mercoledì, 27 Maggio 2026

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Capsule a base di marijuana contro i dolori mestruali

Credits: tpi.it

I dolori mestruali sono una tra le cose più fastidiose che qualsiasi donna è costretta a sopportare. Oggi è stato inventato un nuovo metodo per alleviarli: si tratta di capsule a base di marijuana, che contengono 60 milligrammi di Thc, antidolorifico, e 10 milligrammi di Cbd, che rilassa gli spasmi muscolari. Esse agiscono entro 15-30 minuti dall’assunzione e hanno l’obiettivo di rilassare i muscoli e di ridurre i dolori del ciclo, senza causare nessun’alterazione allo stato psichico.

Le capsule si chiamano “Foria Relief“, dal nome della società americana che le ha messe sul mercato, e hanno le dimensioni di un tampone. Il fondatore, Matthew Gerson, fondatore anche dei preservativi in lattice naturale Sir Richard’s, ha detto: “Questa pianta ha una lunga storia: il suo principio attivo può ridurre notevolmente i fastidi legati al ciclo. Si tratta di una scelta naturale“.
Inoltre, ha spiegato che la zona pelvica ha dei recettori ai cannabinoidi molto più numerosi rispetto a tutto il resto del corpo (fatta eccezione del cervello), perciò reagisce molto meglio a questa sostanza.

Per ragioni legali, le pillole sono acquistabili, per ora, solo in alcuni stati americani, dove è stata legalizzata la marijuana a scopi medici. Il prezzo è intorno ai 25 dollari per 4 capsule ma, per acquistarle, è necessario avere una carta medica che autorizza all’acquisto di marjiuana.

Le prime testimonianze di utilizzo della cannabis, per alleviare i dolori mestruali, risalirebbero addirittura al nono secolo e pare che anche il medico della regina Vittoria avrebbe prescritto la cannabis alla sovrana.
Un saggio, scritto nel 1928, suggerisce l’utilizzo della cannabis per le donne in travaglio.

Sempre per questioni legali, non è ancora possibile completare gli studi scientifici che riguardano la possibilità di curare i dolori mestruali e da parto, con l’uso della marijuana. Altre ricerche, inoltre, hanno dimostrato che l’utilizzo di questa droga leggera da parte degli adolescenti, possa avere un impatto negativo sui loro cervelli.

Il preservativo che cambia colore per le malattie veneree

credits photo: vnews24.it

Il suo nome è S.T.EYE, ed è un preservativo che presenta un indicatore al suo interno in grado di rilevare eventuali infezioni sessualmente trasmissibili come la clamidia e la sifilide, trasformandolo in un colore diverso a seconda del ceppo di batteri con cui è entrato in contatto.

Ciò che rende straordinaria questa invenzione è che, i suoi inventori sono tre adolescenti di 14 anni: Daanyaal Ali, Muaz Nawaz, Chirag Shah.
I ragazzi frequentano la Isaac Newton Academy di Ilford, nell’Essex, ed il loro intento era “rilevare la presenza di infezioni sessualmente trasmissibili in maniera più sicura rispetto al passato e senza ricorrere necessariamente a dei test invasivi“.

Il preservativo S.T.EYE è stato recentemente riconosciuto come una delle migliori invenzioni per la salute dal TeenTech gong.
Uno dei tre inventori, Daanyall ha affermato: “Abbiamo creato questo condom per aiutare il futuro della prossima generazione. Volevamo fare qualcosa che facesse rilevare le malattie sessualmente trasmissibili, in modo che le persone possano agire immediatamente nella privacy della propria casa, senza procedure invasive”.

Andrebbero presi d’esempio questi tre ragazzi; grazie a loro è stato fatto un enorme passo in avanti nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Bastano 40 secondi per migliorare la memoria

Non vi è mai capitato di vedere o sentire qualcosa di troppo interessante – in una scenda di un film o ascoltando una canzone, per dire – e di dimenticarlo un attimo dopo? Al posto della chiara immagine di quello che dovreste ricordarvi, non c’è che una nebulosa informe o, nei peggiori casi, assolutamente nulla. Anche eventi unici, come l’aver incontrato una star del cinema, possono talvolta svanire dalla nostra memoria a una velocità sconcertante.

Potrebbe esserci, però, un modo estremamente semplice per migliorarla. Stando alla ricerca condotta da Chris Bird all’Università del Sussex, basterebbero giusto pochi secondi del nostro tempo e un pizzico di immaginazione. Bird ha chiesto ad alcuni studenti di mentire mentre facevano una TAC cerebrale e di osservarne una serie di video clip su YouTube (tra cui, per esempio, vicini di casa che si facevano scherzi a vicenda). Appena finiti i video, gli sono stati dati 40 secondi per ri-proiettare la scena nella propria testa e descriverla a se stessi. Altri studenti, invece, sono semplicemente passati da un video all’altro.

Semplicemente descrivendo a se stessi gli eventi visti, gli studenti sono stati in grado di ricordare il doppio dei dettagli fino a due settimane più tardi. Bird, al momento dello studio, ha anche riscontrato che le TAC del cervello sembravano mostrare proprio lo sforzo mnemonico: l’attività cerebrale durante le descrizioni rispecchiava, in sostanza, l’attivazione della memoria della visione dei video e, in tal modo, gli studenti hanno creato solide basi per poter richiamare quei ricordi alla mente.

Vero è che potrebbe anche trattarsi dei segni dei loro sforzi nel dare sempre maggiori dettagli, dovendo immaginarsi la scena da descrivere. Così come potrebbe tutto essere dovuto al fatto di aver stabilito dei parallelismi con i propri ricordi antecedenti: uno degli studenti, per esempio, ha paragonato uno dei personaggi dei video a James Bond, rendendolo così ancora più memorabile. In altre parole, se volete assicurarvi che qualcosa vi rimanga in mente, prendetevi almeno un minuto per raccontarlo a voi stessi, in maniera cosciente e intenzionale. Alla faccia di chi crede che parlare da soli è roba da pazzi.

Il caffè non accelera il battito cardiaco, anzi

Credits: mondialcafe

Se bevete molto caffè avrete sicuramente sentito più di una volta la frase: “Ti fa male, accelera il battito cardiaco”. In realtà non è per nulla vero.

Bere regolarmente caffè non provoca l’accelerazione dei battiti: secondo quanto rivelato da un nuovo studio, infatti, questa bevanda non avrebbe influenze sulla frequenza cardiaca. Le attuali linee guida della American College of Cardiology e l’American Heart Association affermano comunque che la caffeina, l’alcol e la nicotina devono essere interrotti del tutto per evitare problemi al cuore. Tuttavia, il team dell’Università della California, in San Francisco, è riuscito a trave in caffè, cioccolato e tè dei benefici cardiovascolari.

Per condurre lo studio pubblicato sul ‘Journal of the Heart‘, gli scienziati hanno analizzato 1.388 partecipanti selezionati casualmente su un database di quasi 6.000 pazienti. Quelli con persistenti problemi cardiaci in più sono stati esclusi. Quante volte hanno mangiato e bevuto caffè, tè e cioccolato? I partecipanti sono stati sottoposti a un test ECG di 24 ore. L’80% dei partecipanti ha consumato più di un prodotto contenente caffeina su base giornaliera. I ricercatori hanno scoperto che questi soggetti non hanno alcun fenomeno di accelerazione dei battiti, anche dopo aver consumato caffè, tè e cioccolata.