lunedì, 24 Giugno 2024

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Una nuova forma d’arte, il cake design (INTERVISTA)

Credits: linusice.it

Il cake design, l’arte di decorare in modo stravagante e d’impatto torte e cupcake, è entrato a buon diritto anche nella cucina italiana, da sempre aperta ad accogliere le novità culinarie con entusiasmo.

Arte perchè i pasticceri che si cimentano in questa pratica sono assimilabili ad artisti: scultori, pittori e architetti della pasta da zucchero, maestri nel modellare glasse colorate e ballerini tra nuvole di zucchero a velo.

Questa pratica, in realtà, pone radici nella storia moderna, nascendo in Francia nelle case aristocratiche del 18esimo secolo che amavano circondarsi di fasto, anche nel cibo. Nel corso del 1840 poi, l’avvento dei forni a temperatura controllata e la produzione di bicarbonato di sodio e lievito, fecero si che le torte fossero sempre più facili da preparare e le ricette si moltiplicarono, anno che coincide con il matrimonio della Regina Vittoria con Alberto di Sassonia, in occasione del quale venne realizzata una torta imponente, la madre di tutte le torte decorate e del cake design.
Il cake design così ha vissuto e preso piede sempre più nella storia, fino ad arrivare agli anni 2000 quando, grazie soprattutto a diversi programmi tv, come i famosissimi “Il boss delle torte“, “Torte da record“, “Ace of Cakes“, le torte decorate sono entrate nelle case di tutto il mondo, accendendo il desiderio di assaggiarle o realizzarle a sempre più persone.

E così questa passione ha colpito anche Mary Corsaro che ha aperto da poco un negozio, quasi per sfida, che invece sta avendo un certo successo e gestisce la pagina Facebook “Le torte son desideri“.
Noi di Blog di Lifestyle abbiamo pensato di farle qualche domanda per capire ciò che sta dietro alle buonissime Red Velvet che fa impazzire così tanti palati.

Come spiegheresti il cake desing ad una persona che non lo conosce?

Il cake design, molto semplicemente è l’abbellimento estetico di una torta. C’è una doverosa distinzione da fare tra cake design e sugar art che risulta essere la lavorazione della pasta zucchero per realizzare delle sculture ma questa essendo composta da solo zucchero è sicuramente molto scenografica ma poco mangiabile.

Come ti è nata questa passione?

Da internet, in un periodo un po’ buio ho trovato navigando le immagini di queste torte stupende che mi piacevano molto ed ho voluto provare. È nata la voglia di creare qualcosa con le mie mani, di realizzare qualcosa di concreto per gli altri e per me stessa.

Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare?

Tanta passione e pazienza, visualizzare ciò che si vuole realizzare e non scoraggiarsi di fronte ai primi normalissimi insuccessi.

L’amore per il cibo è diventato un’ossessione per la società dei nostri anni. Come mai secondo te?

Si cercano sempre più momenti di convivialità e il cibo è una delle poche cosa in grado di unire le persone. Inoltre è un modo di dare libera uscita alla fantasia, cosa di cui si sente sempre più il bisogno.

Perché il cake design ha così tanto appassionato tutti? Forse perché spesso si fotografa il cibo senza mangiarlo e quindi l’estetica ha preso il sopravvento sul gusto?

Si ha bisogno sempre più di qualcosa che appaghi prima l’occhio e poi il palato, cosa che rispecchia la società moderna, la continua ricerca della perfezione. Io credo invece che la perfezione non esista: preferisco che la torta, il muffin o il cupcake che presento ai miei clienti siano buoni con magari qualche imperfezione, piuttosto che perfetti ma immangiabili.

Preferisci una torta a 5 piani tutta colorata o la classica torta della nonna? Quanto cambia nel gusto con questi due metodi diversi?

Le preferisco entrambe perché sono adatte ad occasioni diverse. Inoltre ci sono torte piccole sorprendentemente complesse, con lavorazioni particolari e tempi lunghi, quindi anche ciò che sembra semplice in realtà richiede molto sforzo e dedizione. Una metafora della vita.

Qual è il tuo dolce del cuore?

La Red Velvet, senza dubbio.

Hai un trucchetto che vorresti condividere con noi?

Partite da una pallina, solo nel momento in cui hai in mano una pallina di pasta di zucchero, visualizzandola si riesce a creare ciò che si vuole, sempre non avendo la pretesa di realizzare una principessa la prima volta. Il trucco sta nell’accontentarsi di se stessi e scoprire i propri limiti e mettere in tutto ciò che si fa. Tanto amore, poi, che è l’ingrediente essenziale per qualsiasi dolce.

