lunedì, 26 Febbraio 2024

Interviste

Home Interviste

Chiara Besana: l’amore è una storia da raccontare (INTERVISTA)

Giornalista e wedding blogger, Chiara Besana ha da poco pubblicato il suo primo libro ‘La casa dei matrimoni’. Dolce, fresca ed eterna romantica è una delle voci più autorevoli in fatto di matrimoni: la sua ambizione l’ha portata alla nomina di prima wedding blogger d’Italia.

Blog di Lifestyle ha avuto l’occasione di intervistarla. Ecco cos’abbiamo scoperto di lei.

Chiara Besana, 30 anni, giornalista, blogger, moglie e mamma. Ci racconti chi è Chiara in tre aggettivi?

Passionale, innamorata e determinata. La passione per il mio lavoro è uno dei due motori della mia vita, oltre all’amore per la mia famiglia che ha un ruolo centrale nelle mie scelte e nei miei successi. La determinazione, insieme alla creatività, invece sono quello che mi stimola a pensare a progetti sempre nuovi. Ops, ma così sono quattro aggettivi alla fine.

‘La casa dei Matrimoni’: com’è nata l’idea di questo libro?

L’idea in realtà è nata da mio marito. Davvero. Il mio editore mi aveva chiesto delle proposte per un libro e durante un viaggio verso Roma a lui è venuta l’intuizione: “Perchè non scrivere un romanzo sulla nostra storia personale, sulla nostra famiglia. Al giorno d’oggi siamo delle mosche bianche con tutti matrimoni solidi e riusciti.”

Da lì ho iniziato a pensarci e ha preso forma La casa dei matrimoni, uno spaccato della società italiana e di come questa ha interpretato e vissuto il matrimonio negli ultimi sessant’anni di storia dal Dopo Guerra fino ad oggi. Prima c’è stato un lungo lavoro di documentazione, raccogliendo le testimonianze dei protagonisti delle storie. Mentre rielaboravo il materiale mi sono accorta di entrare sempre più nel cuore del vissuto di genitori e nonni, vedendoli ora sotto una luce diversa.

É stato molto emozionante immergermi nelle loro storie, rivivendo gioie, paure, conquiste, delusioni e tutto quello che la vita riserva ad ognuno di noi. Chiudevo gli occhi e cercavo di immaginarmi i sapori e gli odori delle case di ringhiera degli anni ’50, della Milano degli anni di Piombo o del boom del wedding in Italia nel 2000. Il romanzo non racconta solo matrimoni, ma noi italiani, il nostro modo di essere cambiati in tutti questi anni nel pensare alla famiglia e non solo. C’è la vita di tutti e ci sono storie commoventi che si intrecciano inaspettate nel cammino di una coppia, come quella di mia mamma che scopre di avere una malattia all’età di 18 anni.

Come nasce la passione per il wedding?

Per caso. Mi stavo per sposare e il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori ebbe l’idea: affidarmi un blog in cui raccontare il mondo del wedding, mettendo a frutto l’esperienza personale che stavo vivendo per i preparativi delle mie nozze. Nacque così Oggi Sposi: il primo blog tenuto da una giornalista che parlasse del settore a 360 gradi con esperti e professionisti; divenne in breve tempo un vero e proprio punto di riferimento. Un successo che mi ha poi portato tanti progetti correlati: dall’omonima rivista free press, al programma tv sino ai corsi e al libro.
Il segreto di questo successo è stato sicuramente arrivare prima di altri, diventando una voce autorevole, in un momento in cui c’era poco a livello di stampa online legata al settore.

Partendo dall’esperienza di Oggi Sposi, il tuo blog: quali sono le domande più comuni che ti fanno?

Ricevo ogni giorno email soprattutto da chi lavora nel settore o desidera affacciarsi alle professioni nel campo del wedding. Per molti anni il matrimonio è stato sulla bocca di tutti e per certi versi è sembrato una sorta di gallina dalle uova d’ora, così tanti giovani e non solo hanno deciso di buttarsi in questo mondo. Non è facile e io cerco sempre di dire le cose come stanno a coloro che mi scrivono o ai ragazzi che incontro nei corsi che tengo ogni mese per Komax.
Avere il privilegio di poter lavorare in questo settore è bellissimo, ma bisogna rendersi conto che nel realizzare sogni e aspettative attese una vita dalle coppie di sposi, ci vuole tanta esperienza, professionalità e pazienza. Solo con la giusta preparazione, la curiosità e la cura per questo lavoro si possono avere buoni risultati.

