sabato, 4 Dicembre 2021

Lady A

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C'è una pillola per dimagrire, una per dormire, una per ringiovanire. E poi una per fare l'amore: quella pillola è Lady A. Perché all'amore servono consigli, così come alle persone serve fare l'amore.

L’intimità non è solo questione di sesso (LADY A)

Passiamo interi periodi della vita a sfilarci calzini come fossero autoreggenti, perché è l’atteggiamento quello che conta. Poi il motivo per mettere autoreggenti vere arriva e le aspettative salgono su un piedistallo altissimo, rischiando di precipitare rovinosamente al suolo. Perché sì, è bello ma non simpaticissimo, è simpatico ma non bellissimo: insomma, gli mancherà sempre qualcosa, come mancherà a noi.

Ma l’amore fa perdonare le mancanze e fa amare profondamente le presenze. Solo una mancanza non riusciremo a perdonarla mai: tanto sfiancante, intenso e salutare sesso. Perché insieme alle attenzioni, alla fiducia e all’amore, il sesso è il pilastro di una relazione. È il metro che misura l’attrazione tra due anime.

E a quelli che “il sesso non è fondamentale” farei una gigantesca e fragorosa pernacchia. Perché? Perché fare l’amore è unione, condivisione, è l’apice del cercarsi, è trovarsi con i cinque sensi (forse anche qualcuno in più), tutti lì, presenti, di colpo. È un punto dal quale non si torna più indietro. È il punto da cui si va parte, altrimenti ciao. Chi dice di riuscire a farne a meno, si sta solo accontentando di un rapporto a metà.

E chi l’ha detto che per fare l’amore bastano due corpi? Il sesso fa solo parte di un ingranaggio ancora più grande e ancora più complesso: quello dell’intimità. L’amore è chiassoso e pretenzioso, e spesso promette hic et nunc cose più grandi di lui, di noi, di tutto. Più discreta è l’intimità, spontanea complicità che anche chi ne è fuori avverte. L’intimità è una questione di testa e di chimica, per questo molti ne sono tagliati fuori. La riconduciamo alla mera fisicità, ma è infinitamente più complessa. È lei che ti fa pensare, anche solo per un momento, “sì è lui“. È lei che ti fa essere esattamente lì dove sei, in maniera pura, spensierata e serena.

Secondo un sondaggio condotto da un sito di dating online, una donna su cinque mette in discussione la propria relazione se l’intesa tra le lenzuola non è perfetta, esattamente come farebbe un maschio su tre. E sì, parliamo dell’atto fisico in sé, ma fino ad un certo punto. Perché la sessualità inizia dalle attenzioni quotidiane, dagli atteggiamenti che ogni giorno assumiamo nei confronti del partner. E ok, Richard Gere in Ufficiale e Gentiluomo magari ha distorto la nostra idea di gentleman, ma chi ti cerca tra la folla con gli occhi, chi coglie ogni momento per accarezzarti impercettibilmente, chi ti ha sempre lì, tra i pensieri, esiste, ed è la nostra metà. Quella che abbiamo scelto.

Dunque, alla domanda “quanto conta il sesso in una relazione?”, io rispondo che a fine giornata dovremmo tutti voler tornare tra le braccia di chi amiamo e fare tanto, sfiancante, intenso e salutare sesso. Esattamente come dovremmo pretendere occhi che ci guardano, mani che ci sfiorano e pensieri dedicati a noi durante tutto il resto del giorno. Ogni singolo giorno.

Il Kamasutra non fa per i vertebrati (LADY A)

Alcuni lo fanno con il cuscino, altri col divano, altri con un Magnum double chocolate, il Kamasutra. Poi ci sono i più fortunati, che possono mettere in pratica le antiche usanze sanscrite con una donna, o con un uomo a seconda dei gusti, addirittura umani, consenzienti e collaborativi.

Si chiamava Vatsyayana, l’autore del Kamasutra, il manuale indiano dell’amore, complicato da riprodurre almeno quanto è complicato pronunciare il nome del suo genitore. Perché tutti abbiamo dato un’occhiata alle posizioni descritte dal libro, constatando che sì, non tutte contemplano la presenza di ossa e legamenti nel corpo umano. Provate ad esempio con la “carriola acrobatica” o con “gli equilibristi”: scommetto che anche un rettile avrebbe difficoltà. E noi ci eravamo avvicinati tanto così con le posizioni provate in macchina, districandoci tra sedili, freno a mano, cambio e partner, perché necessariamente serve anche lui. Poi abbiamo capito che, dopo aver fatto l’amore, vince non chi ha finito il libro, ma chi ha ancora i menischi al proprio posto.

