lunedì, 10 Agosto 2026

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Animalismo, anticapitalismo o salutismo? Cosa si nasconde dietro alla scelta di astenersi dal consumo della carne? Lo scopriamo insieme con loVeg, la rubrica dedicata ai vegetariani e ai vegani, ma anche ai curiosi che, forse, lo saranno un domani

I 10 migliori film veg che vi faranno abbandonare la carne per sempre (IoVeg)

Credits: www.cowspiracy.com

I film non sono solo dei mezzi di intrattenimento, ma possono rappresentare un efficace medium per diffondere la propria ideologia, dare maggiore consapevolezza a chi ci sta intorno e portare la propria causa di fronte a un pubblico più grande.

Eppure, sul fronte vegano non ci si imbatte troppo spesso in pellicole provocatorie che sfidano gli spettatori a ricredersi sulle proprie abitudini alimentari e a interrogarsi sullo stile di vita che si conduce da quando si è bambini.

Abbiamo, pertanto, stilato una lista della top 10 dei film veg e dei documentari che possono avere maggiore impatto su cosa si compra e si consuma – in termini tanto di salute quanto di etica e di rispetto dell’ambiente.

1. Earthlings (2005)

Girato da Shaun Monson e narrato dalla voce di Joaquin Phoenix, Earthlings (‘Terrestri’) è un film documentario prodotto dalla Nation Earth che ritrae il terribile trattamento riservato agli animali. Per i 95 minuti della sua durata, le telecamere nascoste vi porteranno oltre le porte, sempre chiuse, dell’industria della carne e dei suoi orrori.

2. Vegucated (2011)

Vegucated è un documentario a sfondo sociale ma comunque comico, incentrato sulla storia di 3 ragazzi onnivori di New York che si organizzano per diventare vegani per 6 settimane per perdere peso e trarne altri benefici al livello di salute. Nel corso della loro avventura vegana, però, scopriranno il lato oscuro dell’allevamento animale e, all’improvviso, si ritroveranno contro l’industria alimentare che avevano difeso fino a qualche settimana prima della loro decisione.

3. Live and let live (2013)

Questo splendido documentario di Marc Pierschel si snoda attraverso una serie di interviste realizzate a vari vegani, andando a indagare le ragioni che spingono ad abbracciare la filosofia vegana, siano esse legate a questioni di salute, di ambientalismo o di etica animalista. Il film raccoglie le testimonianze di 6 persone che sono diventate vegane per sempre: quanto toccante può essere vedere un macellaio trasformarsi in uno chef veg?

4. Peaceable Kingdom (2004)

Questo pluripremiato documentario di 70 minuti racconta la storia di vari allevatori tradizionali che si trovano costretti a riesaminare il proprio rapporto con gli animali. È commovente vedere come questi allevatori diventino vegani, per poi creare addirittura un rifugio per gli animali abbandonati o bisognosi di aiuto. Esiste anche una versione più recente del film, realizzata dallo stesso produttore (James LaVeck) e dallo stesso regista (Jenny Stein) nel 2009 con un cast diverso, intitolata ‘Peaceable Kingdom: The Journey Home’.

5. Cowspiracy: The sustainability secret (2014)

Cowspiracy è un documentario realizzato tramite crowdfounding, co-prodotto e co-diretto da Kip Andersen e Keegan Kuhn. Il film cerca di analizzare le politiche portate avanti da varie organizzazioni ambientaliste come Greepeace e Rainforest Action Network, gettando ulteriore luce sull’impatto ambientale dell’allevamento animale intensivo.

6. Forks over knives (2011)

Forks over Knives è un documentario più concentrato su aspetti salutari dell’alimentazione, in quanto mostra sulla base di prove acclarate la stretta relazione esistente tra lo sviluppo di malattie degenerative e la dieta carnivora. La pellicola è stata realizzata con la collaborazione di un team di dottori e ricercatori per mettere in evidenza dolori e sofferenze comuni legati a obesità e diabete, patologie all’ordine del giorno ormai in America proprio per sostenere quanto esse potrebbero essere ridotte adottando una dieta a base di vegetali.

7. Simply Raw: reversing diabetes in 30 days (2009)

Simply Raw esamina il nesso tra il crudismo e il diabete. Il documentario si sviluppa intorno a 6 americani che soffrono di diabete, che passano a una dieta vegana per 30 giorni, mostrando risultati sorprendenti in quanto al calo dei livelli di zuccheri nel sangue e di riduzione della dipendenza da insulina.