Marita Francescon: ho tagliato il mio abito da sposa per la Terra dei Fuochi (INTERVISTA)

Sta facendo il giro del web il video di Marita Francescon, giovane architetto e designer di Ischia, che il giorno del suo matrimonio ha deciso di stupire tutti tagliando, a fine serata, il suo bellissimo abito da sposa, firmato da Vera Wang.

Ci vuole coraggio per avvicinare le forbici all’abito bianco, ma Marita – complici le sue damigelle- l’ha trovato per riaccendere i riflettori su un problema che riguarda la sua terra.

#SorryVeraWang avrei voluto comprare un secondo vestito, ma ho preferito fare una donazione alla Terra dei Fuochi, l’area tra Napoli e Caserta in balia della camorra e delle ecomafie e dei politici conniventi che consentono che vengano appiccati quotidianamente roghi di rifiuti tossici che avvelenano gli abitanti delle zone circostantidichiara Marita sulla sua pagina Facebook.
Noi l’abbiamo incontrata per capire il motivo di questo gesto.

Marita, perchè hai scelto di lanciare questo messaggio proprio il giorno del tuo matrimonio?

Ho deciso di tagliare il mio abito nel giorno del matrimonio e di diffondere il video per riportare l’attenzione su un tema a me molto caro, quello della Terra dei Fuochi. Mi sono resa conto infatti che il problema è spesso occultato dai media e non è così conosciuto. Anche alcune mie amiche presenti al matrimonio -che venivano da fuori- non sapevano quasi nulla, se non le notizie che i media decidono di diffondere. Così, anzichè spendere i soldi per un secondo abito -come spesso si usa nel giorno delle nozze- ho fatto una donazione alla Terra dei Fuochi e soprattutto attraverso questo gesto insolito ho voluto riaccendere i riflettori sul problema.

Sei impegnata in qualche progetto legato alla Terra dei Fuochi?

Io vivo ad Ischia dove il probema si sente di meno rispetto al napoletano, ma riguarda un po’ tutti.
Sto portando avanti un progetto per Legambiente in cui aiuto per la raccolta del 5 per mille per la Terra dei Fuochi. Il taglio dell’abito è quindi un gesto a prescindere, un modo per far conoscere la situazione reale. i media parlano solo dell’inquinamento dei suoli e delle bonifiche, discorso che è legato ai fondi stanziati, ma non non si parla mai del problema reale, quello dei fuochi appiccati. In questo fortunatamente c’è la pagina facebook della Terra dei Fuochi che quotidianamente denuncia quello che accade.

La viralità del web, a volte, può servire a fare da eco a messaggi di civiltà, anche nel giorno del proprio matrimonio. Complimenti a Marita.

Eleonora Sabet: “Benvenuti nel mio mondo” (INTERVISTA)

Eleonora Sabet è una ragazza stupenda, dai tutti particolari e con un mondo dentro pieno di storie da raccontare. Ha deciso di parlare di sé a tutti i lettori di Blog di Lifestyle.

Chi sei? Descriviti in poche parole:
Sono Eleonora, una ragazza normalissima. O meglio normale nel non normale. Sono un po’ fuori di testa, ma in senso positivo. Mi piace sperimentare cose nuove, conoscere persone nuove ed esplorare il mondo. Amo viaggiare. Ma quello che io posto sui miei profili social purtroppo non sempre racconta tutto di me: essendo una piattaforma pubblica non posso mettere tutto, non posso mettermi in mostra. Perché quando metti troppe cose in mostra di te la gente se ne approfitta, può metterti in cattiva luce. Per questo sono sempre stata sincera in tutto quello che condivido, ma conservo qualcosa per me.

Eleonora Sabet: "Benvenuti nel mio mondo" (INTERVISTA)

C’è qualcosa che non hai mai detto e che, invece, vorresti urlare al mondo intero?
Non sono solo omosessualità, video virali e fotografia. Sono molto altro, ma preferisco conservarlo per me.
Una cosa che vorrei dire a tutto il mondo è che io non sono, appunto, solo quello che gli altri vedono di me. Ma preferisco rimanere molto spesso in silenzio per non raccontare tutto. Sono molto timida, anche se non sembra.

Ti infastidiscono le etichette?
Sì, odio queste cose: odio etichettarmi in questo modo. Purtroppo, però, devo etichettarmi, solo perché viviamo in una società che ha bisogno di queste etichette.

