lunedì, 24 Agosto 2026

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Musicoterapia, un’arte che va oltre le parole (INTERVISTA)

Credits photo marcofidelfatti

La musica è tra le attività umane quella che attiva il maggior numero di aree nel cervello contemporaneamente.
Parte da qui il nostro viaggio attraverso la musicoterapia, che coniuga due mondi- quello del paziente e del terapista- attraverso una forma di comunicazione non verbale.

Leslie Bunt, docente e esperto di muscioterapia, l’ha definita un’arte che va oltre le parole. Musica e elementi musicali quali suono, ritmo, melodia e armonia, aiutano a favorire la relazione, la comunicazione, l’apprendimento per raggiungere obiettivi terapeutici, come conferma la World Federation of Music Therapy nel 1996 dà questa definizione:

Per entrare più a fondo nel mondo della musicoterapia, su Blog di Lifestyle abbiamo intervistato la presidente FIM -Federazione italia musicoterapeuti- Giulia Cremaschi Trovesi.

Da quando esiste la musicoterapia?

La musica è parte essenziale della vita, per gli esseri umani, da sempre. Da meno di un secolo entra in uso il termine musicoterapia. Per la cultura della Grecia antica, l’educazione musicale era di fondamentale importanza del percorso educativo.

Quali sono gli elementi chiave della musico terapia?

Gli elementi stessi che costituiscono la musica: ritmo – melodia – armonia.

A chi si rivolge la musicoterapia? Quali problematiche affronta?

La musica può far bene e può fare male. La parola è canto, anche se lo abbiamo dimenticato. Musicoterapia
è creare un dialogo diretto attraverso la lettura della persona. Noi siamo corpo, essere nel mondo, noi abitiamo il mondo.
La visione dell’uomo non può essere suddivisa in parti, ossia separare corpo – mente. Questo vale per qualsiasi problematica.

Ci può dare qualche esempio in cui la musicoterapia ha portato a degli ottimi risultati?

Tutti i giorno accadono, negli incontri in musicoterapia, eventi che dimostrano l’efficacia del saper ascoltare una persona, favorire il suo modo di essere, creare un dialogo. Ci sono vari documenti che dimostrano l’efficacia, molti sono sui miei testi.

Ci sono delle tipologie di musica indicate per questo percorso?

Il dialogo in musicoterapia è affidato alle conoscenze, abilità, competenze con le quali il professionista sa calibrare il suo modo di suonare, ossia improvvisare. Se parliamo del pianoforte si tratta di essere abili e competenti nel giocare con ritmo – melodia – armonia.

Un aspetto delicato è quello che riguarda pazienti in coma: come questo tipo di terapia può influire sul paziente?

Creare l’ascolto con una persona in coma è delicato come delicata è la relazione autentica fra persone. Ascoltare una persona attraverso tutta se stessa è sempre un gesto di rispetto, di attesa, di accoglienza, assenza di giudizio.

Quanto la musica può favorire il nostro percorso di crescita personale?

Far del bene agli altri vuol dire far del bene a se stessi. Non si finisce di imparare.

Il giro del mondo in luna di miele (INTERVISTA)

È possibile visitare 302 città, 33 paesi e 6 continenti con soli 35 euro al giorno? Si, se vi chiamate Mike e Anne Howard. I due neo sposini americani hanno deciso di vivere questa bellissima esperienza per la loro luna di miele, un po’ diversa da quella che generalmente fanno tutte le coppie appena sposate, e raccontarla nel loro blog.

Un’avventura fantastica che li ha portati a scoprire posti nuovi, conoscere nuove culture e vivere momenti unici. Tutte esperienze queste che Mike e Anne Howard hanno raccontato a noi di Blog di Lifestyle: ecco a voi l’intervista.

Ciao ragazzi, vi presentate ai lettori di Blog di Lifestyle?
Hello guys, do you introduce yourselves to the readers of Blog di Lifestyle?

Siamo Mike e Anne Howard, due neo sposi americani che hanno pensato che una luna di miele di 10 giorni non era abbastanza per celebrare una nuova vita insieme. Con un po’ di risparmi, nessun bambino, e buona salute, abbiamo concluso che non ci sarebbe stato tempo migliore di adesso per viaggiare. Quindi abbiamo abbandonato i nostri lavori, affittato il nostro appartamento, e iniziato una luna di miele di 675 giorni in giro per il mondo.
Usando l’esperienza di Anne come editor di una rivista e quella di Mike come stratega e fotografo digitale, abbiamo iniziato a condividere il nostro viaggio d’amore, la nostra vita e la nostra avventura.

