mercoledì, 8 Aprile 2026

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Animalismo, anticapitalismo o salutismo? Cosa si nasconde dietro alla scelta di astenersi dal consumo della carne? Lo scopriamo insieme con loVeg, la rubrica dedicata ai vegetariani e ai vegani, ma anche ai curiosi che, forse, lo saranno un domani

Il gelato vegan della Green Fairy (loVeg)

Sonja Danzer ha abbracciato volentieri la filosofia cruelty-free, ma sentiva la mancanza del gelato così tanto da impiegare tutto il suo tempo in esperimenti per la creazione di un gelato privo di latte, burro e lattosio, ma non per questo meno buono. E la ricetta è riuscita a trovarla: la sua azienda, la Green Fairy adesso produce gelato utilizzando solo ingredienti biologici vegan. In più, il ricavato di ciascun gelato venduto va a sostegno di progetti nei Paesi in via di sviluppo.

Un’avventura che era cominciata in casa, per poi spostarsi in un piccolo panificio dove Sonja ha venduto i suoi primi gelati: qui ha ottenuto un successo tale che dal secondo anno di attività ha dovuto spostare la produzione in manifattura di gelati vera e propria in Svizzera. Tra i gusti disponibili: Lemon cheescake, Choccolate chip cookie dough, Caramello salato, Panna acida e Ciliegie. La Danzer, però, ha scelto di svelare tutti i trucchi del suo mestiere in un libro, “Gelati Vegani” edito da Sonda.

Burro di cocco invece di latte e panna, succo di agave per dolcificare, margarina vegetale non idrogenata per una consistenza burrosa, ma anche formaggio vegan da usare per la cheescake, fecola al posto l’uovo, farina di carruba, tofu e latte di soia, di anacardi, di avena, di cocco, di avocado: questi gli ingredienti con cui si possono preparare a casa perfetti gelati vegan, in gusti classici ma anche più originali come basilico e cannella, assenzio, menta e lavanda.

Per il gelato alla vaniglia, per esempio, bisogna procurarsi 320 grammi di crema di anacardi, 2 cucchiai di latte di soia in polvere, un pizzico di sale, 100 gr di zucchero, 50 ml di zucchero di agave, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 415 gr di cubetti di ghiaccio e mezzo cucchiaino di xantano: nel frullatore vanno inseriti crema di anacardi, latte di soia in polvere, sale, zucchero, succo di agave, estratto di vaniglia e 50 grammi di ghiaccio. Una volta schiacciato tutto con un pestello e ottenuto una miscela omogenea, va aggiunto lo xantano per poi frullare tutto per 30 secondi. A questo punto, si inserisce il ghiaccio rimasto e si frulla di nuovo. Il composto va messo in freezer in un contenitore ermetico, da lasciar congelare a seconda della consistenza desiderata, da mezzora a 4 ore.

USA: i fast food ridicolizzano i vegani (loVeg)

Arby’s, nota catena di fast food americani, ha recentemente adottato una strategia di marketing davvero poco rispettosa nei confronti di vegani e vegetariani: dopo aver lanciato il proprio slogan ‘We have the meats‘ (‘Abbiamo la carne’), l’azienda è stata inondata da messaggi di disapprovazione tramite ogni tipo di canale, da Facebook a Twitter, cosa che tuttavia non le ha impedito di pubblicizzare la sua ultima novità, il bacon con zucchero di canna.

Arby’s ha deciso di rispondere al malcontento generale radicalizzando la propria linea e ha reso pubblica una lettera aperta indirizzata a tutti quelli che non mangiano carne: una mossa che alla maggioranza della comunità veg americana non è andata proprio giù. Nella lettera, infatti, si esprime una sarcastica solidarietà verso quanti potrebbero sentirsi in tentazione di fronte al nuovo bacon con zucchero di canna.

Noi rispettiamo la vostra scelta di vita e lo scopo di questa lettera non è quello di convertirvi, ma soltanto quello di dimostrarvi il nostro sostegno – scrivono con tono beffardo quelli di Arby’s – Abbiamo ascoltato le vostre voci sui messaggi vocali, su Twitter e su Facebook, eppure noi continuiamo ad amare i nostri prodotti, pur consapevoli che non sono fatti per tutti. Abbiamo lanciato una novità, il bacon con zucchero di canna, e ci sentiamo in colpa: sappiamo che può essere difficile resistere. Avendo creato questa tentazione, vorremmo perciò fornirvi aiuto con un numero di telefono da chiamare, un supporto per vegani e vegetariani che vogliono resistere a questa novità e avere consigli su come non cadere in tentazione. Siate forti. Siamo qui per voi.

