sabato, 5 Aprile 2025

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Quanto vivrai? Scoprilo con un esercizio

Un semplice esercizio può prevedere tra quanti anni morirai? Ebbene sì, da quando alcuni fisici braasiliani hanno creato il Sitting rising test (SRT), una prova che non solo testa la capacità di sedersi e alzarsi senza toccare alcun oggetto ma sulla base di questo anche gli anni effettivi di vita rimasti al paziente.

Inventore del test è Claudio Gil Araujo, studioso dell’Università Gama Filho a Rio de Janeiro in Brasile e medico sportivo, che ha valutato, in primis, la flessibilità dei suoi atleti; successivamente, alla luce dei risultati ha affermato che mantenere i muscoli attivi può permettere di vivere a lungo.

Da qui le ricerche si sono fatte intense e sempre più mirate sino al test su 2002 volontari di età compresa tra i 51 e gli 80 anni.
Lo scopo era quello di trovare una correlazione tra la riuscita nello svolgimento dell’esercizio e una stima degli anni di vita rimasti ai pazienti stessi.
La prova si è effettuata presso la Clinica medica dell’esercizio presso il centro di Rio. Secondo i risultati ottenuti, per i pazienti con meno di 8 punti su 10 nella valutazione finale le probabilità di morte entro i successivi sei anni erano 8 su 10, per coloro che riportavano 3 o meno di 3 punti su 10, avevano 5 possibilità in più.
Il punteggio si calcola sulla base di quante volte ci si appoggia a terra col ginocchio nella fase di rialzo e, allo stesso tempo, su quanto spesso si cercano oggetti sui quali aggrapparsi

Tale esercizio, studiato in modo tale da poter essere svolto da qualsiasi persona anche a casa propria, è stato sconsigliato a tutti coloro che abbiamo già problemi di artrite. Stando a quanto afferma il fisioterapista Sammy Margo sarebbe però ambizioso anche pensare che questa prova possa essere attendibile sui cittadini del Regno Unito, in quanto non abituati a stare seduti per terra, come avviene in altre culture.

Per tale ragione, i fisioterapisti preferiscono affidarsi a test di altro tipo. Uno tra tutti è quello che valuta quante volte i pazienti riescono ad alzarsi in piedi da una posizione seduta: si misurano così resistenza e forza delle gambe.

Ci si aspetta in questo caso che, in una fascia compresa tra i 60 e i 64, donne in buona condizione di salute si alzino in piedi 12 volte in 30 secondi, mentre gli uomini 14 volte, mentre chi ha tra i 90-94 anni, sia in grado di alzarsi e sedersi almeno 4 volte, se donna, 7, se uomo.

In conclusione il consiglio è lo stesso che Claudio Gil Araujo ha dato ai suoi allievi: tanto esercizio come base della soluzione per una vita sana, ma soprattutto lunga.

Svelato il segreto per avere un cervello in forma

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Una ricerca condotta da alcuni scienziati dell’Università di Edimburgo ha dimostrato che coloro che lavorano come professionisti all’interno di un ambiente stimolante avranno un cervello maggiormente in forma alla vecchiaia, rispetto a coloro che svolgono altri tipi di lavoro in un ambiente monotono.

Il sondaggio ha coinvolto un panel di 1.066 persone nate nel 1936, alle quali sono stati somministrati periodicamente dei test dall’età di 11 anni fino all’età di 70. Le prove erano atte a testare le abilità nel ragionamento, nella memoria, nella velocità di pensiero e indagavano alcuni aspetti riguardanti l’attività fisica e la salute, la vista, la composizione del sangue e la genetica.

Usando modelli statistici, gli psicologi dell’Università di Edimburgo hanno analizzato come l’occupazione di una persona impattasse sul risultato dei test, tenendo in considerazione anche fattori connessi allo stile di vita condotto, all’educazione e al quoziente di intelligenza.

I risultati di questa indagine hanno, così, dimostrato che lavori più complessi permettono di aumentare la memoria e di proteggere il cervello dall’invecchiamento. Le professioni più adatte sono state quelle che coinvolgono attività di insegnamento e di gestione. Coloro che avevano quei lavori in cui dovevano analizzare dati o istruzioni, insegnare o negoziare con le persone avevano un piccolo vantaggio. La scoperta ha rivelato che la complessità del loro ruolo spiegava circa il 2% delle loro performance nei test di pensiero e memoria.

