mercoledì, 21 Aprile 2021

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Eleonora Sabet: “Benvenuti nel mio mondo” (INTERVISTA)

Eleonora Sabet è una ragazza stupenda, dai tutti particolari e con un mondo dentro pieno di storie da raccontare. Ha deciso di parlare di sé a tutti i lettori di Blog di Lifestyle.

Chi sei? Descriviti in poche parole:
Sono Eleonora, una ragazza normalissima. O meglio normale nel non normale. Sono un po’ fuori di testa, ma in senso positivo. Mi piace sperimentare cose nuove, conoscere persone nuove ed esplorare il mondo. Amo viaggiare. Ma quello che io posto sui miei profili social purtroppo non sempre racconta tutto di me: essendo una piattaforma pubblica non posso mettere tutto, non posso mettermi in mostra. Perché quando metti troppe cose in mostra di te la gente se ne approfitta, può metterti in cattiva luce. Per questo sono sempre stata sincera in tutto quello che condivido, ma conservo qualcosa per me.

Eleonora Sabet: "Benvenuti nel mio mondo" (INTERVISTA)

C’è qualcosa che non hai mai detto e che, invece, vorresti urlare al mondo intero?
Non sono solo omosessualità, video virali e fotografia. Sono molto altro, ma preferisco conservarlo per me.
Una cosa che vorrei dire a tutto il mondo è che io non sono, appunto, solo quello che gli altri vedono di me. Ma preferisco rimanere molto spesso in silenzio per non raccontare tutto. Sono molto timida, anche se non sembra.

Ti infastidiscono le etichette?
Sì, odio queste cose: odio etichettarmi in questo modo. Purtroppo, però, devo etichettarmi, solo perché viviamo in una società che ha bisogno di queste etichette.

3 aggettivi per definirti:
Timida, fuori dal normale, premurosa nei confronti degli altri. Tendo sempre a pensare prima agli altri e poi a me.

Qual è stata la difficoltà più importante che hai incontrato quando hai dovuto raccontare agli altri la tua omosessualità?
L’ostacolo più difficile, prima di dirlo apertamente, è stata la paura di perdere persone ed affetti. Sarebbe stato molto più semplice, ma io ho iniziato ad essere seguita da tante persone quando ancora non si sapeva. Ed è stato abbastanza traumatico perché ero iscritta su social in cui le domande erano sempre le stesse: “Sei lesbica?”.
Ecco perché ho passato un periodo in cui non l’ho detto a nessuno, fino a quando non sono arrivata al momento in cui ho deciso di raccontarlo al mondo intero. La mia paura più grande era perdere le persone che mi vivevano e mi conoscevano per “quella che ero”. Avevo paura di quello che avrebbero risposto o pensato di me. Ma alla fine ho pensato: “Perché non dirlo? Io sono questo, quindi mi dovranno accettare per quella che sono”.

Eleonora Sabet: "Benvenuti nel mio mondo" (INTERVISTA)

Come è nata e come vivi la popolarità adesso?
Non ricordo neanche come è nato tutto ciò. Sono sempre stata una persona con delle forti difficoltà nel relazionarmi con le persone. Sono stata vittima di bullismo, ho vissuto un po’ nascosta e paurosa. Ma da quando ho cominciato a postare foto, che poi in realtà sono foto semplicissime, con un minimo di effetto o qualche posa più carina, ho cominciato ad avere tantissime richieste di amicizia su Facebook. Non me l’aspettavo per niente. Ho messo i seguaci, l’unica opzione del social per avere ancora “amici” su FB dopo aver raggiunto il numero massimo, ma adesso abbiamo raggiunto numeri grandissimi. Non pensavo, davvero, saremmo arrivati a tanto.

Hai rinunciato a qualcosa o qualcuno da quando sei diventata popolare?
La mia vita sentimentale è diventata un po’ più complessa di prima. A volte devono stare attenta alle persone con cui mi relaziono. A volte ho paura che le amicizie o gli eventuali amori possano essere falsi. Anche se penso sempre positivo e in bene, e quindi non arrivo mai, a primo impatto, a pensare una cosa simile. Ma mi è capitato, ed è per questo che ci vado con i piedi per terra.

