sabato, 5 Aprile 2025

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Uno su dieci non cambia le lenzuola

Le motivazioni non è lecito saperle, ma sicuramente poco importa il perchè. Quel che conta è che sono poco più di un terzo gli intervistati che lavano le lenzuola una volta a settimana, come consigliato dalla professoressa Sally Bloomfield, della London School of Hygiene and Tropical Medicine.
Troppo pochi rispetto alla restante parte, che si divide tra il 35% degli adulti che ha riferito di cambiare la biancheria da letto una volta ogni quindici giorni e uno su dieci che addirittura la cambia appena una volta al mese.

Eppure coccolarsi nel profumo e nella freschezza delle lenzuola pulite dovrebbe essere una delle cose maggiormente piacevoli dopo una lunga giornata. Il condizionale è d’obbligo, però.
Infatti il sondaggio riportato da YouGov chiedeva ogni quanto dovessero essere cambiate le lenzuola prima di sforare nell’antigienico e alcune risposte hanno lasciato davvero perplessi. Le donne hanno ritenuto giusto rispondere in media ogni cinque settimane, mentre gli uomini addirittura ogni sei.

La professoressa Bloomfield ha avvertito che non lavare spesso le lenzuola favorisce la dispersione di batteri e dunque aumenta le possibilità di ammalarsi.
Inoltre il nostro corpo rilascia, soprattutto la notte, nel letto, milioni di cellule della pelle che attirano gli acari della polvere, i quali, sebbene innocui, producono escrementi che contengono allergeni che possono provocare asma, rinite e prurito agli occhi.

Sicuramente bisogna avere maggior precauzione in presenza di neonati o bambini in casa.

Certo, i tempi moderni lasciano davvero poco spazio alle mamme e mogli di oggi che devono dimenarsi tra lavoro, impegni, famiglia, e chi più ne ha più ne metta. E a farne le spese normalmente è proprio l’igiene casalinga, come risulta da questa singolare ricerca.

Le persone intelligenti hanno tutte una cosa in comune: rimangono sveglie fino a tardi

Le persone intelligenti hanno un particolarità: la sera vanno a letto più tardi di tutti gli altri “comuni”.
È ciò che hanno confermato gli studiosi di “Psychology Today”: “Le persone intelligenti hanno più probabilità di essere dei notturni rispetto alle persone con punteggi QI più bassi. In uno studio eseguito su giovani americani, i risultati hanno mostrato che le persone intelligenti vanno a letto più tardi nei giorni feriali e nei fine settimana rispetto ai loro omologhi meno intelligenti.”

In “Studio Magazine”, Satoshi Kanazawa, uno psicologo presso la London School of Economics and Political Science, ha riferito che la media QI e i modelli di sonno sono sicuramente legati, dimostrando che quelli che restano a lungo sotto la luna sono, infatti, più intelligenti.
La sua analisi risale a tempi antichi, affermando l’idea che anche in epoche primitive, l’influenza della luna fosse uno dei fattori più “utilizzati” per ricerche e studi sull’essere umano.

È la luna che ci regala le emozioni più belle, gli amori più nascosti e il miracolo delle stelle. È la luna che cambia le maree, che scende su di noi con la sua potenza infinita e misteriosa. È la luna che ci aiuta, che ci apre la mente.

Questi risultati sono riportati da “Studio Magazine”, quando si va a dormire e quando ci si sveglia?

Poco intelligenti (QI <75)
Giorno della settimana: 23:41 – 7:20 am
Week-end: 00:35 – 10:09 am

Normale (90 <QI <110)
Giorno della settimana: 00:10 – 7:32 am
Week-end: 01:13 – 10:14 am

Molto intelligenti (QI> 125)
Giorno della settimana: 00:29 – 7:52 am
Week-end: 01:44 – 11:07 am

Quelli con QI inferiore a 75 vanno a letto intorno alle 23:30 nei giorni feriali, mentre quelli con un QI oltre 125 aspettano circa un’ora.

“La sera è il momento più bello: per rilassarsi e ascoltare un po’ di musica con del vino rosso, per innamorarsi, per studiare, per osservare il mondo. È il momento della giornata che preferisco”, confermano gli intervistati.

Cancro al seno, uno studio italiano svela la causa delle metastasi

Questo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research, potrebbe essere la chiave per sconfiggere il cancro al seno, che, nonostante le alte probabilità di sopravvivenza, è responsabile ancora del 16% di tutte le morti per cause oncologiche.

I ricercatori dell’Istituto nazionale tumori di Milano hanno individuato un nuovo meccanismo responsabile delle metastasi nel tumore del seno. Alla base del processo c’è l’osteopontina, un’insospettabile proteina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici.

Questa proteina chiave ha un “lato oscuro“, mostrando una doppia personalità, un po’ come il Dottor Jekyll e il suo alter ego cattivo Mister Hyde nel celebre romanzo di Robert Louis Stevenson, perché viene prodotta anche dalle cellule tumorali, e ne assicura la loro sopravvivenza in ambiente ostile, e quella prodotta dalle cellule mieloidi del sistema immunitario, globuli bianchi che invece di rilasciare osteopontina all’esterno, la trattengono dentro la cellula, che contribuisce alla loro attività immunosoppressiva, cioè protegge le cellule tumorali che stanno formando la metastasi dall’attacco immunologico.

Lo studio è stato condotto prima in laboratorio su animali, è stato poi esteso all’analisi delle metastasi polmonari di pazienti con carcinoma al seno. In queste metastasi è stata confermata la presenza di cellule contenenti osteopontina. “Questa scoperta“, ha dichiarato Mario Paolo Colombo, direttore della Struttura complessa di Immunologia molecolare dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, che ha guidato la ricerca, “sarà rilevante per sviluppare futuri farmaci in grado di contrastare le molteplici azioni dell’osteopontina nello sviluppo delle metastasi“.

Lo studio ha svelato un importante tassello del puzzle metastasi e, di conseguenza, ha aperto la strada alla ricerca di vie più efficaci per rendere vulnerabile il cancro proprio quando sembra diventato invulnerabile.

I meccanismi che rendono le cellule tumorali “invincibili” e “migranti” nell’organismo dopo essere state quasi distrutte dalle cure, sono l’oggetto dei numerosi studi in laboratori di tutto il mondo. Chemio-prevenzione o cibo-prevenzione, diagnosi sempre più precoce, cure super intelligenti e, infine, blocco dei meccanismi alla base delle metastasi. Il finale deve essere la vittoria sul cancro e siamo un passo avanti rispetto a ieri.