venerdì, 4 Aprile 2025

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SVS DAD Onlus, insieme contro la violenza (INTERVISTA)

Credits photo: andocorri.blogspot.com

Quello della violenza contro le donne -purtroppo- è un fenomeno diffusissimo. I dati sono sconcertanti: secondo l’Istat sono 6 milioni 788 mila le donne che, tra i 16 e i 70 anni, hanno subito violenze fisiche e sessuali durante tutto l’arco della loro vita. E anche i numeri riguardanti le violenze psicologiche e i casi di stalking non sono da meno: 3 milioni e 466 mila donne sono state vittime.

In questi casi di violenza, sia fisica che psicologica, è importante non restare da sole, ma parlarne con qualcuno che possa aiutare ad uscire da questo brutto buco nero che sembra non avere nessuna via di scampo. Per venire incontro a queste donne è nata SVS Donna Aiuta Donna Onlus: Blog di Lifestyle ha intervistato quest’importante associazione proprio in occasione della Giornata contro la violenza sulla donne.

Credits photo: www.svsdad.it
Credits photo: www.svsdad.it

Siete un’associazione che aiuta e sostiene le donne vittime di violenze. Cosa fate di concreto per aiutarle?

La nostra associazione è nata nel 1997 per affiancare il Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, nel sostegno e aiuto alle vittime di violenza e maltrattamento, attraverso aiuti concreti. Ancora oggi i 22 avvocati specializzati sulla violenza di genere, che collaborano con l’associazione, offrono alle vittime la consulenza e l’assistenza legale sia civile che penale, 365 giorni all’anno. Inoltre SVS DAD ONLUS sostiene le donne nel percorso di uscita dalla violenza, attraverso i percorsi psicologici, l’orientamento al lavoro, la ricerca di una nuova abitazione.

Seguite un percorso simile per tutte? Secondo i dati ISTAT del 2014 circa il 10% delle donne subiscono violenze prima dei 16 anni. È più difficile aiutare loro?

Il percorso va definito insieme alle assistenti sociali e psicologhe che hanno preso in carico la donna e deve essere ritagliato ad hoc rispetto alla specifica situazione. Le minori in quanto tali sono soggetti più deboli, ma possono essere sostenute, anche attraverso il lavoro di rete con i servizi presenti sul territorio specializzati sui minori.

Si parla tanto di violenza fisica, ma anche quella psicologica è molto frequente. I problemi che sorgono nei due casi sono differenti?

Innanzitutto quando c’è la violenza fisica, è sempre presente anche la violenza psicologica. Certamente quest’ultima è più difficile da identificare da parte della stessa vittima, che spesso tende a sottostimarla o a colpevolizzarsi, facendo maggiore fatica a chiedere aiuto. Molto spesso le donne ci chiedono aiuto dopo aver subito maltrattamenti per anni, solo quando sono costrette, da un trauma fisico, a rivolgersi a un pronto soccorso.

Dopo un percorso insieme a voi, per le donne é possibile ricominciare a fare la stessa vita di prima? E, soprattutto, a fidarsi delle persone?
Si certo, tornare a una vita “normale” è possibile, ma il percorso è molto lungo e complesso e richiede il sostegno di tutti gli operatori che seguono la donna. Anche il fatto di fidarsi ancora è legato al percorso psicologico che sosterrà la donna.

Credits photo: www.svsdad.it
Credits photo: www.svsdad.it

In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne che cosa avete organizzato?

Quest’anno stiamo realizzando diversi incontri con i giovani delle scuole superiori di Milano, proseguendo il progetto “Amore non è violenza” che abbiamo organizzato con la Rete Antiviolenza del Comune di Milano e saremo quindi in una di queste scuole per discutere con i ragazzi su questo tema. La sera del 24 novembre saremo inoltre presenti alle ore 20,30, presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Mahler in corso San Gottardo, al concerto “FRAMMENTI DI BELLEZZA” organizzato in occasione della giornata del 25 novembre.

Purtroppo, però, sembra che ci si ricordi di questo problema solo il 25 novembre. Cosa si può fare per non ridurlo ad una semplice giornata? Voi cosa fate per sensibilizzare l’opinione pubblica?

