mercoledì, 9 Settembre 2026

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Codacons e Chiara Ferragni: un nuovo accordo e un indennizzo

Codacons e Chiara Ferragni hanno raggiunto un nuovo accordo e ci sarà anche un indennizzo per gli acquirenti truffati.

Per riassumere brevemente: Chiara Ferragni, la famosa influencer, è finita nel mirino del Codacons per un pandoro di Natale quando alcuni acquirenti hanno scoperto che il pandoro “Pink Christmas” costava molto di più rispetto a un normale pandoro, e si sono sentiti truffati. Il prezzo del pandoro griffato Ferragni era di 9,37 euro, mentre quello normale era solo 3,68 euro. La differenza ha fatto arrabbiare molti, e da lì è partita una serie di indagini e azioni legali.

L’accordo raggiunto fra Codacons e Chiara Ferragni

Dopo tanto clamore, finalmente è arrivato un accordo. Chiara ha deciso di rimborsare i consumatori, e non si tratta di briciole: 150 euro a testa per chi ha acquistato il famoso pandoro. Carlo Rienzi, il presidente del Codacons, ha dichiarato che questo è un grande successo per i consumatori. Non solo, ma Chiara ha anche promesso di donare 200.000 euro a un ente benefico che aiuta le donne vittime di violenza. Insomma, un modo per mettere una pezza a questa situazione un po’ imbarazzante.

Come richiedere il rimborso

Ma come si fa a ottenere questi 150 euro? Gli acquirenti devono contattare il Codacons, sia via email che telefono. Dovranno fornire un documento d’identità e la prova di acquisto, oppure un’autocertificazione. Una volta fatto, basterà attendere la conferma e il rimborso.

C’è chi dice che questo “successo” sia più di facciata. Infatti, finora solo 160 persone hanno richiesto il rimborso, mentre si stima che i pandori venduti siano stati oltre 290.000. Quindi, i 150 euro di indennizzo potrebbero sembrare un ottimo affare, ma in realtà sono poca cosa rispetto ai danni reali. Alcuni esperti suggeriscono che questo accordo possa anche essere un modo per Chiara di evitare un processo lungo e complicato.

Re Carlo e Camilla: un nuovo Natale moderno e separato

Questo sarà decisamente un Natale diverso per re Carlo e Camilla. Quest’anno i reali trascorreranno le festività separati, e questa notizia ha fatto il giro dei media.

Dalla morte della regina hanno preso il via una serie di modifiche nelle trazioni reali e questa sarà una di quelle.

Re Carlo e Camilla: un nuovo Natale moderno e separato

In breve Camilla ha deciso di passare parte del giorno di Natale con la sua famiglia, lasciando Carlo da solo con alcuni amici dopo il pranzo. Sembra che la regina voglia godersi alcuni momenti intimi con i suoi nipoti, i figli e i loro partner, e questo ha sollevato qualche chiacchiera.

Secondo quanto rivelato dall’ex maggiordomo Paul Burrell, Camilla sarà presente a Sandringham per la messa di Natale e per il pranzo, ma poi si allontanerà per trascorrere il pomeriggio con i suoi cari.

È stata vista recentemente uscire da un teatro di Londra, dove ha assistito a una rappresentazione natalizia con i figli e i nipoti, portando con sé un cuscino per stare comoda. Questo piccolo dettaglio ha fatto sorridere i fan, che vedono in Camilla una persona normale, a suo agio nell’abbandonare il protocollo reale per un po’ di svago.

Il Natale di una famiglia reale moderna

La scelta di Camilla di passare il Natale con la sua famiglia riflette un approccio più moderno alla tradizione. Negli anni passati, i membri della famiglia reale si riunivano sempre a Sandringham, ma ora le cose sembrano cambiare.

Anche William e Kate hanno deciso di trascorrere il Natale nella loro casa ad Amner Hall, piuttosto che sotto lo stesso tetto di Carlo. Quindi dopo il pranzo tutti torneranno a casa loro per festeggiare ognuno per conto suo.

Questo Natale, Carlo si troverà da solo nel pomeriggio, circondato solo da qualche amico. È un cambiamento significativo rispetto agli anni passati, quando la defunta regina aveva un controllo più stretto sulle celebrazioni natalizie.

È evidente che la famiglia reale sta cercando di adattarsi ai tempi moderni, rendendo il Natale un momento più personale e meno formale.

Thiago Corona: è nato il secondo figlio di Fabrizio Corona

Fabrizio Corona ha appena accolto il suo secondo figlio, Thiago Corona, nato il 21 dicembre 2024 a Milano. La sorpresa è stata che il piccolo è arrivato qualche giorno prima del previsto, anticipando il Natale.

