mercoledì, 27 Maggio 2026

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Lavorare più tardi aiuta a dormire meglio?

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Ritardare l’orario di inizio a lavoro la mattina, aiuta a dormire meglio e di più: è quanto abbiamo sempre sognato, ogni mattina, sin da quando eravamo bambini ma a dirlo stavolta sono alcuni ricercatori della scuola di medicina dell’Università del Pennsylvania. Basner e la sua équipe hanno infatti dimostrato che il lavoratore o studente approfitta di ogni ora di ritardo, concessa a lavoro o scuola, per dormire 20 minuti in più e meglio.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Sleep, è partito da una ricerca, riportata nell’American Time Use Surveys, che aveva precedentemente analizzato e le abitudini di sonno notturno di 124.517 cittadini statunitensi, nel periodo che andava dal 2003 al 2011. Il maggiore esponente, Dr. Mathias Basner, insieme ai suoi colleghi, ha quindi deciso di mettere in correlazione i risultati di questa prima indagine con l’orario di inizio delle attività a lavoro o a scuola.

Ciò che ne è emerso è che chi doveva trovarsi sul posto di lavoro prima delle 6 del mattino, non dormiva più di 6 ore, mentre se le attività di educazione o lavoro erano programmate tra le 9 o le 10, ogni soggetto dormiva mediamente almeno 7:29 ore: si aggiungevano così circa 20 minuti a letto per ogni ora di ritardo di inizio dell’attività educativa o lavorativa.

In secondo luogo, si è provato che coloro che erano abituati dormire meno, lavoravano in media di più dei colleghi: all’incirca 1.55 ore in più nel corso di giorni settimanali e 1.86 ore in più nei fine settimana o durante i periodi festivi.

Ma questo non è tutto: gli short sleepers infatti, non solo erano i primi ad uscire di casa la mattina, ma anche gli ultimi a rientrare, soprattutto perché molti di loro erano pendolari.
Questo discorso valeva soprattutto per le persone che avevano più lavori e che quindi nel 61% dei casi dormivano meno di sei ore.

Gli scienziati dunque, insieme a Basner, professore del sonno e della cronobiologia in psichiatria nell’università del Pennsilvania, fatto un quadro della situazione, hanno proposto la loro soluzione: maggiore flessibilità per l’orario di inizio a lavoro o a scuola la mattina, in modo da recuperare le ore di sonno perdute, migliorarne la qualità e impedire che un unico soggetto si dedichi a più impieghi contemporaneamente.

È utile perciò ricordare che dormire non è solo un abitudine ma un modo per concedere a noi stessi un meritato riposo fisico, mentale ed emotivo, indispensabile per riprendere con vigore la nostra vita il mattino seguente – così come affermato anche, in altri termini, dal Dr.Timothy Morgenthaler, presidente dell’Accademia Americana del sonno.

Nel concreto, dormire 7-9 ore per notte ridurrebbe infatti, il rischio d’ansia e, secondo l’Accademia Americana del Sonno, aiuterebbe a mantenere un’ottima salute, produttività e vigilanza mattutina.

Una sedia a due gambe contro la sedentarietà (FOTO)

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Una ricerca, pubblicata lo scorso anno, ha dimostrato che coloro che passano più di quattro ore al giorno seduti hanno un maggiore rischio di soffrire di malattie croniche, tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache. Il professor Richard Rosenkranz, che ha condotto lo studio presso la Kansas State University, ha affermato che più una persona sta seduta, maggiori sono i rischi per la salute.

Ci sono lavoratori che passano più del 70% del loro tempo seduti, senza mai muoversi. Pensando alla mancanza di attività nella moderna vita lavorativa, un designer francese, Benoit Malta, ha creato una sedia salutare al benessere fisico. La sedia infatti ha una particolarità: ha solo due gambe. L’intento è quello di combattere l’inattività, in quanto chi ci si siede deve usare tutti i muscoli per tenersi in equilibrio. La sedia non è sicuramente fra le più confortevoli e si comporta come una palla: la persona seduta deve muoversi continuamente per stare stabile e tenere la migliore postura. Non è pensata per essere usata per tutta la giornata lavorativa, ma solo per qualche ora.

