mercoledì, 27 Maggio 2026

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Zucchero: effetti collaterali, e non solo per la linea

Lo zucchero sarà anche dolce, ma consumarne quantità eccessive lo è altrettanto? Stando ai risultati delle più recenti ricerche, no: introdurre troppo zucchero nell’organismo non è pericoloso solo per la linea, ma anche per la salute mentale, perché favorisce l’insorgere di depressione, ansietà e stress.

Per quanto il fruttosio sia un tipo di zucchero comunemente presente in natura, come per esempio nella frutta e nella verdura, non è affatto raro che lo si aggiunga a prodotti alimentari e bevande industriali. Pare, dunque, che proprio il fruttosio sia responsabile dello sviluppo di malattie come il cancro, disturbi cardiaci e renali, l’ipertensione, il diabete e persino la demenza: i ricercatori, però, hanno scoperto che questo zucchero può addirittura alterare il modo in cui il cervello umano risponde allo stress, con conseguenze importanti al livello comportamentale.

Durante lo studio, condotto dalla Dottoressa Constance Harrell, professoressa dell’Emory University di Atlanta, le cavie sono state divise in due gruppi differenti: quello dei topi giovani ha seguito una dieta prevalentemente a base di fruttosio, quello dei topi adulti una dieta standard. Dopo dieci settimane, le cavie sono state sottoposte a condizioni di stress: messe a nuotare o a percorrere labirinti, esse hanno mostrato reazioni diverse a seconda del gruppo di appartenenza. I topi giovani, che seguivano la dieta a base di fruttosio, hanno mostrato una più alta produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, rispetto a quelli adulti: e, difatti, durante i test le loro reazioni sono state in gran parte ansia e depressione.

Tali risultati permettono di suggerire che una dieta ad alto contenuto di fruttosio durante l’età adolescenziale può andare ad aggravare la tendenza alla depressione, così come a peggiorare la risposta allo stress: “Le nostre scoperte – afferma la Harrell – forniscono nuove basi per soffermarsi su quanto le abitudini alimentari possono incidere sulla sanità mentale e portare a conseguenze importanti sia al livello nutrizionale, sia al livello di sviluppo vero e proprio“.

Dolori mestruali, ecco gli alimenti che aiutano a combatterli

Ogni mese con l’arrivo delle mestruazioni arrivano anche gli indesiderati dolori mestruali -portatori di crampi, nausea, mal di testa, mal di schiena, mal di reni, mal di pancia e mal di gambe- che ci fanno vivere in maniera abbastanza stressante quei cinque giorni del mese.

Per combattere i dolori mestruali ricorriamo spesso ad antidolorifici, e per almeno qualche ora riusciamo a stare bene, Quello che forse non sapevamo è che esistono dei rimedi naturali che ci aiutano a combattere gli odiosissimi dolori mestruali senza dover ricorrere alla cara vecchia borsa dell’acqua calda o all’abuso di medicinali.
Dunque, per superare la dismenorrea- cioè il ciclo mestruale doloroso- dobbiamo ricorrere ad un’alimentazione sana ed evitare quegli alimenti troppo salati e troppo grassi che riducono l’assorbimento del magnesio.

Pesce e frutta secca

Tonno, salmone, pesce spada, pesce azzurro, acciuga, trota, sono tutti tipi di pesce ricchi di Omega 3, mentre la frutta secca come i pistacchi, le arachidi, la crusca e le noci sono ricchi di vitamina B1 ed aiutano a ridurre l’intensità dei crampi dovuti dalle contrazioni dell’utero.

Broccoli

I broccoli sono ricchi di calcio e, oltre a possedere dalle proprietà antitumorali, sono degli ottimi alleati delle donne perché contribuiscono allo sgonfiamento dell’addome.

Alimenti ricchi di magnesio


I ceci, le patate bollite, le mandorle, le banane, il cacao, le mele, il mais, le zucchine etc, sono tutti alimenti ricchi di magnesio che hanno una azione antispastica e rilassante sull’utero. Durante i giorni di ciclo è essenziale assumere molto magnesio onde evitare stanchezza, malumore e stress.

