venerdì, 4 Aprile 2025

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15 cibi utili per migliorare la concentrazione (FOTO)

Concentrazione: inutile dire che al giorno d’oggi è davvero difficile trovarla. Gli impegni sono davvero troppi e quando sono meno, è sempre facile distrarsi. I primi nemici sono la stanchezza, la mancanza di sonno, il calo di zuccheri. Infatti seppur attenti ai cibi che acquistiamo, spesso e volentieri siamo influenzati più che dai valori di un alimento, dal suo aspetto. E allora, prima di imboccare la strada verso il negozio di fiducia, buona norma è scegliere cosa comprare, rispondendo ad una semplice domanda: quali sono i cibi che aiutano a migliorare la concentrazione?

Prendete carta e penna e iniziate a scrivere la prima lista della spesa del nuovo anno. Noi di Blog di Lifestyle vi proponiamo quindici alimenti che fanno proprio al caso vostro.

Cioccolato fondente e caffè
Credits photo: www.greenme.it
Credits photo: www.greenme.it

Non si tratta di un semplice sfizio. Alimenti come il cioccolato fondente e il caffè, aiutano davvero a sentirsi meno affaticati e resistere al sonno, grazie alla presenza dell’adenosina. Buona norma è però quella di non eccedere, perché sopratutto la caffeina, se assunta in eccesso, provoca nervosismo. Il cioccolato fondente che contiene invece magnesio e potassio, risponde sopratutto al bisogno di zuccheri e servendosi dei flavonoidi, in particolare del catechine, aiuta l’organismo a combattere trombosi, ipertensione e infiammazioni.
Mentre per mezzo della teobromina si avverte un senso di appagamento e benessere interiore. Da non dimenticare che questa sostanza è anche diuretica, cardiotonica e vaso dilatatoria. La concentrazione, invece, viene stimolata dalla feniletilamina.

Salmone
Credits photo: guidecucina.pianetadonna.it
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Fondamentali per l’organismo sono gli Omega 3, contenuti sopratutto nel salmone, ma anche in sgombro, sardine, alici e aringhe: questi aiutano a migliorare il livello di attenzione e la capacità mnemonica. Inoltre questi cibi sono particolarmente consigliati per prevenire malattie come ictus e demenza. Gli acidi contenuti in grandi quantità nel salmone, invece, sono utili per l’abbassamento del livello di colesterolo.

Bacche di goji
Credits photo: www.lettera43.it
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Di provenienza cinese, le bacche di goji, sono denominate, soprattutto per le proprietà antiossidanti, come il frutto della longevità. Infatti, ricche di vitamina A, agiscono contro i radicali liberi e allontanano la fatica, preservando così anche la nostra concentrazione. Mentre, le vitamine del gruppo B all’interno agiscono da calmante.

Semi di girasole, zucca e lino
Credits photo: www.viverealtop.net
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Il livello di concentrazione e memoria viene, in particolar modo, incrementato dai semi oleaginosi, tra cui quelli di girasole, zucca e lino.

Nello specifico, i semi di girasole regolano l’umore e il sonno, servendosi del tripofano, un amminoacido, che viene trasformato in seratonina dal cervello e mentre la alla tiamina, vitamina del gruppo B, migliora le capacità mnemoniche e cognitive.

I semi di zucca, invece, sono ricchi di zinco, che agisce positivamente sulla memoria e le abilità cognitive, fitosteroli, che abbassano i livelli di colesterolo nel sangue e rinforzano la capacità dell’organismo di lottare contro i tumori, e triptofano, un aminoacido che aiuta a combattere la depressione e a migliorare il tono dell’umore

I semi di lino contengono buone quantità di magnesio, vitamine del gruppo B, acidi grassi Omega-3 e fibre. Tutte queste sostanze migliorano la concentrazione e sono benefiche per il cervello.

Noci
Credits photo: guidecucina.pianetadonna.it
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Conosciute come il cibo del cervello, le noci contengono gli acidi grassi che ne determinano il corretto funzionamento e diminuiscono il livello di colesterolo cattivo nel sangue. Importanti elementi di questo frutto secco sono anche la vitamina E, utile per ridurre i segni del tempo, come i radicali liberi e il ferro, che favorisce la prontezza mentale.

