martedì, 3 Febbraio 2026

IoVeg

Home IoVeg
Animalismo, anticapitalismo o salutismo? Cosa si nasconde dietro alla scelta di astenersi dal consumo della carne? Lo scopriamo insieme con loVeg, la rubrica dedicata ai vegetariani e ai vegani, ma anche ai curiosi che, forse, lo saranno un domani

Vegano anche il protagonista di Hunger Games (loVeg)

Benché non debba essere stato esattamente il set di Hunger Games a dargli l’ispirazione, Liam Hemsworth ha dato una svolta alla sua vita ed è diventato vegano: a rivelarlo è stato lui stesso nell’ultimo numero della rivista americana Men’s Health.

Quando gli è stato chiesto cosa l’avesse spinto a cambiare radicalmente il suo regime alimentare, abolendo la carne e prodotti e sottoprodotti di derivazione animale, il bel Liam ha risposto così: “L’ho fatto per la mia salute. E poi, dopo tutte le informazioni che ho raccolto a proposito del maltrattamento degli animali da allevamento, non potevo assolutamente continuare a mangiare carne. Più ne sono diventato consapevole e più difficile si è fatta, via via, la mia scelta: quando sei mesi fa sono andato dal nutrizionista per degli esami a cui dovevo sottopormi prima di mettermi a dieta, il responso che ho ottenuto non è stato del tutto favorevole. Il nutrizionista, nel vedere i risultati delle mie analisi, mi ha infatti rivelato che a causa delle caratteristiche del mio gruppo sanguigno io dovrei mangiare molta più carne rossa abitualmente. Così, ho seguito il suo consiglio: ho iniziato a mangiare molta più carne rossa, ma più ne consumavo peggio mi sentivo. In più, moltissimi miei amici sono vegani: uno tra tutti, Woody Harrelson, altro attore di Hunger Games, che è vegano da qualcosa come trent’anni ed è, in effetti, il responsabile della mia decisione definitiva. Perciò, dopo tutte le cose di cui ero venuto a conoscenza e il fatto che mi sentivo male proprio fisicamente, mi sono sentito in dovere di fare qualcosa di diverso e ho adottato uno stile di vita vegano. Ormai sono quasi cinque mesi“.

E, data la radicalità con cui Liam sta affrontando questa nuova dieta, pare che anche suo fratello Chris Hemsworth, celebre per aver interpretato il supereroe Thor, ne sia stato influenzato e abbia iniziato a mangiare più verdura.

Mi sento semplicemente meglio, mentalmente e fisicamente – dice Liam – Adoro sentirmi così: ho quasi l’impressione che abbia un effetto domino su tutto il resto della mia vita“.

Veganuary: tutti vegani per un mese (IoVeg)

Un nuovo anno è iniziato: alcuni si sono ripromessi di perdere peso, altri di farla finita con gli alcolici, ma il proposito più gettonato per il 2016 è senz’altro quello di “mangiare in maniera più salutare”. In migliaia nel mondo intero, però, hanno deciso di spingersi un po’ più oltre, abbandonando la carne e i prodotti di derivazione animale per almeno un mese: sono almeno 20.000, infatti, le persone che hanno aderito alla campagna di Veganuary, che appunto incoraggia le persone ad abbracciare il veganesimo per il mese di Gennaio.

Quanti hanno fatto grandi abbuffate durante le feste potrebbero essere molto affascinati dall’idea di partecipare a quest’iniziativa e potrebbero non essere i soli: gli organizzatori di Veganuary, che quest’anno giunge alla sua terza edizione, prevedono che i partecipanti questo Gennaio saranno almeno 50.000, di cui circa la metà resteranno con alte probabilità vegani.

La campagna ha come suo primo obiettivo quello di persuadere le persone a cercare di vivere senza consumare carne, pesce e prodotti animali, come quelli caseari, per un periodo prolungato della propria vita. Quel che resta da fare è, perciò, darsi a una dieta a base di verdure, frutta, farine integrali, legumi e ‘grassi buoni’, come quelli contenuti nelle noci, nei semi, nell’avocado e nell’olio d’oliva.

Non si tratta soltanto di vivere una vita più salubre” ha dichiarato Jane Land, la fondatrice di Veganuary. “Diventare vegani apporta grandi benefici anche all’ambiente e contribuisce a ridurre la crudeltà perpetrata ai danni degli animali. Sul piano della salute, poi, più del 75% delle persone che hanno provato negli anni passati a diventare vegane per un mese hanno riportato grossi miglioramenti, affermando di dormire meglio e di aver perso in media 2 chili e mezzo dopo aver cominciato questo tipo di dieta“.