Il designer ha impiegato nove mesi di studio e sviluppo, lavorando con ergonomisti e terapisti per affinare la struttura. A dispetto di quanto rischiosa possa sembrare a prima vista, la sedia è studiata per prevenire le cadute. Le gambe sono state inclinate di 12 gradi rispetto all’asse verticale e l’altezza dello schienale è stata resa idonea appositamente per lo scopo.

Al momento la sedia con due gambe è un pezzo unico. Non è stata prodotta con l’intento di essere commercializzata, ma solo come una possibile risposta all’inattività. La mancanza di tempo induce le persone ad abbandonare l’attività fisica o a considerarla come la cosa meno importante. Nel tempo libero si guarda la tv o si sta al computer e sempre più persone soffrono di dolori spinali e muscolari. La causa principale è proprio un comportamento stazionario.

Il mercato propone prodotti sempre più comodi e che semplificano la vita: dagli elettrodomestici che aiutano nei lavori domestici, fino a quei prodotti altamente sofisticati che consentono di avere una vita più facile e salutare, come i divani ergonomici o i materassi che rispettano le posture del corpo nel sonno. Benoit Malta ha invece intenzionalmente costruito un prodotto scomodo. Una provocazione. Un incentivo ad abbandonare i comportamenti sedentari e spingere le persone a riflette su quanto importante sia fare quotidianamente un po’ di movimento.

I benefici della musica per la salute mentale e fisica

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I benefici della musica hanno da sempre interessato molti studiosi, secondo il professor Daniel J. Levitin, per esempio, del Dipartimento di Psicologia della McGill University, suonare o ascoltare musica ha effetti benefici per la salute mentale e fisica, migliora le funzioni del sistema immunitario, stimola la produzione dell’ormone ossitocina (l’ormone dell’amore o appagamento) e riduce i livelli di stress e l’ansia prima di un intervento.

Utilizzata anche nelle sale parto, le madri che ne hanno beneficiato durante il travaglio hanno verificato che la musica ha indotto loro la visualizzazione di immagini positive ed il rilassamento, favorendo la dilatazione della cervice ed il posizionamento corretto del bambino e richiedendo, quindi, una ridotta somministrazione dei farmaci anti-dolorifici.

Secondo Robert Zatorre, neurologo canadese, la musica attiva alcuni centri del piacere associati alle attività gratificanti, le reazioni sono paragonabili a quelle che seguono attività più concrete quali il mangiare o il sesso. I benefici della musica non riguardano solo lo spirito ma anche il cuore, è stato dimostrato, infatti, che ascoltare musica piacevole per 30 minuti migliora la pressione sanguigna, rende il battito cardiaco più uniforme e aumenta le prestazioni del cuore.

Ogni momento della nostra vita è accompagnato dalla musica, così, il riascoltare un determinato brano può far riaffiorare un ricordo, legato ad un periodo preciso della nostra esistenza, e il ripresentarsi di un ricordo riporta alla mente le sensazioni visive, uditive, olfatti e gustative ad esso connesse.
Per imparare o perfezionare una lingua straniera, l’ideale è, infatti, ascoltare in sottofondo la nostra musica preferita, legata ad un’emozione.

Diventata una vera e propria terapia, ogni nota ha il suo effetto. Studiando il cervello, infatti, si è notato che, durante l’ascolto degli accordi preferiti, la zona interessata alla memoria e alle emozioni sociali si attiva, ma ad ognuno il suo stile. Ascoltando musica rock, per esempio, lo sforzo mentale richiesto per svolgere qualsiasi lavoro è minore.
Ballando la salsa il corpo percepisce di trovarsi in un ambiente amichevole e positivo, inviando al cervello segnali per liberare un maggior quantitativo di serotonina, l’ormone della felicità.

Il reggaeton, invece, rende difficile la comunicazione tra i neuroni, non è, certamente, il genere ideale per favorire la concentrazione. Il jazz ed il blues accendono i sensi, facendoci entrare in uno stato di serenità, ci rendono capaci di generare soluzioni e, al tempo stesso, permettono di mostrarci così come siamo.