Banane e mele
Credits photo: www.lucasardellaejanira.it
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“Una mela al giorno leva il medico di torno” e non solo. Fondamentale è mangiare questo frutto per migliorare le funzionalità della memoria, grazie alla quercitina, un potente antiossidante contenuto nella buccia. Inoltre se si abbina il consumo della mela a quello della banana, è possibile aumentare il livello di concentrazione, ridurre l’acidità di stomaco, favorire il metabolismo e contrastare fenomeni quali ipertensione e nervosismo eccessivo.

Mirtilli
Credits photo: www.bergamopost.it
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Altro importante cibo del cervello sono i mirtilli, che contengono i polifenoli, ricchi di proprietà antiossidanti per il contrasto dei radicali liberi. I mirtilli, come le banane, contengono anche potassio, che aiuta a diminuire gli effetti di malattie come il morbo di Alzheimer e la demenza e migliora le capacità mnemoniche.

Avocado
Credits photo: autmillennium.org.nz
Credits photo: autmillennium.org.nz

Frutto esotico che migliora la concentrazione è l’avocado. Grazie alle ottime quantità di fibra e grassi monoinsaturi, l’avocado riduce inoltre la possibilità di contrarre malattie cardiache. La vitamina E invece è fondamentale per contrastare i segni dell’invecchiamento.

Cereali integrali
Credits photo: esseresani.pianetadonna.it
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Sia i cereali integrali che altri tipi di alimenti a base integrale, non solo sono considerati salutari per una dieta nutriente, ma annullano anche l’effetto soporifero post pranzo rilasciato da cibi non integrali. Inoltre contengono la vitamina E e la tiamina, che migliora la memoria e la capacità di apprendimento.

Legumi
Credits photo: www.lucasardellaejanira.it
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I legumi, seppur non abbiamo l’aspetto invitante, sopratutto per i bambini, sono ricchi di zuccheri “complessi” o a indice glicemico basso, che consentono di controllare la percentuale di glucosio nel sangue e allo stesso tempo di nutrire il cervello senza causare ipoglicemia reattiva. Tra i legumi, i ceci sono quelli che apportano dei vantaggi consistenti alle funzionalità del cervello, grazie alla presenza di magnesio e potassio.

Uova
Credits photo: http://tuttopercasa.pianetadonna.it/
Credits photo: http://tuttopercasa.pianetadonna.it/

Le uova contengono importanti proteine come fenilalanina, che convertita in tirosina, aiuta ad incrementare il senso di motivazione, piacere, energia, prontezza e gratificazione. Ma non solo. Il tuorlo, in particolare, è ricco di luteina, zeaxantina e colina, che contribuisce al rafforzamento della memoria centrale oltre che a salvaguardare la salute del cervello.

Broccoli, Cavoli e Cavoletti
Credits photo: simple.wikipedia.org
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Il cibo della memoria per eccellenza sono i broccoli, i cavoli e i cavoletti, che migliorano le abilità nel parlare, mantengono alti i livelli di attenzione, favoriscono la concentrazione e contengono acido folico, indispensabile per mantenere l’integrità mentale. Il broccolo, soprattutto, contiene vitamina K, che migliora la funzione cognitiva e le prestazioni del cervello.

Cipolla
Credits photo: www.alimentipedia.it
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Se è certo che la cipolla è l’alimento da evitare in caso di un appuntamento imminente, non è opportuno cancellarlo completamente dalla nostra dieta. Non solo svolge un’azione anti anemica e antibatterica, ma i polifenoli come la quercitina, bloccano lo sviluppo di cellule tumorali e aumentano la concentrazione, insieme alla memoria.

Spinaci
Credits photo: www.alimentipedia.it
Credits photo: www.alimentipedia.it

Se pensate agli spinaci, probabilmente vi verrà in mente l’immagine di Braccio di Ferro, ed in effetti non si tratta di un caso. Infatti questi vegetali sono considerati tra i più completi per il benessere di corpo e cervello. Contengono minerali quali rame, potassio, zinco, calcio e fosforo, inoltre sono ricchi luteina, acido folico, e beta-carotene, che prevengono l’invecchiamento. Infine, non solo sono stimolanti per l’incremento di memoria e livello di attenzione, ma anche delle capacità motorie.

Acqua, tè verde e ginseng
Credits photo: www.fws.gov
Credits photo: www.fws.gov

È risaputo che il tè verde è un ottimo antiossidante. Questa bevanda infatti contrasta stanchezza fisica e mentale, ma questo non basta: previene anche le malattie degenerative del SNC. Importanti sono inoltre i polifenoli, che si trovano al suo interno, utili al rilassamento.