We’re Mike and Anne Howard, two American newlyweds who thought a ten-day honeymoon wasn’t nearly enough to celebrate a new life together. With a little bit of savings, no kids, and good health, we figured there was no better time to travel than now. So we quit our jobs, rented our apartment, and set out on a 675-day honeymoon around the world.
Using Anne’s background as a magazine editor and Mike’s as a digital media strategist and photographer, we started to share our journey of love, life, and adventure.

Vi siete sposati e, come tutti i neosposini, avete deciso di fare il viaggio di nozze. Ma il vostro è stato davvero particolare: avete viaggiato in 302 città, 33 paesi e 6 continenti. Com’è stata per voi quest’esperienza?
You have married and, like all the newlyweds, you have decided to do the honeymoon. However, the one you have done has been very particular: you have travelled in 302 cities, 33 countries and 6 continents. What about your experience?

Viaggiare in 33 paesi attraverso il Sud America, il Nord America, l’Africa, l’Asia, l’Oceania, e l’Europa è stato il modo migliore per iniziare la nostra vita insieme. Esplorare il mondo, osservare imponenti spettacoli, scoprire nuove culture, abbracciare nuove esperienze, ci ha dato ricordi ed insegnamenti per una vita.
Stando insieme 24 ore su 24 e dividendo alti e bassi estremi, siamo entrati molto in sintonia con i bisogni ed i desideri l’uno dell’altra. Vogliamo ispirare più coppie a fare il salto per cambiare la loro vita, per viaggiare e vivere la loro luna di miele al massimo. Nel mondo del lavoro, è dura trovare tempo libero…tranne in luna di miele. Speriamo che più coppie appena sposate colgano quest’occasione una volta nella vita e inizino le loro vite insieme con energia.

Traveling to 33 countries across South America, North America, Africa, Asia, Oceania, and Europe has been the greatest way to start our life together. Exploring the world, seeing awe-inspiring sights, discovering new cultures, embracing new experiences, has given us memories and learning experiences for a lifetime.
Being together 24/7 and sharing extreme highs and lows, we have become so in tune with each other’s needs and desires. We want to inspire more couples to take the life-changing leap to travel and push their honeymoon to the fullest. In the working world, it’s hard to get time off…except for a honeymoon. We hope more newlyweds seize this once-in-a-lifetime opportunity and start their lives together with a bang.

Avete lasciato il vostro lavoro e affittato il vostro appartamento per esplorare il mondo. È stato difficile abbandonare la vita di tutti i giorni?
You have left your job and rented your apartment to explore the world. Has it been difficult to leave your everyday life?

La parte più dura è stata uscire dalla porta – c’erano un sacco di cose logistiche affinché succedesse – ma una volta in strada, abbiamo realizzato come potesse essere bella la vita e quanto ci saremmo persi in un lavoro corporativo per anni. Essendo ogni giorno in nuovi ambienti e in nuove culture, impari molto su te stesso, su dove vieni, e sul mondo intero. Quest’esperienza ti da una meravigliosa prospettiva e ti tiene sempre pronto a tutto.
L’unica cosa difficile è non vedere spesso la famiglia e gli amici ma con Skype, non è più di tanto un problema.

The hardest part was getting out the door – there were a lot of logistics to make that happen – but once we got on the road, we realized how amazing life could be and how much we’d been missing being in a corporate job for years. Being in new environments and cultures each day, you learn so much about yourself, where you come from, and the world as a whole. It gives you the greatest perspective and always keeps you on your toes.
The only hard part is not seeing family and friends as often but really with Skype, that isn’t even too much of a hurdle.

Avete fatto il giro del mondo con soli 40 dollari al giorno. Come avete fatto con un budget così basso? Ci date qualche consiglio per viaggiare spendendo poco?
You have travelled all over the word with only 40 dollars a day. How have you done with such a low budget? Can you give us any advice to travel cheaply?