3 aggettivi per definirti:
Timida, fuori dal normale, premurosa nei confronti degli altri. Tendo sempre a pensare prima agli altri e poi a me.

Qual è stata la difficoltà più importante che hai incontrato quando hai dovuto raccontare agli altri la tua omosessualità?
L’ostacolo più difficile, prima di dirlo apertamente, è stata la paura di perdere persone ed affetti. Sarebbe stato molto più semplice, ma io ho iniziato ad essere seguita da tante persone quando ancora non si sapeva. Ed è stato abbastanza traumatico perché ero iscritta su social in cui le domande erano sempre le stesse: “Sei lesbica?”.
Ecco perché ho passato un periodo in cui non l’ho detto a nessuno, fino a quando non sono arrivata al momento in cui ho deciso di raccontarlo al mondo intero. La mia paura più grande era perdere le persone che mi vivevano e mi conoscevano per “quella che ero”. Avevo paura di quello che avrebbero risposto o pensato di me. Ma alla fine ho pensato: “Perché non dirlo? Io sono questo, quindi mi dovranno accettare per quella che sono”.

Eleonora Sabet: "Benvenuti nel mio mondo" (INTERVISTA)

Come è nata e come vivi la popolarità adesso?
Non ricordo neanche come è nato tutto ciò. Sono sempre stata una persona con delle forti difficoltà nel relazionarmi con le persone. Sono stata vittima di bullismo, ho vissuto un po’ nascosta e paurosa. Ma da quando ho cominciato a postare foto, che poi in realtà sono foto semplicissime, con un minimo di effetto o qualche posa più carina, ho cominciato ad avere tantissime richieste di amicizia su Facebook. Non me l’aspettavo per niente. Ho messo i seguaci, l’unica opzione del social per avere ancora “amici” su FB dopo aver raggiunto il numero massimo, ma adesso abbiamo raggiunto numeri grandissimi. Non pensavo, davvero, saremmo arrivati a tanto.

Hai rinunciato a qualcosa o qualcuno da quando sei diventata popolare?
La mia vita sentimentale è diventata un po’ più complessa di prima. A volte devono stare attenta alle persone con cui mi relaziono. A volte ho paura che le amicizie o gli eventuali amori possano essere falsi. Anche se penso sempre positivo e in bene, e quindi non arrivo mai, a primo impatto, a pensare una cosa simile. Ma mi è capitato, ed è per questo che ci vado con i piedi per terra.

Sei molto legata ad un’altra ragazza molto famosa sul web, Eleonora (Cixi) Bosio, che ha partecipato ad XFactor, e hai anche un bel rapporto con iPantellas. Cosa ci puoi raccontare di più?
Lei l’ho conosciuta su Facebook, è un’amicizia che è nata sul social e adesso sta crescendo ogni giorno di più.
Con iPantellas (e tantissimi altri youtube o ragazzi del web) è nata una collaborazione importante. Ecco il video, di cui sono fortemente orgogliosa:

Sui social, quanto possono essere belli e veri i rapporti?
Possono nascere forti amicizie, ma dipende da chi hai davanti. C’è uno schermo che ci divide, e a volte è facile offendere o criticare qualcuno. Ma tutto il resto è bellissimo, così tanto che supera oltremodo il male.

Quanto peso dai alle critiche e all’odio della gente?
Ho sperimentato un meccanismo di difesa: uno, l’odio non fa parte di me. Ma moltissimi sono quelli che lo vivono come sentimento dominante. Se mi odi così tanto non dovresti neanche dedicarmi due minuti del tuo tempo. E poi, se c’è qualcuno che mi odia davvero, per la reciprocità degli opposti, dall’altra parte c’è qualcun altro che mi ama alla follia.

Eleonora Sabet: "Benvenuti nel mio mondo" (INTERVISTA)

Make-up e moda: chi è Eleonora?
Mi vesto come mi va, vado molto a senso e sensazione. Non sono una persona che va in giro con l’idea o la preoccupazione per cui la gente possa commentare o criticare in base a quello che indossi. Quindi mi vesto come mi piace. Per quanto riguarda il make-up non metto nulla di che, sono molto semplice e non metto niente.

Progetti futuri?
Tanti, tantissimi. Ma #staytuned perché ne vedrete delle belle.