Moltissime le risposte che ne sono scaturite, tra cui quella più emblematica è stata quella di Nathan Runkle, fondatore e presidente di Mercy For Animals, associazione internazionale no-profit volta alla prevenzione della crudeltà contro gli animali da allevamento e alla promozione di scelte alimentari consapevoli.

Sono vegetariano e ho un messaggio per Arby’s: il tuo bacon è rivoltante e non voglio averci niente a che fare. Nella tua lettera aperta ci hai preso in giro con un’offerta di sostegno ridicola e persino un numero verde. Ma sei tu che ha bisogno di aiuto, Arby, hai un disperato bisogno di verità: la tua carne non solo è potenzialmente contaminata da batteri fecali mortali, ma è anche piena di ormoni della crescita, antibiotici e conservanti chimici come il nitrito di sodio, che l’American Cancer Society ha definito potenzialmente cancerogeno. È scientificamente provato che il consumo di carne rossa aumenta notevolmente il rischio di diversi tipi di cancro, di malattie cardiache e di morte prematura. A me invece piacerebbe vivere, grazie. Amo la mia vita molto più della tua pancetta. Vorrei provaste a mangiare carne mentre guardate un video che rivela da dove proviene. Provate a mettere in onda questi video sui grandi schermi dentro ai vostri locali e a osservare la reazione dei vostri clienti. Il consumo di carne è notevolmente diminuito nel corso degli ultimi anni: Nasdaq.com recentemente ha persino lanciato l’allarme di un’imminente ‘morte della carne’. Quindi, Arby’s, è il tuo momento di chiedere aiuto. La carne è morta e morente, e un giorno non lontano la vostra attività lo sarà altrettanto, se non cambiate il vostro approccio. Siate forti. Siamo qui per voi‘.

I 10 migliori film veg che vi faranno abbandonare la carne per sempre (IoVeg)

Credits: www.cowspiracy.com

I film non sono solo dei mezzi di intrattenimento, ma possono rappresentare un efficace medium per diffondere la propria ideologia, dare maggiore consapevolezza a chi ci sta intorno e portare la propria causa di fronte a un pubblico più grande.

Eppure, sul fronte vegano non ci si imbatte troppo spesso in pellicole provocatorie che sfidano gli spettatori a ricredersi sulle proprie abitudini alimentari e a interrogarsi sullo stile di vita che si conduce da quando si è bambini.

Abbiamo, pertanto, stilato una lista della top 10 dei film veg e dei documentari che possono avere maggiore impatto su cosa si compra e si consuma – in termini tanto di salute quanto di etica e di rispetto dell’ambiente.

1. Earthlings (2005)

Girato da Shaun Monson e narrato dalla voce di Joaquin Phoenix, Earthlings (‘Terrestri’) è un film documentario prodotto dalla Nation Earth che ritrae il terribile trattamento riservato agli animali. Per i 95 minuti della sua durata, le telecamere nascoste vi porteranno oltre le porte, sempre chiuse, dell’industria della carne e dei suoi orrori.

2. Vegucated (2011)

Vegucated è un documentario a sfondo sociale ma comunque comico, incentrato sulla storia di 3 ragazzi onnivori di New York che si organizzano per diventare vegani per 6 settimane per perdere peso e trarne altri benefici al livello di salute. Nel corso della loro avventura vegana, però, scopriranno il lato oscuro dell’allevamento animale e, all’improvviso, si ritroveranno contro l’industria alimentare che avevano difeso fino a qualche settimana prima della loro decisione.

3. Live and let live (2013)

Questo splendido documentario di Marc Pierschel si snoda attraverso una serie di interviste realizzate a vari vegani, andando a indagare le ragioni che spingono ad abbracciare la filosofia vegana, siano esse legate a questioni di salute, di ambientalismo o di etica animalista. Il film raccoglie le testimonianze di 6 persone che sono diventate vegane per sempre: quanto toccante può essere vedere un macellaio trasformarsi in uno chef veg?

4. Peaceable Kingdom (2004)

Questo pluripremiato documentario di 70 minuti racconta la storia di vari allevatori tradizionali che si trovano costretti a riesaminare il proprio rapporto con gli animali. È commovente vedere come questi allevatori diventino vegani, per poi creare addirittura un rifugio per gli animali abbandonati o bisognosi di aiuto. Esiste anche una versione più recente del film, realizzata dallo stesso produttore (James LaVeck) e dallo stesso regista (Jenny Stein) nel 2009 con un cast diverso, intitolata ‘Peaceable Kingdom: The Journey Home’.

