martedì, 26 Maggio 2026

Salute

Home Salute Pagina 103
Notizie sulla salute, sugli stili di vita, scoperte mediche, farmaci, diete, fitness

‘Multitasking’: un pericolo per il nostro cervello

Lo studio effettuato dall’Università del Sussex rivela che il multitasking, ossia la capacità (o meglio abitudine ormai) di svolgere più attività contemporaneamente potrebbe causare danni al cervello.
Lavorare al pc, inviare mail, guardare la tv, inviare messaggi al cellulare e consultare il tablet mentre si ascolta la radio, orama è diventata abitudine consueta nella quotidianità di molti giovani e meno giovani compiere queste attività nello stesso momento.
Ebbene, a quanto pare, questo potrebbe rivelarsi un rischio per una particolare area del cervello, la corteccia cingolata anteriore.

I ricercatori hanno monitorato 75 soggetti con comportamenti multitasking, ossia che abitualmente utilizzano vari dispositivi multimediali contemporaneamente. Hanno quindi osservato il cervello dei singoli soggetti sottoponendoli a Risonanza magnetica, rilevando così che la loro struttura cerebrale era modificata nell’area della corteccia cingolata anteriore, coinvolta nell’elaborazione delle emozioni e delle informazioni. Ciò potrebbe aumentare il rischio di scarsa attenzione, perdita di memoria ed ansia.

Dietro questa capacità oltremodo invidiata, dunque, si cela un vero e proprio rischio per la nostra salute mentale. Usare pc, tablet, cellulare e tv contemporaneamente aumenta il nostro livello di stress. Un consiglio ci giunge da Paola Vincinguerra, psicoterapeuta e presidente Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap): “Dobbiamo imparare a gestire il nostro tempo in maniera diversa ed a compiere un’azione alla volta. Dividere il momento del lavoro da quello da trascorrere in famiglia, non portandosi il lavoro a casa, ad esempio, è fondamentale”.

Pare proprio che sia arrivata l’ora di darci una calmata, di riorganizzare il nostro tempo e perchè no, ogni tanto, di staccare gli occhi e le mani da questi strumenti elettronici così dannosi per la nostra salute, a favore di una bella chiacchierata o di una sana passeggiata all’aria aperta. Ne vale la nostra salute.

Sogni, nel cuore della notte sono più intensi e bizzarri

hanehassan.com

Hermann Hesse disse: Gran parte dei nostri sogni li viviamo con assai maggiore intensità della nostra esistenza da svegli.

Un’affermazione che è riuscita a trovare un suo fondamento anche nel campo della scienza. Uno studio di Caroline Horton della Leeds Metropolitan University in Gran Bretagna ha infatti rivelato come le manifestazioni oniriche vengano vissute con più intensità e diventino più bizzarre mano a mano che la notte avanza.

I 16 volontari che si sono prestati per due giorni all’osservazione dei ricercatori, sono stati svegliati 4 volte nel corso di una notte e ad ogni risveglio gli studiosi hanno chiesto loro di raccontare i sogni fatti.

Il risultato è stato che mano a mano che ci si addentrava nel cuore della notte, più la trama delle proprie rappresentazioni oniriche diventava complessa e ingarbugliata, con caratteristiche sempre meno affini al mondo reale e sempre più collegate a quello della fantasia.

Coloro che dormono soltanto poche ore al giorno presentano la peculiarità di fare sogni brevi, con trame lineari e collegamenti logici semplici. I “dormiglioni” invece si caratterizzano per i complessi intrecci delle proprie produzioni oniriche, che spesso risultano essere strambe e confusionarie.

Non solo: nel cuore della notte il sogno – complicato e aggrovigliato – viene vissuto da chi lo crea con una maggiore intensità di sentimenti ed emozioni rispetto invece a chi di dormire molte ore proprio non vuole saperne.

Una domanda sorge però spontanea: se “i sogni son desideri” – come diceva una famosa melodia – i sogni fatti nel cuore della notte saranno desideri inconsci o al quadrato?

Bere tè per vivere a lungo e perdere peso

4ever.eu
Chi beve tè vive più a lungo e perde anche peso più facilmente.

Lo dimostra una ricerca compiuta a Parigi dal dottor Danchin. Il professore e il suo team hanno analizzato 131.401 persone di età compresa fra i 18 e i 95 anni, per un periodo di tempo di 7 anni (dal 2001 al 2008). I partecipanti sono stati classificati in tre categorie: i non bevitori di tè, i bevitori moderati (1-4 tazze di tè al giorno) e i bevitori pesanti, che superano il consumo di 4 bicchieri di tè al giorno.

