mercoledì, 23 Settembre 2026

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Uomini, la vostra biancheria intima può incidere sulla vostra salute

Boxer, slip, e perché no, perizomi, sono alcuni fra i vari tipi di biancheria intima che è possibile trovare nel guardaroba di un uomo. Da sempre sono oggetto di regali e pensierini di Natale delle fidanzate, o per chi ce l’ha dell’amante. Quest’anno ne sono stati regalati più di 500.000.

Potremmo dire Paese che vai mutanda che trovi, visto che indagini di mercato effettuate hanno dimostrato che gli slip sono prediletti dagli scozzesi (ma non si diceva che sotto il kilt, niente?), i londinesi optano invece per linee più avvolgenti, mentre gli uomini del Midlands e del Galles sono appassionati di boxer.

Ma il tipo di biancheria intima che si sceglie potrebbe essere più di una semplice moda o dichiarazione culturale. Gli esperti ora credono che possa incidere anche sulla salute. Allergie, dolori, infertilità, eczemi, sono solo alcuni disturbi causati dalla cattiva scelta della biancheria intima, che invece merita una certa attenzione.

Dermatite

Adam Friedmann, dermatologo presso l’Ospedale Whittington e la clinica dermatologica Harley Street di Londra, ha spiegato che le pieghe del corpo sono soggette ad una forma di dermatite nota come intertrigo, che lascia la pelle rossa e dolente. Negli uomini questo è più comune, in particolar modo nella zona dell’inguine. Noto colloquialmente come “prurito Jock”, è aggravato dal materiale della biancheria intima, sostiene il Dott. Friedmann. L’intertrigo è causato da una combinazione di eczema, una lieve infezione fungina (funghi che vivono in particolare nelle zone calde e umide) e un irritante, come il sudore.

Per prevenire o ridurne i suoi sintomi, il Dott. Friedmann consiglia sempre agli uomini di indossare biancheria intima realizzata con materiali assorbenti come il cotone, che assorbe il sudore e lascia traspirare la pelle.
Materiali meno assorbenti, come la seta, il nylon e la lycra, possono peggiorare il problema, soprattutto se si sceglie biancheria molto stretta che mantiene i testicoli vicini al corpo“, sostiene Christopher Eden, professore di urologia presso l’Ospedale di Guildford, “perché i testicoli, generalmente caldi e sudati, possono essere un focolaio per i funghi in quanto forniscono un ambiente caldo e umido“.

Allergia

Non solo il tessuto ma anche il colore della biancheria intima potrebbe causare problemi. Il composto PPD infatti, che viene utilizzato come tintura nera di scarsa qualità nei prodotti a basso costo, può provocare un’allergia da contatto. Quindi è preferibile attenersi a marchi conosciuti.

Infertilità

Fino a poco tempo fa, agli uomini che desideravano migliorare i loro spermatozoi veniva detto di condurre una vita sana, di non fumare, di non assumere alcolici, droghe, e veniva data allo stile di vita una grande importanza per la fertilità.
In realtà, recenti studi hanno dimostrato che lo stile di vita incide solo in maniera minimale nella “qualità dello sperma”, mentre un fattore molto più importante è il tipo di intimo.
Per rendere gli spermatozoi sani infatti, i testicoli devono essere un grado o due sotto la temperatura corporea, ed è per questo che l’evoluzione ha previsto che essi fossero “appesi” fuori in un proprio “sacco”, dove c’è appunto più fresco.
Gli slip stretti impediscono il raffreddamento, mettendo a rischio questa scelta evolutiva. E la stessa cosa vale per i pantaloni troppo aderenti. Molto più indicati sono invece i boxer e i pantaloni non aderenti.

I ricercatori dell’Università di Manchester e Sheffield hanno studiato 900 uomini con problemi di oligospermia o di azoospermia e hanno cercato fattori comuni. Un primo risultato sorprendente è che il numero di fumatori e di non fumatori era identico, ad indicare che il fumo non incide sulla fertilità. Si è invece visto che la maggior parte di loro indossava intimo stretto o pantaloni aderenti.
Quindi, indossare boxer non ti garantisce certo di diventare papà, ma ne aumenta di molto le possibilità.

Cambiare intimo quotidianamente

Si sa, gli inglesi non sono famosi per la loro igiene personale, e un’altra conferma in tal senso ci viene fornita da un sondaggio condotto dalla Mintel nel 2012, secondo cui un quinto degli uomini inglesi non cambia la propria biancheria intima ogni giorno. Così facendo, aumenta il rischio di infezioni fungine come la candida e il mughetto. E il fetore, aggiungerei.
Ma questo consiglio non vale solo per gli uomini, lo estenderei a tutto il genere umano e se ce ne fosse bisogno, da poter ripetere più volte al giorno. Ma non ci distraiamo, torniamo agli uomini.