La sua compagna, Sara Barbieri, 24 anni, ha condiviso un momento emozionante su Instagram, mostrando l’ingresso della sala parto, lasciando intendere che il grande giorno era finalmente arrivato.

Il momento magico della nascita di Thiago Corona

Dopo la nascita, Fabrizio ha pubblicato un tenero video sui social, in cui culla il neonato contro il suo petto. Un’immagine dolcissima che ha fatto il giro della rete e ha emozionato i fan. Thiago è il secondo figlio di Corona, che già ha un primogenito, Carlos Maria, di 22 anni, avuto con l’ex moglie Nina Moric. La famiglia di Fabrizio si arricchisce così di un nuovo membro, con tanto amore e affetto.

Fabrizio papà bis felicissimo: la famiglia si allarga

Fabrizio non ha mai nascosto la sua gioia per la nascita di Thiago. Già in un’intervista di maggio, aveva espresso il desiderio di diventare padre di nuovo, dicendo che l’arrivo di un bambino porta sempre nuove speranze e felicità. Nonostante avesse inizialmente sperato in una femmina, il nome scelto per il piccolo è stato Thiago, e Corona sembra aver accettato con entusiasmo il nuovo arrivo maschile.

La relazione tra Fabrizio e Nina Moric sembra essere migliorata nel tempo hanno infatti postato qualche scatto insieme non meno di un mese fa, ed entrambi, insieme a Carlos, sono felici di accogliere Thiago nella loro vita.

Corona ha descritto questo momento come una nuova opportunità per costruire una famiglia unita, nonostante le sfide passate. Con il suo messaggio carico di speranza e amore, Fabrizio sembra aver trovato un equilibrio nella sua vita familiare.

Tony Effe misogeno, ecco perché non abbiamo bisogno delle sue canzoni

Questo non sarà un articolo sul perché Tony Effe misogeno sia stato sbattuto fuori dal Capodanno a Roma, né ci interrogheremo se la censura sia giusta o meno.
In questo articolo esamineremo cosa scrive il “rapper” nei suoi testi e perché non ne abbiamo davvero bisogno.

Tony Effe misogeno: i femminicidi del 2024


Prima di parlare del rapper e della spazzatura che scrive, dobbiamo parlare di statistiche.
I femminicidi in Italia hanno raggiunto la quota 100 nel 2024 con Settembre il mese più nero con 17 vittime fra ragazze, donne e bambine.
In totale risultano uccise 99 donne in Italia solo quest’anno. Gli autori sono sempre gli stessi: uomini, mariti o ex, fidanzati lasciati o addirittura figli.

Il movente generalmente è il “no” della donna, che non vuole più stare in una relazione tossica, che non vuole più essere picchiata o che vuole voltare pagina. Ma gli uomini sono incapaci di gestire questo “no” e passano alle vie di fatto. Le donne continuano ad essere considerate oggetti oppure persone da comandare a bacchetta, non aventi diritto ad una propria vita o libertà.
Esattamente ciò che canta Tony Effe nelle sue canzoni.

I testi di Tony Effe sono un inno contro la donna


Ed ecco cosa canta il “rapper”:
• “Metti un guinzaglio alla tua ragazza ci vede e si comporta come una t…”
• “Bitch, ogni giorno non mi lasciano libero (no). Le ordino da casa come Deliveroo”.
• “La tua tipa tra i miei seguaci mi vede e dopo apre le gambe la sc*po e poi si mette a piangere…”.
• “Ti sputo in faccia solo per condire il sesso / Ti chiamo ‘puttana’ solo perché me l’hai chiesto / Ti sbavo il trucco, che senza stai pure meglio / Ti piace solamente quando divento violento”.
• “Lei la comando con un joystick (Uoh) Non mi piace quando parla troppo (Troppo) Le tappo la bocca e me la fott–, shh (Seh)”.
• “Sono Tony, non ti guardo nemmeno a novanta così neanche ti vedo mi dici che sono un tipo violento però vieni solo quando ti meno”.

Gli ingredienti ci sono tutti: oggettificazione, violenza, dominio, machismo, superiorità etc.
Il problema di fondo è che questi testi sono rivolti alle nuove generazioni e l’intento è molto chiaro: rafforzare l’idea di fondo (già inculcata da alcuni padri, zii e nonni) che le donne siano oggetti, sessuali soprattutto, e che debbano restare al loro posto altrimenti bisogna alzare le mani.


Hanno fatto bene ad escluderlo dal Capodanno a Roma? A voi il giudizio.