sabato, 11 Luglio 2026

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Kefir Italia Facebook: cos’è, benefici e come usarlo

Kefir Italia Facebook

Kefir Italia Facebook, ebbene sì sono diverse le pagine ed i gruppi che si occupano di questa bevanda ricca di fermenti lattici che si può fare a base di acqua o di latte.

Sapete di cosa si tratta e quali sono i benefici per la salute?

Kefir Italia Facebook: cos’è

Le sue radici affondano nel Caucaso ma il termine è di origine turca, ovvero “keyif” che significa delizia.

Solitamente si prepara usando il latte fresco (di pecora, capra o vacca) e i fermenti o granuli di chefir, formati da un polisaccaride chiamato kefiran che ospita colonie di batteri in prevalenza mesofili e lieviti in associazione simbiotica.

I kefir d’acqua sono fermentati adatti a far fermentare soluzioni di acque e zucchero.

Leggenda vuole che fosse stato Maometto a farne dono agli avi dei montanari del Caucaso (da qui anche il nome di miglio del profeta).

E’ sicuramente una bevanda molto antica, non citata nella Bibbia, ma conosciuta da Marco Polo che l’avrebbe incontrata in Cina.

Kefir Italia Facebook: le proprietà

Ecco di che cosa si compone il chefir:

  • calcio
  • magnesio
  • potassio
  • fosforo
  • zinco
  • vitamine del gruppo B e vitamina K
  • amminoacidi come il triptofano
  • fermenti vivi

E queste sono le proprietà del kefir:

  • calma gli stati di iperattività e di insonnia
  • ripristina la flora intestinale
  • previene l’osteoporosi
  • curare i catarri bronchiali
  • infiammazioni a carico del fegato e dell’intestino
  • previene i disturbi dei reni
  • aiuta la riduzione del grasso addominale
  • previene i tumori al colon
  • aumenta le difese immunitarie

E’ ideale per le donne in gravidanza perché contiene molto acido folico e per le donne in menopausa perchè allevia gli sbalzi emotivi e fortifica le ossa.

Kefir Italia Facebook: come prepararlo in casa

Servono:

  • mezzo litro di latte vaccino (intero, scremato o parzialmente scremato)
  • 50 grammi di granuli di kefir di latte

Riporre i granuli in un contenitore di vetro e versarvi il latte. Coprite il barattolo e mescolare ogni tanto, deve riposare 24 ore. Filtrare con un colino e lasciar raffreddare due o tre ore in frigo. Si conserva per circa sette giorni.

Ecco quali sono i gruppi e le pagine utili:

https://www.facebook.com/kefiritalia.it/
https://www.facebook.com/kefir.italia/
https://www.facebook.com/groups/318026468357642/

Freddo: come difendersi con i rimedi naturali

Freddo

Freddo, prima o poi arriverà. In qualche parte d’Italia già lo si sta sperimentando.

Se è vero che dal caldo non ci si può difendere (non proprio ma è comunque più difficile), dal freddo ci si può difendere eccome.

Ci sono tanti rimedi naturali da mettere in atto per far fronte alla stagione fredda.

Come difendersi dal freddo con il cibo

Alcuni alimenti sono degli ottimi alleati contro la stagione fredda.

Vediamo quali sono:

  • frutta e verdura, ricche di vitamina E e C che rafforzano le difese immunitarie
  • pasta e pane integrali
  • tisane calde, ideali quelle a base di cannella o chiodi di garofano o lo zenzero o ancora il finocchio
  • tè verde
  • zuppe di cereali, l’avena è particolarmente consigliata
  • zuppe di legumi
  • brodo di carne e verdure

Evitare gli alcolici, danno una sensazione di calore che dura pochissimo.

5 Trucchi per difendersi dal freddo

Piccole strategie da mettere in atto in inverno:

  1. muoversi, fare le scale, camminare a passo veloce, saltare la corda e ballare aiutano a scaldare il corpo
  2. pediluvio, con abbondante acqua calda, sale o bicarbonato ed oli essenziali balsamici o alla lavanda
  3. sauna, ideale per combattere le basse temperature e riscaldare il corpo
  4. massaggi con oli balsamici, liberano le vie aeree rilassano e riscaldano, bene anche un olio alla cannella
  5. riscaldamento intorno ai 22 gradi così l’aria non si secca e non si creda troppa escursione termica fra le stanze

Inverno, freddo, S.A.D: consigli

Non uscite mai di casa coi capelli o le mani bagnate, in primis.

Evitate inoltre di bagnarvi i piedi mentre siete fuori casa, se succede cercate di asciugarli subito.

Aggiungere un cucchiaino di miele ad ogni bevanda.

Sudare non è un male, anzi, ma evitare di uscire all’aperto sudati.

Per purificare l’ambiente diffondete oli balsamici, se vi sentite tristi preferite limone e bergamotto.

Attenzione agli spifferi in casa, create dei paraspifferi da mettere vicino a porte e finestre.

E’ importante proteggere viso e mani con creme ed oli (burro di cocco e burro di karitè ad esempio) oppure usando delle apposite creme barriera. Importante ricordarsi di mettere il burro cacao.

Anemia sideropenica: cos’è, come riconoscerla, cosa fare

Anemia sideropenica

Anemia sideropenica: di cosa si tratta?

E’ una carenza di ferro che è un elemento molto importante per il buon funzionamento dell’organismo e della nostra salute.

Nel caso di questa tipologia anemica, prima si ha la carenza del ferro per cui vengono sfruttate le riserve di tale elemento (sideropenia), se non curata, esaurite le scorte, subentra l’anemia vera e propria.