Ricevo ogni giorno anche tante email di persone che vorrebbero lavorare con me e che mi lusingano sempre molto.
Per il resto gli sposi mi chiedono consigli su come realizzare il matrimonio dei sogni, su come fare a risparmiare e su chi posso consigliargli.

Progetti per il futuro?

Tantissimi. Nei prossimi mesi sarò in giro ancora per la promozione del libro e sto già lavorando al secondo. E poi una piccola anticipazione: a marzo uscirà una mia capsule collection legata al mondo del wedding. Sono molto orgogliosa di questo progetto: ho potuto esprimere la mia visione del settore, attraverso la mente creativa di un talento noto in Italia per la sua eleganza e classe. Per il resto tante idee nel cassetto.

Infine, mi permetto di aggiungere che Chiara è la classica ragazza della porta accanto: Chiara è una donna che in Sofia, la sua bellissima bambina di tre anni, rivede se stessa qualche anno fa. A Chiara piacciono i dolci, specialmente se di cioccolato, perchè ‘danno la carica’.

Grazie Chiara per questa intervista.
Grazie per questo e per molto altro.

Marzia Peragine: ”La femminilità è un modo di essere” (INTERVISTA)

Occhi che brillano, un sorriso che illumina: Marzia Peragine, stylist e blogger made in Puglia, si presenta così agli occhi di chi la guarda. E nonostante non occorra nient’altro per non farla passare inosservata, il suo gusto e la sua passione per la moda ne esaltano ancor più la bellezza, ma soprattutto il talento.

Scopriamo insieme su Blog di Lifestyle qualcosa in più di questo incantevole orgoglio pugliese.

Partiamo dal principio. Chi è Marzia Peragine?

Marzia si definisce un’appassionata di moda fino al midollo. Una stylist sicuramente, dati gli studi e le esperienze maturate in questi anni e una blogger “insolita”, super sincera con gli internauti, che non si omologa alle altre e indossa solo ed esclusivamente brand che rispecchiano il suo stile mai cadendo nel circolo vizioso della massificazione, tipica delle bloggers nostrane.

Vieni da una piccola realtà in provincia di Bari. Come è nata e cresciuta, da lì, la tua passione per la moda?

La mia passione per la moda nasce soprattutto al liceo, precisamente in quarto superiore. Sentivo la necessità di diversificarmi dalle classiche “divise liceali” che le amiche impongono. Ho sempre amato sentirmi unica, diversa e stravagante. Non tollero la banalità e adoro le mostre fotografiche perché fungono da ispirazione per i miei styling.

Sei appena tornata dalla MFW. Il meglio e il peggio secondo il tuo occhio critico?

Il meglio: scarpe basse e ginniche per tutti (le donne finalmente possono lasciare i tacchi a casa, anche se io li adoro). Il peggio? Ridicolizzarsi per attirare l’attenzione dei fotografi.

Studi e lavori sodo. Dove vuole arrivare Marzia?

Ho terminato la mia specialistica allo IED in Styling Advanced, lo scorso luglio. Adesso mi dedico completamente a quello che amo di più: shooting e il mio blog.

Parliamo di viaggi. Come è iniziata la tua esperienza tra le PinkTrotters e qual è il ricordo più bello legato a questa avventura? Quali invece le prossime tappe?

La mia esperienza con le Pinktrotters è iniziata lo scorso Agosto grazie a Eliana Salvi, la leader di questo team magnifico. E’ stata una delle esperienze più belle che abbia mai fatto: viaggiare con persone mai viste prima, condividere qualsiasi cosa, poi in Puglia la mia terra. Tanto di cibo, divertimento e una villa mozzafiato…un vero sogno! Questa social community tutta al femminile è geniale, perfetta per ragazze e donne che hanno voglia di divertirsi, con spirito di avventura ma soprattutto super glam. Le prossime tappe non posso svelarvele. Vi dico solo che a partire da Gennaio ci saranno news.

