martedì, 20 Gennaio 2026

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Kate Middleton assume una giovane stylist per rinnovare il look (FOTO)

Sempre composta, perfetta ed elegante, Kate Middleton dal giorno del suo matrimonio, avvenuto nell’aprile del 2011, si è consacrata come icona di stile. Imitatissima e apprezzatissima, grazie ai suoi outfit sempre impeccabili, deve la sua fama di fashion icon, oltre che al suo buongusto, anche alla sua passione per gli store low cost che la rendono una vera e propria principessa del popolo.

Di recente però, forse a causa della maternità, della seconda gravidanza o dei vari problemi avuti a corte, Kate ha trascurato un po’ il suo guardaroba e i suoi outfit sono stati definiti noiosi e sempre uguali.
Ma ormai, con gli occhi del mondo e dei tabloid puntati sempre addosso, anche la moda è diventata un aspetto fondamentale nella vita di una donna di corte (basti pensare a Letizia Ortiz, Rania di Giordania o alla principessa Vittoria di Svezia che insieme a Kate Middleton sono sempre giudicate per i loro look).

Così, per ritornare alla ribalta, la duchessa di Cambridge ha assunto Natasha Archer, una giovane fashion stylist, per aiutarla a rinnovare il suo look. Grazie all’intervento della Archer, Kate ha osato indossando negli ultimi eventi ufficiali abiti un po’ più corti (rispetto ai soliti vestiti dal taglio retto che arrivano sotto al ginocchio) e glamour. Inoltre ha anche iniziato ad osare di più con pizzi, trasparenze (non troppo eccessive), spacco e tacchi più alti.

“All’inizio Kate era molto riluttante, ma ora è felice. Tash (soprannome di Natasha ndr.) l’aiuta a scegliere i vestiti, compra un sacco di cose online per lei e la chiama spesso per farle provare centinaia di vestiti. Ha convinto Kate a rischiare. Gli orli sono più corti e Kate sta davvero aumentando la posta in gioco.” Ha detto una fonte vicina alla famiglia reale.

Che osi o meno con i vestiti, per noi Kate è sempre magnifica. Ma siamo curiose di vedere quale sarà il prossimo outfit, scelto da Natasha Archer, che indosserà.

Se il ciclo mestruale fosse una persona, sarebbe così (VIDEO)

Odiamo lui, lodiamo le tette che ci regala. Se tarda un po’, per farlo arrivare basta indossare pantaloni bianchi, basta farsi invitare per un appuntamento dal ragazzo per cui sbaviamo da mesi, basta andare in vacanza dopo un anno di lavoro. Di chi parliamo? Mi sembra chiaro, del ciclo mestruale.

In quei giorni meriteremmo la segregazione, dal momento che si alternano momenti di lucidità a raptus di follia, senza contare piagnistei e picchi di dolcezza. Sintomi che sediamo prontamente con il cucchiaio più grande nella dispensa e un barattolo di Nutella.

E questo lo sappiamo bene noi, così come lo sa bene LeendaD, una giovane videomaker che ha immaginato come sarebbero le nostre “cose”, se fossero una persona. Sette giorni in cui si avvicendano simpatici sintomi, una storia che pare lunghissima e che si conclude, come un romanzo d’amore di Federico Moccia, con una promessa: “ci vediamo il mese prossimo“.

Un video precauzionale che rivela agli uomini una grande verità, ma anche una grande soluzione: non parlare a una donna quando è in prossimità del ciclo, quando ha il ciclo, quando le è appena finito, quando lo attende e anche tutti gli altri giorni.

Nonostante i maschietti ci abbiano rubato ceretta, lampade e coiffeur, il ciclo mestruale resta una nostra esclusiva prerogativa, utilizzabile nella maniera che più conviene. Ché, in fondo, noi una scusa ce l’abbiamo, voi che scusa avete?

Il video è disponibile sulla pagina di Radio DEEJAY.

http://www.deejay.it/news/ogni-fottuto-mese-se-le-tue-cose-fossero-una-persona/406859/

Platinette: “Le donne della tv hanno una grande forza di volontà” (INTERVISTA)

Platinette e Simone Gerace danno vita a “Sei Donna?” un dialogo semiserio sulle donne in televisione. Nel dialogo tra Mauro Coruzzi (in arte Platinette) e Simone Gerace si parla di televisione, o meglio, delle conduttrici televisive e, in generale, del ruolo della donna in TV rispetto ai loro colleghi uomini.