Il risultato è stato illuminante: i bevitori di tè hanno presentato una pressione sanguigna più bassa rispetto a chi non ne fa utilizzo o consuma una maggiore quantità di caffè. Bere tè allunga la vita poichè riduce di ben il 24% il rischio di morte legato a problemi cardiovascolari. Problemi che sorgono molto più di frequente nei bevitori accaniti di caffè e nei fumatori di tabacco.

I benefici che il tè apporta alla salute sono dovuti alla grande quantità di antiossidanti che contiene, che aiutano a mantenere il corpo sano e a migliorare la circolazione del sangue.

Ma non solo: il tè è anche un ottimo alleato per chi vuole perdere peso. Esso infatti contiene dei composti che impediscono che parte del grasso che ingeriamo venga poi assorbito dal corpo. Con la conseguenza quindi che il metabolismo risulta essere molto più veloce del normale e i fastidiosi “rotolini di ciccia” scompaiono naturalmente.

Per essere belli, sani e in forma quindi niente pastiglie miracolose o filtri dimagranti: basta una bella tazza di tè, e magari anche più di una.

Gli alimenti velenosi più insospettabili

Quando si conduce una dieta a base di frutta e verdura, difficilmente ci si immagina di poter incorrere in effetti collaterali. Eppure persino i cibi più sani hanno il loro dark side, potendo presentare delle parti non commestibili ed estremamente dannose per il nostro organismo: ecco quali sono i cibi velenosi più insospettabili, che incontriamo tutti i giorni sulle nostre tavole.

Le mele

Senz’altro ricche di vitamine e dotate di un notevole effetto antiossidante, le mele presentano dei semi a cui bisogna stare molto attenti: i semi della mela contengono infatti l’amigdalina, una sostanza tossica che se assunta in grandi quantità può rivelarsi mortale. In dosi minori e non pericolose, provoca difficoltà respiratorie, depressione e sbalzi d’umore.

I fagioli

Nutrienti e ricchi di proteine, i fagioli possono essere consumati solo da cotti: crudi sono infatti velenosi, contenendo una tossina, la fitoemoagglutinina, che porta nausea, vomito e diarrea. Prima di cuocerli è necessario lasciarli in ammollo per un paio d’ore a temperature elevate, e sbarazzarsi poi dell’acqua prima di iniziare a cuocerli .

Le mandorle

Frutta secca estremamente energetica, ma talvolta molto dannosa: le mandorle amare, infatti, contengono consistenti dosi di amigdalina, la stessa sostanza presente nelle patate, che stimola la produzione di acido cianidrico (da cui si ricava il cianuro). Una cinquantina di queste mandorle costituisce una dose letale per un essere umano: per fortuna, il loro sapore non è gradevole e spesso ci porta a scartarle.

Le patate

Tossine, come per esempio la solanina, sono presenti nella buccia e nei germogli delle patate: ecco perché vanno sbucciate prima della cottura, con grande attenzione nel rimuovere la parte verde (è qui che la solanina si concentra). Direttamente da bandire, invece, le patate verdi già con tutta la buccia: in esse la solanina può arrivare fino a 100 g e non viene eliminata con la cottura, perché degrada a più di 243 °C.

Le ciliegie

Non sono completamente tossiche, ma bisogna fare attenzione al nocciolo: anch’esso presenta la concentrazione di acido cianidrico, che, ingerito, impedisce il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Niente panico, però: quest’acido entra in azione soltanto se il nocciolo viene scalfito coi denti o se lo si inghiotte.

La noce moscata

Per quanto dia sapore alle pietanze, è bene non abbondare con le dosi di noce moscata: questa infatti contiene miristicina, una sostanza neurotossica che – in gran quantità – può portare ad avere allucinazioni e convulsioni e che risulta molto dannosa anche per il feto in gravidanza.

I funghi

Crudi anche quelli edibili presentano notoriamente tossine termolabili (che evaporano quando il cibo viene cotto a 80°) che possono procurare problemi di digestione: la chitina, di cui è composta la membrana cellulare dei funghi, è una sostanza difficile da digerire, soprattutto prima dei 14 anni, quando gli enzimi necessari alla sua metabolizzazione non sono presenti in quantità sufficienti.