martedì, 26 Maggio 2026

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Dormire con il cellulare in camera fa ingrassare

credits photo beautistas.com

Dormire con il cellulare in camera, magari anche vicino al letto, è da sempre stato sconsigliato da qualsiasi specialista. Oltre alle radiazioni emesse, dannosissime per la nostra salute, da oggi in pericolo è anche il nostro metabolismo.
Avere lo smarthphone o qualsiasi altro dispositivo, tablet, pc, accesi durante la notte fa ingrassare.
La luce blu degli strumenti tecnologici condizionerebbe la produzione di melatonina, che a sua volta favorirebbe il sonno, importantissimo per regolare il nostro metabolismo.
Una reazione a catena non indifferente.

I ricercatori hanno dimostrato delle relazioni tra il sonno e l’obesità. Ma non solo. A quanto pare i disturbi del sonno favorirebbero anche il diabete e altre malattie importanti, quali il cancro e varie patologie cardiache.

La notte è fatta per dormire e ricaricarsi, e per dormire il nostro organismo ha bisogno di un ambiente completamente buio. E la luce del display o del tablet potrebbe rendere l’ambiente circostante non adatto al riposo notturno per le cellule del nostro corpo, che percepisce la luce prima di noi.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada, in Spagna ha scoperto che le iniezioni di melatonina, l’ormone del sonno, hanno contribuito a combattere l’obesità e il diabete nei ratti, contribuendo a regolare i loro sistemi.
A questi si sono aggiunti gli esperti di Manchester University che stanno studiando come la regolazione del sonno potrebbe aiutare i pazienti già affetti da diabete, malattia spesso collegata con l’obesità.

“Siamo interessati a scoprire come un’alterazione del modello sonno-veglia possa essere coinvolta nell’insorgenza di diabete e obesità, e se, migliorando il tempo del sonno si possa anche avere un effetto positivo sulle malattie come il diabete e l’obesità. Ci sono un sacco di ricerche che dimostrano che siamo predisposti ad addormentarci di notte quando scende il buio e in quel momento si ‘sveglia’ la melatonina, mentre quando sorge il sole la melatonina viene bloccata. Questo ciclo luce-buio è un bene per il nostro corpo per percepire i cambiamenti nell’ambiente.
Quindi, se si inizia a ricevere la luce al momento sbagliato e si continua a ricevere luce artificiale fino a tarda sera si interrompe la secrezione di melatonina e si potrebbe contribuire ad alterazioni nel metabolismo.”
Dichiara il dottor Simon Kyle, esperto ricercatore del sonno presso l’Università.

Il consiglio del dottor Kyle è di spegnere smartphone, tablet e pc almeno due ore prima di andare a letto in modo da ridurre l’esposizione del nostro organismo alla luce artificiale.

Il nostro peso (e la nostra salute in generale) non dipende solo da quello che mangiamo ma anche dallo stile di vita che conduciamo. Dunque più verdure e meno smartphone per tutti, il nostro corpo ce ne sarebbe infinitamente grato.

Tè verde, un alleato nella lotta contro il cancro

dietadimagrante.com

Scienziati e studiosi di tutto il mondo cercano da anni la cura e il modo per fermare una malattia terribile e, purtroppo, a volte incurabile. Stiamo parlando del cancro, una patologia che porta alla crescita di una massa abnorme di tessuto che va ad intaccare e a distruggere anche il resto delle cellule corporee.

Gli scienziati dell’Istituto di Bioingegneria e Nanotecnologie di Singapore guidati dal professor Joo Eun Chung hanno forse trovato una soluzione: il tè verde.

Grazie alla presenza di EGCG – una sostanza chimica del gruppo delle catechine – l’infuso sarebbe in grado di combattere e contrastare lo sviluppo delle cellule tumorali. Combinato con la proteina antitumorale Herceptin, l’EGCG è capace di entrare nell’organismo ed andare ad attaccare e neutralizzare il tumore, di qualsiasi grandezza esso sia.

Se assunta da sola e in grandi quantità la proteina Herceptin può causare seri danni all’organismo, causando una forte tossicità. Questi problemi sorgono in particolare in quei metabolismi che non sono in grado di eliminare velocemente il vettore. La combinazione dell’EGCG presente nel tè verde con questa macromolecola garantisce invece un’efficacia terapeutica: individua il tumore nel sangue, ne arresta la crescita e lo sviluppo e quindi lo elimina.

Testata sui topi, l’unione di EGCG e Herceptin ha davvero avuto i risultati sperati: cancro annientato e cavie sane. Una scoperta scientifica che potrebbe segnare la svolta nel mondo della medicina. E che se trovasse riscontri positivi anche sugli uomini avrebbe trovato la soluzione ad uno dei mali più devastanti e incontrollabili della storia dell’umanità.

