lunedì, 3 Agosto 2026

Lady A

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C'è una pillola per dimagrire, una per dormire, una per ringiovanire. E poi una per fare l'amore: quella pillola è Lady A. Perché all'amore servono consigli, così come alle persone serve fare l'amore.

L’uomo geloso patrimonio dell’umanità (LADY A)

È una nostra prerogativa la gelosia, dicono. Siamo noi le fidanzate psicopatiche, le stalker seriali, le campionesse mondiali di “sguardo omicida”. Tutte. Perché le donzelle pacate e non possessive sono una vera rarità. E una rarità, allo stesso modo, è l’uomo geloso. No, non quello che per segnare il territorio scodinzola e ci molla la pipì sulla gamba. O, peggio, quello che ci cammina davanti come se dovesse proteggerci da Godzilla. Intendo, invece, l’homo sapiens sapiens geloso. Quello che ci stuzzica, quello che lancia occhiatacce se qualcuno esagera, quello che ci protegge e ci fa sentire sexy e desiderate. Perché proprio lui, poi, diventa ultra sexy ai nostri occhi. Perché? Perché l’uomo è geloso solo quando ama. Mica come noi, che riusciamo a esserlo, in alcuni casi, anche quando ci interessa poco. Se lui ti stuzzica, lancia occhiatacce e ti protegge, allora il suo cuore è tuo come lo era quello del cervo nelle mani della strega di Biancaneve. E noi ci sentiamo sicure e innamorate, ma anche sexy e desiderate. Cioè, capite? Una combo incredibile.

E succede esattamente questo: l’effetto farfalla. “Si dice che il minimo battito di pugni sul tavolo di un uomo geloso, sia in grado di provocare un uragano ormonale nell’altra parte della coppia” – credo reciti più o meno così. Perché l’Uomo geloso, con la U maiuscola, non ti lega alla sedia per evitare che tu incontri gli altri esemplari della specie. L’Uomo geloso non ti sequestra il cellulare perché in troppi idioti 2.0 ti scrivono “ciao bellissima” in chat privata. L’Uomo geloso chiude i pugni, respira e si rilassa, consapevole che la libertà, il rispetto e la fiducia sono in grado di stemperare l’acume appuntito della rabbia provocata dalla gelosia. Perché è sentirsi costretti e claustrofobici che fa venir voglia di scappare via. Così lui ti stuzzica, lancia occhiatacce e ti protegge, ma ti lascia libera di confrontarti con il resto della specie, consapevole del fatto che ti servirà a capire perché hai scelto lui tra sette miliardi di persone.

Dunque, l’Uomo geloso patrimonio dell’umanità.

Con gli altri, non ci faccio neanche il brodo.

Fedeltà e altri esseri mitologici (LADY A)

Probabilmente fa tanto anni ’50, ma la pretendiamo tutti, oggi come ieri, forse anche di più. La fedeltà. Come quando rivedi la lista della spesa, quella della felicità, e allora: “il ragazzo ce l’ho, l’amore ce l’ho, il sesso ce l’ho, la complicità ce l’ho”, e cosa manca? Ecco, la speranza futura che questo possa durare per sempre. La certezza presente che questo si decida insieme, giorno per giorno.

Ho visto storie finire, persone alzare i tacchi e fuggire via, delicatamente e non, nonostante ciò che c’era stato, nonostante i sentimenti. Ho visto persone rimanere per finta, per comodità, anche per amore, ma essere altrove con il corpo o la testa. Così finisci per non crederci più alla fedeltà, perché hai ancora le cicatrici a ricordarti che no, il più delle volte non è autentica.

E i rapporti che hai, quelli in cui sei immerso, pagano le conseguenze di quel deficiente che il cuore te l’ha spezzato. Perché in un modo o nell’altro, impariamo dai nostri errori di valutazione. Impariamo dai comportamenti e dalle scelte degli altri. Alziamo muri e indossiamo corazze sotto cui sarà difficile scavare. Muri e corazze sempre più forti e impenetrabili.

Si è infedeli con il corpo, ma soprattutto con la testa. E non è detto che si tradisca solo con le persone: si può tradire con le cose, con le passioni, con i ricordi e le nostalgie, con le occasioni che abbiamo perso e che ancora ci fanno pensare “chissà…”. Sono tante le infedeltà e ognuna fa male a suo modo. Sono tanti gli infedeli e ognuno sa che il prezzo da pagare, prima o poi, sono le persone. Anzi, LA persona. Quella più importante.

Così si può essere felici per amore, ma non sicuri. Mai. Così mi chiedo quante volte sono stata tradita e quante volte ho tradito. E in questo triste bilancio non faccio che scuotere la testa e pensare a quanto l’amore limpido, pulito, spensierato sia tutto quello di cui abbiamo bisogno: e la fedeltà consiste proprio in questo, nel far durare questo tipo di amore il più a lungo possibile.

Perché vuol dire questo essere fedeli. Vuol dire che qualunque cosa accada nelle nostre vite, noi saremo sempre lì, l’uno accanto all’altra, con il corpo, la testa, il tempo, le forze, la passione, le attenzioni. Ché alla fine l’apice della sensualità, il massimo della trasgressione, adesso è proprio lì, nella fedeltà.

E sì, fa tanto anni ’50, ma io la voglio oggi, domani, per sempre.

A lui piace di giorno, a lei di notte (LADY A)

Sono naturalmente destinati a stare insieme, ad unirsi, riprodursi e bla bla bla, ma nessuna di noi, come nessuno di loro, si spiega ancora il perché. Rappresentano gli esatti opposti: il diavolo e l’acqua santa, la dieta e la Nutella, il pantaloni bianchi e il ciclo mestruale, David Gandy e quelli che di solito ci provano con me, il sole e la luna. E proprio su quest’ultima dicotomia astrale, è basata la ricerca di Lovehoney, sex toys brand, che ha affermato che a lui piace farlo di giorno, mentre a lei piace farlo di notte. Non il burraco, l’amore.

