mercoledì, 23 Settembre 2026

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Mai più una casalinga disperata

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Chi non ha mai pensato a quanto fortunate sono le casalinghe? Non hanno orari da rispettare, possono gestire il loro ammontare di lavoro, possono dormire di più al mattino, non hanno nessun capo a cui rendere conto. Eppure non è così. Spesso queste donne sono più stressate e meno felici rispetto a qualsiasi altro lavoratore.

I motivi sono molti e non sono certo da sottovalutare. Il loro lavoro non è riconosciuto, né rispettato. Badare a casa e famiglia sembra un atto dovuto e non un compito che una moglie e madre svolge quotidianamente e con impegno. Non c’è nessuna legge che obbliga una donna a stare in casa. Si tratta spesso di una scelta familiare pensata, a causa della quale la donna rinuncia alla sua affermazione professionale al di fuori delle mura domestiche. E lo fa con piacere, per accudire o occuparsi amorevolmente della propria famiglia.

Ma poi arriva un momento in cui non basta più. La casalinga comincia a sentirsi frustrata, non vede nient’altro all’infuori di tavole da apparecchiare, letti da rifare e polvere che si deposita ovunque. Il massimo del contatto con le persone che intrattiene è col panettiere o col commesso del supermercato. Mariti e figli, spesso, scaricano a casa i loro problemi, senza rendersi conto che casa è il luogo di lavoro di un’altra persona. Niente orari di lavoro definiti, niente ferie o permessi, sempre l’impressione di essere oberate di lavori da fare. La casa diventa una prigione. E la casalinga disperata e infelice. Dunque, ecco alcuni consigli per cercare di alleggerire questo lavoro ancora oggi sottovalutato.

Fare un programma

Decidete cosa fare ogni giorno stabilendo degli orari. Il rispetto del vostro piano di lavoro non vi farà perdere tempo e a fine giornata vi darà la sensazione di essere state concludenti. Ne sarete soddisfatte.

Non essere ossessive

Se avete lavato tutto il giorno precedente, il giorno seguente non può essere già tutto sporco. Usate prodotti di fiducia (antibatterici, antistatici..) e che profumino: daranno l’impressione che sia più pulito. Non ostinatevi a fare lavori inutili. Dedicate ad ogni attività il giusto tempo e il ripetetela un numero di volte adeguato. Ad esempio, sistemare il giardino una volta a settimana, pulire bagno e cucina a giorni alterni, lavare il pavimento ogni due giorni, spolverare due volte la settimana.

Stroncare il disordine sul nascere

Avere piccole quantità di lavoro da fare induce a cominciare. Vedere il lavello pieno di pentole e stoviglie o una montagna di vestiti da stirare farebbe scappare chiunque. Evitate che l’ammontare di lavoro cresca in maniera spropositata, questo fa aumentare l’ansia.

Coinvolgere tutti

Ogni membro della famiglia deve dare una mano in casa. Ognuno deve avere cura del suo spazio e avere qualche attività a cui contribuisce. A maggior ragione se la moglie o la mamma ha un impiego. Perché dovrebbe fare anche un secondo lavoro, come quello della casalinga, tutto da sola?

Fare attività fisica

Il lavoro della casalinga non è considerato abbastanza pesante da poter essere descritto come attività fisica. Fare del sano movimento è importantissimo per la vostra salute. Una camminata quotidiana, un corso di nuoto, esercizi in palestra. Abbiate cura del vostro corpo e anche la mente ne gioverà.

Dedicarsi ad attività piacevoli

Non sentitivi in dovere di fare sempre qualcosa. Sentitevi libere di guardare un programma alla tv sedute in divano senza dover per forza avere in mano i calzini da cucire o la biancheria da piegare. Trovate il tempo per dedicarvi a quelle attività che vi piacciono, che sia leggere un libro, frequentare un corso di bricolage o andare a bere un caffè con le amiche.

Non lasciatevi andare

Siete persone, non schiave della famiglia o della casa. Per cui vestitevi bene, truccatevi, non lasciatevi andare al disordine o alla sciatteria. Se vi sentite bene con voi stesse, risulterete attraenti e ammirabili per gli altri. Sarete per i figli un esempio e per il vostro compagno una donna, da rispettare e desiderare.