Marco Ferrero: “Cerco di rendere realtà la mia immaginazione” (INTERVISTA)

Lo conosciamo tutti grazie al web e allo spazio che Marco è riuscito a conquistarsi con una personalità particolare, che lo ha differenziato fin da subito dagli altri. E in fondo per sfondare in un mondo così particolare, come quello virtuale, è necessario avere quel qualcosa che Iconize è riuscito a tirare fuori, immortalare e iconizzare. È frizzante, sbarazzino, un po’ folle. La pazzia mi ha salvato, scrive sul suo blog personale, perché Marco mette un po’ di sana follia in tutti i suoi progetti, nel suo lavoro in cui si impegna per rendere realtà la sua immaginazione e nella sua vita quotidiana di cui ci rende partecipi attraverso i social.

Marco Ferrero:

La creatività è una delle doti che lo caratterizzano e nonostante abbia solo 23 anni, Marco sta diventando un vero e proprio protagonista del web con il suo stile e le sue idee in fatto di fashion e non solo. Lo vediamo spesso in compagnia di Nima Benati, fotografa giovanissima, ma già affermata, di Chiara Biasi e Chiara Nasti, ma tra le sue collaborazioni vanta anche quella con Emis Killa, di cui è molto entusiasta.

Ciao Marco, ti presenteresti ai lettori di Blog di Lifestyle?

Ciao a tutti. Vi scrivo da casa mia a Biella, dove sono nato. Sono spesso in giro ma torno sempre a trovare la mia famiglia e a cercare un po’ di tranquillità. Sono Marco, ho 23 anni e si.. Sono un creativo, un po folle e sempre sorridente! Amo fare ricerca soprattutto nel campo musica, moda e scovare nuove tendenze, poi prendo il tutto, penso ad un idea un po’ innovativa e poi cerco di realizzarla attraverso video e foto. Questo è quello che faccio, cerco di vivere di arte.

Come e perché è nato Iconize?

Iconize è nato per esprimere al meglio me stesso, il significato per me è “rendere un’icona” la persona con cui lavoro. Quindi in termini più semplici “iconizzarla”.

Descriviti in tre aggettivi

Spontaneo, pazzo e curioso. Ne vorrei aggiungere un altro. Amico sincero.

Nima Benati, Chiara Biasi e Chiara Nasti. Che rapporto hai con loro? Vi vedremo di nuovo insieme per nuove collaborazioni?

Sono amiche, ho rapporti molto diversi con loro. Ma per me sono prima di tutto amicizie anche se le ho conosciute grazie al mio lavoro. Comunque certo, a breve ci saranno novità e collaborazioni che di sicuro vi stupiranno. Io oramai loro non le vedo più come blogger, ma come ragazze bellissime e super fotogeniche, che sanno mettersi in gioco.. È per questo che adoro lavorare con loro! Poi sono sempre alla ricerca di cose nuove. Quindi per me è fantastico poterle plasmare.

Cosa pensi delle fashion blogger? Perché queste ragazze sono così amate e seguite?

Penso che abbiano il mondo del web in mano. Sono seguite perché si espongono molto e fanno della loro vita una specie di reality. E con questo riescono a suscitare la curiosità di molte persone. Comunque io ci lavoro, come detto sopra, perché le trovo delle ragazze bellissime e penso che anche se non facessero quello che fanno, sarebbero di sicuro nel mio mirino, pronte per essere iconizzate.

Com’è stato lavorare con Emis Killa?

Stupendo! Emiliano l’ho conosciuto a casa di un’amica, e prima di lavorarci insieme siamo diventati amici. Poi è nata questa collaborazione e ne sono molto contento, anche perché fondere moda con musica è davvero una bomba. Come persona lo stimo molto e sono contento di aver intrapreso questa strada e di aver avuto la possibilità di poter creare del materiale “artistico” insieme a lui.

Quali sono i tuoi progetti futuri e come ti vedi tra 5 anni?

I miei progetti futuri.. Allora posso dirvi che a breve girerò un video musicale. Ma non voglio svelarvi altro. Anche se non è difficile da intuire.. Tra 5 anni mi vedo come adesso a rincorrere l arte! Adoro avere sempre idee nuove ed essere un trend setter. Quindi mi piacerebbe inoltrarmi il più possibile nel campo music video.. Poi ovviamente poter creare e dirigere spot pubblicitari di maggior spessore. Voglio arrivare a lavorare con star americane e condividere la mia arte con più gente possibile.

Tutto si può fare, basta credere sempre in se stessi e non mollare mai!

Marco Ferrero: