giovedì, 24 Settembre 2026

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Cancro: cosa possiamo fare per evitarlo

Sarebbe bene giocare d’anticipo rispetto a gravi patologie come il cancro, sostiene il Dottor William Nelson, uno dei più grandi oncologi statunitensi a capo del Sidney Kimmel Comprehensive Cancer Center alla Johns Hopkins University di Baltimora nel Maryland. Nelson, di recente, ha pubblicato un sondaggio su Quora, in cui ha incluso tematiche come ‘perché il cancro è difficile da curare’ e ‘che ruolo gli studi sul genoma dovrebbero ricoprire nel suo trattamento’.

Una domanda, più in particolare, è però riuscita a fornire dei suggerimenti più concreti: ecco cosa il Dottor Nelson raccomanda ai giovani che gli hanno chiesto cosa fare per i prossimi 20 anni per evitare il cancro. “La cosa più importante da fare, naturalmente, è evitare il consumo di tabacco in ogni forma. Il cancro ai polmoni è una delle principali cause di decesso negli Stati Uniti, tanto per le donne quanto per gli uomini, e le persone che fumano hanno il 25% in più di probabilità di svilupparlo rispetto ai non fumatori“. L’uso di tabacco, peraltro, è anche associato allo sviluppo di altri 18 diversi tipi di cancro, tra cui quelli alla laringe, alla vescica, alla cervice, allo stomaco e al colon.

Condurre uno stile di vita sano è anche utile: tenere sotto controllo il proprio peso (cercare di mantenersi magri, dunque, non andando sotto peso), fare esercizio fisico (almeno 30 minuti al giorno), ridurre il consumo di alcol e di cibi ad alto contenuto di grassi o di zuccheri aggiuntivi (perché, chiaramente, causano aumento di peso) sono tutte cose utili“. Condurre uno stile di vita sano riduce l’incidenza del cancro dal 10 al 15% e la mortalità dovuta alla stessa patologia dal 20 al 25%.

​“Altre importanti precauzioni comprendono evitare di esporsi eccessivamente al sole, che può causare il cancro alla pelle, ma anche i melanomi, che possono essere fatali. State alla larga dalle lampade abbronzanti! Secondo l’American Academy of Dermatology, la gente che ne fa uso ha il 59% di probabilità in più di sviluppare un melanoma“.

Bisognerebbe, poi, sottoporsi ogni anno a un check-up completo e seguire, a seconda dell’età raggiunta, le indicazioni del proprio medico, a cui andrebbe comunicata anche la storia medica della propria famiglia. Per dire, una donna con casi in famiglia di cancro al seno corre un rischio più alto di svilupparne uno a sua volta. I controlli regolari, in casi del genere, sono essenziali“.

Ancora, sia uomini che donne, dovrebbero assicurarsi di aver fatto il vaccino per il papilloma virus (HPV), che causa il cancro alla cervice, e per l’epatite B, responsabile della maggior parte dei cancri al fegato“.

Fare il ‘pisolino’ è salutare

Stando alle parole di Manolis Kallistratos, cardiologo greco all’Asklepieion Voula General Hospital di Atene, non c’è niente di meglio di un pisolino al giorno per prendersi cura di sé. La sua nuova ricerca, presentata alla conferenza dell’European Society of Cardiology di quest’anno, infatti, appoggia in via definitiva chi non riesce a privarsi dell’abitudine di schiacciare il classico pisolino dopo pranzo: secondo l’autore dello studio, addormentarsi a metà giornata per circa un’ora aiuterebbe a monitorare i livelli della pressione e a mantenere ‘pulite’ arterie e cuore.

Durante la ricerca, gli esperti hanno tenuto sotto controllo gli effetti dei pisolini sui livelli di pressione arteriosa di 368 pazienti ipertensivi, di un’età media di 61 anni all’incirca. Dallo studio è emerso che i livelli medi di pressione di quanti avevano l’abitudine di addormentarsi erano inferiori del 5% rispetto a quelli di chi non l’aveva mai fatto. “Nonostante sembri un’inezia – dice l’autore della ricerca – anche un abbassamento di soltanto 2 mmHg di pressione sistolica può arrivare a ridurre del 10% il rischio di soffrire di disturbi cardiovascolari, di andare incontro ad infarto o ictus“.

Nonostante il poeta William Blake fosse convinto che bisognasse pensare al mattino, agire a mezzogiorno, mangiare la sera e dormire la notte, i pisolini a metà giornata sembrano avere davvero dei benefici. Due importanti politici inglesi erano grandi fan del pisolino. Winston Churchill diceva sempre che bisogna dormire un po’ tra il pranzo e la cena. Mentre Margaret Thatcher non voleva essere disturbata intorno alle 3 del pomeriggio. Secondo la nostra ricerca, entrambi avevano ragione: il pisolino a metà giornata riesce ad abbassare la pressione, agendo come un antipertensivo naturale“, ha proseguito il Dottor Kallistratos.

Salutare, certo, ma solo se dura almeno un’ora, sostengono gli studiosi: un lasso di tempo che non tutti, però, riescono a ritagliarsi, come anche il professore ha notato. “Il sonnellino ai giorni nostri è un privilegio di pochi, a causa della giornata lavorativa che in genere va dalle 9 di mattina alle 5 del pomeriggio“.

I cellulari possono essere causa di tumori?

Credit: medicinaesteticaonline.net

Il tema del cancro causato dagli apparecchi tecnologici è tornato a calcare con un certo ritmo le testate dei giornali più conosciuti.

Esperti, di contro, sostengono che non ci sia relazione alcuna tra i telefonini e la malattia e che il clamore avanzato sia solo una dubbia relazione che voci hanno voluto forzare.

La tecnologia, nelle ultime due decadi, ha cambiato faccia diverse volte, portandoci ad utilizzare i mezzi sui quali siamo soliti compiere tutte le azioni che, apparentemente, sono indispensabili per la buona riuscita della nostra sopravvivenza.
I ricercatori così, sulla base di questa simbiosi venutasi a creare negli ultimi tempi tra uomo e macchina, hanno deciso di avanzare alcune ricerche sugli effetti che gli apparecchi wireless hanno sulle persone e i particolare sul loro organismo.

Il tema è stato poi abbracciato dalla dottoressa Devra Davis, interessata ad approfondire le cause e gli effetti legati a questi due mondi. L’esperta di epidemiologia ha evidenziato il caso di una donna che ha scoperto di avere un tumore al seno a forma di telefono cellulare, dopo averlo portato per diverso tempo all’interno del reggiseno, sostenendo però che si trattasse di un caso singolo; non molto diverso dal caso di un uomo morto a causa di un panino con la pancetta.

Il parallelismo è stato scelto dalla Davis per dimostrare che le variabili terrestri sono infinite e ci sarà sempre qualcuno a cui è successo qualcosa al di fuori dell’ordinario, ma non per questo tutti dovranno smettere di mangiare sandwich al bacon o di uscire di casa per paura di essere investiti da una folle al volante.

Altri esperti del campo hanno dichiarato, sulla stessa scia di pensiero, che non ci sono prove che i campi magnetici provocati dai nostri apparecchi acustici possano causare tumori e che i casi comprovati siano solo peculiarità all’interno del sistema.

Analizzando lo spettro elettromagnetico, la dottoressa ha confermato che le radiazioni ionizzanti, come i raggi x, possono provocare malattie mortali quali il cancro, ma è utile sapere che noi siamo sottoposti regolarmente a radiazioni elettriche generali e che lo spettro varia da radiazioni meno potenti a quelle più forti. Nel mezzo dello spettro dimorano le radiazioni non ionizzanti, quali quelle provenienti dalla Tv o dai telefoni che altro non sono che le onde radio.

Nonostante tutto, per privilegio del dubbio e della salute mondiale, le ricerche sulla salute dell’uomo legata ai nostri apparecchi continuano, a dimostrazione anche dell’impatto sul funzionamento delle nostre attività cerebrali o su altre malattie come l’Alzheimer.

Infarto: i segnali che possono salvarci la vita (VIDEO)

credits photo: il-corpoumano.it

In Europa si registrano oltre 4 milioni di decessi ogni anno, dovuti a malattie cardiovascolari, tra le quali l’infarto cardiaco.
Quasi la metà si verificano prima dei 75 anni di vita, e le donne ne sono più colpite degli uomini.

Circa il 50% dei pazienti colpiti da infarto, muore prima di arrivare al Pronto Soccorso.
Questi dati sono davvero allarmanti ma, imparare a riconoscerne i sintomi può salvarci la vita.

Cos’è in realtà? E quali sono i segnali che ci aiutano a riconoscerlo?
Per infarto si intende la necrosi di un tessuto in seguito ad una mancanza di afflusso sanguigno.
Spesso, è inteso come quello cardiaco, essendo quello più frequente, ma può avvenire in vari organi.
Le forme cliniche più frequenti colpiscono:
* il miocardio (cuore);
* il cervello;
* l’intestino;
* i polmoni.

Se l’infarto colpisce solo una zona limitata del cuore, le conseguenze non sono gravi. Se la lesione del muscolo cardiaco è molto estesa, può provocare un’invalidità o la morte.

Sintomi

L’infarto cardiaco non sempre arriva all’improvviso, è quindi fondamentale conoscere i sintomi che lo precedono.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Harvad, solo il 25% degli infarti avviene all’improvviso, il restante 75% è preceduto da sintomi più o meno variabili.

Ecco quelli più frequenti:
* dolore al centro del petto, o leggermente spostato a sinistra;
* tosse persistente;
* stanchezza;
* nausea;
* dolore alle braccia, spesso il braccio sinistro, che può estendersi al collo, alla mascella e alle spalle;
* tachicardia;
* sudorazione fredda;
* gonfiore agli arti inferiori;
* difficoltà respiratorie.

Questi sintomi singolarmente possono essere causati anche da altre patologie meno gravi; ma se ne riscontrate più di uno, specialmente se accompagnato dal dolore al petto, potrebbe trattarsi di un infarto.

Prevenzione

È possibile ridurre le probabilità di andare incontro ad un infarto, seguendo pochi e semplici consigli:
* attenzione ai farmaci, alcuni aumentano il rischio di infarto;
* controllate che la pressione sanguigna sia nella norma
* tenete sotto controllo i valori del colesterolo cattivo, LDL;
* alimentazione corretta, povera di grassi;
* esercizio fisico, leggero ma regolare;
* mantenere il peso forma;
* evitate il fumo, anche quello passivo;
* evitate le situazioni di stress.

Se riscontrate i sintomi di un infarto, essere tempestivi può evitare il peggio.
Un minuto può valere una vita.