Avete bisogno di supporto?

Gli uomini in realtà non hanno bisogno di un sostegno scrotale fermo per la loro salute“. “Dopo tutto“, afferma il professor Eden, “i vestiti sono relativamente un’invenzione moderna. La biancheria aderente non fermerà il cedimento legato all’invecchiamento. Con l’avanzare dell’età, l’ elastina (la componente elastica della pelle) diminuisce, causando le rughe e la pelle flaccida, e questo vale anche per lo scroto. E la biancheria intima di supporto questo non può cambiarlo“.

Gli uomini sarebbero più sani e fertili senza mutande?

Come sostiene il Professor Eden “Probabilmente gli uomini starebbero meglio senza indossare biancheria intima, dato che ciò ridurrebbe la sudorazione e di conseguenza il rischio di infezioni della pelle, e potrebbe migliorare la fertilità“. E l’igiene? Dove la mettiamo?

Se uscire senza mutande non fa per voi, il professor Eden raccomanda però quantomeno di non usarle di notte. Dormire nudi infatti permetterebbe all’area in questione di respirare, restare alla temperatura ideale e aiutare la fertilità.

Apigenina, un’alleata nella lotta contro il cancro

Quanto sedano mangiamo? Quanta camomilla beviamo? Con quanto prezzemolo condiamo le nostre pietanze?

Importa? Secondo uno studio finanziato dal National Cancer Institute e dalla National Natural Science Foundation of China, sì. In questi alimenti, infatti, si concentrerebbe un’alta percentuale di apigenina, sostanza utile nella lotta contro il cancro. Secondo la ricerca, il composto presente nel sedano, metterebbe in atto un’importante azione antitumorale, in particolare contro il cancro del pancreas, delle ovaie, della mammella e dei polmoni. L’apigenina è stata infatti somministrata ad alcuni ratti che avevano contratto tumori, rivelatisi resistenti alla chemioterapia. Il composto si è così dimostrato utile nel contrastare vari tipi di metastasi presenti nell’organismo degli animali.

Uno studio similare, condotto però in vitro, aveva dimostrato come la sostanza fosse in grado di bloccare la crescita delle cellule tumorali del pancreas. A conferma di questo studio è giunta poi la ricerca dell’Universita dell’Illinois, che ha sperimentato i benefici dell’apigenina e della luteolina (sostanza presente nei peperoni, nelle carote, nel finocchio) sul cancro, in particolare riuscendo a debellare le cellule metastatiche del tumore al pancreas.

Una scoperta che consentirebbe di fare prevenzione e cura del male del secolo, semplicemente ripartendo dall’alimentazione e da cose semplici come frutta e verdura. Un’informazione, adesso, che è importante avere per iniziare ad affilare le spade per la sfida più grande: quella con la nostra salute.

Salute e lavoro non vanno d’accordo

humannaturallysg.com

La salute prima di tutto, ma secondo una ricerca dell’associazione umanitaria inglese British Heart Foundation (BHF) non è così. Sembrerebbe, infatti, che al primo posto delle cose più importanti ci sarebbe il lavoro, prima ancora del proprio benessere. Tra 1300 lavoratori inglesi, partecipanti alla ricerca, ben il 71% (uno su tre) si reca a lavoro anche con l’influenza, due su cinque posticipano o annullano una visita dal medico, mentre un quinto rinvia o disdice un appuntamento con uno specialista in una clinica o all’ospedale.

Troppo impegnati con il lavoro per potersi permettere un pò di tempo libero da dedicare alla tutela della propria salute, questo sarebbe il motivo dominante della grave negligenza. La colpa va a ricadere sulle aziende che non sarebbero, quindi, in grado di gestire efficacemente i costi dovuti alla mancanza di staff per malattia, pari a circa 37 miliardi di euro all’anno. Per questa ragione la BHF lancia un appello al direttivo di tutte le aziende nello UK.

Questa ricerca rappresenta un altro promemoria per le aziende, del fatto che la salute e il benessere dei lavoratori non vengono presi abbastanza seriamente, e che milioni di persone mettono la loro salute a repentaglio per il lavoro“, ha spiegato Lisa Young, a capo del programma chiamato Health at Work (“salute al lavoro”) della BHF.