Sei molto legata ad un’altra ragazza molto famosa sul web, Eleonora (Cixi) Bosio, che ha partecipato ad XFactor, e hai anche un bel rapporto con iPantellas. Cosa ci puoi raccontare di più?
Lei l’ho conosciuta su Facebook, è un’amicizia che è nata sul social e adesso sta crescendo ogni giorno di più.
Con iPantellas (e tantissimi altri youtube o ragazzi del web) è nata una collaborazione importante. Ecco il video, di cui sono fortemente orgogliosa:

Sui social, quanto possono essere belli e veri i rapporti?
Possono nascere forti amicizie, ma dipende da chi hai davanti. C’è uno schermo che ci divide, e a volte è facile offendere o criticare qualcuno. Ma tutto il resto è bellissimo, così tanto che supera oltremodo il male.

Quanto peso dai alle critiche e all’odio della gente?
Ho sperimentato un meccanismo di difesa: uno, l’odio non fa parte di me. Ma moltissimi sono quelli che lo vivono come sentimento dominante. Se mi odi così tanto non dovresti neanche dedicarmi due minuti del tuo tempo. E poi, se c’è qualcuno che mi odia davvero, per la reciprocità degli opposti, dall’altra parte c’è qualcun altro che mi ama alla follia.

Eleonora Sabet: "Benvenuti nel mio mondo" (INTERVISTA)

Make-up e moda: chi è Eleonora?
Mi vesto come mi va, vado molto a senso e sensazione. Non sono una persona che va in giro con l’idea o la preoccupazione per cui la gente possa commentare o criticare in base a quello che indossi. Quindi mi vesto come mi piace. Per quanto riguarda il make-up non metto nulla di che, sono molto semplice e non metto niente.

Progetti futuri?
Tanti, tantissimi. Ma #staytuned perché ne vedrete delle belle.

Cyprien Richardi: ‘Tirate fuori il that’s all che c’è in voi’ (INTERVISTA)

Credit Photo: Facebook

Cyprien Richardi ha dato vita ad un blog di moda che lo vede protagonista a 360 gradi. In cyprienthatsall.com esprime tutta la sua personalità, e cerca di trasmettere a chiunque lo segue quello che per lui rappresenta la moda: il mezzo per fare la differenza in un sistema che ci vuole tutti uguali. Ecco cosa ha raccontato in esclusiva a Blog di Lifestyle.

– Ti conosciamo grazie a al tuo blog cyprienthatsall.com. Ci racconti cosa ti ha condotto ad aprire questo blog? Perché si chiama così?

Cyprienthatsall è nato a febbraio.
Ho avuto un’esperienza precedente con un socio che però è andata male. E così ho deciso di dare vita ad una qualcosa di innovativo è che fosse interamente improntato su me stesso. That’s all è tratto dalla battuta de “Il diavolo veste Prada”.
Quando ho incontrato la Signora Anna Wintour alla Fashion Week di Parigi, a febbraio di quest’anno, l’ho fermata per raccontarle perché il mio blog si chiama così. Lei ha sorriso e mi ha ringraziato tanto.

Ormai that’s all sta diventando un luogo comune per indicare una persona originale e che intende uscire dalla mischia. Quando i miei amici mi dicono: “Cyprien, ho conosciuto una persona che ti somiglia molto.” Io rispondo: “Sì, ma non ha il that’s all”. Quel valore aggiuntivo che vorrei avessero tutte le persone che mi seguono.

– Cosa ne pensi delle nuove tendenze emerse dalle fiere di moda?

Le nuove tendenze sono molteplici. Quello che io adoro è il ritorno del capo sartoriale. Ma cerco di rivisitarlo secondo il mio gusto: amo mixare la classe e l’eleganza allo stile sportivo.

– Come definisci il tuo stile?

Cerco di prendere tutto ciò che il mercato del fashion mi consiglia e di rivisitarlo.
Il sistema ci vuole tutti uguali, mentre io cerco di fare molta ricerca per poter poi rielaborare i capi in base alla mia personalità. Ma si tratta di un lungo percorso interiore ancor prima che esteriore.

– Qual’è il must have di questa estate?

I completi.
Io adoro molto i completi: maglietta o canotta, pantaloncino e giacca. Ma con delle stampe particolari, ricercate. Arricchiti con dettagli che rendono l’outfit fresco, giovane e che rispecchi la propria immagine.

– Quali sono le novità che riguardano la tua sfera del tuo lavorativa?

Cyprien that’s all sta diventando anche un brand.
Sto lavorando per questo adesso. Saremo pronti a gennaio, ma chi segue il mio blog ha già modo di vedere un progetto a cui tengo molto: i papillon. Assieme ai cappelli, i papillon sono uno degli accessori che più amo, e adesso sto lavorando a qualcosa di mio per dare vita ad una collezione molto personalizzata ed esclusiva. Poi c’è in atto anche un altro progetto che uscirà anch’esso a gennaio per l’Expo 2015: biciclette, elettriche e personalizzate. L’idea è di biciclette che possono essere vestite.
Una grande novità sono i miei look interattivi: con un click è possibile acquistare tutto.

