mercoledì, 17 Dicembre 2025

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Rupert Grint non ha partecipato alla Harry Potter reunion

Alla Harry Potter reunion c’era un grande assente: Rupert Grint, ovvero Ron.

Direte voi “ma come lo abbiamo visto!”, sì certo ma lui in realtà non c’era.

Nello speciale televisivo Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts, mancava proprio Ron, ma perché?

Harry Potter reunion: i grandi assenti

Si è da poco tenuta, a Londra, la Harry Potter reunion per festeggiare i vent’anni dell’uscita della saga.

Fra i grandi assenti c’era la scrittrice J.K. Rowling, non più ben vista dai fan per le sue dichiarazioni omofobe. Molti attori, tra cui i tre protagonisti, si sono più volte dissociati da queste dichiarazioni. La Rowling ha poi fatto sapere di non aver accettato l’invito, perché l’intervista di repertorio era più che sufficiente (ovvero quegli spezzoni del 2019 che avete visto).

Ma non c’era nemmeno Rupert Grint, sebbene sia comparso accanto a Emma Watson (Hermione) e Daniel Radcliffe (Harry).

Che cos’è questa stregoneria?

Rupert Grint non ha partecipato alla Harry Potter reunion

Durante il filmato della Harry Potter reunion, alcuni fan molto attenti hanno notato che Ron non era fisicamente lì con loro.

Rupert Grint infatti non ha partecipato insieme agli altri. In quel momento si trovava a Toronto, in Canada, per girare la serie di Netflix Cabinet of Curiosities.

Ok, rimane però il fatto che li abbiamo visti insieme nel filmato.

Ebbene, questi fan attenti hanno notato un cambio di colore di smalto di Emma Watson, il che fa pensare che quelle scene fossero già state girate.

Si suppone infatti che Emma Watson sia volata in Canada, per l’intervista con Rupert Grint, che poi è stata montata per farli sembra insieme sul set di Harry Potter.

Quando infatti sono tutti e tre insieme, Rupert è un’immagine digitale.

A conferma di questa ipotesi, nei titoli di coda compaiono i ringraziamenti per una troupe di Toronto.

Alessia Marcuzzi: “Mia figlia in quarantena, ecco cosa ho scoperto”

Un periodo molto difficile per Alessia Marcuzzi che ha la figlia in isolamento a causa del covid.

La figlia Mia, avuta dieci anni fa con Francesco Facchinetti, è risultata positiva al covid.

Per questo motivo è in isolamento nella sua camera.
E’ una situazione molto stressante e difficile, chi lo ha provato lo sa, ed Alessia ha voluto raccontarla.

Alessia Marcuzzi: “Mia figlia in quarantena, ecco cosa ho scoperto”

Alessia Marcuzzi ha voluto condividere sui social questo suo periodo difficile.

“Ho scoperto tante cose di Mia figlia mentre è in isolamento” ha scritto “Ho scoperto invece che Mia ha un grande senso di responsabilità non vuole mettere a rischio la vita degli altri, ed è molto premurosa con me quando entro (mascherata) per portarle da mangiare o pulire la stanza”.

Alessia, come tanti genitori, si deve confrontare con un grosso problema.

La figlia Mia, positiva, è in isolamento ma lei cerca comunque di rendere il più normali possibili le sue giornate.

Alessia Marcuzzi racconta l’isolamento della figlia

“Ci siamo ingegnate a fare un sacco di giochi insieme fuori dalla porta… accasciate per terra con quella parete che ci separa: leggiamo, facciamo Battaglia navale sul foglio, nomi cose, animali, indovina chi” racconta Alessia Marcuzzi,

E poi ci sono i compiti ma anche il legame con gli amici: “Le ho dato un telefono per parlare con i suoi amici e fare le videochiamate, così almeno si sente meno sola…”

Poi la confessione: “Prima del Covid litigavo spesso con lei sulla gestione di questi devices: il tempo limite era mezz’ora al giorno e basta, adesso è lei la prima a limitarsi perché dice ha molte altre cose da fare. Mi sembra un sogno”.

Infine racconta: “La sera, sempre attraverso la porta, facciamo le preghiere. E lei con la sua vocina meravigliosa, ne fa sempre una speciale per quelli che stanno male e in difficoltà. Ho capito in questi giorni di fugaci apparizioni a distanza e di sguardi innamorati che devo imparare ad essere una mamma più tollerante e più consapevole. Grazie Mia”.

