lunedì, 25 Maggio 2026

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Pollini e allergie: 12 semplici cose da fare

Pollini e allergie

Pollini e allergie sono un binomio che va a nozze con l’arrivo di primavera.

Non so da voi ma qui a Cagliari c’è un vento pazzesco da tre giorni, ovviamente sta seminando polline ovunque ed ovviamente io sto fisso starnutendo.

Ci sono dei piccoli accorgimenti che si possono prendere, per evitare d’esser ostaggi continuativi del polline.

Vediamo quali sono.

Pollini e allergie: 12 semplici cose da fare

Purtroppo chi è allergico al polline sa benissimo quali fastidi comporta, è una lotta strenua e continua, ma si può far fronte al problema con piccoli e semplici accorgimenti.

  1. Consultare il calendario del polline per scoprire in quale periodo ci sarà il picco maggiore (va da sé che è necessario sapere a quali pollini si è allergici). A cosa serve conoscere il periodo della fioritura? Se è prevista un’elevata concentrazione di pollini nell’atmosfera, è consigliabile cominciare ad assumere i farmaci per l’allergia prima della comparsa dei sintomi.
  2. Nei picchi di polline evitare prati, campagne, parchi e giardini specie con erba tagliata di fresco.
  3. Evitare le uscite all’aperto durante le giornate ventose
  4. tenere chiuse le finestre e i finestrini dell’auto ed evitare attività all’aperto o passeggiate in campagna in caso di vento
  5. usare condizionatori d’aria o generatori di anioni, che abbassano la concentrazione di pollini.
  6. installare un filtro antipolline, se l’auto ha l’aria condizionata
  7. eliminare tende, tappetti e tutto ciò che cattura e trattiene il polline. Installare delle zanzariere.
  8. Evitare passeggiate dopo un’acquazzone perché la pioggia cattura e rilascia polline evaporando
  9. Usare appropriate mascherine antipolvere nei picchi di fioritura
  10. Lavarsi i capelli e farsi una doccia dopo esser stati in campagna o in zone alberate
  11. non stendere il bucato all’aperto per evitare che s’impregni di polline
  12. attenti all’alimentazione! Evitare il miele in generale, chi è allergico alle Graminacee, ad esempio, deve evitare: mela, anguria, arancia, kiwi, pomodoro, frumento, cereali, arachidi, mandorla, pesca, pera, albicocca, ciliegia, prugna, fragola, lampone; chi alla eviterà more di gelso, basilico, piselli, fico; chi alla betulla eviterà mela, pesca, albicocca, noci, nocciole, arachidi, mandorle, pistacchio, frutta secca in genere, ciliegia, banana, carota, patata, finocchio, sedano

Ricordiamoci che la prevenzione e l’informazione sono importantissime.

Malattie croniche: ne soffre meno chi è più istruito

Le malattie croniche sono molto diffuse. Più del 40% degli italiani, ovvero circa 24 milioni di persone, soffrono di questo particolare tipo di patologia che è reiterata nel corso del tempo. Secondo studi recenti però, sembrerebbe che più alto è il livello del titolo di studio, minore invece sarebbe l’incidenza di diabete, ipertensione e malattie di questa tipologia. Sono tantissimi gli italiani affetti dalla multi-cronicità, ovvero da vari tipi di patologie come artrosi, artrite, osteoporosi, patologie cardiache, ipertensione e diabete che sono difficili da tenere sotto controllo. Poiché questo problema riguarda circa il 40% degli italiani, l’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane con sede all’Università Cattolica di Roma, ha analizzato bene la questione. Gli studi continuano a cercare di capire quali saranno gli scenari futuri e come trattare tali patologie.

Il peggioramento nelle malattie croniche

Secondo gli studi emersi, sembrerebbe esserci un peggioramento negli ultimi 10 anni in merito alle malattie croniche. Secondo le stime effettuate dell’Osservatorio di ricerca, sembrerebbe che nel 2028 il numero dei malati cronici potrebbe arrivare fino a 25 milioni. Invece, il numero dei malati multi-cronici potrebbero salire circa a 14 milioni a fronte dei 12 milioni attuali. La malattia dell’ipertensione – per esempio – potrebbe colpire sempre più persone, così come anche il diabete e l’osteoporosi. Secondo gli scienziati però, ad avere un effetto positivo in questo senso potrebbe essere la cultura.

Gli effetti della cultura sulla salute e sulle malattie croniche

Stando a quanto affermano gli studiosi, chi ha studiato nel corso degli anni oppure studia tutt’oggi, potrebbe avere un rischio minore di sviluppare malattie croniche. Infatti, secondo l’Osservatorio ed i dati Istat, le persone che hanno un livello di istruzione più alto soffrono meno di patologie croniche rispetto invece il resto della popolazione con un livello di istruzione molto più basso. Più aumenta il titolo di studio conseguito e più il divario cresce. Queste differenze cambiano anche con le professioni effettuate. Le patologie croniche infatti, sono molto più diffuse tra gli autonomi e i disoccupati.

