senso senza la dolcezza di un biscotto, oggi in commercio è possibile trovarne tanti senza latte, burro e uova, sia in negozi biologici sia nei normali supermercati.

Per uno spuntino vegano è possibile scegliere tra cracker con burro d’arachidi, crema di nocciole, paté vegetali, oppure panini e toast con maionese vegetale e verdure, affettati vegetali al naturale oppure con l’aggiunta di spezie, come l’affettato di tofu (un formaggio vegetale), o l’affettato di seitan (prodotto altamente proteico ricavato dal glutine dei cereali).

Ad ora di pranzo ritroviamo la pasta, il riso (entrambi preferibilmente integrali), il cous cous, l’orzo, solitamente conditi con sughi alle verdure aromatici, con i legumi, o con un ragù di seitan.

La cena vegana invece prevede secondi piatti a base di tofu, soia e seitan come bistecche di soia, spezzatino di seitan, burger vegetali, affettati vegetali, wurstel vegani e zuppe di verdure e legumi.

Al di là delle motivazioni che portino o meno ad adottare uno stile di vita vegano, è sempre bene rivolgersi ad uno specialista in grado di bilanciare in maniera sana ed equilibrata la dieta quotidiana, per evitare stati di malnutrizione e di carenze nutrizionali.

Una buona alimentazione è amica della salute.