8. Fat, Sick and Nearly Dead (2010)

Un film ispirante che testimonia il cambiamento di un australiano in sovrappeso, Joe Cross, il quale soffriva di una rara malattia autoimmune. Nonostante i medici non gli avessero dato più speranze, Joe decide di ristabilire la sua salute per conto suo, dandosi completamente a una dieta a base di soli succhi di frutta e verdura per un paio di mesi. I risultati? A dir poco sorprendenti.

9. Speciesism: The Movie (2013)

Si tratta di un documentario che si incentra innanzitutto sull’allevamento animale, con stralci di filosofia nel corso di tutta la pellicola sull’influenza che gli animali hanno sul mondo umano. Il regista Mark Devries ha insomma voluto indagare il mondo dell’allevamento, riferendo il titolo Speciesism al termine coniato dallo psicologo britannico Richard Ryder negli anni ’70 per asserire l’inferiorità degli animali rispetto agli esseri umani, nell’intento di rovesciarne del tutto il significato.

10. Unity (2015)

È un documentario uscito relativamente da poco, considerato un sequel del famoso documentario di Shaun Monson del 2005, Earthlings. Uscito ufficialmente negli USA ad Agosto, il film analizza le ragioni per cui il genere umano non è stato in grado di vivere in armonia con gli altri abitanti del pianeta, nonostante i grandi progressi realizzati in campi quali filosofia, religione e tecnologia.

Un’Italia sempre più veg (loVeg)

Sempre più verdi le forchette di questi italiani: stando ai dati emersi dalla recente indagine GfK Eurisko-TreValli, condotta per analizzare quanto sono cambiate le abitudini alimentari in Italia da vent’anni a questa parte, si contano ben 2 milioni di persone che negli ultimi 9 anni hanno ridotto il consumo di carne, consumandone meno di una volta alla settimana, nonché più di un milione di italiani che al livello culinario si lasciano influenzare da valori vegani.

Quelli che si dichiarano aderenti a un vero e proprio regime alimentare sono il 16% del totale: i vegani risulterebbero il 3% degli intervistati, i vegetariani il 6%, subito seguiti dagli amanti del macrobiotico e dai crudisti (in una percentuale del 2%).

La ricerca ha messo, così, in luce come nell’arco di questi vent’anni la nostra cultura gastronomica siano sono aumentati gli italiani che in cucina fanno riferimento alla dieta mediterranea (nel 1995 erano il 41%, oggi il 62%). Un’abitudine ormai caduta in disuso è risultata essere il pasto completo, che si consuma sempre meno sia a pranzo (dal 68% al 48%) che a cena (dal 41% al 25%). In netto aumento, invece, la colazione (dall’87% al 70%), nuova abitudine a cui si affianca lo snack (36%), che negli anni novanta praticamente non esisteva.

Il dato relativo al 6% degli italiani che ha già scelto di rifiutare il consumo di prodotti di origine animale, ad ogni modo, viene spiegato dalla Lav, che dichiara: “spesso si crede che diventare vegetariani o vegani sia difficile, e che questa scelta possa creare degli squilibri nel nostro organismo”. Una credenza falsa eppure diffusa, anche tra i medici, che – partendo dall’assunto che la dieta debba essere quanto più varia – spesso discriminano questa scelta. Per sollecitare invece l’adesione a questo tipo di alimentazione veg, la Lav annuncia la creazione di Cambiamenu, sito dedicato a chi sceglie di mangiare in modo consapevole e senza causare sfruttamento e sofferenza.

L’organizzazione animalista, come tecnica di avvicinamento, ha quindi proposto il ‘mercoledì veg’, un giorno vegan a settimana: “Essere vegan – spiegano quelli della Lav – è un atto di responsabilità etica verso gli altri esseri viventi. Ogni anno, soltanto nel nostro Paese, vengono uccisi circa 700 milioni di animali terrestri e miliardi di animali acquatici da destinare al consumo alimentare. Gli animali vedono e sentono e, moltissime volte, sono consapevoli di ciò che li aspetta: una morte che spesso è indolore solo sulla carta. Mucche, vitelli, maiali, conigli e tantissimi altri vengono allevati per finire sulla nostra tavola o per essere sfruttati come macchine e quindi ‘rottamati’. E non dimentichiamo i pesci, o i crostacei e i molluschi, cotti o mangiati da vivi”.

Ma, oltre che per ragioni animaliste, questo tipo di alimentazione apporta innumerevoli vantaggi anche sul piano della sua sostenibilità: gli allevamenti intensivi e il ciclo della produzione della carne rappresentano la fonte del 18% delle emissioni di gas serra e dell’utilizzo di risorse in esaurimento, come l’acqua. Basti pensare che per ottenere un chilo di carne occorrono circa 15.000 litri di acqua.

