venerdì, 6 Febbraio 2026

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Fabrizio Corona condannato, tornerà in galera

Fabrizio Corona condannato a 7 mesi. Sembra proprio che Corona non riesca a stare lontano dalla galera. Gli avvocati promettono guerra ma ci sono poche possibilità, è tutto documentato nei video.

Che cosa ha combinato stavolta?

Fabrizio Corona condannato: il Tribunale di Milano emette la sentenza

Il Tribunale di Milano ha condannato a 7 mesi di reclusione l’ex paparazzo e lui stesso ha commentano: “In appello continueremo a fare la guerra”.

Finalmente ci era riuscito Corona a tornare libero, dopo aver scontato tutte le pene. In totale Corona ha scontato circa dieci anni di carcere per condanne relative a estorsione o tentativi di estorsione, uso di banconote false, corruzione, bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.

Ma a quanto pare non è destino per lui star fuori a lungo dal carcere.

In realtà attualmente non ha commesso alcun reato, è stato condannato per alcuni fatti avvenuti nel 2021.

Fabrizio Corona fu arrestato e causò gravi danni

I fatti risalgono al 2021 quando Corona fu prelevato su ordine del tribunale di Sorveglianza di Milano per essere riportato in carcere. Ma il paparazzo non ci sta: urla contro i poliziotti, mena calci, spacca un vetro dell’ambulanza e così oggi si è beccato 7 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.

La giudice Cristina Dani ha invece assolto l’ex re dei paparazzi dalle accuse di oltraggio a pubblico ufficiale e dall’accusa di tenta evasione per aver cercato di uscire dalla finestra dell’ospedale Niguarda.

“E’ una sentenza accettabile in cui viene applicato il minimo della pena e che ovviamente impugneremo, perchè voglio che Fabrizio venga assolto da tutto” commenta l’avvocato.

Tutto questo fermerà Corona? Assolutamente no, ha promesso che farà i nomi di altri giocatori nella questione delle scommesse e continua a mettere bocca sul caso Totti – Blasi.

Endgame: il libro bomba scritto non ufficialmente da Meghan Markle

Endgame è il libro in cui, per vie traverse, Meghan Markle, mette davvero fine alla questione. Si dice già che dopo l’annuncio del libro, Carlo e William non vogliano più avere nulla a che fare con la duchessa.

Dopo Spare, una nuova bomba cadrà sulle teste dei reali.

Endgame: il ritratto infelice di Carlo e William

Endgame non è stato scritto dalla duchessa Meghan Markle, va precisato, è stato scritto da Omid Scobie, l’uomo vicinissimo ai Sussex, già autore di Finding Freedom, anche se lui ha smentito di avere rapporti con loro.

Nel libro verrebbe fuori che Carlo non è adatto assolutamente a fare il re, di come sia geloso della popolarità di William e Kate, di come abbia rivelato alla stampa inglese informazioni negative su suo figlio Harry e molto di più.

Inoltre nel libro si sostiene che Carlo è a conoscenza dei due reali che hanno fatto “commenti razzisti” ma non è mai intervenuto. I nomi non vengono rivelati nel libro.

William viene descritto come “assetato di potere”, ambizioso, facile all’ira e «sempre più a suo agio con gli sporchi trucchi del Palazzo e i cortigiani che li inventano». Anche lui avrebbe fornito informazioni negative su Harry alla stampa.

Endgame: Kate e Camilla perfide e intolleranti

Kate non ne esce certamente meglio: incapace di fare altro se non “sorridere” ai fotografi”. Fredda, perfida ed accusata di essere una “regale che lavora part-time”, ovvero che lavora meno degli altri reali.

Camilla invece viene dipinta come intollerante e insofferente, non vuol sentir parlare di “identità di genere”, né di “veganesimo”.

C’è un dettaglio poi che ha sconvolto tutti: avrete notato che molto spesso Kate e Meghan sono apparse in pubblico con abiti somiglianti a quelli di Diana. Ebbene, l’autore del libro sostiene che siano state obbligate a farlo perché la principessa non venga mai dimenticata.

Emerge in modo chiaro che l’autore è a conoscenza di dettagli particolari che solo una fonte interna poteva conoscere. C’è davvero lo zampino di Meghan?

Misoginia nei testi dei rapper: i genitori si sveglino

Sta facendo una bella bufera questa storia della misoginia nei testi dei rapper. Si stanno svegliando tutti ora che Giulia è morta e scoprono l’acqua calda: ovvero che siamo in una società in cui il patriarcato è la regola.

L’uomo ha il controllo ed il possesso della donna, ecco cosa cantano i rapper ascoltati dai vostri figli.

Ma siamo in Italia, la gente fa fiaccolate anziché educare i figli.

