martedì, 22 Settembre 2026

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Le persone intelligenti hanno tutte una cosa in comune: rimangono sveglie fino a tardi

Le persone intelligenti hanno un particolarità: la sera vanno a letto più tardi di tutti gli altri “comuni”.
È ciò che hanno confermato gli studiosi di “Psychology Today”: “Le persone intelligenti hanno più probabilità di essere dei notturni rispetto alle persone con punteggi QI più bassi. In uno studio eseguito su giovani americani, i risultati hanno mostrato che le persone intelligenti vanno a letto più tardi nei giorni feriali e nei fine settimana rispetto ai loro omologhi meno intelligenti.”

In “Studio Magazine”, Satoshi Kanazawa, uno psicologo presso la London School of Economics and Political Science, ha riferito che la media QI e i modelli di sonno sono sicuramente legati, dimostrando che quelli che restano a lungo sotto la luna sono, infatti, più intelligenti.
La sua analisi risale a tempi antichi, affermando l’idea che anche in epoche primitive, l’influenza della luna fosse uno dei fattori più “utilizzati” per ricerche e studi sull’essere umano.

È la luna che ci regala le emozioni più belle, gli amori più nascosti e il miracolo delle stelle. È la luna che cambia le maree, che scende su di noi con la sua potenza infinita e misteriosa. È la luna che ci aiuta, che ci apre la mente.

Questi risultati sono riportati da “Studio Magazine”, quando si va a dormire e quando ci si sveglia?

Poco intelligenti (QI <75)
Giorno della settimana: 23:41 – 7:20 am
Week-end: 00:35 – 10:09 am

Normale (90 <QI <110)
Giorno della settimana: 00:10 – 7:32 am
Week-end: 01:13 – 10:14 am

Molto intelligenti (QI> 125)
Giorno della settimana: 00:29 – 7:52 am
Week-end: 01:44 – 11:07 am

Quelli con QI inferiore a 75 vanno a letto intorno alle 23:30 nei giorni feriali, mentre quelli con un QI oltre 125 aspettano circa un’ora.

“La sera è il momento più bello: per rilassarsi e ascoltare un po’ di musica con del vino rosso, per innamorarsi, per studiare, per osservare il mondo. È il momento della giornata che preferisco”, confermano gli intervistati.

Cancro al seno, uno studio italiano svela la causa delle metastasi

Questo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cancer Research, potrebbe essere la chiave per sconfiggere il cancro al seno, che, nonostante le alte probabilità di sopravvivenza, è responsabile ancora del 16% di tutte le morti per cause oncologiche.

I ricercatori dell’Istituto nazionale tumori di Milano hanno individuato un nuovo meccanismo responsabile delle metastasi nel tumore del seno. Alla base del processo c’è l’osteopontina, un’insospettabile proteina, normalmente presente al di fuori delle cellule e coinvolta nella regolazione di diversi processi fisiologici.

Questa proteina chiave ha un “lato oscuro“, mostrando una doppia personalità, un po’ come il Dottor Jekyll e il suo alter ego cattivo Mister Hyde nel celebre romanzo di Robert Louis Stevenson, perché viene prodotta anche dalle cellule tumorali, e ne assicura la loro sopravvivenza in ambiente ostile, e quella prodotta dalle cellule mieloidi del sistema immunitario, globuli bianchi che invece di rilasciare osteopontina all’esterno, la trattengono dentro la cellula, che contribuisce alla loro attività immunosoppressiva, cioè protegge le cellule tumorali che stanno formando la metastasi dall’attacco immunologico.

Lo studio è stato condotto prima in laboratorio su animali, è stato poi esteso all’analisi delle metastasi polmonari di pazienti con carcinoma al seno. In queste metastasi è stata confermata la presenza di cellule contenenti osteopontina. “Questa scoperta“, ha dichiarato Mario Paolo Colombo, direttore della Struttura complessa di Immunologia molecolare dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano, che ha guidato la ricerca, “sarà rilevante per sviluppare futuri farmaci in grado di contrastare le molteplici azioni dell’osteopontina nello sviluppo delle metastasi“.

Lo studio ha svelato un importante tassello del puzzle metastasi e, di conseguenza, ha aperto la strada alla ricerca di vie più efficaci per rendere vulnerabile il cancro proprio quando sembra diventato invulnerabile.

I meccanismi che rendono le cellule tumorali “invincibili” e “migranti” nell’organismo dopo essere state quasi distrutte dalle cure, sono l’oggetto dei numerosi studi in laboratori di tutto il mondo. Chemio-prevenzione o cibo-prevenzione, diagnosi sempre più precoce, cure super intelligenti e, infine, blocco dei meccanismi alla base delle metastasi. Il finale deve essere la vittoria sul cancro e siamo un passo avanti rispetto a ieri.

Un’aspirina al giorno leva il tumore di torno

filippo-ongaro.it

Assumere ogni giorno per almeno 10 anni una piccola dose di aspirina – 75 mg – aiuterebbe a prevenire la formazione di neoplasie.

A dimostrarlo uno studio comparato compiuto dai ricercatori della Queen Mary University of London e pubblicato su Annals of Oncology. Gli scienziati hanno condotto un’indagine incrociando i dati di altre 200 ricerche sviluppate a loro volta con il fine di scoprire gli effetti che l’assunzione di aspirina comporta sulla salute umana.

I risultati sono stati sorprendenti: grazie all’acido acetilsalicilico – elemento chimico di cui è composto il farmaco – il numero di casi e di decessi per tumori all’intestino, allo stomaco e all’esofago si è ridotto di circa il 30-40%.

Non solo: l’assunzione di aspirina sarebbe anche la principale responsabile di benefici prodotti in pazienti malati di cancro alla prostata, al seno e ai polmoni. “Prendere un’aspirina al giorno è la cosa più importante che possiamo fare per ridurre il rischio di sviluppare neoplasie dopo smettere di fumare e ridurre l’obesità” sostiene Jack Cuzik, leader della ricerca.

Un’azione quotidiana semplice ed elementare, come bere un bicchier d’acqua. Che però può portare benefici enormi per la salute umana e la prevenzione contro tumori e metastasi.

Affinchè faccia sentire i suoi effetti però, l’aspirina deve essere assunta con regolarità: i soggetti adulti sani con più di 50’anni dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di assumerne una piccola quantità ogni giorno, per un minimo di tempo di 5 anni e fino ad un massimo di 10.

Sempre facendo attenzione alle controindicazioni che ogni farmaco possiede. Anche l’aspirina infatti ha i suoi effetti collaterali: la riduzione della capacità coagulativa del sangue può portare a emorragie, gravi e non. Quindi il farmaco è consigliato si assumerlo, ma con moderazione. E sempre sotto lo stretto controllo medico.