Sesso: il buongiorno si vede dal mattino

Come si dice, “chi ben comincia…”. Ed è proprio il caso di quelle coppie che decidono di cominciare la giornata con una bella scarica di adrenalina conseguente a del buon sesso mattutino.
Pare infatti, che il sesso nelle prime ore del giorno sia molto più efficace e benefico che se fatto in altri momenti.

Certo ogni momento è buono, ci mancherebbe, ma al mattino è una spinta di energia che non trova eguali (neanche nel caffè) e che contribuisce a farci sentire attivi e vitali per tutta la giornata.

Secondo la dottoressa Debby Herbenick, ricercatrice americana e autrice del libro “Because it feels Good”, coloro che hanno rapporti sessuali al mattino “sono le persone più in salute e più felici”.
Ma i benefici non si fermano qui.

VIA LO STRESS
Il sesso, soprattutto se fatto al mattino, ha l’effetto di calmare i nervi e di donare una sensazione di relax che può durare anche per tutto il giorno. In fondo non si potrebbe iniziare la giornata in un modo migliore.

PELLE E UNGHIE PIÙ FORTI
il sesso dopo il risveglio ha risvolti positivi (e concreti) anche sulla forma fisica e persino sulla vitalità dei capelli e sulla salute di pelle e unghie. Merito, ha chiarito la sessuologa, di «sostanze chimiche che aumentano i livelli di estrogeni, che migliorano il tono e la qualità di capelli e unghie»

FORTIFICA IL SISTEMA IMMUNITARIO
Divertirsi sotto le coperte a prima mattina, inoltre, diminuisce il rischio di beccarci un raffreddore e di prenderci malattie e infezioni perché il sistema immunitario ne esce rafforzato. Secondo la Hernenick, il sesso aumenta il livello di IgA, un anticorpo che aiuta a proteggere il nostro organismo contro le aggressioni di virus e batteri.

Insomma, nonostante tutti gli impegni, la corsa per non far tardi al lavoro, accompagnare i figli a scuola, preparare colazione e sistemare casa ritagliarsi un momento di intimità conviene eccome.
Inoltre care donne, scoprirete quanto sarà passionale il vostro partner a prima mattina, con tutti il testosterone accumulato nella notte. Provare per credere.

Le donne ansiose e gelose sono più soggette all’Alzheimer

Si dice che la gelosia sia una brutta malattia, che incide sulla nostra salute psicologica e ci rende emotive e vulnerabili, ma fino ad ora è stato tralasciato un particolare molto importante: la gelosia è uno dei fattori che provocano l’Alzheimer. Una scoperta sorprendente che riguarda in particolare le donne.

Infatti secondo uno studio eseguito dall’Università di Goteborg, pubblicato poi su Neurology, le donne ansiose e gelose hanno una maggiore predisposizione, rispetto agli uomini, di sviluppare l’Alzheimer in età avanzata e, sempre secondo questo studio, entro il 2050 è previsto un aumento dei malati fino a 44 milioni.

Ma come è stato eseguito questo studio? Alla fine degli anni 30 e agli inizi degli anni 40 e 50 del 900, ottocento donne sono state sottoposte ad un test sulla personalità che prevedeva alcune domande relative alla nevrosi (disturbo tipico dei soggetti ansiosi, gelosi e lunatici). Inoltre, alle ottocento volontarie sottoposte al test è stato chiesto se soffrissero di stress, dovuto dal lavoro o dalle condizioni familiari. Quest’ultima domanda è stata fatta per ben cinque anni. A conclusione del test, dopo 38 anni, il risultato è stato sorprendente: 153 donne avevano sviluppato nel corso di quel trentennio l’Alzheimer.

Non solo la gelosia, ma anche lo stress ha inciso particolarmente sullo stato salutare delle volontarie. In particolare, le donne che avevano totalizzato un punteggio più alto nei quesiti sulla nevrosi sono state considerate più soggette alla malattia. Lena Johannsson, coordinatrice della ricerca, ha spiegato che la personalità- oltre all’istruzione, traumi cranici e storia familiare e genetica- è da considerare come la conseguenza principale dell’Alzheimer, in quanto questa rischia di essere soggetta ad alterazioni a causa di uno stile di vita poco sano, dallo stesso stress e dalle cattive relazioni.

Sembra che sia proprio il nostro stato di salute ad incidere notevolmente sullo sviluppo di questa tragica malattia che ci porta via i ricordi e cancella la nostra identità e quella dei nostri cari. Clare Walton, della Alzheimer’s Society, ha dichiarato che stanno lavorando per finanziare la ricerca, affinché sia possibile trovare un modo per ridurre i rischi di demenza.