sabato, 11 Luglio 2026

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Malattie croniche: ne soffre meno chi è più istruito

Le malattie croniche sono molto diffuse. Più del 40% degli italiani, ovvero circa 24 milioni di persone, soffrono di questo particolare tipo di patologia che è reiterata nel corso del tempo. Secondo studi recenti però, sembrerebbe che più alto è il livello del titolo di studio, minore invece sarebbe l’incidenza di diabete, ipertensione e malattie di questa tipologia. Sono tantissimi gli italiani affetti dalla multi-cronicità, ovvero da vari tipi di patologie come artrosi, artrite, osteoporosi, patologie cardiache, ipertensione e diabete che sono difficili da tenere sotto controllo. Poiché questo problema riguarda circa il 40% degli italiani, l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane con sede all’Università Cattolica di Roma, ha analizzato bene la questione. Gli studi continuano a cercare di capire quali saranno gli scenari futuri e come trattare tali patologie.

Il peggioramento nelle malattie croniche

Secondo gli studi emersi, sembrerebbe esserci un peggioramento negli ultimi 10 anni in merito alle malattie croniche. Secondo le stime effettuate dell’Osservatorio di ricerca, sembrerebbe che nel 2028 il numero dei malati cronici potrebbe arrivare fino a 25 milioni. Invece, il numero dei malati multi-cronici potrebbero salire circa a 14 milioni a fronte dei 12 milioni attuali. La malattia dell’ipertensione – per esempio – potrebbe colpire sempre più persone, così come anche il diabete e l’osteoporosi. Secondo gli scienziati però, ad avere un effetto positivo in questo senso potrebbe essere la cultura.

Gli effetti della cultura sulla salute e sulle malattie croniche

Stando a quanto affermano gli studiosi, chi ha studiato nel corso degli anni oppure studia tutt’oggi, potrebbe avere un rischio minore di sviluppare malattie croniche. Infatti, secondo l’Osservatorio ed i dati Istat, le persone che hanno un livello di istruzione più alto soffrono meno di patologie croniche rispetto invece il resto della popolazione con un livello di istruzione molto più basso. Più aumenta il titolo di studio conseguito e più il divario cresce. Queste differenze cambiano anche con le professioni effettuate. Le patologie croniche infatti, sono molto più diffuse tra gli autonomi e i disoccupati.

Febbre cosa fare adulto: rimedi e consigli

Febbre cosa fare adulto

Febbre cosa fare adulto: rimedi e consigli per sfebbrare.

Siamo a marzo ma i virus non ci mollano, sembra impossibile uscirne a questo giro.

La febbre è sempre dietro l’angolo.

Quando è troppo alta cosa dobbiamo fare?

Febbre cosa fare adulto: quando abbassarla

Il pensiero comune è che la febbre sia nostra nemica. Sbagliato.

E’ una nota strategia difensiva messa in atto dall’organismo per esaltare i meccanismi immunitari che lo proteggono dal dilagare di infezioni batteriche o virali.

Tradotto in parole povere: se non supera i 38.5/39 non va abbassata.

Soprattutto non si prendono antibiotici a casaccio senza prescrizione medica.

Il timore che possa arrecare danni cerebrali permanenti non è fondato, diviene consistente solo quando si raggiungono temperature corporee piuttosto elevate, superiori ai 41-42°C.

Febbre cosa fare adulto: rimedi e consigli

Ecco cosa fare per abbassare la temperatura con i rimedi naturali:

  • spugnature di aceto su polsi, caviglie e nuca
  • applicare sulla fronte fette di patate crude
  • corteccia di salice bianco, ricca di salicilati da cui è derivato il famoso acido acetilsalicilico (aspirina)
  • Spirea Olmaria antipiretica ed antiflogistica
  • cranberry o mirtillo rosso americano
  • tisane a base di aglio e scorza di limone, tiglio, zenzero e limone, sambuco, genziana, timo, camomilla, menta. Queste erbe sono famose per essere antinfiammatorie ed antiflogistiche, aiutano a calmare i sintomi e favoriscono l’abbassamento della temperatura
  • l’echinacea in gocce può aiutare ad abbassare la febbre e rafforza le difese immunitarie

Consigli:

  • stare a letto e riposarsi
  • bere molta acqua
  • mangiare frutta e verdura, soia, crauti, miso, yogurt
  • bere del brodo di pollo

Da evitare:

  • latticini assunti contemporaneamente ai farmaci
  • succhi di frutta e marmellate, alimenti grassi e fritti
  • stare all’aperto, in mezzo a correnti d’aria o al freddo
  • fare sport
  • docce fredde
  • coprirsi troppo, non sempre sudare è un’ottima idea

Allergia al gatto sintomi: come riconoscerli

Allergia al gatto sintomi

Allergia al gatto sintomi: come riconoscerli.

Le allergie “al pelo” di animale sono molto comuni, sia fra i bambini che fra gli adulti.

Di seguito vediamo qual è la causa e come riconoscere l’insorgere dell’allergia.