Noi siamo impegnate tutto l’anno nel lavoro di diffusione dell’informazione e della conoscenza del fenomeno, che è fondamentale per prevenire e contrastare la violenza contro le donne. E’ necessario diffondere una cultura diversa dei rapporti tra uomini e donne e dei rapporti affettivi in generale, una cultura basata sul rispetto di sé e dell’altro, sull’accettazione delle differenze e sul dialogo. E’ quello che cerchiamo di fare con gli interventi nelle scuole, con le campagne di sensibilizzazione, con il lavoro di rete sul campo insieme agli altri soggetti pubblici e privati impegnati su questo tema.

Ci si concentra soprattutto sulla violenza sulle donne, ma voi vi occupate anche di bambini e uomini. I percorsi che svolgete insieme a questi ultimi sono differenti?

In quanto centro antiviolenza, ci occupiamo di uomini solo quando sono loro le vittime, ma bisogna dire che in tutti questi anni di lavoro i casi sono stati veramente una minoranza. In ogni caso il percorso è sempre tarato sul caso specifico.
Per seguire i bambini facciamo riferimento a professionisti e a servizi specializzati sui minori.

Cristina Chiabotto: “La favola è fatta di tutti i giorni” (INTERVISTA)

Credit: video.mediaset.it

Eletta Miss Italia nel 2004 – incoronata da Giorgio Panariello – è rimasta nel cuore di tutti quanti per il suo fascino, la sua semplicità e il suo sorriso.
Parliamo di Cristina Chiabotto, una bellezza nata il 15 settembre del 1986 a Moncalieri, da mamma originaria di Benevento e papà piemontese doc.

Poco per volta, passo dopo passo, Cristina ha scalato la vetta del successo, senza dimenticare o mettere da parte la sua incantevole normalità.
Su Blog di Lifestyle ci racconta la sua favola.

Cristina Chiabotto: ex Miss Italia, show girl e conduttrice televisiva. 1 metro e 80 di bellezza allo stato puro. Ma come ti descriveresti? Ti presenti in 3 aggettivi?

Alta, come hai detto tu; 1.84 per la precisione. Solare e semplice.

Sono passati 10 anni da quando quella sera, il 19 settembre, hai vinto il concorso di Miss Italia. Come ricordi quei momenti?

È stato un momento davvero speciale, è stato la mia porta d’accesso e l’inizio di una bellissima favola. Non potrò mai dimenticarla. Veramente un’emozione unica, che capita una volta nella vita; poco per volta poi ti rendi conto, come difatti mi è successo, che in quel preciso momento è partito un nuovo capitolo della tua vita.

All’epoca, poco dopo l’incoronazione, immaginavi il successo che hai adesso?

No, ti dico la verità. Tutto ciò che è arrivato era inaspettato praticamente. Non mi sarei mai immaginata tutto questo, e ora sono molto contenta. La favola è fatta di tutti i giorni, di quello che è capitato e di quello che ancora sta capitando, perciò sono felicissima che la favola – la mia favola – stia continuando così.

Quanto, nella tua carriera, ha contato la bellezza? Quanto il talento e quanto la fortuna?

La bellezza sicuramente un buon 50% perché tutto è iniziato proprio con un concorso di bellezza, però la fortuna è stato un altro elemento molto importante, che sicuramente ha fatto il suo gioco a mio favore. Però è anche vero che devi saper giocare anche tu, usando tutte le tue qualità. Traendo le conclusioni direi l’insieme di tutte e tre le cose.

Se dovessi individuare il tuo punto di forza, quale sarebbe? E il tuo tallone d’Achille invece?

Sicuramente il mio punto di forza è il sorriso. E come tallone d’Achille direi il piede, ho un 42. Ho una zattera invece del piede, altro che tallone d’Achille.

Da Miss Italia alle librerie. È uscito pochi giorni fa “Di notte contavo le stelle”, edito da Rizzoli. Com’è stata l’esperienza di scrivere un libro?

