domenica, 5 Dicembre 2021

Ma cosa mangi?

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Gli alimenti non hanno più segreti: nella rubrica Ma cosa mangi la dott.ssa Fernanda Scala vi aiuta a scoprire cosa mangiate realmente

Dieta Lemme: la nuova dieta del momento

Credits photo: www.urbanpost.it

Ideata dal farmacista Alberico Lemme da Desiola, e da lui stesso definita come “filosofia alimentare”, dove “il cibo si usa come un farmaco”, la dieta Lemme rappresenta la moda del momento.

Molte le testimonianze di persone, anche appartenenti al mondo della televisione o del gossip, che approvano questo regime alimentare, così come sono numerosi coloro che la ritengono estremamente stravagante.

Lemme articola questo programma alimentare in due fasi: una prima fase di dimagrimento ed una seconda fase di mantenimento.
Non si parla mai di calorie bensì di alimenti ammessi ed alimenti totalmente vietati.

Come funziona la dieta Lemme

Lemme consiglia il suo metodo solo dopo una visita e il superamento di un test, volto a verificare l’attitudine del soggetto a seguire un regime alimentare completamente diverso dal comune.
Questo test viene condotto presso il centro di Filosofia Alimentare di Desio, al termine del quale se superato, è possibile accedere alla visita successiva, un semplice colloquio conoscitivo in cui viene consigliato il primo menù da seguire. Dopo un mese si ritornerà al centro.

Come premesso la dieta Lemme non prende in considerazione l’apporto calorico fornito dalla dieta, ma considera principalmente l’indice glicemico fornito dai cibi.
L’indice glicemico rappresenta l’unità di misura che calcola la velocità con cui, in seguito all’assunzione di un determinato alimento, la glicemia, ovvero il livello di glucosio nel sangue, aumenta.
Se l’indice glicemico di un alimento è alto avremo un innalzamento rapido dei livelli di glucosio nel sangue con conseguente rilascio di insulina da parte del pancreas in maniera elevata, se invece un alimento presenta un basso indice glicemico, questo provocherà un innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue più lentamente, con un conseguente rilascio insulinico graduale.

Secondo Lemme lo stesso alimento, consumato in orari diversi della giornata, può aumentare o diminuire la glicemia in maniera differente, con un conseguente effetto sul dimagrimento.
In base a questa osservazione consiglia di consumare la pasta al mattino, poiché in questa fascia della giornata il nostro metabolismo funzionerebbe meglio, facendo in modo che alcuni alimenti favoriscano il dimagrimento.

Il programma è articolato in due fasi: la prima del dimagrimento e la seconda del mantenimento.
Durante la fase del dimagrimento si pone l’obiettivo di peso che si vuole raggiungere, considerando che durante il primo mese è possibile perdere fino a 10Kg al mese. Ogni due giorni, la persona che sta seguendo il programma deve comunicare al dottore la variazione di peso e di centimetri registrata per poter passare ad un altro menù.

Durante la seconda fase del mantenimento viene seguito un percorso di educazione alimentare che dura tre mesi. Rappresenta quindi la fase in cui, mantenendo il risultato raggiunto, gli altri alimenti verranno inseriti nuovamente seguendo i proprio gusti personali. Terminata anche la seconda fase il soggetto potrà continuare il suo percorso in maniera autonoma avendo preso consapevolezza di quali sono gli alimenti che lo hanno portato in passato ad accumulare i chili di troppo.

Gli alimenti totalmente vietati

Il sale rappresenta il primo degli alimenti totalmente vietato. Non è consentito utilizzarlo neanche per salare l’acqua della pasta in quanto, secondo Lemme, determinerebbe un aumento dell’indice glicemico dei cibi, favorendo inoltre l’ipertensione.

Altro alimento bandito è lo zucchero, in grado di stimolare la produzione di insulina, ormone del corpo umano che favorisce l’amento dell’adiposità. Totalmente esclusi infatti biscotti, dolciumi e lo zucchero industriale in genere.

Bandito inoltre il pane, almeno nella fase iniziale del programma. I carboidrati concessi sono quelli della pasta, ed in parte quelli che derivano da frutta e verdura, evitando il consumo combinato di pane e pasta.

Non concessi, nell’arco della stessa giornata, neanche l‘abbinamento proteine e carboidrati. Si nota come il programma alimentare privilegia principalmente le proteine.

In una prima fase del programma sono da evitare anche molti tipi di frutta e verdura in quanto, secondo il dottor Lemme, anche pochi grammi di pomodori, carote o frutta possano produrre mezzo kg di tessuto adiposo in quanto determinerebbero un aumento dell’insulina.