Attraverso una bellissima e divertente analisi della televisione degli ultimi 50 anni, ecco come la donna riesce a delinearsi davanti al piccolo schermo, conquistando sempre più il pubblico e scavalcando, di gran lunga, i loro colleghi. Qual è il segreto di tanta bravura? Platinette ha scelto di raccontarsi, in esclusiva, per i lettori di Blog di Lifestyle.

“Dialogo semiserio sulle donne in televisione”: com’è stato scrivere questo libro?

Avendo impostato il libro in una serie di lettere, come quelle che si scrivevano una volta, i due autori hanno lavorato separatamente con un meccanismo di scrittura tale per cui uno passava la palla all’altro e nessuno sapeva cos’avrebbe proposto alla fine della lettera se non quando la lettera la riceveva. Abbiamo scritto sotto l’impulso della passione per “la donna” in tv e ci siamo incontrati grazie ad una puntata di Barbara d’Urso. Siamo diventati amici, abbiamo continuato a scambiarci opinioni sulle donne della televisione, abbiamo cercato di mettere in risalto alcune delle qualità che addirittura nella vita quotidiana non vengono messe mai in evidenza.

Nel libro si parla di “girl power”, il potere delle donne: che cos’è e da dove nasce?

La televisione di oggi: se non ci fossero queste donne è come se spegnessi la tv, perché non c’è un momento della giornata in cui non ci siano una o più figure femminili al lavoro, al momento stesso, in concorrenza l’una con l’altra, di fronte alla rivalità inevitabile dei numeri, sia che sia in prima serata sia che sia la mattina presto. Le figure come la Carlucci o la De Filippi, Barbara d’Urso, Cristina Parodi, Benedetta Parodi… è un continuo vedere donne in televisione 24h su 24: sono solo donne; uomini così bravi e capaci di affrontare l’intrattenimento così come fanno le donne non ce ne sono, forse perché questi si vergognano un po’ di farlo, si sentono troppo grandi giornalisti e considerano questa realtà come distante. Molti sono, però, gli uomini bravi in tv come Fabrizio Frizzi o Carlo Conti.

Come riescono queste donne a combinare successo e professionalità come armi in più?

Ciascuna ha un suo “sistema”, ma ci sono elementi che possono risultare comuni: se penso a Barbara d’Urso o Lorella Cuccarini mi viene subito in mente una forza di volontà molto forte, così tanto da riuscire a far realizzare loro un obiettivo; questo viene perseguito con una mente molto chiara. Se oggi sono così è tutto un enorme sforzo di qualità. È una questione anche di atteggiamento.

Quanto conta la bellezza al femminile in tv?

Dipende da chi se la porta addosso come una necessità. Non ce n’è una nella storia dello spettacolo che non abbia chiaramente almeno fatto ricorso alla chirurgia estetica. Ciò che noi vediamo bello è quello che ci convince sugli altri. Capisco che per loro la bellezza possa rappresentare un’angoscia e che molte di loro possano essere ritoccate, rifatte: le più grandi entertainer della televisione, non italiana ma americana, come Joan Rivers, che io ho amato per la sua crudeltà e la sua cattiveria, hanno fatto ricorso a più o meno evidenti “ritocchini”. Se si vanno a confrontare le sue foto da più giovane con le foto dell’ultima fase prima di morire si vede una differenza netta, ma comunque il suo modo di fare televisione è rimasto lo stesso, la sua cattiveria era una cattiveria che non risparmiava addirittura neanche se stessa.

Signorine del tubo catodico: quanto ha funzionato ad oggi il modello letterina/valletta, basti pensare a Ilary Blasi o Elisabetta Canalis?

Non c’è una regola. Un po’ come la storia del Grande Fratello: chi l’avrebbe mai detto che da quel programma sarebbero usciti attori di cinema e palcoscenico, conduttori; chi l’avrebbe detto che avrebbero generato fenomeni come Tarricone? Non è la provenienza che conta, ma la possibilità che la provenienza ti può dare. Tra le grandi ragazze della tv, e non solo, ce n’è una bravissima, Roberta Lanfranchi. Tutti gli altri sono spariti e non è un caso.

Apparenza e finzione vs. realtà e verità: in quali percentuali ci sono queste due opposte componenti in tv?