Un pool di ricercatori brasiliani, ha effettuato per 13 lunghi anni, una ricerca in tre ospedali della città di Campinas, mettendo su una vera e propria apologia del tanto criticato “missionario“. La maggior parte dei casi di frattura dell’organo sessuale maschile, sono dovuti, infatti, proprio a posizioni in cui è lei sopra a dirigere il gioco. Dunque, come non rischiare spiacevoli inconvenienti? Scegliendo la tradizionale, piacevole e sempreverde posizione del missionario, consapevoli di quello che il nostro fisico è in grado ancora di sostenere. Perché, gli studiosi non generalizzano: una coppia giovane e in salute, con pieno dominio sul proprio corpo, può sperimentare tutto, e dico tutto, quello che vuole.

Così il Kamasutra risulta affascinante, intrigante e in grado di innescare divertenti sfide tra le lenzuola, ma risulta anche estremamente pericoloso soprattutto in casi specifici, come l’età avanzata, cistiti, endometriosi, infezioni e secchezza vaginale. È un attimo, infatti, che la splendida partner sopra di voi, si trasformi nel medico di guardia al Pronto Soccorso. Perché alcune posizioni del libro sono così estreme che meriterebbero la GoPro.

Così, dopo averlo letto, posso con assoluta certezza affermare che anche in questo caso il libro è meglio del film. Così come posso affermare che se c’è l’amore e se c’è la fantasia, il sesso viene benissimo anche senza manuali indiani.

Chè quello che conta, a letto come nella vita, è prendere posizione.

Quale, leggetela o inventatela.

Quello che le donne non dicono (LADY A)

Hai ragione”, “mi vedo magra”, “simpatica la tua amica”: secondo la leggenda, nessuna donna ha mai pronunciato una di queste frasi a un uomo. Il suo uomo. Perché si sa, diciamo tante cose, ma mai quelle che il nostro lui vuole sentirsi dire. Perché quello che le donne non dicono, lo urlano, lo rinfacciano, se lo legano al dito. O perché quello che non diciamo, in alcuni casi, probabilmente non può essere detto. Per ripicca, spesso, perché vorremmo iniziaste voi a parlare dell’argomento tabù, una volta tanto. Per fare le misteriose, perché ce ne vergogniamo, perché ci fa ancora soffrire, perché faremmo soffrire voi e il vostro ego smisurato.

Quindi no, cari mariti, compagni, amanti, amici, non vi diremo con quante persone siamo state a letto. Saremo sempre lì, noi donne, a far finta di contare sulle dita di una mano, ma nessuno, eccetto il nostro ippocampo, saprà mai con precisione certosina il numero di partner con cui abbiamo condiviso l’intimità. Perché è passato, perché i motivi sono tanti, perché i ricordi a volte fanno male e rovinano il presente.

Non vi parleremo delle nostre esperienze sessuali, perché si chiama intimità e beh, se non siamo Nina Moric, deve restare tale per definizione. Ogni esperienza è diversa e ci segna, ci insegna, ci aiuta a comprendere cosa ci piace, cosa no. Aiutateci anche voi, senza stare lì a giudicare il nostro grado di esperienza.
Non vi confronteremo con i nostri ex, solo perché sapere che lo usate meglio vi farà dormire bene stanotte. Così come non vi diremo se a letto siete bravi o no: insomma, cari, si vede.
Non vi diremo che vi odiamo quando guardate le altre, perché dirvelo non eliminerà l’istinto muscolare che si aziona al passaggio di ogni quarta coppa B. Faremo semplicemente esplodere un terzo conflitto mondiale se superate la torsione della bambina dell’esorcista. Ma con discrezione.
Non vi diremo che non sopportiamo nessun essere di sesso femminile che vi si avvicini nel raggio di cinque metri. E non è misoginia, è proprio che non si devono avvicinare se ci tengono alla giugulare. Ma noi saremo sempre lì, con un sorriso falsissimo stampato sul viso, a dirvi tra i denti “non sono gelosa, nessun problema”, dandovi così solo il tempo materiale per scappare.