Abbiamo imparato tutti i modi per risparmiare sui voli con le compagnie aeree, e tonnellate di altri trucchi da viaggio per tenere basso il nostro budget e alti i livelli di divertimento. Tu potrai pensare che noi siamo milionari (siamo molto lontani da questo!) ma viaggiare in giro per il mondo è risultato essere meno costoso rispetto all’ipoteca sul nostro appartamento. Quando viaggi più lentamente e vivi più localmente, le esperienze incredibili non devono essere meno costose.
Se vuoi imparare di più su come anche tu puoi esplorare il mondo in modo così economico, controlla HoneyTrek Trip Coach. Offriamo corsi personali in cui possiamo insegnare alle persone come risparmiare, il budget , come ottenere voli gratis, alloggi gratuiti, stare al sicuro, in salute, e trovare i più unici e bei posti sul pianeta!

We learned all sorts of ways to save money with airline mileage hacking, homestays, and tons of other travel tricks to to keep our budget low and fun levels high. You’d think we were millionaires (far from it!) but traveling around the world turned out to be less expensive than the mortgage on our apartment. When you travel slowly and live more locally, incredible experiences don’t have to be expensive.
If you want to learn more about our how you too can explore the world so affordably, check out HoneyTrek Trip Coach. We offer one-on-one courses where we can teach people how to save, budget, get free flights, free lodging, stay safe, healthy, and find the most unique and beautiful sites on the planet!

Tra tutti i posti che avete visitato, qual è quello che vi è piaciuto di più?
Among all the places you have visited, which one did you like most?

Questa domanda viene fatta molto spesso dalle persone. Abbiamo visto tanti bei luoghi durante questo viaggio ma sono la gentilezza e il calore delle persone che vivono li che ci fanno desiderare di tornare.
Se dovessimo scegliere alcuni luoghi in cui i panorami e le persone ci hanno colpito veramente, questi sarebbero le Filippine, il Brasile, il Nepal, la Turchia, e soprattutto la Birmania. Non abbiamo mai incontrato persone più amichevoli rispetto alla Birmania – sia bambini che anziani ti mandano baci quando gli passi davanti, estranei ti invitano per un tè, e le persone orgogliose del luogo si offrono di mostrarti la loro città in cambio di niente se non della tua compagnia.

This answer largely comes down to the people. We’ve seen so many beautiful places on this trip but it’s the kindness and warmth of the people that live there that keep us longing to return.
If we had to pick a few places where the sights and the people really struck us, it would be the Philippines, Brazil, Nepal, Turkey, and especially Myanmar. We had never met friendlier people than in Myanmar — kids and grandmas alike blow you kisses as you pass by, strangers invite you over for tea, and proud locals offer to show you around their town in exchange for nothing but your company.

Avete altri viaggi in progetto per il futuro?
Have you planned other trips for the future?

Dopo la luna di miele in 33 paesi, sentiamo solo sia giusto provare a vedere che cos’ha da offrire il nostro paese. Sogniamo un viaggio on the road di un anno per gli Stati Uniti…forse come uno show televisivo. Per seguire le nostre avventure, speriamo tu ci segua su Facebook – www.Facebook.com/HoneyTrek o se sogni di viaggiare per il mondo, speriamo tu ci raggiunga all’indirizzo [email protected].

After honeymooning in 33 countries, we only feel it’s fair to try to see what our home country has to offer! We are dreaming of a year-long road trip traveling to all states of America…maybe as a TV show. To follow our adventures, we hope you follow along on www.Facebook.com/HoneyTrek or if you dream of traveling the world, we hope you reach out to us at [email protected].

Just Australia, biglietto di sola andata per Melbourne (INTERVISTA)

Partire è necessario, emozionante, formativo. Partire dovrebbe essere un piacere, una scelta ma spesso diventa anche un bisogno, un’imposizione. Capita quando non si riesce a trovare lavoro o quando non si riesce a vedere un futuro nel proprio Paese. Ci vuole coraggio a lasciare tutto e iniziare una nuova vita, in un nuovo Paese, con nuove persone. La casa da cercare, il lavoro per pagarsela, le varie spese, le nuove amicizie.
A volte è semplicemente questo quello di cui abbiamo bisogno: fare la valigia e chiuderci alle spalle una porta, nella speranza che dinanzi a noi si apra un portone ricco di opportunità.