Se si fa un programma, come si faceva una volta, di moda, quelli molto raffinati e senza conduzione o con la conduzione appena accennata, l’apparenza non solo è la forma ma il tutto. Secondo quello che si dice Alessia Marcuzzi sarà la conduttrice dell’Isola dei Famosi : in quel caso non è importante se lei quest’anno metterà qualche esponente della moda o meno, ma come lo farà.

Qual è il tuo modello ideale di televisione femminile?

La televisione che sia capace, come non accade più, di intercettare la verità che non sono quelle dei ruoli. Mi piacerebbe una tv di confessioni, di emozioni forti, raccontata con la verità, che può essere anche una naturalmente pericolosissima, perché tu sei volontariamente messo in gioco. Una tv davvero vera, non un insieme di costruzioni ad hoc. Anche se fare una televisione così non è per niente facile. Adesso la tv è dissanguata, la mania dei social l’ha distrutta.

Cosa ne pensi della tv urlata?

Tutto il bene possibile, almeno rimango sveglio. Litigano in maniera urlata molto di più i politici. Vedere Tina Cipollari con un anziano corteggiatore e farne nascere un litigio da vicolo di paese dell’entroterra non mi scandalizza per niente, anzi.

Quanta meritocrazia c’è davvero in tv?

Non credo che ci sia: si devono fare i numeri, la pubblicità, quindi perché certi programmi che non funzionano vengono riproposti? Forse perché c’è una grande pressione dietro. La meritocrazia non è un valore uguale per tutti: chi va in onda perché fa numeri e chi va in onda nonostante non faccia numeri. Barbara d’Urso non ha nessuna forza, senza non i numeri che fa e probabilmente sono quelli il segno della meritocrazia.

Quale può essere il futuro per le donne in tv?

Non ce n’è uno solo fino a quando non ci sarà un direttore di rete donna come è accaduto adesso con Mediaset.

Chi erano le celebrities prima di diventare famose? (FOTO)

Belli, ricchi e famosi. E irraggiungibili. Oggi li vediamo sul grande schermo, sfilare sul red carpet con abiti di alta moda, fare vacanze da sogno e comprare case di lusso, ma prima di raggiungere la tanto desiderata fama le grandi star di Hollywood facevano i lavori più disparati: da rappresentanti porta a porta a baristi.

Ecco chi erano le celebrities prima di diventare famose.

Brad Pitt e Jennifer Aniston

È stata una delle coppie più amate di Hollywood, poi arrivò Angelina Jolie e il divorzio. Prima di diventare delle star del grande schermo, Brad Pitt e Jennifer Aniston erano dei cosiddetti “comuni mortali”.
Lui, sex symbol per antonomasia, lavorava in un fast food chiamato “El pollo loco” e distribuiva alette di pollo in grembiule e cuffietta da cucina. Lei, amatissima dai fan per la sua comicità, puliva bagni pubblici. “Ero piuttosto brava” ha rivelato la stessa Aniston in un’intervista.

George Clooney

Case di lusso, matrimonio da sogno in Italia e viaggio di nozze da milioni di dollari, questo è George Clooney oggi. Prima del successo il bel George è stato un venditore di tabacco, un commesso per un negozio di abiti maschili e un venditore di polizze assicurative porta a porta.

Sandra Bullock

Nel 2010 ha vinto il premio Oscar come miglior attrice ma prima di entrare nel mondo cinematografico Sandra Bullock si manteneva gli studi facendo la barista e la cameriera.

Johnny Depp

Oggi è uno degli attori più pagati al mondo ma prima del successo, di Kate Moss e dei premi Oscar, Johnny Deep era un venditore di penne personalizzabili.

Tom Cruise

Tom Cruise ha più volte ammesso di essere diventato attore un po’ per caso. Mentre si allenava per una competizione di wrestiling una caduta lo costrinse a stare a riposo, così inizio ad interessarsi al teatro. Prima di ciò consegnava giornali a domicilio.

Madonna

Madonna è sempre stata una bad girl. Prima di iniziare la carriera da cantante era una venditrice di ciambelle, ma venne licenziata per aver spruzzato della gelatina in faccia ad un cliente.

Megan Fox

È considerata la donna più sexy del pianeta, ma prima di tale nomina Megan Fox si vestiva da banana per promuovere una frullateria in Florida.

Eva Mendes

Anche la bella Eva lavorava in un fast food guadagnando una media di 4.25 dollari l’ora.