I tre stilisti sul tuo personale podio…

Christian Louboutin per le scarpe, Armani per l’abbigliamento, Prada per gli accessori.

Cos’è per te la femminilità?

E’ un modo di essere. E’ avere allure.

Cosa pensa Marzia degli uomini?

Bella domanda. Penso che gli uomini siano la più grande gioia tanto quanto la più grande “maledizione” di una donna. Scherzi a parte, ho un rapporto molto ironico con gli uomini, li adoro quando sono impacciati o poco furbi negli atteggiamenti (si sa che le donne sono un pelino più avanti eheh), li “maledico” quando sono poco sensibili con noi donne. Diciamo che tutto sommato se non ci fossero ci si annoierebbe un sacco.

Un capo o un accessorio per cui impazzisci particolarmente.

Impazzisco per le scarpe, le colleziono, ne ho davvero tante, per lo più tacchi.

Con Marco Fiori scopriamo se il nostro lui è un potenziale traditore (INTERVISTA)

Credits photo giornalettismo.com

Chissà se era vero l’incontro con quell’amico. E la partita di calcetto? Siamo sicure che sia andato lì e non abbia qualche appuntamento clandestino? Domande a cui spesso è difficile dare una risposta certa, a meno che non siamo davanti a delle prove incofutabili. Ci ha pensato Marco Fiori, grafologo veneziano, a capire quali sono i tratti grafologici e caratteriali di un amore clandestino.

Sono un uomo pulito dentro e fuori“, edito da Mondadori, è un divertente viaggio alla scoperta delle inclinazioni e delle abitudini dell’uomo italiano che si crede – a volte senza esserlo- un grande seduttore.

Per saperne di più su Blog di Lifestyle l’intervista a Marco Fiori, che ci ha svelato il nesso tra scrittura e seduzione.

Marco, partiamo dal titolo del suo ultimo libro: esiste per davvero un uomo pulito dentro e fuori?

Non saprei se esiste nella realtà. Sulla carta esiste sicuramente… pulito, bello, alto, occhi verdi… tutti perfetti quando non siamo di fronte al nostro interlocutore.

Con Marco Fiori scopriamo se il nostro lui è un potenziale traditore (INTERVISTA)

Sveliamo il perché di questo titolo: il libro è la raccolta delle risposte, di uomini, ad un annuncio fittizio da lei pubblicato “AAA sono una signora di 25 anni, bella, colta e delusa. Finora ho conosciuto soltanto mio marito. Prima di invecchiare vorrei conoscere segretamente altri uomini. Descrivere proprio aspetto e personalità” e appunto “sono un uomo pulito dentro e fuori” è una delle risposte ricevute.

Ci racconta com’è nata l’idea?

L’idea, non ci crederete, è nata per motivi scientifici legati alla grafologia; in altre parole con mio padre, anch’egli grafologo, abbiamo cercato determinate caratteristiche grafiche (e psicologiche) che potessero accomunare uomini disposti ad un incontro al buio (ed al tradimento). Il falso annuncio fu messo negli anni ’90 quando era costume rispondere con carta e penna. Le 1.100 lettere che sono arrivate in risposta sono però risultate così divertente ed interessanti che abbiamo pensato di raccoglierle in un libro.

Che identikit è emerso dell’uomo italiano?

In realtà non è emerso l’identikit di un italiano tipo… piuttosto una moltitudine di caratteri, sfumature e personalità che forse rappresentano uno spaccato della nostra società. Solo per citarne alcuni hanno risposto: il “poeta”, il vergine, il “ragioniere”, la coppia di amici, l’imbranato, l'”amico”, l’agenzia di incontri, il pensionato scopo matrimonio, il giovane in cerca di vendetta, il muscoloso, il “sano con certificato medico”, la coppia voyeur, lo studente che aspira ad essere mantenuto… insomma “chi ti scrive è la persona che fa per voi”, in altre parole “provo a scriverla anch’io” e “se non ti ho convinta del tutta chiamami”.