È stata un’emozione unica, un’avventura speciale che mi ha permesso di celebrare così i miei 10 anni da favola, proprio con il libro. Un’emozione veramente speciale e originale, un’esperienza unica: la mia prima volta, la mia prima opera. Un romanzo che in realtà ripercorre la mia vita, anche se in modo diverso: l’ho rivisitato perché non mi sembrava il caso di fare un’autobiografia a 28 anni.

Dal tuo libro emerge questo messaggio: non importa chi sei, né da dove vieni. Solo se conosci la direzione dei tuoi desideri e non smetti di seguire la tua stella guida, la favola si avvera. Quanto c’è di tuo, delle tua storia in queste parole?

C’è tanto di mio in queste parole. Mi piace rincorre i sogni, e mi piace anche correre verso il mondo del sognare. Credo che alla fine ognuno possa raggiungere i propri sogni, nonostante le difficoltà che la vita ci può mettere davanti, alla fine conta quanto tu riesci veramente a prendere il meglio delle situazioni.

Ti abbiamo visto in svariate vesti. Dalla ragazza “plin plin”, pulita dentro e bella fuori, alla vincitrice di Ballando con le Stelle. Ti abbiamo vista come conduttrice delle Iene, del Festival di Montecarlo e di Tacco 12… Si nasce; per non parlare di Byblos e Radio Kiss Kiss. Quali sono adesso i tuoi piani, i tuoi obiettivi a breve termine?

Come obiettivi a breve termine c’è il programma, che parte domenica 5 ottobre, e si chiama “So glam, so you”, su La5, il canale femminile di Mediaset. Si tratta di una rubrica di approfondimento, un magazine tutto al femminile dove parleremo di fashion, make up, nails art, styling e parleremo addirittura di ricette di cucina molto veloci e divertenti per conquistare il proprio lui. Quindi tutte le domeniche, alle 10.40, su La5, mi raccomando.

E per il futuro? Sogni nel cassetto?

Sinceramente sto già vivendo un bellissimo sogno, e ora come ora non posso desiderare altro. Amo essere sorpresa dalla vita e sorprendere a mia volta, quindi sono pronta a tutto.

Sei un esempio di moda a 360°. Vari dall’essere elegantissima e super sexy, mostrandoti anche casual e acqua e sapone. Qual è il tuo stile, o quello che preferisci?

Nella quotidianità sicuramente preferisco la semplicità, poi mi piace essere come un camaleonte e trasformarmi in base al contesto, variando da un look elegante a magari un look più rock.

Saluti i nostri lettori, svelando cosa non può mai mancare mai nella giornata di Cristina Chiabotto?

L’affeto e l’amore. Nulla di più bello.

Auguro personalmente a Cristina Chiabotto una buona vita, che la sua favola continui come più desidera.

‘Girandolina’: un connubio tra viaggi e scrittura (INTERVISTA)

Unisci la passione per il viaggi e l’amore per la scrittura: così nasce “Girandolina“, il travel blog dedicato a chi non si stanca mai di viaggiare, di scoprire nuovi luoghi e conoscere culture, stili di vita ed abitudini differenti.

Per sapere di più riguardo a questo progetto, noi di Blog di Lifestyle abbiamo intervistato Elisa Gonfiantini, autrice di “Girandolina”, che si racconta condividendo esperienze e dispensando utili consigli.

Ciao Elisa, ti presenti ai lettori di Blog di Lifestyle?

Sono Elisa Gonfiantini, ho 33 anni e sono di Pistoia. Sono sposata dal 2007 con Alessio Barontini, mio compagno da 15 anni e da quasi 8 mio marito. Con lui ho creato Girandolina – il mio blog – che è online da metà 2012, anche se il boom lo ha avuto nell’ultimo anno: ora stiamo sfiorando le quasi 8.000 – 8.500 visite e abbiamo avuto un incremento dei followers anche sugli altri social network – instagram, facebook, twitter. Per questo siamo molto contenti.
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Perché hai deciso di chiamare il tuo blog “Girandolina”?