Gli alimenti concessi

Via libera a carne e pesce, che possono essere cucinati e conditi con olio e spezie, pepe, prezzemolo, peperoncino, aglio, salvia, rosmarino, limone, basilico, timo, crusca e cipolla, ma senza sale.

Consentiti anche tè e caffè in quanto presenterebbero sostanze in grado di favorire la perdita del peso corporeo.

Anche per quanto riguarda la tipologia di cottura utilizzata non sono presenti particolari limitazioni. Qualsiasi tipo di cottura è consentita, anche la frittura.

Il parere dell’esperto

Il programma alimentare articolato da Lemme ha fatto subito scalpore. Perdere fino a 10 kg in un mese mangiando è del resto il sogno di tutti.

Ma rappresenta una dieta equilibrata?
Nel caso specifico se da una parte la dieta Lemme consente di perdere molto peso corporeo bisogna però evidenziare i rischi associati nel seguire un programma che tende a far assumere un quantitativo troppo alto di proteine (carne a pranzo e pesce a cena a volontà).
Questo consumo eccessivo può infatti comportare dei danni ai reni ed al fegato, sovraccaricandoli. Proprio per questo motivo Lemme consiglia infatti di bere tantissima acqua.

Al di là di come è organizzato il programma, e se questo possa essere più o meno corretto, bisogna evidenziare che Lemme è un farmacista, e non può elaborare delle diete.
Il farmacista infatti può fornire consulenze, in particolare nell’ambito delle proprie competenze professionali riguardanti la diffusione di informazioni e consigli nel settore dei medicinali (art. 1 DLgs 258/1991 nonché art. 51 DLgs 206/2007 e art. 96 DLgs 219/2006), ma non può prescrivere né elaborare diete.

Anche coloro che hanno conseguito una specializzazione in campo nutrizionistico, tali titoli avranno esclusivamente valore accademico, e non sono pertanto titoli abilitanti.

Del resto Lemme si difende sostenendo di fornire solo dei consigli e non di prescrivere diete, ma se si fornisce un menù da seguire è come elaborare una dieta.

Menù forniti senza effettuare, durante le visite, alcun controllo del peso, nessuna misurazione antropometrica, nessuna valutazione degli esami clinici e dello stato di salute generale del paziente, tutte valutazioni fondamentali ed indispensabili per poter fornire un programma alimentare senza arrecare seri danni alla salute dei pazienti.

Le diete infatti rappresentano un vero e proprio atto medico, che se non vengono elaborate considerando la condizione clinica del paziente, possono apportare importanti problematiche alla salute degli individui, peggiorare stati morbosi già preesistenti o favorire l’insorgenza di condizioni pericolose per la salute.
Proprio per questo motivo possono essere proposte ed elaborate unicamente dai medici, dai biologi nutrizionisti o dai dietisti sotto indicazione medica.

Inoltre un dimagrimento così veloce non porta mai solo alla perdita della massa grassa ma anche di quella magra, e perdere massa muscolare rappresenta un danno irreparabile.

Più che nuovo metodo scientifico o metodo geniale per contrastare sovrappeso ed obesità, il metodo Lemme sembra quindi essere solo l’applicazione di concetti ormai noti da tempo, quali l’indice glicemico, ma estremizzati in una forma che difficilmente può trasformarsi in uno stile di vita, e che inoltre potrebbe comportare dei gravi rischi per la salute.

Del resto iniziare la giornata con un piatto di pasta o una braciola di maiale, escludendo alimenti come frutta e verdura che invece hanno mostrato, attraverso evidenze scientifiche, essere ricchi di preziose sostanze in grado di contribuire nel preservare un corretto stato di salute, difficilmente può diventare un modello alimentare da seguire tutta la vita.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Cous cous: ecco perché mangiarlo

Credits photo: www.madegus.com

Il cous cous è un cereale antichissimo e rappresenta un piatto tipico del Nord Africa e della Sicilia occidentale, in particolare in alcuni comuni in provincia di Trapani.

Il termine “cous cous” di origine araba, significa proprio “sminuzzato”, infatti questo alimento si presenta sotto forma di piccoli agglomerati di semola di grano duro.

Può essere impiegato per preparazioni culinarie a base di carne, pesce, verdure e legumi, come piatto unico, oppure utilizzato in piccole porzioni come sostituto del pane.

Proprietà nutrizionali

100 gr di prodotto apportano circa 340 kcal.
Ricco in carboidrati complessi (amido), presenta una ridottissima quota lipidica a prevalenza insatura ed una buona frazione proteica di medio valore biologico.