Nasce l’app contraccettiva contro le gravidanze indesiderate

Per quelle che sono abituate a prendere la pillola, gli effetti collaterali sono gestibili se non addirittura inesistenti. Ma per altre, la reazione legata alla combinazione chimica di progesterone ed estrogeno è davvero insopportabile: sbalzi d’umore, pianti e persino abbassamenti della libidine sono tra le più frequenti lamentele.

Quel che emerge è che un vasto numero di donne sta cercando una valida alternativa, che potrebbe essere costituita da una recente app creata da una coppia in Svizzera: NaturalCycles, infatti, non richiede nient’altro che la temperatura corporea delle proprie utenti per calcolarne i momenti di maggiore fertilità. Così, nei giorni rossi, l’applicazione ricorda alla coppia di usare il preservativo per ridurre il rischio di gravidanza.

Nei giorni che precedono l’ovulazione, nel corpo di una donna circolano estrogeni, che abbassano la sua temperatura corporea. Nella fase di post-ovulazione, invece, il progesterone riscalda il corpo, portando a un aumento della temperatura. È tra queste due fasi che si colloca l’ovulazione, il momento di maggior fertilità, in cui la temperatura del corpo femminile aumenta dai 0.2 ai 0.45 gradi centigradi.

Il sondaggio condotto da NaturalCycles ha dimostrato che almeno il 63% delle donne intervistate conosce davvero poco le pillole contraccettive e che tra queste almeno il 40% non è soddisfatta dei metodi impiegati per questo stesso scopo: ma, una volta passate all’app di Natural Cycles, più del 70% delle 10.000 utenti ha espresso il proprio pieno apprezzamento rispetto all’utilità che essa offre, in primis rispetto al fatto che quasi tutte sono riuscite ad apprezzare maggiormente il proprio corpo.

In maniera del tutto decisiva, la compagnia ha asserito che in più di 300.000 giorni non una sola gravidanza indesiderata è stata segnalata. La dottoressa Elina Berglund, e suo marito Raoul Scherwitzl, si augurano di poter al più presto assicurare alle proprie utenti un sistema di contraccezione naturale e sicuro al 99.9%: entrambi dottorandi in fisica, i due hanno elaborato algoritmi matematici per sviluppare un sistema sano e sicuro per prevenire e programmare le gravidanze, cosa che sembra essere proprio sul punto di realizzarsi.

Lavorare più tardi aiuta a dormire meglio?

Credits photo: www.panorama.it

Ritardare l’orario di inizio a lavoro la mattina, aiuta a dormire meglio e di più: è quanto abbiamo sempre sognato, ogni mattina, sin da quando eravamo bambini ma a dirlo stavolta sono alcuni ricercatori della scuola di medicina dell’Università del Pennsylvania. Basner e la sua équipe hanno infatti dimostrato che il lavoratore o studente approfitta di ogni ora di ritardo, concessa a lavoro o scuola, per dormire 20 minuti in più e meglio.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Sleep, è partito da una ricerca, riportata nell’American Time Use Surveys, che aveva precedentemente analizzato e le abitudini di sonno notturno di 124.517 cittadini statunitensi, nel periodo che andava dal 2003 al 2011. Il maggiore esponente, Dr. Mathias Basner, insieme ai suoi colleghi, ha quindi deciso di mettere in correlazione i risultati di questa prima indagine con l’orario di inizio delle attività a lavoro o a scuola.

Ciò che ne è emerso è che chi doveva trovarsi sul posto di lavoro prima delle 6 del mattino, non dormiva più di 6 ore, mentre se le attività di educazione o lavoro erano programmate tra le 9 o le 10, ogni soggetto dormiva mediamente almeno 7:29 ore: si aggiungevano così circa 20 minuti a letto per ogni ora di ritardo di inizio dell’attività educativa o lavorativa.