Il ginseng, bevanda in voga soprattutto negli ultimi anni è, nel principio, una pianta che, come le bacche di Goji, deriva dalla medicina cinese e migliora capacità mnemoniche oltre che di concentrazione. Bisogna sapere anche che la radice del ginseng viene utilizzata per la formulazione di integratori alimentari.

Infine, c’è l’acqua. Seppur non abbia la consistenza di un alimento, in realtà viene considerato tale perché senza acqua non sarebbe possibile vivere. Questa regola tutti i processi biochimici alla base della vita, mantiene idratato il nostro organismo e rende le cellule cerebrali più performanti, se assunta nelle quantità necessarie.

Come smettere di fumare? Scoprilo con un semplice esercizio

Perché smettere di fumare? È la domanda che si sono posti i fumatori di tutto il mondo almeno una volta nella vita. Eppure sono ancora più di un miliardo le persone che non riescono a fare a meno del sapore della sigaretta. Tra questi, vi era anche il Dr Max Pemberton, che in seguito alla morte di sua nonna e sua zia ha deciso di interrogarsi seriamente sulla motivazione della sua dipendenza.

Amo fumare abbastanza da non preoccuparmi se un giorno morissi per questa abitudine?. È quel che si è chiesto il Dr Max Pemberton mosso anche dalle prediche di sua madre e di altri amici che per lungo tempo lo hanno fatto sentire quasi un tossicodipendente.

Eppure fumare non produce gli stessi effetti. Certo è però che non si sta facendo del bene al corpo: molte sono le malattie legate al fumo, tra cui anche il cancro. Ed è così che il medico ha pensato di rifarsi alla Cognitive behavioural therapy (CBT), terapia di comportamento cognitivo, che già era stata fondamentale per guarire i propri pazienti dai loro disturbi di abusi di sostanze stupefacenti, per cambiare il proprio pensiero sul fumo e perdere così il vizio.

Poiché la cura aveva avuto anche nel suo caso esiti positivi, il dottore ha deciso di elaborare un libro con quattro esercizi da compiere per abbandonare la sigaretta.

Come ti fa sentire la sigaretta?

Il primo esercizio suggerito dallo studioso è quello di scrivere una lista degli effetti positivi legati alla sigaretta: più sicurezza, maggiore tranquillità oppure che altro? Lo scopo è interrogarsi sulla sensazione che provoca fumare, senza paura di trovare motivazioni sciocche. Se si fuma, ci sarà pure un perché.

Perché non smetti di fumare?

La seconda domanda che l’esperto invita a porsi è “Perché non smetto di fumare?”. Infatti sebbene una buona parte delle persone che fumano abbia pensato più di una volta di desistere da quel momento di piacere, molti di loro non ce l’hanno fatta o hanno ripreso dopo una breve pausa. Perché? La risposta da trovare è molto più difficile di quel che sembra, in quanto se davvero la conoscessi non avresti neppur bisogno di leggere questi consigli. Scava nella profondità del tuo inconscio e inizia a scrivere, i motivi arriveranno pian piano – è questo che il Dr. Pemberton invita a fare – Chiama questa lista come vuoi: “Ragioni per smettere o per continuare!” – aggiunge l’esperto.

Quali sono i benefici del fumo?

Il terzo esercizio prevede che il soggetto stili un elenco dei motivi per i quali smettere di fumare sarebbe un errore. Quali sono i reali benefici? Perché smettere di fumare? Quali sono le ragioni per decidere di non fumare più? Questa sarà la “Quit list” (Lista per smettere).

Fatto ciò il soggetto dovrebbe rendersi conto che tutti gli effetti considerati benefici nella prima lista, sono in realtà delle illusioni.
Infatti è risaputo, anche per lo stesso fumatore, che il tabacco è nocivo ma, questa consapevolezza da sola non è sufficiente per decidere di non fumare. Questo fenomeno per il quale si compie un’azione che non corrisponde a ciò il nostro cervello razionalmente ci suggerisce, si chiama, in psicologia, dissonanza cognitiva. Proprio per questo una volta imboccata questa strada, il nostro pensiero cerca di trovare una serie di giustificazioni per perseverare nell’errore, come pensare che il fumo riduca lo stress, aiuti a rilassarsi o concentrarsi oppure renda meno annoiati.