Codacons e Moige contro la misoginia nei testi dei rapper

E poi ci sono Codacons e Moige, che almeno ci provano, a fare un polverone sui testi di alcuni rapper molto famosi.

Ecco cosa ascoltano i ragazzini oggi:

  • “Guarda quella / come mastica la cicca. / Le fischio ogni volta / che passa di qui. / Vorrei prenderla da dietro / come in Assassin’s Creed’ è di Emis Killa (Nei Guai)
  • “Ti do mezza busta se mi fai un mezzo busto, te la do tutta se ammazzi Barbara D’Urso” è invece di Fedez (Blasfemia)
  • “Stupro la Moratti e mentre mi fa un bocchino le taglio la gola con il taglierino” è ancora di Fedez (B-Rex status domini)
  • “Ste puttane da backstage sono luride. Che simpaticone vogliono un cazzo che non ride, sono scorcia-troie, siete facili, vi finisco subito”.Sferaebasta (Hey tipa)

Ma vi sembra normale?

Adesso si spera che i rapper subiscano delle sanzioni e dei richiami perché incitano alla violenza sulle donne.

Il Codacons annuncia: “Abbiamo deciso di rivolgere un appello a tutte le radio italiane, a Youtube e alla Siae affinché boicottino i brani di rapper e trapper che contengono frasi violente o aggressive verso le donne”.

Dove sono finiti i genitori?

E i genitori in tutto questo cosa fanno? Fanno i ragazzini: ascoltano questa roba insieme ai figli, per sentirsi adolescenti anche loro e per “fraternizzare” anziché spegnere tutto e parlare con loro.

Vanno alle fiaccolate perché “poverina Giulia” ma tanto era figlia/sorella di qualcun altro, mica a noi può succedere vero?

Fanno i qualunquisti, come il padre di Filippo. Il figlio gli dice che si vuole uccidere perché Giulia lo ha lasciato. E lui cosa fa? Parole sue: “Gli ho detto quelle così lì che dicono i genitori: tanto poi ti passa, tanto ne troverai un’altra”. No, non gli è passata: ha perseguitato Giulia e poi l’ha uccisa.

Ma vi sembra normale?

Se la risposta è sì, se la risposta è qualunquista, andateci anche voi dallo psicologo.

Il patriarcato va in onda a “La prova del cuoco”, la reazione di Elisa Isoardi

Come si vince la guerra contro il patriarcato? Educando i ragazzini e soprattutto le donne.

La scena che è andata in onda a La prova del cuoco ha messo i brividi a tutti, e tutti siamo rimasti basiti dalla reazione di Elisa Isoardi.

Il patriarcato va in onda a “La prova del cuoco”

Il patriarcato è un po’ ovunque, specialmente in televisione.

25 Novembre: giornata contro la violenza sulle donne.

Concorrente di Vasto, di 32 anni, se ne esce così “Sono sposata da un anno, saluto mio marito e soprattutto lo ringrazio perché mi ha permesso di venire. È un po’ gelosino“.

Fuori campo una voce commenta: “Che siamo nel Medioevo?”.

Avete letto bene: la concorrente ha ringraziato il marito per averle il permesso di partecipare al programma, perché essendo lui geloso avrebbe anche potuto dirle di no (marito e padre padrone dunque).

È scoppiata la bufera: sui social si è condannata la scena, alcuni non hanno capito un bel nulla e hanno commentato che marito e moglie si erano semplicemente organizzati (no, non si sono organizzati lui le ha dato il “permesso”), mentre secondo altri poteva essere un siparietto appositamente ideato dalla Rai vista la giornata (o per rafforzare l’idea che il patriarcato sia una cosa buona e giusta).

Ma quello che è stato maggiormente criticato è stata la reazione della Isoardi.

Elisa Isoardi non reagisce affatto: è bufera

Quindi a questo punto Elisa Isoardi avrebbe potuto cogliere la palla al balzo e dare una lezione in diretta, su come non si devono comportare gli uomini e su cosa non devono accettare le donne.

E invece? Nulla. La Isoardi inizialmente rimane basita (quindi non era un siparietto) poi replica “Se è geloso lui è un problema suo”.  Dopodiché addirittura se ne esce con “Grazie Emidio che hai fatto solo il tuo dovere”.

Cioè il dovere di un marito è comandare ed elargire permessi alla moglie?

Capite bene che siamo davvero nel Medioevo e che non è così che si vince la guerra.

Il mio consiglio è sempre quello si spegnere la tv ed accendere il cervello, leggendo possibilmente ed ampliando la propria istruzione.

Infine ricordiamo il numero 1522 contro la violenza e lo stalking: non restate in silenzio denunciate!