Innanzitutto perché è un nome simpatico, originale e facilmente ricordabile. Inoltre, Girandolina è il vezzeggiativo, il soprannome con cui mi ha sempre chiamata mio marito perché io ho da sempre la voglia di girare, di viaggiare: infatti questa passione ce l’ho fin da quando ero piccola.

Come è nata in te questa passione dei viaggi?

Ho iniziato a viaggiare con i miei genitori che avevo 7 anni. Siamo andati via via sempre più lontani, siamo stati anche un mese in Brasile e un mese a Santo Domingo: abbiamo proprio abitato lì – abbiamo preso una casa e conosciuto bene il posto.
Questa è proprio un’abitudine dei miei viaggi, alla quale mi hanno abituato i miei genitori e che uso anche quando vado in giro con Alessio: noi non facciamo il turista vero e proprio, ma cerchiamo di conoscere le abitudini del posto che si visita. Quindi io mi documento prima ed è tutto super organizzato, so gli orari dei vari siti di trasporti perché non conosco il posto e poi perché – intendiamoci – ora c’è un pò di crisi dappertutto. Uno giustamente va via meno giorni, per un fatto di lavoro e di soldi, quindi io cerco, nel minor tempo possibile, di vedere il più possibile.
Ovviamente facendolo con un turismo responsabile, che ho imparato appunto dagli insegnamenti dei miei genitori. Per esempio, in Brasile, ci siamo inseriti nella comunità del paesino in cui vivevamo: andavamo tranquillamente a fare la spesa nei loro posti e abbiamo fatto amicizia, anche se non parlavamo la lingua. Mia mamma mi ha sempre insegnato che se te vai in giro portando rispetto alle persone, di conseguenza le persone portano rispetto a te: se non fai il turista gradasso, egoista o pretenzioso – perché paghi e allora vuoi essere trattato in un certo modo – sei una persona tranquilla, una persona come tante altre, e vieni trattato di conseguenza.

Come mai hai deciso di aprire il tuo Blog? Qual è il tuo obiettivo?

Il motivo per cui ho aperto il blog è stato esclusivamente perché a me piace scrivere: infatti il mio sogno da bambina era diventare una scrittrice. Sogno che probabilmente in questi ultimi periodi si sta anche realizzando perché ho scritto delle sceneggiature per degli spettacoli, ho dei progetti a riguardo sempre intorno a Pistoia, nella promozione della città.
Metti insieme la passione dello scrivere e la passione del viaggiare: così è nato il blog. E poi Alessio è un fotoamatore, e le foto le fa bellissime.
Quando iniziammo a pensare al blog era il 2009-2010, non era ancora il boom dei blog come adesso. Poi, per altre vicissitudini si rimandò e il blog si aprì nel 2012: io dissi “guarda ce ne sono 25 milioni di blog, che vuoi che gli interessi alla gente del nostro”. Il primo anno è passato un pò in sordina – giustamente – perché non è che puoi pretendere tutto subito. Abbiamo visto i risultati adesso perché abbiamo molte visite, gente che ci chiama, che ci manda le mail, sono stata chiamata a fare dei blog tour nelle vicinanze: sono queste le soddisfazioni.
L’obiettivo è quello di migliorarsi sempre. Mio marito fa il programmatore, quindi gioco in casa. Il sito è molto semplice, lo ha fatto lui a mano, senza piattaforme. Il problema è che finché non era famoso andava bene in quella maniera, ora che sta iniziando ad essere usato non regge più – l’affluenza dei visitatori lo blocca. Quindi abbiamo dovuto scegliere di aggiornarlo: se tutto va bene entro fine gennaio dovremmo riuscire a farlo, sicuramente lavorando giorno e notte. Ho tantissimi articoli, non credevo di aver scritto così tanto. Devi sapere che sono la prima travel blogger dell’Italia, perché già quando andai via, a 7-8 anni, per il primo viaggio con i miei genitori, scrivevo sul diario della barbie: il primo travel blog di 30 anni fa quasi. Già allora mi piaceva scrivere, ricordarmi cosa avevo visto, cosa facevo, cosa mangiavo.

Tra i vari viaggi e le varie esperienze vissute, qual è quella più bella, che più ti ha colpita? Perchè?

