lunedì, 25 Maggio 2026

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

Combattere la ritenzione idrica mangiando

Credits photo: www.unadonna.it

Con il termine ritenzione idrica si fa riferimento ad uno stato in cui il soggetto tende ad accumulare liquidi negli spazi interstiziali, quelli presenti tra le cellule, causando uno stato di edema, o gonfiore, diffuso, in zone specifiche del copro quali cosce, glutei, addome e caviglie.
Molto diffuso tra le donne, in realtà è un disturbo che colpisce anche la popolazione maschile. Le cause possono essere svariate tra cui una cattiva alimentazione, un cattivo funzionamento del sistema venoso e linfatico, di tipo secondario in quanto associata a gravi stati patologici o indotta dall’utilizzo di farmaci specifici.

Per ridurre e contrastare la ritenzione idrica spesso si ricorre all’utilizzo di sostanze diuretiche, principalmente farmaci, che pur essendo di derivazione naturale devono essere utilizzati con criterio e sotto il controllo di uno specialista.

In realtà anche l’alimentazione può aiutarci! Sono infatti tanti gli alimenti e le bevande che, in maniera del tutto naturale, presentano proprietà drenanti e diuretiche e che quindi possono aiutare a contrastare questo fastidioso stato di gonfiore.

L’anguria

Frutto simbolo dell’estate, oltre ad essere colorata e dal piacevole sapore, l’anguria è composta principalmente da acqua (circa il 90%) e potassio. Questi elementi aiutano a mantenere un buon livello di idratazione corporea favorendo la diuresi, conferendo a questo frutto le proprietà di diuretico naturale. Inoltre grazie alla presenza al suo interno di un’interessante sostanza antitumorale ed antiossidante, il licopene, aiuta anche a prevenire i danni causati dai radicali liberi.

Il cetriolo

Ricco in acqua (oltre il 96%) e sali minerali, il cetriolo rappresenta un ottimo diuretico naturale, svolgendo un ruolo fondamentale nella prevenzione della ritenzione idrica e della cellulite. Contiene inoltre numerosi steroli vegetali, in grado di esplicare un naturale effetto anticolesterolo, ed il suo consumo costante aiuta a regolarizzare anche l’intestino.

Il sedano

Ricco di acqua, sali minerali ed una buona percentuale di vitamine, anche il sedano è un alimento depurativo, disintossicante ed in grado di prevenire e contrastare la ritenzione idrica. Grazie all’abbondante quantità di sali minerali, non rappresenta solo un eccellente drenante, ma contribuisce anche a mantenere ottimale l’equilibrio acido-basico del sangue. Il sedano può essere utilizzato sia crudo, per arricchire di sapore e di salute le nostre insalate, sia cotto sotto forma di infuso o decotto.

Gli asparagi

Antinfiammatorio, diuretico, cardiotonico, ipotensivo ed antidiabetico: sono tantissime le proprietà nutritive e terapeutiche di questo prezioso germoglio.
In particolare gli asparagi contengono differenti sostanze quali polifenoli, saponine ed una buona percentuale di sali minerali in grado di prevenire e contrastare la ritenzione idrica grazie alla sua naturale azione diuretica. Inoltre grazie al suo contenuto ipocalorico e l’ottimo quantitativo in fibre, il suo consumo è estremamente consigliato se si sta seguendo una dieta dimagrante.
Attenzione: gli asparagi contengono acido urico e quindi dovranno essere consumati con moderazione nei soggetti affetti da iperuricemia, che tendono quindi a sintetizzare un quantitativo maggiore di acido urico e che possono andare incontro a condizione di infiammazione acuta (gotta, artrite).

Una buona alimentazione è amica della salute.

Pranzo in spiaggia: ecco gli alimenti giusti

Credits photo: www.mamme24.it

Se abbiamo deciso di trascorrere tutta la giornata in spiaggia, consumando quindi anche il pranzo sotto l’ombrellone, è bene imparare a scegliere gli alimenti giusti, combinandoli al meglio per creare un pasto completo dal punto di vista nutrizionale.

La regola generale deve essere sempre una: scegliamo cibi semplici, leggeri, rinfrescanti e soprattutto facili da digerire.

Prediligiamo quindi alimenti freschi come frutta e verdura, evitando cibi troppo cotti ed elaborati, che mettono a dura prova il nostro organismo, già affaticato dalle alte temperature.

Frutta

Uno dei primi alimenti che non dovrà mancare è la frutta.

Ottima sia per concludere il pasto sia come spuntino, la frutta è un alimento ricco in acqua e dal naturale potere rinfrescante.

Assumere infatti adeguate porzioni di frutta permette di reintegrare acqua e sali minerali, entrambi elementi che vengono facilmente persi dall’organismo soprattutto durante le giornate più afose.

Tra questi benissimo la scelta dell’anguria.
Ricca in acqua e dal ridotto apporto calorico, l’anguria con il suo sapore delizioso è un frutto perfetto se si decide di trascorrere tutta la giornata in spiaggia.

