giovedì, 30 Maggio 2024

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Notizie di attualità sul mondo degli animali, diritti e doveri per chi possiede un animale domestico, storie sugli amici a quattro zampe

Cani e padroni sono simili: lo dice la scienza (FOTO)

Credits: giornalettismo.com

Il famoso detto “tale padre, tale figlio” si potrebbe riadattare diventando “tale padrone, tale cane“. La scienza e molte ricerche hanno dimostrato infatti che tra cani e padroni oltre all’intesa ci sarebbe la somiglianza, fisica e comportamentale.

Alcuni psicologi della University of California (San Diego) hanno condotto una ricerca su 45 cani, 25 di razza e 20 meticci, e i loro proprietari, tutti fotografati separatamente. Le foto sono state sottoposte a una giuria con queste modalità: la foto del padrone è stata mostrata accanto a quella del proprio cane e a quella di un cane qualsiasi. La somiglianza tra cani di razza e padroni è stata riconosciuta nella maggior parte dei casi.

Questi studi però hanno anche dimostrato che la somiglianza fisica tra cani e padroni non deriva dal tempo che essi hanno passato insieme ma dal narcisimo dell’uomo, in quanto esso inconsciamente tende ad adottare un cane a sè simile: ecco perchè le somiglianze si riconoscono per lo più con i cani di razza. Scegliamo il cane per come sarà perchè, come affermano gli psicologi che hanno effettuato la ricerca, “Sembra che le persone aspirino a possedere una creatura simile a se stessi“.

Alto discorso invece riguarda le somiglianze comportamentali: in uno studio del 2011 i ricercatori hanno concluso che i cani possiedono una “imitazione automatica“, un istinto che può prevalere sia sul comportamento naturale sia sull’interesse personale.
I cani sono anche sensibili al contagio dello sbadiglio, che indica empatia, quando a sbadigliare è il loro padrone, piuttosto che un estraneo.

Certo è che come avviene tra amici o in una relazione in cui si è a stretto contatto, si è soliti “copiare” alcuni atteggiamenti dell’altro, cosa che avviene anche tra umani e amici a quattro zampe. L’imitazione è reciproca, anche l’uomo ha tanto da imparare dai suoi amici pelosi.

Selfie mania: anche gli animali vittime dell’autoscatto

“Ancora questi selfies? E basta!”

In molti la penseranno così: la moda dei selfies – che più che una moda è diventato ormai un mix tra narcisismo, manie di protagonismo e instabilità mentale – sembra non voler proprio finire. Alle numerose varianti del più famoso degli autoscatti se ne aggiunge anche un’altra, questa volta molto più ironica e divertente e, sicuramente, surreale. Si tratta di selfies di animali.

Sembrerà strano, questo è vero, eppure è la realtà: anche gli animali si fanno i selfies. È un’idea del National Geographic che, per la sua ultima campagna pubblicitaria, con l’aiuto dell’agenzia brasiliana di photo stock Diomedia, ha deciso di creare una serie di annunci stampa simpatici.

Protagonisti di questi divertenti selfies un panda, un koala, un gorilla, un orso e un canguro; gli annunci mostrano degli adorabili animali che si fanno selfies in bagno, imitando il comportamento umano, diventato ormai peggio di una malattia.

L’idea è sicuramente molto originale, gli animali vengono disegnati con espressioni molto “umanizzate” e l’effetto realistico è assicurato. Un piccolo messaggio scritto in Capital sul fondo della pagina per lanciare un appello. Il risultato è garantito e in poco tempo le foto hanno fatto il giro del web e dei social più conosciuti.

Ecco il video in cui viene raccontato il processo di ideazione e realizzazione del progetto riuscitissimo.

http://www.youtube.com/watch?v=3m90GaSZv2k

[Credits: cargocollective.com/silviomedeiros/Diomedia-NatGeo]

Il cane, il gatto e l’agnello della campagna OIPA invadono Milano

“M’ama, mi mangia” pensano rispettivamente il gatto e l’agnellino della nuova campagna di sensibilizzazione OIPA.
Questi cartelloni che ritraggono due specie animali, ma il cui destino è tremendamente lontano tra loro, hanno invaso le metrò di Milano, e, nei prossimi giorni, in occasione della Pasqua verranno affissi anche a Roma.