L’incidente che potrebbe compromettere la carriera di Nek

La carriera di Nek è giunta al termine? Qualcuno pensa di si, per via del suo incidente.

Lo stesso cantante ha ammesso di aver rischiato molto. Un incidente che ha lasciato delle conseguenze e che poteva pregiudicare il suo futuro.

Vediamo cos’è successo.

Il brutto incidente di Nek

Nek si trovava nella sua tenuta di campagna a Sassuolo e stava usando una sega circolare. Si taglia una mano, la corsa in ospedale ed un intervento di undici ore.

L’intervento è andato a buon fine e l’attore non ha perso l’uso della mano, né delle dita.

A seguito dell’incidente ha dovuto fare una lunga riabilitazione.

Dopo un anno dall’incidente, Filippo Neviani ha deciso di raccontare cosa è successo e cosa poteva costargli.

Nek rivela come la sua carriera sarebbe potuta finire

«Volevo condividere qualcosa che era diventato un peso. È stato un lavoro terapeutico. Una serie di sedute di autoanalisi. Credo che l’incidente sia il frutto anche del lockdown che stavo vivendo e nel quale siamo stati tutti messi a dura prova. Un iperattivo come me in gabbia impazzisce» racconta Nek.

«L’incidente è improvviso. Il sangue, poi il dolore, la paura, lo shock. La corsa verso l’ospedale. La mano squarciata. La possibilità di non recuperarne l’uso. Che vuol dire perdere la funzionalità di una mano per un musicista? La stessa mano che ha sempre usato per suonare, comporre, creare?»

Filippo Neviani rivela che c’era una forte possibilità che quell’incidente gli costasse la carriera, non avrebbe potuto più suonare.

Di quella sventurata situazione porta ancora le cicatrici, scriveva “La mano è al 75-80%, non so dire se migliorerà ancora. Non riesco ancora a suonare la chitarra, ma posso farlo con la batteria, il basso e il pianoforte. E’ già importante che sia tutta intera: ho rischiato di perdere medio e anulare”.

La lunga riabilitazione invece gli ha permesso di poter proseguire, fortunatamente.

Harry rivuole la scorta, il ministero rifiuta

Siamo di fronte all’ennesima guerra a Palazzo: Harry tornerà in Inghilterra, ma ad una condizione.

Condizione che è stata rifiutata dal ministero dell’Interno britannico.

Harry e Meghan torneranno per i 70 anni di regno della regina Elisabetta II, e suo nipote è già pronto ad avviare una battaglia legale.

Harry rivuole la scorta, il ministero rifiuta

Harry e Meghan torneranno in Inghilterra per festeggiare il Giubileo di platino della regina Elisabetta II, ed in quella occasione presenteranno Lilibet alla nonna.

Ma Harry rivuole la scorta, pagandola di tasca, richiesta negata dal ministero dell’Interno.

Il principe dunque ha deciso di rivolgersi al tribunale in Gran Bretagna, perché a tutti i costi rivuole la scorta per se e per la sua famiglia.

Il duca di Sussex ha precisato che vuole finanziare di tasca propria la scorta, senza chiedere nulla ai sudditi, così come si paga la scorta negli USA.

Perchè Harry rivuole la scorta?

In Inghilterra, Harry non si sente sicuro. Era tornato per l’inaugurazione della statua di Diana ed aveva avuto a che fare con i paparazzi.

Ci fu un piccolo incidente a causa di questo inseguimento. Il duca non ha mai fatto mistero di aver incolpato i paparazzi della morte della madre.

In una dichiarazione ufficiale del ministero si legge: “Il principe Harry ha ereditato un rischio per la sicurezza alla nascita, per tutta la vita. Rimane il sesto in linea di successione al trono, ha servito due turni di combattimento in Afghanistan e negli ultimi anni la sua famiglia è stata sottoposta a ben documentate minacce neonaziste ed estremiste. Il Regno sarà sempre la casa del principe Harry e un Paese che vuole che sua moglie e i suoi figli siano al sicuro. Con la mancanza di protezione della polizia, c’è un rischio personale troppo grande”. 

Se il duca non dovesse riavere la scorta, deciderà di annullare il viaggio?