Il grande salto, insieme ad altri ragazzi italiani, l’ha fatto Ilaria Gianfagna, una ragazza del nord Italia, che un bel giorno ha deciso di prendere l’aereo per l’Australia ed Approdare a Melbourne, dove ha fondato Just Australia (www.justaustralia.it), un info point gratuito per chi si trasferisce dall’altro lato del mondo.

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Sono circa 16 mila l’anno gli italiani con il visto vacanza-lavoro (working holiday visa, durata 1 anno con la possibilità di rinnovarlo di un altro anno a patto di lavorare 88 giorni nelle fattorie, le cosiddette farm, quindi prestare lavoro agricolo) che possono richiedere solo i ragazzi al di sotto dei 31 anni. Superata la soglia d’età dei 31, se si ha tanta voglia di studiare o fare corsi d’inglese si può comunque richiedere uno student visa, ovvero un visto studio, che dà un permesso di lavoro part time. Sono circa 2000 gli italiani che ogni hanno la richiedono. Mentre in 600 l’anno riescono ad ottenere la residenza permanente.

Ilaria ha deciso di raccontarsi a Blog di Lifestyle, di parlare del suo progetto e di dare anche dei consigli a chi, come lei, ha voglia di fare un biglietto aereo, andata senza ritorno. Almeno per il momento.

Ciao Ilaria, avrei potuto anticipare la tua storia ma vorrei che lo facessi tu, quindi come prima cosa come ti presenteresti ai nostri lettori?

Ho 35 anni, vengo da Udine, dove lavoravo come giornalista e ho sempre vissuto un po’ in Italia e un po’ all’estero, per un paio d’anni in Inghilterra, quasi un anno in Spagna e poi sono arrivata a Melbourne, dove ho frequentato un master (sempre in comunicazione) alla University of Melbourne. Il progetto Just Australia, riguarda anche Stefano, anche lui 34 anni originario di Udine, viene dal mondo dell’imprenditoria e ha gestito prima alcuni ristoranti e poi un’azienda di organizzazione di eventi.

Perché andar via dall’Italia?

Per la voglia di cambiare vita. Non sono partita con la rabbia dentro, come succede a molti italiani insoddisfatti dell’economia italiana, sono partita felice, per il semplice motivo di fare un’esperienza diversa. Molto diversa. Tra le mete possibili c’era anche l’Inghilterra (mi piace parlare inglese e cercare di migliorarlo costantemente) ma alla fine anche l’Inghilterra è pur sempre Europa, quindi ho pensato che era tempo di un cambiamento radicale.

Perché scegliere Melbourne, e l’Australia?

L’idea è nata insieme a Stefano, che aveva già alcuni contatti di lavoro in Australia e c’era già stato alcune volte. Io invece non avevo idea di cosa mi aspettasse e volevo partire con un obiettivo ben preciso, mi ero sempre un po’ pentita di non aver fatto un master dopo l’università, così ho pensato che fosse il momento giusto per rimettersi sui libri e iniziare la mia nuova vita studiando in inglese, per integrarmi al meglio nella cultura australiana. E così è stato.

Una bella mattina ti sei svegliata in Australia quindi. Qual è stata la prima cosa che hai fatto?

Ho fatto colazione in un bar chiamato “Breakfast Club” con pane tostato e avocado (qui l’avocado è come il pomodoro da noi) e subito ho notato la gentilezza degli australiani, persino al bar i camerieri sono felici, ti sorridono, ti chiedono da dove vieni, amano chiacchierare. All’inizio mi sembrava così strano parlare con gli sconosciuti e condividere un pezzo di giornata e di vita, adesso fa parte della mia quotidianità scambiare ogni giorno quattro chiacchiere con persone diverse, per il semplice gusto di parlare, senza secondi fini. Così si creano nuove amicizie e nuovi contatti di lavoro, magari al bar o sul tram. Poi naturalmente ho fatto un giro della città (che è enorme e si sviluppa praticamente tutta in orizzontale, a parte il distretto economico centrale che è un susseguirsi di grattacieli). Mi è piaciuta subito, c’era il sole e una bella atmosfera, artisti di strada, sorrisi, tutto ordinato, tanto verde pubblico e poco traffico (nonostante sia una città da più di 4 milioni di abitanti), persone da tutto il mondo, ristoranti di ogni tipo. Insomma una delle città più multietniche che avessi mai visto.

Cosa facevi a Udine, la tua città prima di trasferirti?