OIPA #1

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali ha sollevato, così, una realtà che lascia basiti: che differenza c’è tra la vita di un gatto, che viene preso in casa e accudito, un cane, nostro compagno di vita fidato, e un agnellino, che in questi periodi dell’anno non giunge ai suoi primi mesi di vita?

Secondo le guardie zoofile dell’OIPA la differenza può farla solo chi è dotato di razionalità: l’essere umano.
Perché a noi è stata data la consapevolezza che dovrebbe bastare a renderci rispettosi nei confronti della vita, quella di tutti.
È con poche parole, ma dirette, e un’immagine che parla da sola, che per le prossime due settimane si tenta di suscitare una sensibilità maggiore nei confronti della strage pasquale che vede coinvolti gli agnelli.

Una campagna che rimanda al gioco che si fa affidandosi alle sorti dei petali di una margherita pronunciando il fatidico “m’ama, non m’ama” per decidere se un amore è ricambiato.

È con la stessa superficialità che decidiamo le sorti della vita altrui?

L’incredibile storia di una leonessa e di un cucciolo di babbuino(FOTO)

dailymail.co.uk

Una leonessa, infastidita da un gruppo di babbuini, prima ne uccide una di loro, poi gioca con il suo cucciolo. Tutto è successo al Selinda Camp, nel nord di Botswana ed è stato ripreso dagli scatti del fotografo Evan Schiller.

Mentre si trovava nel campo insieme alla moglie e ad un gruppo di appassionati di grandi felini, il fotografo ha notato come un leopardo ha cominciato ad agitarsi a causa della presenza su di un vicino albero di un numeroso gruppo di babbuini, nemici secolari dell’animale.

I primati poi hanno iniziato a loro volta ad urlare e a dimenarsi: due leonesse erano infatti spuntate improvvisamente dai cespugli e li avevano puntati, graffiando l’albero sul quale si trovavano per incutergli ancora più timore.

Non sapendo come uscire da questa pericolosa situazione, tre coraggiosi babbuini hanno tentato un’impresa disperata: scendere da quell’albero e raggiungerne uno più alto e protetto. Due di loro sono riusciti nell’impresa. Una terza invece non c’è l’ha fatta, ed è stata aggredita e uccisa da una leonessa. Una scena cruda ma tutto sommato abituale se si considera la legge del più forte che domina in questi ambienti.

Ma a questo punto c’è stato un colpo di scena: Schiller e il resto del gruppo si sono infatti accorti che la babbuina uccisa portava attaccato al petto un cucciolo. Il piccolo babbuino, resosi conto della rischiosa e delicata situazione in cui si era suo mal grado venuto a trovare, ha provato a fare di tutto per salire su un albero e mettersi così in salvo. “Ma non aveva ancora la velocità e l’agilità padronanza”, ha osservato giustamente Schiller.

Così è stato notato da una delle leonesse. Il destino del cucciolo sembrava ormai segnato, quando il grosso felino ha sorpreso tutti: anzichè divorare il piccolo babbuino, la spietata leonessa che poco prima ne aveva ucciso la madre prima ha giocato un pò con il piccolo e poi lo ha preso con molta delicatezza fra le sue fauci e lo ha messo a terra di fronte a se.

A questo punto il cucciolo ha cercato di succhiare il petto del felino, che lo ha tranquillamente lasciato fare. Il lieto momento non sarebbe durato ancora a lungo, ma grazie all’arrivo di due leoni le leonesse si sono distratte e il padre del cucciolo è riuscito a trarlo in salvo su di un albero.

E di fronte a questo spettacolo ancora una volta non possiamo fare altro che rimanere stupiti e affascinati dai piccoli e grandi “miracoli” che la natura ci offre.