martedì, 26 Maggio 2026

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Cancro al seno, uno studio italiano svela la causa delle metastasi

Questo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research, potrebbe essere la chiave per sconfiggere il cancro al seno, che, nonostante le alte probabilità di sopravvivenza, è responsabile ancora del 16% di tutte le morti per cause oncologiche.

I ricercatori dell’Istituto nazionale tumori di Milano hanno individuato un nuovo meccanismo responsabile delle metastasi nel tumore del seno. Alla base del processo c’è l’osteopontina, un’insospettabile proteina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici.

Questa proteina chiave ha un “lato oscuro“, mostrando una doppia personalità, un po’ come il Dottor Jekyll e il suo alter ego cattivo Mister Hyde nel celebre romanzo di Robert Louis Stevenson, perché viene prodotta anche dalle cellule tumorali, e ne assicura la loro sopravvivenza in ambiente ostile, e quella prodotta dalle cellule mieloidi del sistema immunitario, globuli bianchi che invece di rilasciare osteopontina all’esterno, la trattengono dentro la cellula, che contribuisce alla loro attività immunosoppressiva, cioè protegge le cellule tumorali che stanno formando la metastasi dall’attacco immunologico.

Lo studio è stato condotto prima in laboratorio su animali, è stato poi esteso all’analisi delle metastasi polmonari di pazienti con carcinoma al seno. In queste metastasi è stata confermata la presenza di cellule contenenti osteopontina. “Questa scoperta“, ha dichiarato Mario Paolo Colombo, direttore della Struttura complessa di Immunologia molecolare dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, che ha guidato la ricerca, “sarà rilevante per sviluppare futuri farmaci in grado di contrastare le molteplici azioni dell’osteopontina nello sviluppo delle metastasi“.

Lo studio ha svelato un importante tassello del puzzle metastasi e, di conseguenza, ha aperto la strada alla ricerca di vie più efficaci per rendere vulnerabile il cancro proprio quando sembra diventato invulnerabile.

I meccanismi che rendono le cellule tumorali “invincibili” e “migranti” nell’organismo dopo essere state quasi distrutte dalle cure, sono l’oggetto dei numerosi studi in laboratori di tutto il mondo. Chemio-prevenzione o cibo-prevenzione, diagnosi sempre più precoce, cure super intelligenti e, infine, blocco dei meccanismi alla base delle metastasi. Il finale deve essere la vittoria sul cancro e siamo un passo avanti rispetto a ieri.

Un’aspirina al giorno leva il tumore di torno

filippo-ongaro.it

Assumere ogni giorno per almeno 10 anni una piccola dose di aspirina – 75 mg – aiuterebbe a prevenire la formazione di neoplasie.

A dimostrarlo uno studio comparato compiuto dai ricercatori della Queen Mary University of London e pubblicato su Annals of Oncology. Gli scienziati hanno condotto un’indagine incrociando i dati di altre 200 ricerche sviluppate a loro volta con il fine di scoprire gli effetti che l’assunzione di aspirina comporta sulla salute umana.

I risultati sono stati sorprendenti: grazie all’acido acetilsalicilico – elemento chimico di cui è composto il farmaco – il numero di casi e di decessi per tumori all’intestino, allo stomaco e all’esofago si è ridotto di circa il 30-40%.

Non solo: l’assunzione di aspirina sarebbe anche la principale responsabile di benefici prodotti in pazienti malati di cancro alla prostata, al seno e ai polmoni. “Prendere un’aspirina al giorno è la cosa più importante che possiamo fare per ridurre il rischio di sviluppare neoplasie dopo smettere di fumare e ridurre l’obesità” sostiene Jack Cuzik, leader della ricerca.

Un’azione quotidiana semplice ed elementare, come bere un bicchier d’acqua. Che però può portare benefici enormi per la salute umana e la prevenzione contro tumori e metastasi.

Affinchè faccia sentire i suoi effetti però, l’aspirina deve essere assunta con regolarità: i soggetti adulti sani con più di 50’anni dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di assumerne una piccola quantità ogni giorno, per un minimo di tempo di 5 anni e fino ad un massimo di 10.

Sempre facendo attenzione alle controindicazioni che ogni farmaco possiede. Anche l’aspirina infatti ha i suoi effetti collaterali: la riduzione della capacità coagulativa del sangue può portare a emorragie, gravi e non. Quindi il farmaco è consigliato si assumerlo, ma con moderazione. E sempre sotto lo stretto controllo medico.

Camminare un miglio ogni giorno riduce il rischio di morte nei malati di cancro

Uno studio effettuato dalla Macmillan Cancer Support e dalle Ramblers, ha riscontrato nell’attività fisica una riduzione di alcuni effetti collaterali debilitanti del trattamento del cancro, come ad esempio il gonfiore intorno al braccio, ansia, depressione, stanchezza, mobilità e cambiamenti di peso.

I malati di cancro al seno o alla prostata possono ridurre il loro rischio di morire fino a metà, passeggiando un miglio al giorno. L’attività fisica si è dimostrata un “farmaco miracoloso”, riducendo il rischio di morte fino al 40%, e per i malati di cancro intestinale, raddoppiando la distanza a piedi è stato riscontrato un dimezzamento nel rischio di morire.