Lavoravo come giornalista free lance per varie testate, tra cui il Messaggero Veneto (il quotidiano di Udine) il sito Udinetoday e il canale sportivo Udinese Channel. In più mi occupavo di uffici stampa. Avevo un lavoro, una macchina, tanti amici, la mia famiglia, insomma dopo qualche anno di gavetta dal punto di vista lavorativo, tutto procedeva per il verso giusto, ero felice, ma mancava qualcosa, avevo voglia di scoprire qualcosa di nuovo. E forse la routine mi aveva un po’ annoiato. Mi sembrava tutto uguale e avevo voglia di mettermi alla prova.

Qual è stata la cosa che ti ha fatto dire “ora basta. Parto”?

Ho fatto domanda a vari master in giro per l’Europa e quello a Melbourne. Ero stata accettata anche ad un master di giornalismo a Londra, ma non so nemmeno io perché alla fine ho rinunciato a quel posto, sperando che mi prendessero in Australia. Ma la risposta dalla University of Melbourne non arrivava mai, così mi sono detta “parto lo stesso”. E sono partita.

Cosa ti manca dell’Italia?

Tutto. L’aperitivo con gli amici, il pranzo della domenica con la mia famiglia, il caffè al sole circondata da edifici storici, il ciotolato per strada, le travi a vista della mia vecchia casa, il prosciutto, gli agriturismi. Tutto ciò che in qualche modo è legato ad un momento conviviale con i miei amici e con la mia famiglia. La pizza e il caffè invece non mi mancano per nulla. Melbourne è la capitale della ristorazione, ogni anno esce un articolo sul migliore caffè al mondo e la migliore pizza al mondo che si trovano proprio a Melbourne. Ed è vero. Mi manca semplicemente la bellezza dell’Italia.

Parliamo del tuo, anzi vostro progetto: Just Australia. Di che si tratta?

Just Australia è principalmente due cose: un infopoint gratuito a Melbourne, dove tutte gli italiani (e non solo) che hanno bisogno di assistenza possono passare e chiederci aiuto e consigli su lavoro, casa, burocrazia. E poi è un’agenzia educativa, quindi aiuta le persone a realizzare percorsi di studio e di lavoro, per progettare una nuova vita in Australia. Il servizio è totalmente gratuito, perché siamo convenzionati con una serie di scuole e istituti in tutta l’Australia e quindi retribuiti dalle scuole che rappresentiamo. Siamo specializzati in corsi d’inglese e diplomi professionali. Chi vuole infatti migliorare l’inglese o qualificarsi in Australia, se si affida a noi risparmia e ha un servizio completamente gratuito in italiano. Just Australia, infatti, offre prezzi promozionali agli studenti, che se invece si iscrivessero direttamente nelle scuole pagherebbero di più. Le scuole, infatti, si sgravano di tutto il lavoro di iscrizione e richiesta del visto studente, affidando questo compito alla agenzie con cui sono convenzionate. In più offriamo una serie di altri servizi: conto in banca, assicurazione sanitaria, assistenza nella ricerca del lavoro. In questi anni abbiamo sviluppato molti contatti e spesso le aziende ci chiamano quando hanno bisogno di personale. Spesso si tratta di lavoro nella ristorazione, un settore in Australia molto in voga e anche ben retribuito. Infine lavoriamo a stretto contatto con uno studio di migration agent, a cui indirizziamo tutte le persone che hanno bisogno di assistenza per tutti gli altri visti che non siano student visa o working holiday visa. Questi ultimi spesso non richiedono una consulenza da parte di un avvocato specializzato in immigrazione. Partire in Australia (e rimanerci non è facile) e c’è bisogno di un buon livello d’inglese, qualifiche ed esperienze nel proprio settore, che spesso devono essere riconosciute o effettuate qui in Australia. Per questo, spesso, è utile consultare un migration agent per capire quali sono le reali opportunità in Australia, a seconda del caso specifico. Il primo step è sempre quello di migliorare la lingua, perché per ottenere altri visti di lavoro (sponsor o visti permanenti) è necessario superare un test d’inglese.

Qual è la differenza più evidente tra Italia e “resto del mondo” e tra Italia e Australia in particolare?

