mercoledì, 29 Aprile 2026

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Le candele che riproducono le atmosfere dei libri (FOTO)

Se amate le candele profumate e adorate leggere bei libri, allora questo è il regalo perfetto per il vostro Natale. Ecco arrivare, in versione super originale, delle candele capaci di riprodurre le atmosfere dei romanzi più avvincenti: ci sono gli aromi che ricordano Hogwarts, la scuola di Magia di Harry Potter; le candele che, invece, riproducono il bosco della saga “Outlander”. Per ognuna un’emozione diversa, una scena, un luogo, una storia.

Quante volte, leggendo le pagine del vostro preferito, avete pensato “Ma come sarebbe essere lì, con i personaggi della storia, a vivere le loro stesse sensazioni?” Da oggi sarà possibile. Book Riot suggerisce un modo molto innovativo e originale per ricreare le atmosfere dei libri che più amiamo grazie alle candele profumate.

C’è la versione “Winter at Hogwarts”: un profumo di “sidro speziato, castagne e un’aroma di qualcosa che potrebbe facilmente essere Burrobirra”, per ricordare Harry Potter. Ed ecco che, una volta accesa e lasciata sprigionare la sua fragranza, sembrerà proprio di essere lì, accanto ai personaggi della Saga.

Prugna, cachi e muschio di quercia sono gli odori e i sapori più della candela “Lev Tolstoj Library Candle”, che sembra riportarci in una libreria russa durante l’inverno. La “Winter in Narnia”, perfetta per ricordare la foresta innevata, con un profumo di abete, infuso di pino e legno di cedro.

E, per chi volesse catapultarsi nel salotto del 221B di Baker Street, casa del celeberrimo Sherlock Holmes, ecco le candele profumate “Sherlock’s Study”, con l’odore di tabacco di pipa, legno di ciliegio e pioggia. La “Little Women Coffee Candle”, invece, è perfetta per la famiglia March. La candela “Jamie Fraser Candle from Outlander”, con gli aromi di muschio e pino, tenta di ricreare le atmosfere della saga “Outlander” della scrittrice Diana Gabaldon.

Candele profumate: un regalo perfetto per Natale, tra colori, profumi, sapori e libri.

[Fonte: liberiamo]

Il Lush Prize 2015 va a una ricercatrice italiana

È italiana la vincitrice della quarta edizione del Lush Prize: la compagnia Lush, da sempre impegnata nella produzione di prodotti cosmetici non testati sugli animali, per il 2015 ha scelto di donare la cifra di 450.000 sterline a sostegno delle realtà scientifiche che lavorano per l’abolizione della sperimentazione sugli animali e per la promozione stessa di alternative più efficaci e salutari.

Tra i vincitori del premio, che provengono da nove diversi Paesi del mondo, figura Elena Kummer, una giovane ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano che ha messo a punto un progetto di ricerca sugli allergeni, guadagnandosi ben 10.000 sterline. “Sono davvero molto orgogliosa di questo riconoscimento – ha detto la Kummer – che potrà rappresentare un passo avanti nell’abolizione della sperimentazione sugli animali in ambito cosmetico“.

Obiettivo del progetto italiano è quello di realizzare un metodo basato sull’uso di una linea cellulare per la valutazione del potenziale sensibilizzante di composti chimici per la valutazione della loro potenza e “rimpiazzare il Test del Linfonodo Locale (Llna) in uso all’oggi che prevede l’utilizzo del topo per l’identificazione e la caratterizzazione del potenziale allergico delle sostanze immesse sul mercato”.

Il Lush Prize, in genere destina un fondo di 250.000 sterline a progetti mirati all’eliminazione della sperimentazione animale nella tossicologia, ma vista l’eccellenza dei quelli presentati quest’anno, è stato deciso di aumentare il premio di ben 200.000 sterline.