Quali sono i tratti grafologici dell’amore clandestino?

Nella parte finale del libro sono riprodotte una ventina di lettere con la scrittura originale da cui sono tratti degli spunti di grafologia. Tra i vari segni riportati possiamo citare: “Occhielli a ruota”, (lettere “a”, “o” e “d” tracciate con movimento orario) indicano facilità nel trovare espedienti per raggiungere un obiettivo in modo ingegnoso. “Asole inferiori allungate e dilatate” (in particolare nelle lettere “g”) indicano eccessivo interesse e fantasie nel campo della sessualità.
“Grafia svettante” (allunghi superiori sproporzionati) indicano idealismo e idealizzazione degli affetti.

Qual è stata la risposta più strana che ha ricevuto?

Le risposte sono tutte particolari e ci fanno conoscere uno spicchio della personalità degli aspiranti seduttori, basta estrapolare delle frasi per capire che splendido materiale abbiamo di fronte:

Per metterci in contatto, metti questo annuncio: vendo vecchia dentiera chiedere di Tonino.
Lei signora mi ha dato un piccolo scossone alla mia esistenza.
Ciao sono l’uomo in cui vai in cerca.
Ho una personalità in via d’estinzione.
Occhi molto verdi al mattino meno verdi di sera.
Linquaggio e cultura buoni.
Se risponde mia moglie basta che tu dici che telefoni per un lavoro idraulico e lei non capirà niente.
Ho 38 anni ma fisicamente e culturalmente dimostro molto di meno.
Con l’augurio di una VS immediatissima risposta passo distintamente a salutarvi
Sarei lieto di incontrarla a Napoli e vedere se scocca quel filling capace di far sentire emozioni nuove
.

Prevede anche un’indagine al femminile? O le interessava solo il lato maschile?

Sarebbe sicuramente interessante, ma penso che al giorno d’oggi non sarebbe più possibile ripetere un’esperienza simile perchè sono cambiate molte cose; ad esempio l’avvento di internet, l’introduzione dei social e l’uso dei cellulari non potrebbe più far rivivere quel senso di attesa, quel “rispondimi su fieracittà”, quel “ci vediamo a quest’ora, in questo punto ed io sono vestito così” ed infine quel “se risponde mia moglie attacca subito”.

Riceviamo il primo biglietto d’amore da parte del nostro partner: cosa consiglia di notare nella scrittura? E c’è un elemento che deve far assolutamente diffidare della sincerità del lui in questione?

In assoluto non basta un solo segno grafologico a “tradire” una persona. Ci vorrebbe l’analisi completa e neanche questo sarebbe esaustiva perchè le nostre azioni scaturiscono non solo dalla nostra personalità ma anche dalla situazione che viviamo e dalla persona con cui interagiamo. In ogni caso se notiamo gli “occhielli a ruota”, se l’andamento del rigo non è rettilineo ma tortuoso, se le “m” ed “n” hanno l’arco in alto, se ci sono vari ricci, soprattutto se tornano indietro… direi che è meglio passare al prossimo! Però c’è anche da dire che al giorno d’oggi se qualcuno scrive un biglietto d’amore è un punto a favore!

Quanto è in pericolo la grafologia con l’incremento dell’uso della tastiera?

Questa è una bella domanda perché effettivamente la nostra cara vecchia scrittura sembra pronta per il pensionamento. Probabilmente ci insegneranno a scrivere in corsivo ancora per anni, ma il test grafologico ha senso solo se la scrittura è completamente naturale, sciolta e spontanea, quindi se viene utilizzata spesso. Perciò non saprei che rispondere, spero solo che la grafologia, con la sua straordinaria capacità di esplorare l’animo umano, non venga gettata in soffitta e sacrificata in favore dei computer e delle tastiere.

Gaia Giordani: ‘L’amore è un gioco senza regole’ (INTERVISTA)

Credits Nicola Righetti

Gaia Giordani è una professionista del Web.
Racconta del suo primo amore 2.0: il blog, a cui si è avvicinata per la prima volta ai tempi di Splinder, una delle prime piattaforme di blogging in Italia. Oggi Gaia ha reso la sua passione per il web, un lavoro: nel 2009 entra a far parte di Mondadori Digital come coordinatore del blog del settimanale Grazia. Nel 2010 diventa Web Content Manager del sito di Cosmopolitan in Hearst Magazines Italia.