Veganuary è una campagna di respiro internazionale: la maggior parte di quanti vi aderiscono risiede in America, ma neanche l’Europa scherza, con il Regno Unito al secondo posto con un numero di partecipanti che ha superato i 3.200 l’anno scorso.

Tra i sostenitori di Veganuary si possono contare svariate celebrità, tra cui la stilista Vivienne Westwood e il poeta Benjamin Zephaniah, il quale ha affermato che “Aderire a Veganuary è un bel modo di iniziare l’anno e potrebbe addirittura rappresentare l’inizio di una nuova vita. Vi sentirete molto meglio“. Ad ogni modo, gli esperti raccomandano alle persone che prevedono di intraprendere un regime alimentare più sano a lungo termine di farlo un po’ alla volta, piuttosto che cimentarsi in cambiamenti radicali dall’oggi al domani.

Gli organizzatori di Veganuary sostengono che l’ondata di sostenitori del veganismo registrata negli ultimi tempi rispecchia una crescente consapevolezza rispetto al fatto che le abitudini alimentari possono davvero contribuire a ridurre la crisi alimentare internazionale.

Gli allevamenti animali e la produzione di cibi di derivazione animale sono i maggiori responsabili dell’emissione di diossido di carbonio, e dunque dell’inquinamento dell’ambiente. Gli organizzatori dell’evento, però, hanno segnalato che la motivazione primaria per quanti scelgono di diventare vegani è comunque di natura animalista.

Chiediamo sempre a quanti aderiscono a Veganuary le motivazioni che li spingono a farlo: negli ultimi due anni, gli animali hanno rappresentato la ragione principale per la stragrande maggioranza dei partecipanti, con la salute al secondo posto e l’ambiente al terzo“, ha detto Clea Grady, marketing manager di Veganuary. “C’è sempre più consapevolezza riguardo a come trattiamo, impieghiamo e abusiamo degli animali, e questa consapevolezza cresce di anno in anno. Sappiamo comunque che, qualsiasi sia la ragione scatenante, una volta intrapresa la via del veganismo i vari piani finiscono col sovrapporsi“.

Alcuni nutrizionisti sostengono che gli esseri umani non possono ricavare tutti i minerali e le vitamine di cui hanno bisogno da una dieta vegana. Ma la Grady asserisce che la dieta vegana può essere equilibrata, eccome: “Basta avere una guida e approfondire di più certi aspetti, ed è ciò su cui Veganuary si è specializzato: la sezione Salute e Nutrizione su Veganuary.com è a firma di medici e nutrizionisti qualificati, perciò siamo certi delle informazioni che forniamo. A ciò, affianchiamo le guide pratiche su cosa mangiare e cosa sostituire, dimostrando quanto semplice possa essere intraprendere uno stile alimentare sano“.

La LAV per i giovani con il Vegan Chef Contest (IoVeg)

Lanciato in tutta Italia dalla LAV il concorso Vegan Chef Contest, un’iniziativa rivolta nello specifico agli studenti degli Istituti Alberghieri ed Enogastronomici.

Ogni classe che parteciperà al concorso sarà tenuta a inviare entro il 15 marzo 2016 una ricetta che preveda ingredienti esclusivamente vegetali: tale ricetta andrà accompagnata dalle fotografie relative alla preparazione e da un’immagine che ritragga il piatto ultimato in ogni dettaglio. La fotografia che verrà ritenuta la migliore vincerà una sessione pratica di cucina vegana con uno Chef altamente qualificato, direttamente nella propria struttura scolastica.

Un’opportunità, perciò, non solo etica ma anche lavorativa, se pensiamo alle prospettive future dei nostri ragazzi: ormai i clienti vegetariani e vegani sono sempre di più e i ristoranti si stanno via via adeguando alle loro richieste.

La ristorazione sta subendo una grossa trasformazione e si trova davanti all’urgenza di doversi dotare di cuochi professionisti che siano pienamente in grado di far fronte a questo tipo di cucina, che non è più esclusiva come un tempo, ma si è ormai diffusa e radicata nel costume italiano ed estero.