– C’è qualcuno a cui ti ispiri per il tuo lavoro? Un modello che segui?

Io non ho miti. Il mito di me stesso sono io. Voglio arrivare a fare delle cose importanti, e per farlo bisogna credere molto in se stessi e vivere intensamente la propria vita: viaggio spesso, e questo è anche un modo per seguire il flusso, ricercare, e rielaborare, per dare vita a qualcosa di esclusivo.

– Saluti i nostri lettori lasciando loro un consiglio?

Cari lettori, cercate sempre di tirare fuori il that’s all che c’è in voi.

Milano Vintage Week: secondo e terzo giorno (INTERVISTA)

Il secondo giorno della vintage Week è terminato, ma è assolutamente stato una conferma delle meraviglie che ci aveva riservato il primo.
Inutile resistere a questo viaggio del tempo, che inizia non appena si varca la soglia dello show-room, e che lascia senza parole. Ogni cosa, dagli abiti agli accessori, ai pezzi unici di design d’altri tempi, catturano l’attenzione e la curiosità, e ricostruiscono la storia del glamour del ‘900.

L’atmosfera profuma di grande occasione. Grande occasione per chi è appassionato di moda e stile, grande occasione per chi vuole fare un viaggio del tempo rimanendo fermo, per chi ha voglia di staccarsi dalla frenesia della città e buttarsi nei colori vintage degli stand. Grande occasione anche per chi non comprende a pieno il termine vintage e, con questa occasione, vuole scoprire ogni sua sfaccettatura.

La Milano Vintage Week è una grande occasione anche per tutte le opportunità d’incontro che offre. L’agenda della settimana è, infatti, fittissima.
Ieri è stata la giornata di Aura Nobolo, giornalista, scrittrice ed esperta di savoir-faire, che ha iniziato il suo imperdibile ciclo d’incontri dedicati a come ricevere, sposarsi e gestire il denaro con stile.

Le abbiamo fatto alcune domande.
Secondo lei cosa è lo stile?
Semplicità.I miei libri non parlano di galateo ma di educazione (buona) e per questo sono molto vintage oriented.

Oggi ha parlato di ‘ricevere con stile’, quale è l’errore più comune quando si sceglie di organizzare la cena?
Il rischio è di esagerare: con il menù, con gli invitati, con le proprie risorse. Anche in questo caso la semplicità è l’arma vincente. Basta un piatto solo cucinato con attenzione per rendere una cena indimenticabile. Le regole sono poche ma ferree.

Ad esempio, quali?
Non dire buon appetito, a meno che non ci si trovi negli States o in Francia. Ci sono ragioni storiche che sconsigliano di utilizzare questa espressione in Italia, e risalgono al feudalesimo, alle rare occasioni in cui i signori offrivano il cibo ai servi della gleba dicendo loro ‘buon appetito’.

A proposito di cene, come si distribuiscono gli ospiti intorno alla tavola?
Alla destra della padrona di casa va posto sempre l’uomo più importante o il più anziano della serata. Alla sua sinistra il meno conosciuto perché lei lo possa introdurre agli ospiti. Alla destra e alla sinistra del padrone di casa, le consorti dei due precedenti. Le coppie rigorosamente separate per muovere la conversazione. In questo tipo di gestioni gli inglesi sono maestri.

Di cosa parleranno i prossimi incontri che terrà?
Uno sarà “posso, non posso e potrei”, tratta di come vivere con stile, indipendentemente dalla condizione economica. Parleremo poi di come sposarsi con stile, perché anche in questo ambito è necessario molto equilibrio per non cadere nel trash, che è sempre in agguato, ancor più in queste occasioni.

Ecco, infine, gli altri incontri della Milano Vintage Week che si terranno oggi, venerdì 11 aprile:
– 12.00 – 20.00 Vintage make-up day a cura di Caterina Todde make-up artist e consulente d’immagine
– 12.00 – 20.00 Lush Time: scoprite i cosmetici freschi e fatti a mano come una volta. Lush offre a tutti un profumato e golosissimo trattamento di bellezza per le mani.
– 15.00 “Ricevere con stile” a cura di Aura Nobolo
– 16.00 “Alla scoperta dei bijoux vintage” a cura di Bianca Cappello
– 18.00 “Sposarsi con stile” a cura di Aura Nobolo.

Da non perdere.