Grazie all’ottima quantità di vitamine, principalmente la B6, e sali minerali, tra cui potassio e magnesio, questo frutto esercita un effetto benefico a livello della pelle, proteggendola dai rischi legati ad una eccessiva esposizione ai raggi UV.
Inoltre grazie alla presenza della citrullina, un amminoacido, l’anguria aiuta a prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache, riducendo naturalmente i livelli di colesterolo nel sangue.

Ottima anche gli altri frutti di stagione.
In particolare molto indicati soprattutto per gli amanti della tintarella, gli alimenti ricchi in vitamina A come albicocche e pesche, in grado di stimolare la produzione di melanina.

Ottimi anche frullati o centrifugati di frutta fresca, un naturale elisir di salute.
Facciamo attenzione che questi siano solo a base di frutta fresca, senza zuccheri aggiunti.

Quantità eccessive di zucchero infatti, oltre a rappresentare una delle principali cause del sovrappeso e dell’obesità, possono favorire lo stato di disidratazione del nostro corpo.
Inoltre gli zuccheri concentrati richiedono acqua per essere metabolizzati facendo comparire presto il sintomo della sete.

Insalate

Le insalate possono rappresentare un piatto unico, fresco e ben equilibrato perfetto da consumare in spiaggia.

Possiamo optare per delle insalate a base di cereali quali riso, pasta, orzo, farro, avena, cous cous, arricchite con colorate verdure di stagione come zucchine, melanzane, pomodorini, rucola peschi o carni magre come tonno, pollo e tacchino, o legumi, piatti unici e ben equilibrati perfetti per grandi e piccini.

Per rendere la preparazione facilmente digeribile evitiamo di condire le nostre insalate con condimenti ricchi in grassi quali maionese e salse da condimento, privilegiando principalmente l’olio d’oliva.

Altra ottima alternativa possono essere gli ortaggi come i cetrioli, sedano, finocchi o ravanelli, magari già puliti e tagliati, ricchi di acqua e di potassio con pochissime calorie.
Ottimi come spuntino o da mangiare durante il pranzo.

Evitate di preparare e consumare piatti elaborati come pasta al forno o timballi, ricchi in grassi che rallentano la digestione.

Se invece optate per un panino, ricordate di preferire sempre il pane fresco a quello in cassetta, e soprattutto di riempirlo con tanta verdura.

Frutta secca

Per uno spuntino sano e veloce è possibile optare per della frutta secca come mandorle, nocciole, anacardi.

Attenzione però alle calorie: la frutta secca sebbene sia ricca in proteine, acidi grassi polinsaturi e vitamine, è un comunque un alimento dall’elevata densità calorica, e che quindi andrà consumato in piccole quantità.

Potremmo ad esempio pensare di utilizzarla per arricchire le nostre insalate, macedonie di frutta fresca o frullati a base di frutta o verdura.

Ovviamente assicurate sempre un livello di idratazione ottimale consumando almeno 1,5 litri di acqua al giorno, per garantire la reintegrazione dei liquidi e dei sali minerali persi attraverso la sudorazione.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Addio pancia gonfia con la dieta Fodmap

Credits photo: www.letteraf.com

Diversi studi hanno dimostrato come la pancia gonfia sia uno stato che interessa circa 12 milioni di italiani.
Per contrastare questo stato una soluzione potrebbe essere quella di ridurre il consumo dei cibi indicati come “Fodmap” ovvero tutti quegli alimenti che, data la loro elevata capacità fermentativa, la loro limitazione nella dieta quotidiana consentirà di ridurre e contrastare la pancia gonfia.

I cibi Fodmap

“Fodmap” è l’acronimo di “Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides and Polyols” che riguarda quindi tutti quei cibi che contengono oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli, una serie di carboidrati a catena corta, in grado di peggiorare sia i processi digestivi, sia condizioni patologiche a carico dell’apparato intestinale, nonché la sindrome del colon irritabile.

Questi carboidrati, o zuccheri, possono essere infatti poco assorbiti a livello intestinale andando incontro rapidamente a processi fermentativi a carico dei batteri che compongono la flora intestinale.

In particolare nei soggetti che mostrano una predisposizione nei confronti dei processi fermentativi, questi cibi favorirebbero la produzione di gas a carico della flora intestinale, con un conseguente accumulo di acqua e distensione del lume intestinale, comportando uno stato di gonfiore diffuso associato, nella maggior parte dei casi, a dolori addominali.

Quali sono i principali alimenti posti sotto i riflettori?
Legumi, verdure come broccoli, funghi e carciofi, erbe aromatiche come aglio e cipolla, alcuni frutti ricchi in fruttosio come anguria, cachi, ciliegie, o quelli ricchi in polioli come le pesce, le albicocche o le prugne, nonché cereali come il frumento e la segale.
Attenzione anche a latte e suoi derivati contenenti lattosio, dolcificanti come il miele, lo sciroppo di mais e lo sciroppo di glucosio/fruttosio, la frutta secca ed alcuni additivi alimentari.

Il consiglio dell’esperto

Ogni dieta dovrebbe essere elaborata e valutata insieme ad un professionista del settore in base alle specifiche esigenze e condizioni cliniche del soggetto in esame.