Arance

Le arance, oltre ad essere ricche di vitamina C, contengono anche della vitamina B che ha un effetto calmante sui dolori.

Carboidrati


Durante i giorni di ciclo ci sentiamo stanche e spossate ed è necessario sostenere il fegato con i carboidrati. Dunque pasta, pane, patate e riso sono essenziali nella nostra alimentazione.

Ebola, contagiato medico italiano

È risultato positivo al virus Ebola un medico italiano operativo in Sierra Leone. Lo ha comunicato il ministero della Salute, dopo aver avuto notizie dall’Ong Emergency nel pomeriggio di ieri. Sono state attivate di urgenza l’Unità di crisi della Farnesina e l’Aeronautica militare per il trasferimento del paziente, che nella notte verrà trasportato all’Istituto Nazionale pe le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha dato disposizioni immediate riguardo il trasferimento e il trattamento del medico italiano con trasporto ad alto biocontenimento.

“Il medico di Emergency arriverà in Italia durante la nottata. Sono state predisposte tutte le misure per garantire il trasporto e il ricovero del paziente in massima sicurezza e iniziare tempestivamente il trattamento clinico”, sottolinea il ministero.

“Mi sento di rassicurare la famiglia che il nostro medico sta bene, non ha avuto febbre o altri sintomi durante la notte, stamattina ha fatto colazione e continua a bere in maniera autonoma, esprimo la mia vicinanza a lui e alla famiglia e assicuro che il governo italiano tutto è al fianco del nostro connazionale”. Lo ha affermato, in una nota, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Sfatato il mito delle 8 ore di sonno

Credit: www.giornalettismo.com

Se siete sempre stanchi al mattino, se non riuscite mai ad alzarvi da sotto le coperte, se vi serve sempre una buona dose di caffè per iniziare a carburare, allora forse dormite troppo. Non troppo poco, solo troppo.
Una ricerca finlandese ha infatti sfatato il mito della necessità delle 8 ore di sonno per notte.

Lo studio condotto dai finlandesi rivela nuovi dati: svolto su 1885 uomini e 1875 donne, e pubblicato a settembre sulla rivista scientifica Sleep, ha quantificato il tempo esatto che maschi e femmine dovrebbero impegnare dormendo: 7,6 ore le donne (pari a 7 ore e 36 minuti) e 7,8 gli uomini (pari a 7 ore e 48 minuti). Nulla di più, nulla di meno.

A ogni partecipante è stato inizialmente chiesto di indicare età, eventuali problemi di salute, la quantità di ore dormite, la qualità del sonno, i disturbi riportati (prima di dormire, durante la notte e durante il giorno) e i giorni lavorativi persi. Da questi dati forniti è emerso che coloro che rispettavano la giusta media di ore di sonno perdevano meno ore lavorative per malattia, che si riducono del 28%.
Chi invece dorme meno o più delle ore indicate dal nuovo studio finlandese non proverà altro che sonnolenza mattutina e assenza dal lavoro: la ricerca ha calcolato infatti che le persone che dormono male si assentano circa 8 giorni in più rispetto a chi dorme le giuste ore di sonno.

Capita però che si faccia fatica ad addormentarsi, specialmente in concomitanza al cambio di stagione, o che ci si svegli molte ore prima di quando abbiamo impostato la sveglia e non si riesca più a chiudere occhio.
Ecco allora qualche consiglio per prendere sonno più facilmente e dormire meglio:
– Cercate di andare a dormire sempre alla stessa ora, e mantenete anche una certa regolarità nel svegliarvi la mattina
– Riducete il fumo e l’alcool
– Niente caffè, the, o bevande contenenti queste sostanze per almeno le 6 ore precedenti il riposo
– Prima di andare a dormire, non mangiate troppo, non mangiate troppo poco: in entrambi i casi rischiate una notte insonne con i crampi allo stomaco
– Fate sport durante il giorno se vi è possibile, farlo alla sera vi “sveglia”
– Eliminate computer e dispositivi elettronici prima di andare a letto, ma sopratutto non portate il vostro smartphone sotto le lenzuola con voi.

[Credit: lifegate.it]