Gaia Giordani si è raccontata a Blog di Lifestyle, in un’intervista esclusiva.

La tua città virtuale è Ottavia, ispirata ad una delle città immaginate da Italo Calvino,
della quale sembra averti affascinata il concetto di “città del futuro” al punto da farla divenire la residenza delle tue conoscenze 2.0.
Ma fuori dal web, chi è Gaia Giordani?

Sono una veronese trapiantata a Torino per amore, ma il mio cuore professionale batte da sempre a Milano. Ho iniziato più di dieci anni fa come copywriter: all’epoca nelle agenzie di pubblicità si lavorava molto ma nei tempi morti ci si annoiava da matti, non a caso in molti posti dove ho lavorato c’era il calcetto e delle stanze per fare la pennichella.
Nei momenti di veglia noi copy alimentavamo il blog, che all’epoca era un’avanguardia per pochi eletti capaci di masticare un minimo di html e personalizzare un template. Negli anni la Rete per me è diventata un mestiere e ha dato un senso alla specializzazione in WebContent Writing presa allo IED nei primi anni Duemila. Ovviamente farne un lavoro ha richiesto tanta formazione, pratica sul campo e apertura mentale: non è un mestiere per “vecchi dentro”.

Aldilà delle competenze necessarie per abitare il web, delle quali parli nel tuo blog, cosa pensi dell’approccio generale che gli utenti hanno nei confronti della Rete?

I social media hanno avvicinato molte persone alla Rete, rinchiudendole nel microcosmo di Facebook, Twitter, Instagram. Per fortuna (dal mio punto di vista) i social stanno diventando sempre più una porta d’ingresso verso altri mondi, verso contenuti e conoscenze.
Fino a vent’anni fa saziare le nostre curiosità era molto più difficile: da addetta ai lavori mi rincuora vedere mia madre con un iPad tra le mani cercare informazioni sulle cose che la appassionano, dall’altra sono molto perplessa dalla qualità scadente di certi contenuti riconosciuti come autorevoli solo perché diventano virali. Su questo fronte mi schiero dalla parte dell’algoritmo dei motori di ricerca, che lascia emergere i contenuti di qualità.

Dal 18 giugno è possibile leggere il tuo primo romanzo “Sei proprio una scema”.
La protagonista è una trentenne precaria che lotta con le vicissitudini di una grande città, e con un amante di quelli “ci sono-non ci sono” che non rendono di certo la vita più stabile.
Cosa consigli alle donne che si cullano in rapporti come questo?

Scappate più velocemente possibile.

Sei proprio una scema COVER

Ti chiedo di salutare i nostri lettori rispondendo ad un’ultima considerazione: apparteniamo ad una generazione alla quale, esattamente come quella raccontata nel tuo romanzo, non è permesso sognare, ma giocare sì. Come si fa a difendersi, senza infrangere le regole del gioco?

L’amore è un gioco senza regole.
In passato ricordo di aver mollato uno dei vari stronzi via mail, usando come oggetto il titolo di un libro di Cortazar, uno dei miei preferiti, che si chiama “Fine del gioco”.
Quello stronzo mi rispose cambiando il titolo in “Il gioco è la vita”. All’epoca mi sembrava una stupidaggine, ma molti anni dopo mi tocca dargli ragione.
A parte il risvolto sentimentale, il romanzo parla delle insicurezze di una generazione: per difendersi dal precariato, dalle frustrazioni, dalla sindrome del futuro corto (o inesistente) bisogna farsi venire qualche idea, pensare fuori dalla scatola. La protagonista prova a prendersi quello che, dal suo punto di vista, le spetta di diritto: la felicità, l’amore ricambiato, uno scampolo di serenità.
Lo fa con ogni mezzo, anche poco ortodosso, tipo strofinare lo spazzolino dello Stronzo nella tazza del water per vendicarsi delle sue disattenzioni.

Ecco, voi non fatelo, mi raccomando.