L’Italia è un paese meraviglioso e molto amato dagli australiani. Tutte le persone che conosco qui trascorrono spesso e volentieri un paio di mesi tra l’Italia e l’Europa, per motivi vacanza, per lavoro, per visitare i parenti (la comunità italiana e di origini italiane in Australia è davvero numerosa, pare che ci siano circa 2 milioni di persone di discendenza o nascita italiana). Essere italiani e vivere in Australia spesso significa essere molto apprezzati per la lingua, cultura e naturalmente per il cibo italiano, che qui va per la maggiore. Quindi da un lato non ci si sente così lontani da casa. L’Australia si differenzia perché è veramente la terra delle opportunità, dove si può fare carriera e si può realizzare i propri sogni, cosa che forse in Italia in questo momento è un po’ più difficile. Inoltre vivere in Australia significa vivere in un continente estremamente multietnico che ti spinge ad essere molto più aperto mentalmente e a dimenticare quel pregiudizio e pettegolezzo tipico italiano. Saranno due anni che non parlo male di nessuno! Ai miei amici australiani non piace criticare gli altri. L’Italia da questo punto di vista forse è un po’ più chiusa e limitata purtroppo e io stesso ero molto più “bigotta” quando vivevo in Italia. E poi gli australiani sono sempre sorridenti e cordiali, sai quante volte mi è successo di vedere portafogli e cellulari persi e caduti e sempre ritrovati? Qui è normale vedere uno sconosciuto che raccoglie il tuo portafoglio e te lo restituisce sorridendo. O se un senzatetto non ha soldi per pagarsi un caffè o un pasto c’è sempre qualcuno che gli paga la spesa o gli compra un panino e glielo regala. Le organizzazioni no-profit in Australia danno lavoro a più di 30 mila persone, qui il volontariato e l’assistenza sociale sono considerati a tutti gli effetti parte integrante della quotidianità.

Tra l’Italia e il resto del mondo non saprei, alla fine da qui mi sembra che l’Italia abbia molto in comune con tutti i paesi europei, quando parlo con uno spagnolo, un tedesco o un francese, mi sento a casa, ci capiamo al volo e parliamo dei luoghi visitati in Europa e del cibo che abbiamo mangiato. Prima non avrei mai pensato di avere così tante cose in comune con i tedeschi ad esempio.

Quale consiglio ti senti di dare ai giovani italiani?

Sicuramente mi viene da dire: “se puoi, parti”, ma non perché l’Italia è un paese da cui scappare, semplicemente perché vivere all’estero è molto formativo, ti cambia come persona, ti arricchisce. Non è facile come sembra: la lingua, la cultura diversa, la lontananza possono scoraggiarti e forse non è necessario trasferirsi definitivamente all’estero, può essere anche solo una bella esperienza temporanea, ma che vale la pena di vivere proprio per aprire i nostri orizzonti e scoprire anche qualcosa di più di se stessi, a cui forse nella quotidianità e nella routine di tutti i giorni non si fa neanche caso.

Chiudiamo con un’ultima domanda che tutti vorrebbero fare. Quali caratteristiche servono per avere successo all’estero?

Devo dire la verità anche per me è stato molto difficile all’inizio, nonostante avessi già un livello d’inglese molto alto. E anche per Stefano, entrambi ci siamo fidati delle persone sbagliate e ci siamo scoraggiati più volte, senza però mollare mai, che forse è la chiave del successo all’estero. Poi è fondamentale migliorare la lingua. L’inglese che impariamo a scuola non è sufficiente e poi se l’obiettivo è l’Australia, l’australiano è piuttosto difficile da capire (almeno per le prime settimane o mesi, fino a quando non si fa l’orecchio). Quindi un po’ perché è il mio lavoro e un po’ perché io per prima ho fatto decine di corsi d’inglese (e credo che questo sia uno dei motivi per cui sono qui) consiglio sempre di iniziare la propria esperienza con un corso d’inglese anche breve (o della lingua del posto in generale) per integrarsi il più velocemente possibile, conoscere a scuola nuovi amici nella stessa situazione. Spesso si pensa di poterlo imparare sul lavoro, ma a volte proprio quando il livello d’inglese è ancora intermedio è molto difficile trovare lavori ben retribuiti. E poi forse il sapersi reinventare. Quando non è possibile svolgere il proprio lavoro (qui in Australia non è facile tra visti, riconoscimenti delle qualificazioni e dell’esperienza) forse c’è qualcos’altro in cui siamo bravi, semplicemente non lo sapevamo ancora.