Questa anemia, detta sideropenica, determina un’insufficiente produzione di globuli rossi (in caso di anemia il livello di emoglobina, molecola contenuta nei globuli rossi e adibita al trasporto dell’ossigeno, è inferiore ai valori minimi normali).

Come sappiamo di avere l’anemia sideropenica?

Attraverso questi segnali:

  • pallore
  • perdita dei capelli
  • astenia
  • dispnea
  • unghie fragili
  • facilità verso le lesioni cutanee
  • tachicardia
  • palpitazioni
  • difficoltà di concentrazione
  • minor tolleranza al freddo
  • infiammazione delle mucosi orali (stomatite e glossite)

Quali sono le cause dell’anemia sideropenica?

Fra le cause del disturbo identifichiamo:

  • flusso mestruale abbondante
  • gravidanza
  • perdite di sangue del tratto gastrointestinale

Inoltre vanno presi in considerazione i valori di:

  • emoglobina
  • ferritina
  • recettore stabile della transferrina (sTFR)

Cosa fare in caso di anemia sideropenica?

E’ sicuramente necessario modificare la dieta in modo da aumentare l’apporto di ferro. Quindi è consigliato incrementare il consumo di:

  • carni rosse
  • carni bianche
  • pesci come tonno, merluzzo, salmone
  • frattaglie
  • mitili
  • ostriche
  • uova
  • cacao fondente
  • legumi (ceci, fave, fagioli e lenticchie)
  • i vegetali a foglia verde
  • frutta secca

Questi cibi devono preferibilmente essere accompagnati da fonti di vitamina C che favoriscono l’assorbimento del ferro (kiwi, spinaci, agrumi, prezzemolo, broccoli, lattuga etc).

Non associare invece a questi alimenti quelli ricchi di tannini (tè, caffè, cioccolato, vino, alcune erbe) che riducono l’assorbimento del ferro. Idem per i cibi ricchi di calcio.

Nel caso in cui questo non basti si dovrà provvedere alle somministrazioni per via orale di sali ferrosi o ferrici.

Si ricorre alla somministrazione di trasfusioni, per via parentale, solo nei casi gravi con malformazioni genetiche.

http://116.203.40.97/bicchiere-di-acqua-al-mattino-i-benefici-per-lorganismo-90040.html

Brividi senza febbre: la psicosi del West Nile

Brividi senza febbre

Brividi senza febbre: oddio sarà mica il West Nile?

Non conoscete il nuovo virus che miete vittime in Italia?

Passata la fobia della meningite ecco che scoppia il caso della febbre del Nilo. Ed è subito psicosi.

Il West Nile e i brividi senza febbre

Si sono verificati alcuni casi di febbre del Nilo in Emilia e in Friuli ed a Pregnana Milanese.

Un uomo, in Lombardia, si è recato in ospedale in quanto riscontrava difficoltà a respirare, le sue condizioni si sono aggravate e dagli esami è emerso che si trattava proprio del West Nile.

Il secondo cittadino del rhodanese ha, invece, contratto l’infezione durante una vacanza a Marina di Massa, ha rilevato cali visivi seguiti da un’encefalite.

A Udine sarebbero stati infettati un umo di 34 anni e anche una ragazzina di 15, anche se il caso del primo risale alla metà di luglio nonostante solo adesso siano arrivati i risultati delle analisi di laboratorio che confermano come anche il suo possa classificarsi tra i casi di febbre del Nilo.

In provincia di Ferrara, è morta un’anziana donna di 88 anni che aveva contratto il virus West Nile.

Luigi Nicolardi, direttore del dipartimento di Prevenzione Ulss 4 ha spiegato che: “Il virus può essere molto pericoloso. Nelle persone anziane, può causare gravi forme di meningoencefalite“.

L’esperto dell’Ulss è stato interpellato dal sindaco di Jesolo: “Abbiamo chiesto di intensificare la disinfestazione, ma occorre sensibilizzare i cittadini, perché quello che fiacciamo vale solo per gli ambienti pubblici. Attenzione a non lasciare l’acqua morta quando si innaffiano i fiori, a mettere pastiglie nei tombini, e soprattutto a coprirsi la sera”.

La regione Veneto, già a luglio, era stata la prima protagonista della psicosi: “Il sistema sanitario è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci quando un paziente si presenta con determinati sintomi“.

West Nile, i brividi senza febbre sono un sintomo?

A trasmettere la febbre del Nilo è la Culex quinquefasciatus, una zanzara.

Il periodo di incubazione per la febbre del Nilo occidentale varia dai 2 ai 15 giorni circa.

I sintomi sono:

  • brividi senza febbre,
  • febbre moderata,
  • malessere generalizzato,
  • diminuzione dell’appetito,
  • nausea,
  • mal di testa,
  • dolore oculare,
  • mal di schiena,
  • dolori muscolari,
  • tosse,
  • eruzioni cutanee,
  • diarrea,
  • linfonodi ingrossati,
  • difficoltà a respirare

Nelle forme più gravi si presentano:

  • febbre elevata,
  • encefalite,
  • meningite,
  • mal di testa severo,
  • debolezza e paralisi flaccida,
  • sintomi gastrointestinali,
  • disorientamento,
  • tremori,
  • convulsioni,
  • coma,
  • eruzioni cutanee su tronco, collo, braccia o gambe,
  • atassia (progressiva perdita della coordinazione muscolare)

Non esistono vaccini o trattamenti specifici.

Si raccomanda di usare rimedi repellenti contro gli insetti, in modo da prevenire un’eventuale puntura da parte di insetti portatori del virus.

Inoltre evitare in zone a rischio il contatto con animali deceduti e di prevenire la proliferazione delle zanzare limitando le superfici umide.