Allergia al gatto sintomi: le cause

Avrete notato sopra il virgolettato, c’è una ragione. A causare l’allergia non è il pelo del gatto (come invece accade nel caso dei cani) ma le proteine prodotte dalle ghiandole salivari e sebacee del felino. Non solo, l’allergene si trova anche nell’urina e nella pelle secca del gatto.

Ma perché si dice “allergico al pelo del gatto”? Perchè il gatto si lava molto spesso, trasferendo la saliva sul pelo.

Nel caso della pelle secca e dell’urina, l’allergene, veicolato dalle particelle presenti nell’aria che circola nell’abitazione si deposita sui vari oggetti presenti nella casa, soprattutto sui tessuti dei vestiti.

Sono i maschi non castrati a produrre più sostanze allergeniche, mentre le femmine e i maschi castrati sono meno “pericolosi”.

Allergia al gatto sintomi: come riconoscerli

Vediamo la sintomatologia:

  • Naso che cola
  • starnuti frequenti
  • prurito a naso, gola e palato
  • lacrimazione ed occhi arrossati
  • congiuntivite con prurito e arrossamento agli occhi
  • rinite
  • difficoltà respiratoria
  • respiro sibilante
  • tosse

I disturbi respiratori sono il sintomo principale seguito dalle reazioni cutanee.

Ricordiamoci che questo tipo di allergia provoca soprattutto attacchi di asma.

Allergia al gatto sintomi e test

Se presentate i sintomi sopra elencati è il caso di farsi vedere dal medico e quindi recarsi dall’allergologo.

E’ necessario fare un Rast Test per vedere gli anticorpi che si attivano a contatto con gli allergeni.

Le soluzioni non sono tantissime, per lo più evitate il contatto con i gatti oppure optate per un gatto ipoallergenico, se proprio ne volete uno. I gatti anallergici non producono l’allergene e pertanto non sono un problema.

Se avete già un gatto l’ideale è farlo castrare per ridurre la produzione dell’allergene.

Calendario allergie stagionali: cos’è e a cosa serve

Calendario allergie stagionali

Calendario allergie stagionali, necessario conoscerlo per affrontare l’allergia ai pollini.

La pollinosi non è mai da sottovalutare, è una reazione allergica che si manifesta con cadenza stagionale in soggetti ipersensibili a pollini di specifiche famiglie di erbe, di fiori e di alberi.

Può creare grossi problemi e va affrontata, nonché prevenuta in modo corretto.

Calendario allergie stagionali: a cosa serve?

Le persone che soffrono di allergie al polline, devo necessariamente seguire il meteo dei pollini e conoscere il calendario.

I calendari pollinici evidenziano la concentrazione di determinati pollini allergenici in un preciso periodo dell’anno e nelle diverse regioni italiane e i periodi di fioritura.

Questi calendari sono elaborati dai Centri Nazionali di Aereobiologia o dalle Asl terrioriali, per fornire all’utente dati aggiornati in tempo reale sulla pollinazione e “previsioni” di breve termine.

Calendario allergie stagionali: mesi e stagioni

Vediamo in modo approfondito le informazioni fornite dal calendario.

Inverno:

  • Compaiono i pollini di alcune piante arboree: Betulaceae (Ontano), Corylaceae (Nocciolo) e Cupressaceae.
  • Pollini delle Oleaceae (Frassino) e delle Salicaceae (Pioppo e Salice). Tra marzo e aprile si osserva la presenza del polline di Platano.

Primavera:

  • Piante arboree Betulaceae (Betulla), Corylaceae (Carpini), Fagaceae (quercia e faggio), Oleaceae (Frassino e Olivo), Cipresso, Platano e Pino
  • pollini di piante erbacee come le Urticaceae e le Graminaceae. Scompaiono i pollini di Pioppo e Salice.

Estate:

  • pollini di piante erbacee quali Urticaceae e Compositae (Ambrosia e Artemisia).
  • piante arboree rilevate solo Castagno e Pino

Esempio di calendario pollinico: i mesi

  • Avena da maggio ad agosto
  • Pioppo da marzo a settembre
  • Grano, Loglio da maggio a giugno
  • Salice da marzo a settembre
  • Granturco, Sorgo da luglio a settembre
  • Segale da giugno a luglio
  • Faggio da marzo a giugno
  • Cannarecchia da agosto a settembre
  • Quercia da aprile a giugno
  • Erba Canina da giugno ad ottobre
  • Nocciolo da gennaio a marzo
  • Erba Mazzolina da maggio a settembre
  • Paleo Dei Prati da aprile a giugno
  • Parietaria da febbraio a ottobre
  • Gramigna delle vie da febbraio a novembre
  • Gramigna dei Prati e Orzo da aprile ad agosto
  • Dente di Leone da febbraio a novembre
  • Girasole, Verga D’oro da luglio a ottobre
  • Mimosa, Robinia da febbraio a luglio
  • Parietaria da febbraio a ottobre
  • Tiglio da marzo a giugno

Parleremo in seguito di rimedi naturali per affrontare la pollinosi.