In commercio è possibile trovarlo sia in versione integrale che raffinata.
Se si sceglie la versione integrale questa manterrà una buona quantità di fibra, prezioso componente dei cereali e dei vegetali, oligominerali, tra cui rilevante il contenuto di magnesio, vitamine, principalmente appartenenti ai gruppi B ed E, nonché acidi grassi essenziali.
Questi preziosi nutrienti saranno invece quasi del tutto assenti nella versione non integrale, in quanto persi in seguito ai processi di raffinazione subiti.

Grazie al suo elevato potere saziante, il cous cous è un alimento particolarmente indicato per chi sta seguendo una dieta dimagrante.
Il senso di sazietà è dovuto all’elevato assorbimento di acqua negli agglomerati, determinando un incremento di volume.

E’ inoltre un alimento altamente digeribile, grazie al bassissimo contenuto in grassi.

Modalità di cottura

Anticamente, ed ancora oggi nei suoi paesi di origine, il cous cous viene cotto lentamente, ripassato al vapore almeno 2-3 volte all’interno delle couscoussiere, apposite pentole dotate di un doppio fondo e che permettono, nella parte inferiore, di preparare e cuocere il condimento scelto ed in quella superiore che verrà quindi cotto utilizzando i vapori aromatici del condimento posto sotto.

In commercio troviamo principalmente un prodotto precotto, passato al vapore e poi essiccato, per consentire di cucinarlo in pochi minuti.
Basterà infatti re-idratarlo con acqua o brodo bollente, lasciarlo riposare alcuni minuti consentendo ai chicchi di rigonfiarsi, e sgranare successivamente i chicchi con l’ausilio di una forchetta.

A questo punto basterà unirlo al condimento prescelto.
Ottimo anche per realizzare delle fresche, colorate e nutrienti insalate da consumare durante la stagione estiva.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Sugar smart: la nuova app inglese che ti dice quanto zucchero c’è nel cibo

Credits photo: www.publichealthmatters.blog.gov.uk

Sugar Smart è la nuova applicazione che è stata sviluppata dalla Public Health England, agenzia del Ministero della Salute inglese, che si pone come obiettivo quello di frenare l’obesità infantile in Gran Bretagna, aumentando il controllo e la conoscenza da parte dei genitori di quanto zucchero è presente nei cibi che acquistano.

I genitori infatti, attraverso un semplice e veloce gesto, potranno compiere delle scelte alimentari più sane e consapevoli per i loro bambini.

Solide evidenze scientifiche dimostrano infatti come lo zucchero sia associato all’incremento del peso corporeo e all’obesità sia nei bambini che negli adulti, favorendo inoltre la comparsa del diabete, di problemi cardiovascolari e condizioni morbose a livello epatico.

Oggi infatti lo zucchero rappresenta forse il “nemico” peggiore per il benessere rispetto anche ai tanto temuti grassi.

Come funziona Sugar Smart

L’applicazione può essere scaricata in maniera gratuita sul proprio cellulare e funziona attraverso la semplice scansione del codice a barra di un prodotto.
In questo modo sarà possibile conoscere immediatamente quanto zucchero, rappresentato in grammi o in zollette, è presente all’interno di uno specifico alimento.

Attualmente sono stati catalogati oltre ottanta duemila prodotti, le cui informazioni aggiornate continuamente.

Un servizio estremamente utile che segue le linee guida definite nel 2015 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e che raccomanda di ridurre la quantità di zucchero consumato nella dieta giornaliera a meno del 10% dell’energia totale.

L’applicazione inglese permette inoltre di identificare anche quella quota di “zucchero nascosto” presente all’interno degli alimenti trasformati e spesso non identificati come alimenti “dolci”, così come riporta delle indicazioni alimentari su quanto zucchero, a seconda della fascia d’età, andrebbe consumato giornalmente.

La stessa funzione si trova anche nell’applicazione australiana FoodSwitch, sviluppata dal George Institute for Global Health, in grado di identificare non solo gli zuccheri ma anche il sale, i grassi, il glutine, gli additivi i coloranti, gli allergeni ed i conservanti.

Uno strumento utile che però potrebbe non essere sufficiente per risolvere il problema visto che le stesse informazioni sono già riportate nelle etichette nutrizionali dei prodotti.
Allo stesso modo però visualizzarle in un modo più immediato, come quello fornito da Sugar Smart, potrebbe fornire un concreto aiuto a tutte le persone per iniziare ad orientarsi verso scelte alimentari più salutari.

Purtroppo per il momento l’applicazione è disponibile solo in Gran Bretagna, ma sarebbe estremamente utile anche qui in Italia dove l’eccessivo consumo di cibi ricchi in zuccheri, sta diventando critica.

Un’applicazione semplice ed immediata che potrebbe rappresentare un ulteriore strumento per aiutare ragazzi, adulti e genitori a comprendere veramente quanto zucchero è presente, anche in forma nascosta, all’interno degli alimenti che vengono consumati giornalmente.