Sono tutte scuse. Fumare aumenta solo la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. Con questo pensiero dunque è giunto il momento di compiere un ultimo esercizio.

Il caso legale

In ultima battuta il Dr. Pemberton consiglia di immaginare di trovarsi in un caso legale. All’inizio le sigarette rappresentano l’imputato da difendere, per cui il tuo compito è quello di trovare una serie di motivi per i quali è consigliabile continuare a fumare.

Dopo di ché, inverti le parti. Tu sei l’avvocato che persegue il fumo. Convinci il giudice che le dichiarazioni fornite a difesa della sigaretta sono prive di senso. Tutto ciò che emergerà da questo “immaginario processo” sarà oggettivo e darà il vero senso di ciò che fumare comporta. Inoltre se questo sarà davvero utile per liberarsi dall’assuefazione dell’atto del fumare, non c’è dubbio che anche l’autostima aumenterà. Infatti porsi un obbiettivo e riuscire a conseguirlo non può che dare fiducia in sé e nelle proprie capacità. Proprio come è successo al Dottor Max Pemberton che considera la decisione di lasciare il tabacco, la migliore che abbia mai fatto, tanto da scrivere un libro in cui presenta questi quattro esercizi, che sarà pubblicato il 1 gennaio da Vermilion.

Il veganismo fa bene alla salute?

goodwork.ucoz.net

Il veganismo sta diventando sempre più popolare, diffondendosi a macchia d’olio in Italia e nel mondo. Secondo il rapporto Italia 2014 dell’Eurispes, vegani e vegetariani rappresentano il 7,1% della popolazione italiana (pari a circa 4,3 milioni di persone). A provare che questo nuovo modo di pensare e di nutrirsi si sta ampliando è l’attenzione del mercato verso le esigenze dei vegan: aumentano, infatti, i ristoranti vegani, i reparti vegan nei supermercati ed i prodotti a loro dedicati nelle rosticcerie e pasticcerie.

Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), spiega: “Il successo delle diete “veg” è un fenomeno molto complesso. Ci sono motivazioni etiche, legate al rifiuto di contribuire alle sofferenze ed alla morte di miliardi di animali, ma ci sono anche gli aspetti relativi alla sostenibilità ambientale e alla tutela della nostra salute“.

Un recente studio pubblicato sul “British Journal of Cancer” dimostra che vegetariani e vegani hanno minore probabilità di manifestare patologie tumorali di chi si nutre di proteine animali. In particolare, i vegetariani hanno il 45% di possibilità in meno di manifestare leucemie ed altre patologie tumorali del sangue e il 97% in meno di patologie cardiovascolari. Sull’ambiente, l’industria della carne ha un impatto non meno devastante. Il 26% del Pianeta, infatti, è “invaso” dagli allevamenti animali, anche se, per soddisfare questa richiesta crescente di prodotti per vegani (come la soia), ettari di foresta si stanno tramutando in campi di coltivazione.

La Vegan Society fornisce la seguente definizione di veganismo: “La parola “veganismo” denota una filosofia e un modo di vita che si propone di escludere, nella misura in cui questo è praticamente possibile, tutte le forme di sfruttamento e di crudeltà verso gli animali, perpetrate per produrre cibo, indumenti o per qualsiasi altro scopo; e per estensione, promuove lo sviluppo e l’uso di alternative non-animali, per il bene dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. Da un punto di vista dietetico indica la pratica di evitare qualsiasi prodotto derivato, in tutto o in parte, dagli animali“.

Scopo del veganismo, quindi, è quello di non partecipare allo sfruttamento e all’uccisione sistematica, intenzionale e non necessaria degli animali, evitando il sostegno ad attività quali l’allevamento degli animali per l’alimentazione umana, la sperimentazione sugli animali, la caccia e così via.

Ma questa alimentazione “restrittiva” fa davvero bene alla nostra salute? La Società Italiana di Nutrizione Umana ha avviato uno studio, le prime indiscrezioni rivelano che l’assenza di proteine animali fa bene alla circolazione ed al cuore, ma che la dieta completa, comprensiva anche di carne, fa ancora più bene. La dieta mediterranea sarebbe, quindi, la scelta migliore, in quanto è fondamentalmente vegetariana ma l’apporto animale rimane presente, anche se in piccole quantità, non dannose per la salute. La varietà nel mangiare permette, infatti, al corpo di essere preparato a tutti i tipi di situazione a livello proteico, ma anche per difendersi dalle malattie.