Diciamo che sono due. Il mio viaggio, quello che ho sempre sognato da quando sono piccola, – e se vedi il blog si capisce – è l’Egitto. Io sono fissata con l’Egitto, ho tantissime enciclopedie che mi parlano della storia egiziana. Mi definisco una “egittologa autodidatta”: mi son studiata tutta la storia egiziana da sola. Inoltre, faccio danza del ventre da 7 anni. Quando siamo andati in crociera sul Nilo ho capito che quello era il mio posto e ho iniziato a piangere; anche quando ho visto le piramidi piangevo come una bambina. Poi ho avuto anche l’onore di poter ballare, di fare lo spettacolo davanti al capitano durante la crociera.
Ho fatto anche degli spettacoli teatrali sull’Egitto e ho scritto la sceneggiatura di Cleopatra. E anche quest’anno abbiamo dei progetti, in concomitanza con il blog: piano piano stiamo diventando importanti.
L’altro viaggio bello è stato il viaggio di nozze in Australia. Anche lì siamo stati via un mese. Ci è mancata solamente una città del nord e poi avremmo fatto il girotondo completo. Siamo partiti da Perth e poi abbiamo fatto tutto – est, ovest, sud -, ci mancava appunto il nord. Un mese, con viaggio organizzato, anche se noi di solito non facciamo viaggi organizzati, preferendo la tipologia fai da te.

Quali tipologie di viaggio hai sperimentato? Quale preferisci?

Le ho provate tutte le tipologie di viaggio: il viaggio organizzato, il viaggio in pullman, il viaggio in macchina. Per comodità preferisco il viaggio fai da te, perché ognuno ha il suo modo di viaggiare e i suoi gusti. Quando vieni omologata in un viaggio organizzato, dove non sei te che decidi, rischi di vedere cose che non ti interessano o le cose che ti interessano di vederle nel minor tempo possibile.
La cosa bella però è che nei viaggi organizzati di solito ti fanno vedere tante cose, ovviamente nel minor tempo possibile. In una giornata ti possono far vedere 4-5 siti – però un’ora a sito – cosa che se vai da sola ne vedi tre.
Sono tipologie di viaggio che dipendono anche dal carattere della persona: se è una persona un pò pigrona che non ha voglia di organizzarsele da sé, possono essere delle valide alternative.
Io, per ora, preferisco il fai da te.

Qual è stato l’ultimo viaggio? E il prossimo? Lo hai già programmato?

L’ultimo viaggio l’ho fatto a metà dicembre. Siamo stati ai mercatini di natale in Trentino: abbiamo fatto Merano, Bolzano, Bressanone – i classici mercatini.
Per il prossimo – mio marito mi ha fatto il regalo di San Valentino – andiamo a Bruxelles e a Bruges. Non ci sono mai stata, ma tutti quanti mi hanno detto che sono molto belle.

Hai da dare qualche consiglio da dare ai blogger emergenti e in particolare ai travel blogger?

Di blog ce ne sono tantissimi ora online, quindi la concorrenza è spietata. L’unica cosa che ti può differenziare dagli altri è innanzitutto la scrittura: se scrivi bene, in modo simpatico, in modo conciso. Poi ogni persona scrive in un modo differente, quindi non ti devi omologare agli altri stereotipi, ma devi trovare il tuo modo di scrittura, il tuo modo di farti conoscere, di far vedere al mondo quello che vedi con i tuoi occhi. Questa è già una differenziazione.
Poi l’utilizzo dei social network, per qualunque cosa. Se impari ad usare i social network in modo abbastanza buono, scrivi bene e scrivi cose vere – perché non è che puoi parlare di un posto se non ci sei andato – hai delle buone chance per farti conoscere.
Poi è fortuna, come tutte le cose: c’è chi l’ha avuta di più e chi l’ha avuta di meno.