[Credit: direttore organizzativo Milano Vintage Week]

Una nuova forma d’arte, il cake design (INTERVISTA)

Credits: linusice.it

Il cake design, l’arte di decorare in modo stravagante e d’impatto torte e cupcake, è entrato a buon diritto anche nella cucina italiana, da sempre aperta ad accogliere le novità culinarie con entusiasmo.

Arte perchè i pasticceri che si cimentano in questa pratica sono assimilabili ad artisti: scultori, pittori e architetti della pasta da zucchero, maestri nel modellare glasse colorate e ballerini tra nuvole di zucchero a velo.

Questa pratica, in realtà, pone radici nella storia moderna, nascendo in Francia nelle case aristocratiche del 18esimo secolo che amavano circondarsi di fasto, anche nel cibo. Nel corso del 1840 poi, l’avvento dei forni a temperatura controllata e la produzione di bicarbonato di sodio e lievito, fecero si che le torte fossero sempre più facili da preparare e le ricette si moltiplicarono, anno che coincide con il matrimonio della Regina Vittoria con Alberto di Sassonia, in occasione del quale venne realizzata una torta imponente, la madre di tutte le torte decorate e del cake design.
Il cake design così ha vissuto e preso piede sempre più nella storia, fino ad arrivare agli anni 2000 quando, grazie soprattutto a diversi programmi tv, come i famosissimi “Il boss delle torte“, “Torte da record“, “Ace of Cakes“, le torte decorate sono entrate nelle case di tutto il mondo, accendendo il desiderio di assaggiarle o realizzarle a sempre più persone.

E così questa passione ha colpito anche Mary Corsaro che ha aperto da poco un negozio, quasi per sfida, che invece sta avendo un certo successo e gestisce la pagina Facebook “Le torte son desideri“.
Noi di Blog di Lifestyle abbiamo pensato di farle qualche domanda per capire ciò che sta dietro alle buonissime Red Velvet che fa impazzire così tanti palati.

Come spiegheresti il cake desing ad una persona che non lo conosce?

Il cake design, molto semplicemente è l’abbellimento estetico di una torta. C’è una doverosa distinzione da fare tra cake design e sugar art che risulta essere la lavorazione della pasta zucchero per realizzare delle sculture ma questa essendo composta da solo zucchero è sicuramente molto scenografica ma poco mangiabile.

Come ti è nata questa passione?

Da internet, in un periodo un po’ buio ho trovato navigando le immagini di queste torte stupende che mi piacevano molto ed ho voluto provare. È nata la voglia di creare qualcosa con le mie mani, di realizzare qualcosa di concreto per gli altri e per me stessa.

Cosa consiglieresti a chi vuole iniziare?

Tanta passione e pazienza, visualizzare ciò che si vuole realizzare e non scoraggiarsi di fronte ai primi normalissimi insuccessi.

L’amore per il cibo è diventato un’ossessione per la società dei nostri anni. Come mai secondo te?

Si cercano sempre più momenti di convivialità e il cibo è una delle poche cosa in grado di unire le persone. Inoltre è un modo di dare libera uscita alla fantasia, cosa di cui si sente sempre più il bisogno.

Perché il cake design ha così tanto appassionato tutti? Forse perché spesso si fotografa il cibo senza mangiarlo e quindi l’estetica ha preso il sopravvento sul gusto?

Si ha bisogno sempre più di qualcosa che appaghi prima l’occhio e poi il palato, cosa che rispecchia la società moderna, la continua ricerca della perfezione. Io credo invece che la perfezione non esista: preferisco che la torta, il muffin o il cupcake che presento ai miei clienti siano buoni con magari qualche imperfezione, piuttosto che perfetti ma immangiabili.

Preferisci una torta a 5 piani tutta colorata o la classica torta della nonna? Quanto cambia nel gusto con questi due metodi diversi?

Le preferisco entrambe perché sono adatte ad occasioni diverse. Inoltre ci sono torte piccole sorprendentemente complesse, con lavorazioni particolari e tempi lunghi, quindi anche ciò che sembra semplice in realtà richiede molto sforzo e dedizione. Una metafora della vita.

Qual è il tuo dolce del cuore?

La Red Velvet, senza dubbio.

Hai un trucchetto che vorresti condividere con noi?

Partite da una pallina, solo nel momento in cui hai in mano una pallina di pasta di zucchero, visualizzandola si riesce a creare ciò che si vuole, sempre non avendo la pretesa di realizzare una principessa la prima volta. Il trucco sta nell’accontentarsi di se stessi e scoprire i propri limiti e mettere in tutto ciò che si fa. Tanto amore, poi, che è l’ingrediente essenziale per qualsiasi dolce.