I calcoli si basano sul camminare un miglio ad un ritmo moderato per circa 20 minuti. Si stima che circa 1,6 milioni dei due milioni di persone che convivono con il cancro nel Regno Unito, non sono attivi ai livelli raccomandati.

Ciarán Devane, capo esecutivo di Macmillan Cancer Support, ha detto: “La ricerca di oggi mette in evidenza la semplice realtà, che andare a piedi può salvare la vita. Non possiamo continuare a chiudere un occhio a ciò, che è una soluzione molto semplice ed evidente. L’attività fisica è un farmaco miracoloso e gli operatori sanitari devono prescrivere l’attività fisica, come camminare, come una parte standard di recupero dal cancro“.

Camminare un miglio ogni giorno riduce il rischio di morte nei malati di cancro

Non è chiaro ancora come l’attività aiuta, ma l’effetto va oltre il semplice controllo del peso, che riduce la quantità di ormoni promotori del cancro, prodotti dal grasso corporeo. Aiuta a sentirsi più felici e meno stanchi. I benefici del camminare sono numerosi. Camminare per brevi distanze regolarmente può fare la differenza per coloro che devono recuperare e gestire il cancro o altre gravi condizioni di salute.

Inoltre, una semplice passeggiata quotidiana vi aiuta anche a ridurre il rischio di altri tipi di malattie come ad esempio l’osteoporosi, l’ipertensione, le malattie cardiovascolari (infarto, ictus), il diabete, e poi aiuta a perdere peso, migliora il tono dell’umore, riduce quindi la depressione, l’ansia, e migliora anche la sessualità.

In particolare, il paragone per questo studio è stato fatto con le persone sedentarie, che riferiscono di non aver tempo, a volte perché magari hanno problemi di salute, che gli impediscono di fare un’attività sportiva più impegnativa, a volte perché specialmente ora, in tempi di crisi, il costo di un abbonamento in palestra grava non poco sul budget economico familiare.

Ben venga quindi il risultato di questo studio, che mette in evidenza come anche una attività motoria semplice, di intensità moderata, facile da fare ed economica, come può essere una passeggiata, sia in grado di dare questi effetti benefici.

Camminate, passeggiate quindi! Sempre, ogni giorno camminando, meglio ancora se in compagnia, non dimenticate questo appuntamento per la vostra salute.

Lo yoga aiuta a migliorare le prestazioni cognitive negli adulti

Lo yoga è diventato popolare negli ultimi dieci anni ed è legato a molti benefici per la salute sia fisica che mentale. Aiuta l’umore e a controllare l’ansia.

La nota prof.ssa Neha Gothe della Wayne State University, ed esperta di yoga, ha di recente condotto uno studio in cui si è dimostrato come praticare l’hatha yoga aiuti a migliorare le funzioni cerebrali e le capacità cognitive negli adulti di mezza età e più anziani.

Gothe, insieme al professor Edward McAuley dell’Università dell’Illinois, ha reclutato 108 adulti di età compresa tra i 55 e i 79 anni. Dopo di che hanno suddiviso a caso i partecipanti in due gruppi: 61 hanno frequentato lezioni di hatha yoga, antica pratica spirituale che comprende la meditazione e la respirazione controllata, mentre la persona si muove attraverso una serie di posture stilizzate, tre volte alla settimana per otto settimane, mentre i restanti hanno partecipato, per lo stesso tempo e durata, a sessioni di stretching ed esercizi di tonificazione.

Al termine della prima fase di studio, i partecipanti sono stati sottoposti a test per rilevare e misurare le prestazioni cerebrali e cognitive. La loro performance cognitiva è stata testata dopo ogni sessione. I ricercatori hanno scoperto che dopo l’esercizio di yoga, le prestazioni cognitive dei partecipanti era migliorata molto di più rispetto a dopo le sessioni di aerobica o al basale.

yoga

Nello specifico, al termine delle otto settimane, il gruppo di yoga era più veloce e più accurato nello svolgere i test di memoria, sulla flessibilità mentale e di task-switching di quanto non fosse prima di aver partecipato alle sessioni. Per contro, il gruppo stretching e tonificazione non ha mostrato alcun cambiamento significativo nelle prestazioni cognitive nel corso del tempo. Le differenze riscontrate tra i gruppi non erano influenzate da fattori quali la differenza di età, il genere sessuale di appartenenza, la condizione sociale o di altri fattori demografici, hanno specificato i ricercatori.

I risultati dello studio sono considerati preliminari e quindi necessitano di ulteriori ricerche per la conferma e per rivelare i meccanismi cerebrali sottostanti, ma questo studio conferma che lo yoga ha un immediato effetto rilassante sul sistema nervoso simpatico e sulla risposta del corpo allo stress.

La respirazione e gli esercizi di meditazione hanno lo scopo di calmare la mente e il corpo e tenere lontano i pensieri che distraggono mentre ti concentri sul tuo corpo, la postura e il respiro. Forse questi processi si traducono oltre lo yoga quando si tenta di eseguire attività mentali o attività giorno per giorno.