Per la presente edizione, è stato assegnato per la prima volta anche il premio Black Box a 5 ricercatori per una prima mappatura dei “passaggi chiave della tossicità umana”: è stato, infatti, sviluppato un nuovo test tossicologico che identifica come le reazioni tossiche si evolvono nell’organismo umano, senza fare riscorso alla sperimentazione sugli animali. Un altro grande passo verso un domani in cui la scienza molecolare superiore potrà sostituire del tutto l’obsoleta tecnologia dei test di laboratorio sui mammiferi vivi.

Hiv: aumentano i casi in Italia

photo credits: datamanager

In vista della giornata mondiale contro l’AIDS, che si terrà martedì 1 dicembre, il Centro Operativo Aids dell’Istituto superiore della sanità rende noti alcuni numeri riguardanti i casi di HIV e AIDS in Italia.

Ogni 100 mila abitanti si scoprono 6,1 nuovi casi di sieropositività, i più colpiti sono i giovani tra i 25 ed i 29 anni di età.
Per l’84% dei casi la trasmissione del virus è avvenuta tramite rapporti sessuali non protetti dall’utilizzo del preservativo, sia all’interno di rapporti eterosessuali ed omosessuali uomini. Nella maggior parte dei casi, i pazienti hanno riscontrato la loro sieropositività eseguendo il test per svariati motivi.
Solo il 26,4% ha effettuato il test a seguito di una sintomatologia che facesse pensare al virus dell’HIV. Il 21,6 % ha eseguito il test dopo un comportamento a rischio e il 10% ha scoperto di essere affetto durante accertamenti per un’altra patologia.

Parlando invece dell’incidenza del virus, l’Italia è al dodicesimo posto in una classifica che comprende tutti i paesi dell’Unione Europea. Un dato importante e comunque allarmante che si concentra maggiormente in alcune regioni della penisola, come Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna.

Diminuisce l’incidenza sulle donne affette da HIV in Italia ed i decessi delle persone colpite da questa malattia.
Il 27,1% delle persone positive al virus nel nostro paese è di nazionalità straniera, con una maggiore incidenza nelle regioni di Lazio, Campania, Molise e Sicilia. Tra gli stranieri, però, la percentuale maggiore dei casi è costituita da eterosessuali donne.

Risulta preoccupante il fenomeno della scoperta della malattia in tempi lunghi e di conseguenza un intervento che spesso giunge in ritardo rispetto alla sua diffusione.
L’unica soluzione per proteggere la nostra salute e noi stessi in maniera completa, rimane il preservativo. Ricordiamocene sempre e non solamente in prossimità della giornata mondiale contro l’AIDS.

La Tailandia ha qualcosa che tutti dovremmo invidiare

La Tailandia ha qualcosa in più, più di tutti quanti i paesi del mondo. Che noi non ci saremmo mai aspettati di trovare. La Tailandia è un paese che sa ridere, e lo vuole insegnare a tutti noi.

Sembrano essere tutti allegri, tutti divertiti. Ci sono tanti sorrisi e buonumore nell’aria. Naturalmente, le persone si divertono ovunque. Ma in Thailandia è diverso. Ogni cultura ha una parola per indicare il divertimento, basti pensare all’inglese “fun”, ma la parola tailandese usata per indicare quel significato, sanuk, ha un senso differente: indica “un’attività intrinsecamente preziosa”.

Sanuk si può trovare dappertutto in Tailandia: nei negozi, per le strade, nei luoghi pubblici. “La traduzione di ‘divertimento’ non rende giustizia davvero alla parole sanuk”, ha detto William Klausner, un antropologo americano che ha vissuto in Thailandia per decenni. “Non si riesce a catturare la magia di questo aspetto piuttosto unico della cultura tailandese”, ha commentato.

I viaggiatori possono vedere sanuk in piena fioritura durante il festival annuale per il Capodanno di Songkran. In Thailandia qualsiasi cosa si faccia deve possedere una certa dose di Sanuk, anche il lavoro, per quanto duro e pesante possa essere. Questo spiega perché la maggior parte dei volti in Thailandia sia caratterizzato dal sorriso, proprio perché questo popolo tende ad affrontare i propri compiti con atteggiamento allegro e ottimista.