Abbiamo pensato di offrire agli istituti che preparano i cuochi di domani un’occasione per sperimentare la cucina totalmente vegetale“, hanno detto i portavoce della LAV, la Lega Anti-Vivisezione, che supporta la scelta vegana per ragioni etiche e ambientali, ma anche per una più giusta distribuzione delle risorse.

E proseguono: “Sarà un modo per andare ad arricchire ulteriormente l’esperienza formativa dei loro giovani allievi, in un mondo del lavoro che, come quello di oggi, è decisamente competitivo“.

Natalie Portman: vegetariana o vegana? (loVeg)

Trasferitasi in via definitiva a Parigi da circa un anno, l’attrice Natalie Portman avrà dovuto abbandonare molte delle sue abitudini quotidiane, ma di certo non il suo regime alimentare: diventata vegetariana tra gli otto e i nove anni, in occasione di un giorno del Ringraziamento in cui convinse la madre (seppur recalcitrante) a non cucinarle il tradizionale tacchino, la protagonista di The Black Swan si è dichiarata ufficialmente vegana a partire dal 2009.

Nonostante avesse inizialmente ritenuto che la scelta vegana sarebbe stata complicata a causa dei suoi frequenti viaggi di lavoro, a convincerla ad abbracciare la filosofia vegan fu all’epoca la lettura di “Eating Animals” (“Mangiare gli animali”), libro in cui Jonathan Safran Foer passa in rassegna tutti gli aspetti più atroci dell’allevamento intensivo a fini industriali. Come ha successivamente scritto anche sull’Huffington Post, fino a quel momento la Portman aveva sempre avuto dell’esitazione nel criticare le scelte alimentari altrui, ivi compresa quella di mangiare della carne, perché a sua volta detestava che lo si facesse nei suoi confronti. Ma, leggendo questo libro, Natalie si è resa conto che certe cose sono sbagliate e basta: la scelta di mangiare o non mangiare la carne non deriva da una scelta propriamente personale, bensì dall’individuazione di ciò che non è giusto e ciò che lo è.

Trasformatasi a partire da allora in militante e attivista convinta, la Portman ha cominciato a dare il suo sostegno pubblico alla PETA (l’associazione delle Persone a favore del Trattamento Etico degli Animali): il gruppo, però, diede prova di un gusto alquanto discutibile, chiedendole di posare in un orinatoio affiancandosi allo slogan “Meglio un bagno di pipì che portare la pelliccia”.

Natalie Portman: vegetariana o vegana? (loVeg)

Estrema, ma non troppo: ebbene sì, perché durante tutto il periodo della sua gravidanza la bella attrice ha rinunciato al veganesimo. “Se non mangiate uova – ha spiegato al Daily Mailnon potete neanche acquistare biscotti e dolci in vendita nelle pasticcerie. E questo può diventare un grosso problema nel momento in cui non c’è nient’altro di cui volete nutrirvi“. Un messaggio un po’ fiacco quello che trapela da queste dichiarazioni: essere incinta e essere vegane è davvero impossibile? Stando alle parole di Natalie, bisogna seguire le indicazioni che il corpo stesso suggerisce – corpo che in quel periodo specifico non è neanche completamente nostro.

Altro particolare per cui la Portman è stata oggetto di svariate critiche è il fatto che abbia accettato di fare da testimonial per il profumo Miss Dior Chérie, tralasciando del tutto il piccolo dettaglio che il veganesimo non prevede l’utilizzo di prodotti testati sugli animali. “La cosa fantastica di Dior– ha spiegato lei – è che realizzano delle scarpe animal-free, senza pelle o cuoio, appositamente per me. Dior ha riprodotto i suoi modelli per permettermi di portarli al piede“. Peccato che, però, nel resto dei casi la grande casa di moda francese utilizzi pelli e pellicce.

Natalie Portman: vegetariana o vegana? (loVeg)

Una scelta incomprensibile, la sua, sopratutto alla luce della collezione di scarpe di lusso vegane, le Te Casan, che lei stessa lanciò nel 2008, calzando il green style anche su tappeti rossi importanti. Dove è finita tutta la consapevolezza etica della giovane Portman? Forse solo sulla tavola, come al suo matrimonio: quando, infatti, Natalie ha sposato nel 2012 Benjamin Millepied (coreografo di The Black Swan), tutto il menù della festa era interamente vegano (macarons a mo’ di torta nuziale inclusi), come lei. O forse no.