Parigi: apre la Macelleria Vegetariana (loVeg)

Apre a Parigi la Boucherie Végétarienne, la prima macelleria vegetariana dove saranno serviti hamburger, scaloppine e costolette senza alcuna traccia di carne animale. L’obiettivo della neo-nata attività saranno, nello specifico, i cosiddetti ‘flexitariani’, sarebbe a dire tutti coloro che conducono già uno stile alimentare prevalentemente vegetariano ma che di tanto in tanto si concedono una fetta di carne.

In Francia, in effetti, i vegetariani costituiscono solo il 3% della popolazione totale, mentre più di un quarto dei non vegetariani (27%) si sarebbero dichiarati pronti a diventare, appunto, ‘flexitariani’. “Vogliamo rivolgerci un pubblico vasto – spiega Isabelle Bensimon, tra i gestori della Boucherie Végétarienne – “coinvolgendo soprattutto coloro che vorrebbero mangiare diversamente ma che ancora non sanno bene come comportarsi al livello alimentare“.

Qui, perciò, niente maiale né vitello, ma soltanto prodotti preparati con una pasta a base di soia e frumento, surgelata a -30° C per riuscire a ritrovare la stessa consistenza della carne. Ma anche tofu, tempeh e leguminose varie la fanno da padrone: per come si presentano e per il loro sapore, queste pietanze non solo assomigliano davvero alla carne, ma contengono anche una quantità di proteine sufficiente a soddisfare il nostro fabbisogno giornaliero.

Non si tralasciano nemmeno le preferenze dei vegani, con prodotti privi di uova e formaggio che potranno essere consumati sul posto o ordinati da asporto, dimostrando anche agli altri che un’alimentazione responsabile è davvero possibile e meno complicata di quanto si creda. Spesso cucinati secondo ricette molto originali, questi piatti offriranno l’occasione di scoprire nuovi orizzonti culinari e, chissà, forse persino i carnivori più convinti si lasceranno tentare.

Apre a Milano il primo asilo nido vegan (IoVeg)

Credit: tooraktimes.com.au

La politica del nuovo asilo nido Naturà di Milano è cristallina come l’acqua: “Amiamo e rispettiamo tutti gli animali, perciò non facciamo uso di alcun alimento originato dal loro sfruttamento (non solo carne e pesce, ma anche uova, latticini e miele). Le nostre pietanze sono quindi vegan al 100%“. Un’iniziativa del tutto inedita in Italia, la prima del suo genere, che mette al centro della propria proposta educativa non solo la filosofia vegana, ma anche la particolare attenzione rispetto alla provenienza dei cibi utilizzati per piatti e merende, tutti bio e a chilometro zero.

Ma non è finita qui, perché l’asilo Naturà declina il veganismo anche sotto altri aspetti, quali le problematiche ambientali e l’impiego di materiali riciclabili. La creatrice del nuovo asilo nido di Milano, aperto pochi mesi fa nella zona di Città Studi e concepito per ospitare – per ora – cinque bambini, è Federica Ferrobianchi: con una laurea in Scienze dell’educazione e della formazione, Federica è un’insegnante di massaggio infantile e ha già maturato esperienza nelle comunità per bambini sotto i sei anni allontanati dai propri familiari. Una dedizione rara, quella della Ferrobianchi, che è tutta ereditata dai suoi genitori, i quali hanno avuto bambini in affido fin da quando lei era in giovane età, e che hanno successivamente aperto un asilo nido a Pietra Ligure.

Seguendo il loro esempio, Federica ha fondato a sua volta un asilo, incentrando però il suo progetto educativo su principi vegani: un trend che sta prendendo piede anche in diverse scuole pubbliche italiane, dove è possibile seguire una dieta vegetariana già da qualche mese. A Bologna, per esempio, è da febbraio che il comune ha inserito tra i menù le ricette vegane, che possono essere scelte a patto che la decisione venga presa da entrambi i genitori dietro autorizzazione del pediatra che ha in cura il bambino.

Naturalmente la cosa ha immediatamente destato polemiche, come quelle di certi neuropsichiatri che hanno ammonito circa la possibilità di un rischio di anoressia, sebbene non scientificamente provato, sconsigliando ai servizi pubblici di intraprendere la strada veg: i bimbi di Naturà vengono educati sin dalla più tenera età a mangiare esclusivamente determinati cibi e a privarsi di altri alimenti che vengono ritenuti fondamentali per una crescita sana. Secondo gli esperti, perciò, le famiglie non dovrebbero riversare sui propri figli le proprie scelte alimentari perché un bambino di quattro anni, per crescere in salute, avrebbe bisogno di tutti gli alimenti.