5. Cowspiracy: The sustainability secret (2014)

Cowspiracy è un documentario realizzato tramite crowdfounding, co-prodotto e co-diretto da Kip Andersen e Keegan Kuhn. Il film cerca di analizzare le politiche portate avanti da varie organizzazioni ambientaliste come Greepeace e Rainforest Action Network, gettando ulteriore luce sull’impatto ambientale dell’allevamento animale intensivo.

6. Forks over knives (2011)

Forks over Knives è un documentario più concentrato su aspetti salutari dell’alimentazione, in quanto mostra sulla base di prove acclarate la stretta relazione esistente tra lo sviluppo di malattie degenerative e la dieta carnivora. La pellicola è stata realizzata con la collaborazione di un team di dottori e ricercatori per mettere in evidenza dolori e sofferenze comuni legati a obesità e diabete, patologie all’ordine del giorno ormai in America proprio per sostenere quanto esse potrebbero essere ridotte adottando una dieta a base di vegetali.

7. Simply Raw: reversing diabetes in 30 days (2009)

Simply Raw esamina il nesso tra il crudismo e il diabete. Il documentario si sviluppa intorno a 6 americani che soffrono di diabete, che passano a una dieta vegana per 30 giorni, mostrando risultati sorprendenti in quanto al calo dei livelli di zuccheri nel sangue e di riduzione della dipendenza da insulina.

8. Fat, Sick and Nearly Dead (2010)

Un film ispirante che testimonia il cambiamento di un australiano in sovrappeso, Joe Cross, il quale soffriva di una rara malattia autoimmune. Nonostante i medici non gli avessero dato più speranze, Joe decide di ristabilire la sua salute per conto suo, dandosi completamente a una dieta a base di soli succhi di frutta e verdura per un paio di mesi. I risultati? A dir poco sorprendenti.

9. Speciesism: The Movie (2013)

Si tratta di un documentario che si incentra innanzitutto sull’allevamento animale, con stralci di filosofia nel corso di tutta la pellicola sull’influenza che gli animali hanno sul mondo umano. Il regista Mark Devries ha insomma voluto indagare il mondo dell’allevamento, riferendo il titolo Speciesism al termine coniato dallo psicologo britannico Richard Ryder negli anni ’70 per asserire l’inferiorità degli animali rispetto agli esseri umani, nell’intento di rovesciarne del tutto il significato.

10. Unity (2015)

È un documentario uscito relativamente da poco, considerato un sequel del famoso documentario di Shaun Monson del 2005, Earthlings. Uscito ufficialmente negli USA ad Agosto, il film analizza le ragioni per cui il genere umano non è stato in grado di vivere in armonia con gli altri abitanti del pianeta, nonostante i grandi progressi realizzati in campi quali filosofia, religione e tecnologia.

Moby apre un ristorante vegano (loVeg)

Dj e musicista celebre al livello internazionale, Moby, dopo essere stato vegano per ben 27 anni, ha annunciato di voler aprire un ristorante vegano quest’estate a Silver Lake e di volerlo chiamare “Little Pine“. Ma qual è stato il percorso dell’artista prima di arrivare a intraprendere questa strada, passando da punk-rocker carnivoro che prendeva in giro i vegetariani ad essere un vero e proprio attivista vegano?

Come ha raccontato al Los Angeles Times, fu all’età di 10 anni che Moby, nel passare davanti a una discarica della piccola città del Connecticut in cui viveva, sentì dei miagolii provenire da una scatola che si trovava giusto di fronte alla discarica. Si avvicinò, aprì la scatola e dentro vi trovò tre gattini morti e uno in fin di vita: così, lo portò dal veterinario con la madre e riuscì a salvarlo. Dopo una decina d’anni, nel giocare ancora con quello stesso gatto, all’improvviso un pensiero gli balenò: “Perché, se a questo gatto ci tengo e voglio proteggerlo da qualsiasi forma di sofferenza – si chiese – sono ancora immischiato in azioni che ne procurano ad altre creature?“.

Eppure, molta gente – sebbene sia contro la crudeltà sugli animali – continua ad amare la carne. A questo stato di cose, Moby oppone una citazione di Voltaire: “La perfezione è nemica del bene“: nel senso che è preferibile che si facciano piccole cose buone al non fare affatto chissà che grandi cose alla perfezione. Il fatto che una persona riduca del 10% o del 20% il proprio consumo di carne è già un traguardo in termini di effetti sui cambiamenti climatici, nonché sul proprio benessere: “È dalle piccole cose – dice l’artista – che nascono conseguenze fenomenali“.