Il professor Ian Deary ha detto che: “E’ interessante notare come la nuova scoperta sembri apportare un piccolo miglioramento alle abilità di pensiero nella vecchiaia. Altri fattori che incidono su questo sono il non fumare, l’essere fisicamente attivi e il conoscere più di una lingua”.

Il professor James Goodwin, che ha aiutato a finanziare il progetto, ha detto che: “Capire come e perché le nostre abilità di pensiero cambiano con l’età è la maggiore sfida della salute. La relazione tra il lavoro che facciamo nella nostra vita e la salute nella tarda età è complessa, e questa scoperta è un passo avanti”.

Sicuramente anche questa ipotesi è da tenere in considerazione quando si sceglie cosa studiare e che lavoro fare da grandi. Abbiamo trovato, così, il modo per allenare anche la mente e avere un cervello che a 70 anni si può considerare ancora in forma.

I dicembre: tutti uniti contro l’AIDS

È vero, attualmente i 9,6 milioni di persone affette dall’AIDS hanno la possibilità di sottoporsi a delle cure efficaci, di acquistare medicine anti-retrovirali economicamente più accessibili rispetto al passato, di rivolgersi a più centri diagnostici e di sottoporsi a trattamenti per il resto della vita: dei dati assolutamente positivi, che segnano anche la diminuzione del numero annuo dei nuovi soggetti che contraggono l’infezione. Laddove questi servizi sono disponibili, questo terribile male si è trasformato in una patologia cronica controllabile.

Eppure non bisogna dimenticare che la diffusione dell’AIDS non si è fermata: sono ancora più di 1,6 milioni le vittime registrate ogni anno e, stando alle nuove linee guida dell’OMS, a dover essere inserite nei programmi di cura sono oltre 18 milioni di persone. E l’AIDS resta la principale causa di morte in molti paesi dell’Africa Sub-Sahariana, dove continua a essere sinonimo di distruzione assoluta.

L’impegno delle personalità politiche nella lotta contro l’AIDS è immobile: agenzie di una certa levatura, come il Fondo Globale, fronteggiano forti cali nei finanziamenti economici, che non rendono pensabili il progetto di inserire molte più persone nei programmi di cura. Sebbene si dica sempre più spesso che la fine dell’epidemia di AIDS è prossima, per poter raggiungere l’obiettivo, si deve riuscire a incoraggiare nuovi progressi progressi, evitando di rallentarli se non bloccarli con un’attivazione troppo poco seguita delle strategie di lotta all’HIV.

In certi Paesi, infatti, la situazione è ancora critica: non riconoscendo la gravità situazione, non solo si minacciano i piani di larga accessibilità del trattamento, ma si osteggia anche l’adozione di di misure che contrastano con efficacia la diffusione della epidemia.

Una telecamera nascosta sul lato B e #guardailtuosedere (FOTO E VIDEO)

Di prevenzione se ne parla sempre più spesso. Si dice che prevenire è meglio che curare, ed è proprio così. Prevenzione è sinonimo di corretta alimentazione, di vita salutare, ma anche di qualche controllino ogni tanto. In America, per sensibilizzare gli uomini in occasione della giornata mondiale della lotta contro il cancro alla prostata, una ragazza ha accettato di camminare con una telecamera nascosta installata sul proprio lato B.

Cosa è emerso? Nulla di nuovo. Perchè di fronte a un paio di leggins attillati e seducenti la maggior parte degli uomini che la ragazza ha incontrato per strada ha buttato, naturalmente, l’occhio sul suo sedere. Il contatore di sguardi, infatti, sale a una velocità vertiginosa: in totale, le occhiate sono state 59, compresi quelli di altre ragazze. Il video è stato pubblicato con l’hashtag #checkyourbutt, ‘guarda il tuo sedere’. Una soluzione originale e divertente per ricordare agli uomini di controllare anche e soprattutto le loro parti intime, non solo quelle della bella modella che si è prestata ad un simpatico esperimento.


Il tumore alla prostata si sviluppa più frequentemente negli ultracinquantenni ed è il secondo tipo di tumore più comune negli Stati Uniti, dopo quello al polmone.

Signori – recita il disclaimer – non dimenticatevi di controllare anche il vostro sedere‘. Non fa una piega.