Febbre cosa fare adulto: rimedi e consigli

Febbre cosa fare adulto

Febbre cosa fare adulto: rimedi e consigli per sfebbrare.

Siamo a marzo ma i virus non ci mollano, sembra impossibile uscirne a questo giro.

La febbre è sempre dietro l’angolo.

Quando è troppo alta cosa dobbiamo fare?

Febbre cosa fare adulto: quando abbassarla

Il pensiero comune è che la febbre sia nostra nemica. Sbagliato.

E’ una nota strategia difensiva messa in atto dall’organismo per esaltare i meccanismi immunitari che lo proteggono dal dilagare di infezioni batteriche o virali.

Tradotto in parole povere: se non supera i 38.5/39 non va abbassata.

Soprattutto non si prendono antibiotici a casaccio senza prescrizione medica.

Il timore che possa arrecare danni cerebrali permanenti non è fondato, diviene consistente solo quando si raggiungono temperature corporee piuttosto elevate, superiori ai 41-42°C.

Febbre cosa fare adulto: rimedi e consigli

Ecco cosa fare per abbassare la temperatura con i rimedi naturali:

  • spugnature di aceto su polsi, caviglie e nuca
  • applicare sulla fronte fette di patate crude
  • corteccia di salice bianco, ricca di salicilati da cui è derivato il famoso acido acetilsalicilico (aspirina)
  • Spirea Olmaria antipiretica ed antiflogistica
  • cranberry o mirtillo rosso americano
  • tisane a base di aglio e scorza di limone, tiglio, zenzero e limone, sambuco, genziana, timo, camomilla, menta. Queste erbe sono famose per essere antinfiammatorie ed antiflogistiche, aiutano a calmare i sintomi e favoriscono l’abbassamento della temperatura
  • l’echinacea in gocce può aiutare ad abbassare la febbre e rafforza le difese immunitarie

Consigli:

  • stare a letto e riposarsi
  • bere molta acqua
  • mangiare frutta e verdura, soia, crauti, miso, yogurt
  • bere del brodo di pollo

Da evitare:

  • latticini assunti contemporaneamente ai farmaci
  • succhi di frutta e marmellate, alimenti grassi e fritti
  • stare all’aperto, in mezzo a correnti d’aria o al freddo
  • fare sport
  • docce fredde
  • coprirsi troppo, non sempre sudare è un’ottima idea

Allergia al gatto sintomi: come riconoscerli

Allergia al gatto sintomi

Allergia al gatto sintomi: come riconoscerli.

Le allergie “al pelo” di animale sono molto comuni, sia fra i bambini che fra gli adulti.

Di seguito vediamo qual è la causa e come riconoscere l’insorgere dell’allergia.

Allergia al gatto sintomi: le cause

Avrete notato sopra il virgolettato, c’è una ragione. A causare l’allergia non è il pelo del gatto (come invece accade nel caso dei cani) ma le proteine prodotte dalle ghiandole salivari e sebacee del felino. Non solo, l’allergene si trova anche nell’urina e nella pelle secca del gatto.

Ma perché si dice “allergico al pelo del gatto”? Perchè il gatto si lava molto spesso, trasferendo la saliva sul pelo.

Nel caso della pelle secca e dell’urina, l’allergene, veicolato dalle particelle presenti nell’aria che circola nell’abitazione si deposita sui vari oggetti presenti nella casa, soprattutto sui tessuti dei vestiti.

Sono i maschi non castrati a produrre più sostanze allergeniche, mentre le femmine e i maschi castrati sono meno “pericolosi”.

Allergia al gatto sintomi: come riconoscerli

Vediamo la sintomatologia:

  • Naso che cola
  • starnuti frequenti
  • prurito a naso, gola e palato
  • lacrimazione ed occhi arrossati
  • congiuntivite con prurito e arrossamento agli occhi
  • rinite
  • difficoltà respiratoria
  • respiro sibilante
  • tosse

I disturbi respiratori sono il sintomo principale seguito dalle reazioni cutanee.

Ricordiamoci che questo tipo di allergia provoca soprattutto attacchi di asma.

Allergia al gatto sintomi e test

Se presentate i sintomi sopra elencati è il caso di farsi vedere dal medico e quindi recarsi dall’allergologo.

E’ necessario fare un Rast Test per vedere gli anticorpi che si attivano a contatto con gli allergeni.

Le soluzioni non sono tantissime, per lo più evitate il contatto con i gatti oppure optate per un gatto ipoallergenico, se proprio ne volete uno. I gatti anallergici non producono l’allergene e pertanto non sono un problema.

Se avete già un gatto l’ideale è farlo castrare per ridurre la produzione dell’allergene.