Come dimagrire dopo le feste di Natale (INTERVISTA)

Credits photo: benessere.unita.it

Tra Vigilia, Natale e Santo Stefano alzi la mano chi non si è risparmiato a tavola. Ora via i sensi di colpa la domanda è: come dimagrire? Siamo pronti a tutto (o quasi) per perdere peso?

Sfatiamo luoghi comuni come quello del digiuno forzato e scopriamo insieme come possiamo agire per ritornare quanto prima in forma.
Abbiamo chiesto alla nutrizionista di Blog di Lifestyle, la Dott.ssa Scala, che cura la rubrica “Ma cosa mangi?” qualche consiglio.

Fernanda, come dimagrire dopo le feste di Natale? Come possiamo fare per rimetterci in forma e levare quel senso di pesantezza che accomuna tutti?

Prima di tutto è importante iniziare una fase di disintossicazione di qualche giorno per favorire l’eliminazione dei troppi grassi introdotti, e delle tossine prodotte.
Bere tanta acqua ci aiuta a ridurre lo stato di ritenzione idrica, uno dei motivi che ci fa sentire gonfi come dei palloncini. Allo stesso modo scegliere alimenti leggeri, come carni bianche, riso, verdure, e metodologie di cottura semplici, con un basso contenuto in grassi e sale, ci aiuterà a farci sentire più leggeri.

La domanda che tutti si fanno è: esiste qualche segreto in particolare per dimagrire?

Per riuscire a smaltire i chiletti accumulati e ritornare subito in forma, il segreto è quello di evitare di lasciarci trasportare dall’onda delle feste anche nei giorni non festivi, continuando a consumare eccessive quantità di cibo. Riprendere immediatamente una dieta ipocalorica, dopo essersi concessi qualche piacevole tentazione culinaria, è sicuramente il modo migliore per tornare velocemente in forma senza accumulare troppi chili in eccesso. Evitate invece di seguire periodi di digiuno, saltare i pasti o diete troppo drastiche! Questi metodi non favoriranno la perdita della massa grassa ma solo di acqua.

Le feste non sono ancora finite, ad attenderci il cenone del 31 e l’Epifania: per chi ha già messo su qualche kg di troppo cosa consigli per questi appuntamenti? Possiamo concederci un piccolo strappo?

I giorni festivi devono essere vissuti non come dei giorni di privazione ma dei momenti in cui, senza esagerare, è possibile concedersi qualche strappo alla regola, che fanno sicuramente bene anche a chi segue una dieta ipocalorica. Se si limitano questi eventi ai soli giorni di festa, seguendo quindi lo schema alimentare fornito da uno specialista negli altri giorni, i prossimi appuntamenti festivi, cenone del 31 ed Epifania, potranno essere vissuti con serenità e moderazione senza pensare troppo alla linea.

Diciamoci la verità per molte donne, anche se magre, queste feste portano l’effetto “pancia gonfia”. Ci sono degli alimenti che aiutano a sgonfiare? Tè, tisane etc. le consigli?

Un consumo eccessivo di alimenti conditi, bevande alcoliche, ed alimenti ricchi di zuccheri possono portare a gonfiori addominali localizzati. Regolarizzare l’alimentazione e bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, è sicuramente un ottimo metodo per contrastarli riducendo il senso di pesantezza. Utilizzare tisane specifiche, inoltre, può essere estremamente utile.
Potremmo ad esempio provare tisane a base di finocchio, zenzero, the verde, tarassaco in grado di favorire i processi digestivi, esercitando un naturale effetto diuretico. Mi raccomando: scegliamo di consumarle senza l’aggiunta di zuccheri o, se necessario, preferendo un dolcificante invece dello zucchero comune.

Il sogno di tutti è dimagrire mangiando, e c’è chi crede che la tanto amata nutella possa farci trovare la linea. Realtà o utopia?

È possibile dimagrire mangiando, ma dipende da quello che si mangia, dagli alimenti che compongono la nostra dieta quotidiana e da come questi vengono cucinati.
La Nutella può rappresentare un dolce strappo alla regola da concedersi una tantum ma sicuramente non rappresenta un alimento in grado di farci dimagrire, e che dovrebbe essere mantenuta sotto controllo anche da chi non ha la necessità di seguire una dieta ipocalorica, valutando i suoi parametri nutrizionali.