Una buona alimentazione è amica della salute.

Pasqua a tavola: ecco come evitare gli eccessi

Credits photo: www.ristorantecanet.it

Piatti tipici della tradizione, torte rustiche, grigliate di carne, dolci pasquali e le immancabili uova di pasqua: ecco alcuni degli alimenti che stanno per arrivare sulle nostre tavole.

Qualunque siano le vostre preferenze alimentari, se trascorrerete questi giorni di festa in famiglia o con gli amici, la domanda che accomunerà tutti potrebbe essere: come posso godermi i giorni di festa senza mettere a dura prova la forma fisica?

Ecco alcuni degli errori più comuni che andrebbero evitati per evitare di trasformare i giorni di festa in una grande abbuffata.

Qualche peccato di gola si, ma solo nei giorni di festa

Il primo consiglio per concedersi un pasto diverso senza esagerare è quello di limitare i festeggiamenti ai singoli giorni di festa.

Evitiamo quindi di assaggiare dolci e alimenti ipercalorici già durante i giorni che precedono le feste, così come evitiamo i giorni successivi di continuare a consumare gli avanzi.
Concediamoci quindi un menù differente solo nei giorni di festa, evitando di preparare quantità di cibo superiori al bisogno effettivo.

Fate attenzione alle porzioni

Di fronte a tante golosità e piatti invitanti, rinunciare “soffrendo” o mangiare senza limite non è certo la scelta migliore.
Il segreto infatti è quello di prestare attenzione alle porzioni.

No quindi a piatti colmi o a bis per ogni singola portata che arriva in tavola, si invece a piccoli e moderati assaggi, limitando soprattutto i cibi più ricchi di grassi e zuccheri.

Anche per i dolci, fate attenzione alle porzioni: infatti il “pezzetto di cioccolato” che andremo ad assaggiare, potrebbe contenere fino a 250 calorie, molto più di un semplice “strappo alla regola”, così come per la colomba che, a differenza del suo aspetto “leggero”, una piccola fetta pari a circa 100 grammi, può apportare fino a 400 calorie.

Se proprio non riusciamo a rinunciare al cioccolato, magari optiamo per la versione fondente che presenta una quantità di zucchero e di burro di cacao inferiore rispetto alle versioni al latte.
In generale l’ideale, per quanto riguarda i dolci, sarebbe quello di consumarli non a fine pasto ma a colazione, scegliendo poi di fare una bella passeggiata per smaltire questo dolce momento ipercalorico che ci siamo concessi.

Scegliete preparazioni semplici

Durante i pasti delle feste cerchiamo di optare per preparazioni semplici e poco elaborate.

Scegliere delle verdure grigliate già dall’antipasto, anche accompagnate da qualche affettato magro, rappresenta sicuramente un ottimo scelta per iniziare a contenere le calorie.

Tra una portata ed un’altra non fatevi tentare dal cestino del pane, cercando di contenerne il consumo anche durante tutto il pasto.

Per quanto riguarda i primi piatti, cerchiamo di optare per piatti semplici, evitando quindi sughi elaborati, a base di creme di formaggio, panna, burro, mentre per i secondi andranno benissimo delle preparazioni a base di carne o pesce, preferibilmente cotti alla griglia.
Gli alimenti della tradizione infatti, come l’agnello o il capretto, sono in realtà delle carni magre che, se non arricchite da sughi di cottura elaborati, possono essere consumate senza nessun problema.

Non dimenticate mai di abbondare con le verdure, magari fresche e condite unicamente con olio d’oliva.
Per i dolci invece varrà sempre l’indicazione di non eccedere con le porzioni.

I giorni successivi riprendete uno stile alimentare sano

Nei giorni successivi alle feste riprendete immediatamente le vostre sane abitudini alimentari.

Laddove necessario iniziate a seguire immediatamente un programma alimentare ben equilibrato e studiato in base alle specifiche esigenze nutrizionali della persona per perdere peso o mantenere la forma fisica, preservando prima di tutto salute e benessere.

Optate per piatti leggeri, abbondanti porzioni di verdura, scegliete i legumi magari preparando dei piatti unici associandoli ai cereali, bene anche carni e pesci magri.
Cercate di limitare il consumo di zucchero e sale, bevete molta acqua nel corso della giornata e dedicate del tempo anche all’attività fisica.

Queste sono tutti ottime abitudini che vi aiuteranno a smaltire gli eccessi alimentari consumati durante le feste.

Del resto il segreto per mantenerci in forma ed in buona salute sta, come sempre, nel buon senso.
Buone feste.

Una buona alimentazione è amica della salute.