In secondo luogo, si è provato che coloro che erano abituati dormire meno, lavoravano in media di più dei colleghi: all’incirca 1.55 ore in più nel corso di giorni settimanali e 1.86 ore in più nei fine settimana o durante i periodi festivi.

Ma questo non è tutto: gli short sleepers infatti, non solo erano i primi ad uscire di casa la mattina, ma anche gli ultimi a rientrare, soprattutto perché molti di loro erano pendolari.
Questo discorso valeva soprattutto per le persone che avevano più lavori e che quindi nel 61% dei casi dormivano meno di sei ore.

Gli scienziati dunque, insieme a Basner, professore del sonno e della cronobiologia in psichiatria nell’università del Pennsilvania, fatto un quadro della situazione, hanno proposto la loro soluzione: maggiore flessibilità per l’orario di inizio a lavoro o a scuola la mattina, in modo da recuperare le ore di sonno perdute, migliorarne la qualità e impedire che un unico soggetto si dedichi a più impieghi contemporaneamente.

È utile perciò ricordare che dormire non è solo un abitudine ma un modo per concedere a noi stessi un meritato riposo fisico, mentale ed emotivo, indispensabile per riprendere con vigore la nostra vita il mattino seguente – così come affermato anche, in altri termini, dal Dr.Timothy Morgenthaler, presidente dell’Accademia Americana del sonno.

Nel concreto, dormire 7-9 ore per notte ridurrebbe infatti, il rischio d’ansia e, secondo l’Accademia Americana del Sonno, aiuterebbe a mantenere un’ottima salute, produttività e vigilanza mattutina.

Una sedia a due gambe contro la sedentarietà (FOTO)

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Una ricerca, pubblicata lo scorso anno, ha dimostrato che coloro che passano più di quattro ore al giorno seduti hanno un maggiore rischio di soffrire di malattie croniche, tra cui il cancro, il diabete e le malattie cardiache. Il professor Richard Rosenkranz, che ha condotto lo studio presso la Kansas State University, ha affermato che più una persona sta seduta, maggiori sono i rischi per la salute.

Ci sono lavoratori che passano più del 70% del loro tempo seduti, senza mai muoversi. Pensando alla mancanza di attività nella moderna vita lavorativa, un designer francese, Benoit Malta, ha creato una sedia salutare al benessere fisico. La sedia infatti ha una particolarità: ha solo due gambe. L’intento è quello di combattere l’inattività, in quanto chi ci si siede deve usare tutti i muscoli per tenersi in equilibrio. La sedia non è sicuramente fra le più confortevoli e si comporta come una palla: la persona seduta deve muoversi continuamente per stare stabile e tenere la migliore postura. Non è pensata per essere usata per tutta la giornata lavorativa, ma solo per qualche ora.

Il designer ha impiegato nove mesi di studio e sviluppo, lavorando con ergonomisti e terapisti per affinare la struttura. A dispetto di quanto rischiosa possa sembrare a prima vista, la sedia è studiata per prevenire le cadute. Le gambe sono state inclinate di 12 gradi rispetto all’asse verticale e l’altezza dello schienale è stata resa idonea appositamente per lo scopo.

Al momento la sedia con due gambe è un pezzo unico. Non è stata prodotta con l’intento di essere commercializzata, ma solo come una possibile risposta all’inattività. La mancanza di tempo induce le persone ad abbandonare l’attività fisica o a considerarla come la cosa meno importante. Nel tempo libero si guarda la tv o si sta al computer e sempre più persone soffrono di dolori spinali e muscolari. La causa principale è proprio un comportamento stazionario.

Il mercato propone prodotti sempre più comodi e che semplificano la vita: dagli elettrodomestici che aiutano nei lavori domestici, fino a quei prodotti altamente sofisticati che consentono di avere una vita più facile e salutare, come i divani ergonomici o i materassi che rispettano le posture del corpo nel sonno. Benoit Malta ha invece intenzionalmente costruito un prodotto scomodo. Una provocazione. Un incentivo ad abbandonare i comportamenti sedentari e spingere le persone a riflette su quanto importante sia fare quotidianamente un po’ di movimento.