Non vi diremo che sarebbe meglio se vi ingozzaste come tacchini adesso, perché no, noi non cucineremo mai come la vostra mamma ed è meglio che siate preparati ad anni di tentativi ed esperimenti, per la maggior parte non riusciti.
Non vi racconteremo le storie che ci hanno fatto soffrire, perché siamo lì con voi e non c’è posto per nessun altro in quel momento, neanche per i ricordi.
Non elencheremo cosa non ci piace di voi, perché siamo così innamorate che ci piace tutto. E anche perché c’è tempo per rinfacciarvi ogni cosa: a cosa serve il matrimonio, se no?
Non vi diremo se abbiamo raggiunto l’orgasmo o se abbiamo provato i vocalizzi per la prima a La Scala, ubicata di solito nella nostra cabina doccia. E non ve lo diremo perché ci piace che restiate lì a crogiolarvi nel dubbio. Perché magari ogni volta avete un motivo per impegnarvi un po’ di più.

Non vi diremo tante cose, ma l’elenco del detto resterà insuperabile. Perché alla fine, quello che le donne non dicono, l’hanno già fatto. Così cari mariti, compagni, amanti, amici, un consiglio: preoccupatevi di quello che le donne non dicono, prima di lamentarvi dell’infinita mole di quello che dicono.

Amico della tua ex cosa? (LADY A)

Non ho sentito bene. Amico della tua ex cosa? Ripeti se hai il coraggio. Quella bionda, intelligente, simpatica. Quella che non dovrebbe più esistere. O che dovrebbe esistere solo per ricordarmi che anche il Karma esiste e faccio bene a crederci. Perché? Perché tu sei qui con me. Ma, ti prego, non restare qui per dirmi che “siete solo amici“. Perché, ogni volta che la guardi, la tua ex dovrebbe ricordarti solo perché è diventata un’ex. Scelta tua o sua, poco importa. Quello che importa davvero è che non è un capitolo chiuso. Quello che MI importa è che ha ancora un posto nella tua vita e, inesorabilmente, nella mia. E sì, forse sono sospettosa al limite della psicopatia, ma non chiedermi di essere tranquilla come se uscissi con una comitiva di francescani. Tranquilla non lo sarò mai, figurarsi. Perché le donne sono emozionalmente instabili. Le ex soprattutto. Confondono la nostalgia o, peggio, la solitudine con un ritorno di fiamma. Ma vedi cara, la piromane sono io.

Io che quando mi innamoro, lascio il resto del mondo fuori da questo sentimento. Io che ne ho avuti parecchi di ex, ma non ho lasciato che nessuno di loro si intromettesse nella mia nuova vita. Perché lo sapete come la penso: il passato è una lezione, non si deve continuare a viverlo. E sarò anche troppo netta, ma questa determinazione risparmia un sacco di ferite, a se stessi e al proprio partner. Quanto sarebbe brutto fare i conti ogni giorno, o giù di lì, con i propri fallimenti? Perché gli ex sono questo: fallimenti. Sono sconfitte da cui imparare e che ti dicono che la prossima volta può andare solo meglio. Non sono amicizie nuove con cui condividere il fatto di avere un uomo in comune. Un uomo con tutta la sua intimità, il suo modo di dire ti amo, le sue attenzioni e i suoi difetti. Perché beh, una cosa è sapere che non siamo le prime a cui ha sussurrato parole dolci, una cosa è avercela di fronte davvero, quella lì. Doverci presentare, magari stringerle la mano, ignare di tutto quello che lei sa e noi ancora no.

E no, non sono solita generalizzare. Non odio le ex fidanzate, così, per sport. Sono sicura di quello che valgo e non ho intenzione di valere meno per questo assurdo motivo. Odio con tutta la mia forza chi si lascia sfuggire occasioni e poi vuole strapparle con i denti agli altri. Alle altre. Odio chi non ha il coraggio di essere felice e vuole rubare la felicità perduta a chi invece di coraggio ne ha avuto tanto.

Così, care neanche poi così tanto ex indecise, ricordate:

quelli fidanzati NO, gli ex NO, gli ex delle amiche NO, il mio uomo ASSOLUTAMENTE NO.