Il 20% degli intervistati teme di poter subire un infarto a causa dello stress legato al lavoro ed il 4% di essi afferma che è il lavoro stesso ad essere causa di malessere. Durante i mesi più freddi, poi, le condizioni di salute dei lavoratori peggiorano ulteriormente.

Rimandare importanti appuntamenti dal medico è incredibilmente rischioso, non solo per le persone e la loro salute, ma a lungo andare anche per le ditte. Abbiamo preso in considerazione oltre 9.500 aziende in tutto il Regno Unito e il loro livello d’investimento sulla salute dei lavoratori. Se fosse più alto, sarebbe migliore anche la loro performance, si conterebbero meno assenze a causa di problemi di salute, e anche il livello del benessere generale sarebbe molto più elevato“, ha continuato l’esperta.

Il consiglio dei ricercatori è, quindi di prendersi cura prima di tutto della propria salute, non andare in ufficio se non ci si trova nelle condizioni fisiche adatte e, soprattutto, mai trascurare un appuntamento dal medico anche se l’unico orario disponibile coincide con l’orario di lavoro, perché la salute viene prima di tutto.

Le donne soffrono di mal d’inverno più degli uomini

Credits photo: informasalute.net

Se ti senti spossata, annoiata e priva di energie, non ci sono dubbi, anche tu fai parte di quel 50% di donne che soffre il mal d’inverno. A dimostrarlo è una ricerca scientifica che spiega perché il cosiddetto “sesso debole” risenta del cambio d’orario invernale maggiormente rispetto agli uomini. Scopriamo allora i sintomi e come porre rimedio a questo malessere.

Secondo gli studi, come primo segnale dell’arrivo della nuova stagione, il 44% delle donne ha difficoltà ad alzarsi, mentre solo il 33% degli uomini avverte lo stesso problema.
In secondo luogo il 37% delle donne si sente meno motivato, allo stesso tempo solo il 28% degli uomini perde la propria voglia di fare.
Infine mentre il 15% delle donne subiscono gli effetti negativi della minor quantità di luce a partire dal solstizio d’inverno, solo un uomo su 5 afferma di risentire di ciò.

Perché questo avviene?

Secondo lo psicologo del comportamento Jo Hemmings, la sofferenza delle donne al cambiamento climatico è da attribuire proprio ad una loro più accentuata sensibilità ai mutamenti ciclici, da quelli ormonali a quelli biologici sino alle variazioni stagionali.

Se prendiamo infatti in considerazione la difficoltà nel risveglio mattutino, scopriamo che questa è data dall’aumento della produzione della melatonina, l’ormone del sonno, che ha un effetto letargico e demotivante.
Questo ormone si rigenera più velocemente nei mesi invernali proprio a causa della scarsa esposizione alla luce.

Inoltre secondo tallone d’Achille delle donne tra dicembre e marzo è la dieta: non solo perché tentate dalle prelibatezze natalizie, ma anche perché in questo periodo aumenta il bisogno di mangiare ed in particolare il desiderio di zuccheri e carboidrati. Almeno il 15% delle donne ammette di mangiare uno snack extra in questa stagione.

Come contrastare il mal d’inverno?

Una ricerca dell’Anglian Home Improvements su 2000 persone ha rivelato che il 66% di loro si sentiva meno motivato nella stagione invernale, mentre 6 su 10 persone subivano degli influssi negativi sul proprio umore.

A questo punto le stesse persone hanno risposto alla seguente domanda: che cosa può aiutarti a reagire a questo stato di malessere?
Il 58% ha affermato che un buon rimedio è rilassarsi di fronte alla tv, mentre il 28% si sente meglio dopo aver prenotato una vacanza.

Che cosa dicono invece gli esperti?
Secondo i ricercatori esistono tre buoni metodi per subire il minimo possibile degli influssi del mal d’inverno: esercizio, il comfort a casa, prendere il sole.

Esercizio
Un po’ di esercizio è sempre consigliabile, non solo per rimanere in forma, ma anche perché questo permette di aumentare un’ormone chiamato seratonina, che ha influssi positivi sul nostro umore. Gli studiosi consigliano anche di assumere maggiore vitamina D.

Riposarsi
Stare a casa, sdraiarsi, guardare la tv o prenotare una vacanza: non c’è nulla di meglio per auto motivarsi. E perché non fare qualche ritocco alla propria casa?

Prendere il sole
Nei mesi invernali, le ore di sole sono davvero poche ma proprio per questo è bene approfittarne: concedetevi una pausa e andate a fare una passeggiata, un po’ di esercizio o semplicemente sedervi al sole. Vi sentirete rigenerati, ma soprattutto, rigenerate.