Esatto, ben 15 h di differenza tra le voglie di lei e quelle di lui. E a dirla tutta a me sembra coerente con il modus vivendi quotidiano della coppia. Perché insomma, alle donne piace parlare, agli uomini piace stare zitti. Gli uomini sbagliano sempre, le donne non sbagliano mai. Gli uomini vogliono il salato, le donne si suiciderebbero con un’indigestione da Pan di Stelle. Lui sbava davanti a una quarta coppa B, lei no, davanti a dei pettorali tonici e definiti, lei è intelligente. Lui vuole farlo di giorno, lei vuole farlo di notte. Non sia mai ci fosse qualcosa su cui possano andare d’accordo.

Così le donzelle pare si sentano più vivaci tra le 23.00 e le 02.00, mentre la maggior parte degli uomini preferisce il sesso di mattina, tra le 06.00 e le 09.00. E la ricerca è anche riuscita a individuare gli orari specifici, con una precisione femminea: le 07.54 per i maschietti, le 23.21 per noialtre. Tuttavia, nonostante i picchi di desiderio siano questi, la specie continua a divertirsi o riprodursi, in maniera spensierata e abituale. Di mattina, a pranzo, a cena, a Capodanno e alla festa del Ringraziamento. Ma, sono convinta, che dopo aver letto questo articolo, la maggior parte di noi, sfilettatrici di organi penduli (in senso figurato), costringerà la metà maschile della coppia a farlo “quando decido io perché altrimenti non la vedi fino al prossimo moto millenario“.

Così mi pare chiaro, d’accordo mai. Ma quando si incontrano è l’eclissi. Quando si sovrappongono diventano “NOI”.

Quello che le donne non dicono (LADY A)

Hai ragione”, “mi vedo magra”, “simpatica la tua amica”: secondo la leggenda, nessuna donna ha mai pronunciato una di queste frasi a un uomo. Il suo uomo. Perché si sa, diciamo tante cose, ma mai quelle che il nostro lui vuole sentirsi dire. Perché quello che le donne non dicono, lo urlano, lo rinfacciano, se lo legano al dito. O perché quello che non diciamo, in alcuni casi, probabilmente non può essere detto. Per ripicca, spesso, perché vorremmo iniziaste voi a parlare dell’argomento tabù, una volta tanto. Per fare le misteriose, perché ce ne vergogniamo, perché ci fa ancora soffrire, perché faremmo soffrire voi e il vostro ego smisurato.

Quindi no, cari mariti, compagni, amanti, amici, non vi diremo con quante persone siamo state a letto. Saremo sempre lì, noi donne, a far finta di contare sulle dita di una mano, ma nessuno, eccetto il nostro ippocampo, saprà mai con precisione certosina il numero di partner con cui abbiamo condiviso l’intimità. Perché è passato, perché i motivi sono tanti, perché i ricordi a volte fanno male e rovinano il presente.

Non vi parleremo delle nostre esperienze sessuali, perché si chiama intimità e beh, se non siamo Nina Moric, deve restare tale per definizione. Ogni esperienza è diversa e ci segna, ci insegna, ci aiuta a comprendere cosa ci piace, cosa no. Aiutateci anche voi, senza stare lì a giudicare il nostro grado di esperienza.
Non vi confronteremo con i nostri ex, solo perché sapere che lo usate meglio vi farà dormire bene stanotte. Così come non vi diremo se a letto siete bravi o no: insomma, cari, si vede.
Non vi diremo che vi odiamo quando guardate le altre, perché dirvelo non eliminerà l’istinto muscolare che si aziona al passaggio di ogni quarta coppa B. Faremo semplicemente esplodere un terzo conflitto mondiale se superate la torsione della bambina dell’esorcista. Ma con discrezione.
Non vi diremo che non sopportiamo nessun essere di sesso femminile che vi si avvicini nel raggio di cinque metri. E non è misoginia, è proprio che non si devono avvicinare se ci tengono alla giugulare. Ma noi saremo sempre lì, con un sorriso falsissimo stampato sul viso, a dirvi tra i denti “non sono gelosa, nessun problema”, dandovi così solo il tempo materiale per scappare.

Non vi diremo che sarebbe meglio se vi ingozzaste come tacchini adesso, perché no, noi non cucineremo mai come la vostra mamma ed è meglio che siate preparati ad anni di tentativi ed esperimenti, per la maggior parte non riusciti.
Non vi racconteremo le storie che ci hanno fatto soffrire, perché siamo lì con voi e non c’è posto per nessun altro in quel momento, neanche per i ricordi.
Non elencheremo cosa non ci piace di voi, perché siamo così innamorate che ci piace tutto. E anche perché c’è tempo per rinfacciarvi ogni cosa: a cosa serve il matrimonio, se no?
Non vi diremo se abbiamo raggiunto l’orgasmo o se abbiamo provato i vocalizzi per la prima a La Scala, ubicata di solito nella nostra cabina doccia. E non ve lo diremo perché ci piace che restiate lì a crogiolarvi nel dubbio. Perché magari ogni volta avete un motivo per impegnarvi un po’ di più.

Non vi diremo tante cose, ma l’elenco del detto resterà insuperabile. Perché alla fine, quello che le donne non dicono, l’hanno già fatto. Così cari mariti, compagni, amanti, amici, un consiglio: preoccupatevi di quello che le donne non dicono, prima di lamentarvi dell’infinita mole di quello che dicono.