Conosciutissimo è l’effetto Mozart, le sue note aiutano a comprendere testi particolarmente difficile, facilitando la concentrazione ed ignorando le informazioni superflue. Secondo Alfred Tomatis, uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico, l’ascolto della musica mozartiana è in grado di favorire l’organizzazione dei circuiti neuronali, rafforzando i processi cognitivi e creativi dell’emisfero destro.

Tira fuori la lingua, ti svelerò l’allergia

Credits photo: abcsalute.it

Vuoi conoscere le tue condizioni di salute? Come diceva il medico sin da quando eri piccolo, tira fuori la tua lingua.

Sulla base delle condizioni di questa, è possibile capire infatti se si è affetti da malattie o allergie, anche senza una visita dal medico. È quanto emerso da uno studio svolto da alcuni scienziati indiani, che si sono rivolti con questo test soprattutto a quei pazienti che abitano in zone remote del mondo e non si possono permettere di chiamare un medico.

Ma la novità non è tanto questa, quanto il fatto che per il test, i medici si siano serviti di un nuovo software per la raccolta delle immagini digitali della lingua, messo a punto da Karthik Ramamurthy e Rajalakshmi Engineering College in Chennai, e Siddharth Kulkarni e Rahul Deshpande della Facoltà di Ingegneria Elettronica presso l’Università VIT.
Secondo quanto riportato anche dal giornale internazionale dell’ingegneria biomedica e della tecnologia, questo aiuterebbe ad offrire una diagnosi probabile delle condizioni di salute del paziente sulla base dell’aspetto della sua lingua. Se hai tosse, febbre, ittero, mal di testa o problemi intestinali, sarà dunque la tua lingua a dirlo. Ecco una serie di forme e colori in cui questo organo potrebbe presentarsi e le possibili malattie o allergie associate.

Partiamo dunque dall’analisi di un paziente sano: la sua lingua sarà rosa, pulita e coperta di papille gustative.

Se invece la persona in questione ha problemi di salute, la sua lingua si presenterà sotto sembianze diverse: rossa, nera o bianca con infiammazioni in caso di una malattia del paziente conosciuta come mughetto vaginale; gonfia, per indicare una condizione allergica; scolorita, se vi è stato un abuso di antibiotici oppure come segnale della crescita di funghi nei pazienti con HIV.

Se invece la lingua presenta dei grossi solchi sulla superficie, è segno di un’infezione a trasmissione sessuale, la sifilide; una lingua muscolosa e liscia rivela i valori quantitativi di vitamina B12, ferro o deficit di folati oppure anemia, mentre piaghe o grumi sulla lingua, o sanguinamento senza motivo, sono sintomi di un cancro sulla bocca, per i quali bisognerebbe fare specifici controlli – afferma il Centro di studi del Cancro dell’Inghilterra.

Queste ricerche sono state utilizzate anche per distinguere una persona che russa – con una lingua extra larga – da una che non russa – misura normale della sua lingua.
Lo studio, pubblicato sul Journal Sleep, ha confermato come essere obesi aumenti il rischio di ostruire le vie aeree durante il sonno e quindi di russare. Il vero colpevole sarebbe infatti una lingua grassa, conseguenza dell’aumento smisurato di peso.

Successivamente per dare maggior valore all’affermazione, si è fatto un confronto tra pazienti obesi e persone meno grasse: questa verifica ha scientificamete provato, per la prima volta, una chiusura delle vie di respirazione durante il momento di riposo delle persone obese. Un primato negli studi che sarebbe stato confermato da Dr. Richard J. Schwab, ricercatore del Centro Medico dell’Università della Pennsylvania negli Stati Uniti. Mentre Timothy Morgenthaler, presidente dell’Accademia Americana della Medicina del sonno ha affermato che la misura della lingua dovrebbe essere considerata maggiormente negli studi dell’Ostruzione del Sonno d’Apnea (OSA) soprattutto per gestire meglio pazienti affetti da altri disturbi cronici quali alta pressione sanguigna, attacchi di cuore, diabete e depressione.

Ma i medici hanno sempre bisogno di incrementare le possibilità di salvaguardia della persona e soprattutto di prevenzione delle malattie, perciò prossima sfida è quella di mettere a punto uno strumento che rilevi le immagini degli occhi del paziente.