E se i cartoni animati parlassero il dialetto romano? (INTERVISTA)

Credits: Facebook

Immaginate Holly e Benji, Lady Oscar e Frozen catapultati nella Roma di oggi, alle prese con code sul Raccordo, con il traffico quotidiano o semplicemente con lo stress cittadino che ogni giorno si respira nella Capitale. Ci hanno pensato Andrea, Cristina, Simone e Valerio a trovare la soluzione. Il risultato è una pagina divertentissima su Facebook dal titolo “Cartoni animati alla romana”, che vede protagonisti i nostri personaggi dell’infanzia trasformati nei più espliciti romani ‘de Roma’.

Noi Blog di Lifestyle abbiamo intervistato questi simpatici quatto amministratori che ci hanno svelato qualche curiosità sulla pagina dei record che in pochi giorni ha raggiunto i 30 mila ‘mi piace’, raccontandoci nostalgie di quei mitici cartoni animati con cui tutti siamo cresciuti.

Ciao ragazzi, vi presentate ai lettori di Blog di Lifestyle?
Ciao a tutti i lettori di “Blog di LifeStyle”! Siamo Andrea, Cristina, Simone e Valerio, quattro bei trentenni brizzolati (ovviamente tranne Cristina) di Roma, amministratori e ideatori della pagina FB “Cartoni Animati alla Romana”.

Come è nata l’idea di creare questa pagina che fonde il dialetto romano con i cartoni animati?
L’idea è nata durante una cena a trastevere tra un bicchiere di vino e una carbonara. Nel bel mezzo della cena ci sono tornati in mente i meravigliosi anni ’80 e tutti i vari cartoni che hanno accompagnato la nostra infanzia. È proprio a questo punto che, ricordando le mitiche e interminabili “sgroppate” di Holly e Benji, abbiamo pensato di associare il dialetto romano ai cartoni animati. Così il giorno successivo è nata la pagina Facebook.

Le cifre parlano chiaro: siete attivi da poco e avete raggiunto già quota 48 mila like su Facebook. Qual è il segreto del vostro successo?
Ci teniamo a precisare che è assolutamente un successo inaspettato, la pagina in pochi giorni ha raggiunto 30.000 fans e per noi è stato un risultato incredibile. Alla base c’è sicuramente la nostra spontaneità associata al dialetto e ai luoghi comuni della vita quotidiana.

Non tutti i fan della vostra pagina sono romani di Roma. Vi è capitato di dover spiegare le vostre divertenti parodie alle persone che non riuscivano a capire le parole?
Qualcuno si. Ad esempio in una vignetta abbiamo inserito la parola “pipinara” la quale ha suscitato dubbi e perplessità in alcuni dei nostri sostenitori. Fortunatamente però abbiamo dei fans molto attivi che interagiscono tra di loro e sono riusciti a spiegare il significato italiano della parola! Per chi non lo sapesse “pipinara” vuol dire caos/confusione!

C’è anche un po’ di nostalgia rivedendo questi cartoni animati anni ’80 nella vostra pagina. Avete qualche ricordo particolare legato a un personaggio della vostra infanzia?
Assolutamente. Per noi ragazzi c’è forte nostalgia dei mitici “Holly e Benji”, dove per vedere la fine di una partita dovevi aspettare almeno dodici puntate! Per Cristina invece, “L’incantevole Creamy” con il suo parimpampum, Georgie e quel bonazzo di suo fratello.

Secondo voi, cosa accadrebbe se nella realtà i personaggi dei cartoni si trovassero tutti i giorni a dover far fronte al caos cittadino di Roma?
Bella domanda! Gli vogliamo proprio male a questi poveri cartoni! Comunque diventerebbero sicuramente come noi, brizzolati a 30 anni, arrabbiati e soprattutto imparerebbero le parolacce in dialetto romano!

Salutateci con qualche parola in dialetto romano (ovviamente!).
Prima di salutare vogliamo ringraziare tutti i nostri fans che ci inviano messaggi stupendi tutti i giorni, grazie davvero di cuore a tutti! per concludere, come direbbe la nostra amata Biancaneve alla Romana, “Ciaone a tutti” e mi raccomando veniteci a trovare numerosi sulla nostra pagina FB “Cartoni animati alla Romana”! Bella pe tutti!

Credits photos: pagina Facebook ‘Cartoni Animati alla Romana’