La dieta Fodmap infatti non prevede la totale eliminazione di questi cibi, ma solo una limitazione degli stessi per un periodo di tempo, per poi essere reintrodotti in dosi controllate.
Proprio per questo motivo è sconsigliato l’impiego di metodologie e regimi alimentari fai da te.

Eliminare semplicemente alcuni alimenti dalla propria dieta quotidiana potrebbe non rappresentare la soluzione migliore e definitiva per dire addio a questo disturbo.

Ad oggi test di laboratorio specifici consentono di investigare il possibile mal assorbimento di alcuni di essi come il fruttosio, il lattosio ed il sorbitolo, fondamentale quindi per impostare un corretto e specifico programma alimentare volto al benessere del soggetto.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Il caffè: pro e contro della bevanda più amata dagli italiani

Credits photo: www.nataliarocon.com

Come si può rinunciare ad una tazzina fumante ed aromatica di caffè? Soprattutto noi italiani difficilmente riusciamo a dire di no.
Ma quali sono i benefici e le controindicazioni che si nascondono dietro questa irresistibile bevanda?

I benefici

Allo stato di “chicco”, il caffè contiene diverse sostanze quali proteine, grassi, minerali, carboidrati che, in seguito al processo di tostatura, si riducono drasticamente.
Le sostanze che restano presentano, tuttavia, diverse proprietà molto utili al nostro organismo.

Per quanto riguarda il suo contenuto calorico, se lo scegliamo nella sua versione semplice, dovremo fare i conti con solo 6 calorie ogni 100mL, il che significa che una tazzina di caffè amaro conterrà solo 2 calorie.

La componente nutrizionale principale del caffè è la caffeina, un alcaloide naturale contenuto in diverse tipologie di piante, tra cui appunto quella di caffè.

La caffeina possiede interessanti e svariate proprietà quali:
effetto stimolatorio e tonico esercitato sia a livello cardiaco che nervoso. Essendo una sostanza psicoattiva migliora l’attività celebrale, favorendo il rilascio di specifici neurotrasmettitori che contribuiscono a migliorare l’umore, riduce il senso di fatica ed acuisce la concentrazione;
effetto stimolatorio a livello della secrezione gastrica. Non a caso dopo un pasto, specie se abbondante, una tazzina di caffè favorisce i processi digestivi;
– esercita un’azione dilatatrice a livello dei bronchi, il che potrebbe avere effetti interessanti soprattutto nei soggetti asmatici;
– favorisce la motilità intestinale contrastando la stipsi.

Ma la caffeina non è l’unica sostanza presente. Accanto a questa infatti, in quella piccola e fumante tazzina ritroviamo un mix di preziose sostanze quali bioflavonoidi, vitamine e sali minerali, che mostrano interessanti proprietà sia antinfiammatorie che antiossidanti.

Le controindicazioni

Come per tutti gli alimenti che presentano ottime proprietà nutrizionali, anche il caffè apporta benefici se assunto con moderazione.
Le principali ripercussioni che il caffè può avere sulla nostra salute sono principalmente legate alla dose dipendenza che può scaturire da un eccessivo utilizzo di questa bevanda.
Infatti quelle che normalmente rappresentano delle interessanti proprietà della caffeina, possono trasformarsi in pericolose controindicazioni per la nostra salute.

Il rischio maggiore legato ad un eccessivo consumo di caffè è infatti legato all’effetto stimolatore della caffeina a livello gastrico. Un eccessiva produzione di succhi gastrici infatti può portare nel tempo a condizioni patologiche dell’apparato digerente, quali ulcere e gastrite.

Non da sottovalutare gli effetti a livello cardiaco. La caffeina infatti aumenta la frequenza cardiaca e la forza di contrazione di questo muscolo, divenendo una sostanza che dovrà essere assolutamente esclusa dalla dieta di soggetti affetti da cardiopatie.

Assolutamente vietato il consumo di caffè anche nei soggetti che soffrono di reflusso gastro-esofageo, nei soggetti ipertesi o laddove si soffra di insonnia. In questi casi infatti sarà necessario escludere dalla propria dieta questa sostanza accontentandosi, anche se con malincuore ma per il benessere del nostro organismo, di un prodotto decaffeinato o una bevanda d’orzo.

Occhio allo zucchero: se infatti avete l’abitudine di zuccherare questa bevanda, un consumo elevato di caffè significherà anche un consumo eccessivo di zucchero.

E per chi non soffre di questi disturbi qual è la dose consigliata?
Diversi studi hanno ormai dimostrato che la dose da cui non eccedere è rappresentata da 2-3 tazzine al giorno, pari a 300mg di caffeina.

Attenzione: la caffeina non è solo contenuta nel caffè ma anche nel thè, in alcuni soft drink, bevande energetiche e nella cioccolata. Considerate quindi sempre l’effetto sinergico esistente tra i cibi e non solo il numero di tazzine di caffè, per evitare l’insorgenza di spiacevoli effetti collaterali.

Una buona alimentazione è amica della salute