Pareri discordanti anche tra nutrizioni, soprattutto quando la scelta coinvolge anche i bambini. Lo stesso Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, sostiene che “Le uova, il latte e i suoi derivati o il miele sono utili all’organismo. Non mi sentirei di promuovere il veganesimo presso tutta la popolazione, come invece penso sia giusto fare con il vegetarianesimo“.

In medio stat virtus

Lo stress uccide l’eros, parola di Shirley Zussman

È nata cento anni fa, ma la terapista sessuale Shirley Zussman ancora lavora a New York City e ha le idee chiarissime sulla evoluzione o, per meglio dire, involuzione del sesso. I suoi mentori sono stati i pionieri William Masters e Virginia Johnson, che hanno ispirato la serie tv “Masters of sex“.

È stata testimone di tutto, dalla legalizzazione dei contraccettivi all’epidemia di HIV fino all’esplosione del porno su internet, e quindi è la persona più adatta a spiegare come sono cambiati i tempi e lo ha fatto in una interessante intervista al Time. Dopo aver ascoltato per 50 anni i problemi sessuali dei pazienti nel suo studio di New York, la Zussman ha l’età e l’esperienza giusta per dire cosa non va nel sesso di oggi, perché ha capito perfettamente in che cosa sbagliamo.

Lo stress uccide l'eros, parola di Shirley Zussman

Le nostre vite frenetiche stanno distruggendo il nostro rapporto con il sesso. Il desiderio richiede tempo ed energia. Il concetto di tempo oggi è molto diverso. La gente è sempre indaffarata, fa tutto, vuole tutto, l’economia personale richiede troppo sforzo, per comprare case, per diventare dirigenti. Quando c’è tutta questa pressione, resta poca energia da dedicare all’altro. Ho pazienti esausti, noto in loro una quasi totale mancanza di desiderio“.

E ancora: “Molti miei pazienti attuali non fanno che sedersi davanti al computer e guardare film hard on line, perdendo interesse verso la realtà, verso la ricerca di un partner in carne ed ossa. Si soddisfano solo con l’autoerotismo. I cellulari sono un’altra cosa che limitano i rapporti veri. C’è bisogno di toccarsi, non di digitare. In questa generazione manca il contatto fisico, non capisco come possano farne a meno“.

La Zussman riesce a fare un paragone con il passato: “L’uso che facciamo del tempo oggi è molto diverso rispetto a tanti anni fa. Le persone ora sono sempre indaffarate: vogliono occuparsi di tutto, sapere tutto, vivere tutto. Devi porre dei limiti a quanto tempo puoi dedicare ad una persona se sei così preso dal fare soldi, dal tuo lavoro di CEO, dal comprare una casa al mare. Il desiderio richiede una certa quantità di energia“, spiega la dottoressa al TIME.

Erano tempi diversi prima, tempi in cui internet e i cellulari non avevano ancora fatto la loro comparsa, cambiando le nostre vite: “Oggi c’è meno connessione fisica. Ci sono meno contatti, meno parole, meno abbracci, meno sguardi. Le persone traggono piacere dal guardarsi l’un l’altra. Da un sorriso, da una carezza. Abbiamo bisogno di essere toccati per sapere di essere voluti e amati“.

Il nostro essere “frenetici” non coinvolge anche la nostra vita sessuale. “Penso che ci sia stato un grande cambiamento da allora nel modo in cui vediamo il sesso occasionale. All’epoca non era solo occasionale, ma convulso. Volevi che accadesse, lo cercavi come un folle quel piacere, era eccitante perché rivoluzionario. L’eccitazione si placò con l’aumento delle malattie trasmesse sessualmente e anche con la nascita di una nuova consapevolezza“.

Ma era una “spinta” destinata a fallire. Ad un certo punto tutti si sono accorti che mancava qualcosa: l’intimità. Qualcosa che prima non avevamo e oggi abbiamo. Un punto a nostro favore che dobbiamo coltivare: “A lungo andare, il piacere sessuale è solo una parte di ciò che gli uomini e le donne vogliono l’uno dall’altro. Vogliono intimità, vogliono essere vicini, vogliono essere compresi, vogliono divertirsi, e vogliono qualcuno che davvero si prenda cura di loro, anche fuori dal letto“.

La Zussman ci ha mostrato i nostri vizi contemporanei e il distacco che creiamo con le cose veramente importanti della vita.